Dolomiti patrimonio dell’umanità Buone pratiche,Contemporanea-mente

di Massimo Salvi

dolomiti-2Cinque province mettono a disposizione il territorio con l’obiettivo comune di valorizzare le Dolomiti. La proposta contenuta nella “piattaforma alpina” per valorizzare la specificità delle Terre Alte, da Trento a Udine. Se n’è discusso sabato 28 febbraio a Cortina d’Ampezzo, all’Alexander Girardi Hall, in un convegno organizzato dalla Fondazione Angelini dove le province di Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone, hanno presentato la candidatura delle Dolomiti a Patrimonio dell’Umanità. In giugno a Siviglia la decisione dell’Unesco.

L’idea della candidatura è dei primi anni ’90, allora a proporla furono Mountain Wilderness e Lega Ambiente. Nel 1998, Mountain Wilderness ricevette dalla Sovrintendenza del Veneto l’invito a collaborare alla stesura di un progetto che avrebbe dovuto essere finalmente presentato all’UNESCO, ma che venne poi stoppato dall’opposizione della Provincia Autonoma di Bolzano. Formalizzata nel 2004, la proposta è stata poi bloccata due anni dopo non considerando di valore universale i processi biologici, ecologici e le biodiversità presenti nell’area.

dolomiti-3Ripresentata lo scorso anno, questa volta secondo criteri di eccezionali valori paesaggistici, ambientali, geologici e geomorfologici, la proposta riguarda un ambito territoriale che comprende cinque provincie dove si parlano quattro lingue differenti: italiano, tedesco, ladino e friulano. In particolare sono stati presi in considerazione 9 siti, per un totale di 142 mila ettari di “area cuore” e 89 mila ettari di “area cuscinetto”.

Complessivamente si tratta di oltre 231 mila ettari, così suddivisi: Pelmo – Croda da Lago (6.770 ettari); Marmolada (2.785); Pale di San Martino – San Lucano – Dolomiti Bellunesi (55.334); Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave (46.448); Dolomiti Settentrionali (78.768); Puez Odle (10.793); Siciliar, Catinaccio, Latemar (14.072); Rio delle Foglie / Bletterbach (819); Dolomiti di Brenta (15.336).

Ad occuparsi della gestione dei territori delle Dolomiti patrimonio dell’umanità sarà una fondazione, costituita dalle cinque Province, aperta a Parchi, enti locali, associazioni e fondazioni, con un budget di 600 mila euro per il primo anno e 400 mila per i successivi.

E anche il Governo ci sta. “Le Dolomiti hanno tutte le carte in regola per diventare patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. E meritano il riconoscimento”. A dirlo è il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio, Stefania Prestigiacomo che ha inviato una lettera di sostegno all’iniziativa, assicurando il suo appoggio per un esito certo di quest’unica candidatura italiana “seconda in assoluto dal punto di vista ambientale dopo quella delle Isole Eolie, diventata patrimonio Unesco nel 2002”.

Dolomiti patrimonio dell’umanità
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