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	<title>Informazione Sostenibile - Comunicazione ambientale &#187; ambientalismo</title>
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		<title>LIBRI &#8211; Appena tradotti in italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Su segnalazione delle Librerie Feltrinelli e della Rete ambiente e società due interessanti libri finalmente tradotti in italiano:

-  A. Gorz, Ecologica, Jaca Book, 2009
Filosofo della politica, fondatore di un pensiero ecologico critico,  sia dello sviluppo capitalista,  che delle realizzazioni di un comunismo imitativo delle utopie di produttivismo che hanno portato il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Su segnalazione delle Librerie Feltrinelli e della Rete ambiente e società due interessanti libri finalmente tradotti in italiano:<br />
</strong><br />
<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/andre-gorz.jpg"><img class="size-full wp-image-1591 picleft" title="andre-gorz" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/andre-gorz.jpg" alt="andre-gorz" width="230" height="175" /></a><strong>-  A. Gorz, Ecologica, Jaca Book, 2009</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Filosofo della politica, fondatore di un pensiero ecologico critico,  sia dello sviluppo capitalista,  che delle realizzazioni di un comunismo imitativo delle utopie di produttivismo che hanno portato il mondo ad essere una società asservita alla legge del profitto e delle merci.<br />
Co/direttore  nei primi anni ’40 della rivista “Les Temps Moderns” con Jean Paul Sartre e Simone de Bouvoire, scrisse negli anni ’80 il controverso “Addio al proletariato” che provocò un acceso dibattito in Francia e negli altri paesi europei.<br />
Si è suicidato insieme alla moglie, affetta da una malattia degenerativa.<br />
Gorz resta un punto di riferimento per una grande riforma del pensiero economico che si preoccupi delle condizioni di vita e dell’ambiente.<br />
<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/nicholas-stern.jpg"><img class="picleft size-medium wp-image-1593" title="nicholas-stern" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/nicholas-stern-244x178.jpg" alt="nicholas-stern" width="244" height="178" /></a>-  N. Stern, Un piano per salvare il pianeta, Feltrinelli, 2009<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nato su incarico del governo inglese e reso pubblico alla fine del 2006, l’ormai famoso Rapporto Stern ha fornito la prima ampia indagine sulle conseguenze economiche dei cambiamenti climatici e sull’impatto sociale dei rischi ambientali. Dal momento della sua diffusione, il Rapporto si è imposto come un insostituibile strumento di analisi e un innovativo punto di riferimento per i governi di ogni parte del mondo.  In questo nuovo libro l’autore di quel documento – l’economista inglese Nicholas Stern – ne riprende i risultati e ne trae le più importanti lezioni politiche. Siamo infatti &#8211; avverte Stern &#8211; in un momento delicatissimo: le decisioni che verranno assunte nei prossimi cinque anni e le azioni che saranno intraprese nei prossimi due-tre decenni saranno vitali per il futuro del pianeta. Il modello tradizionale di crescita si è inceppato, ed è urgente pensare un nuovo modello basato su un basso uso di combustibili tradizionali. Ignorare la questione significa non solo condannare la Terra a un futuro di inquinamento, ma imboccare una strada di non sviluppo e di decadimento economico. È urgente avviare azioni concrete, stabilire un prezzo per l’emissione dei gas serra, definire forti obiettivi di riduzione, bloccare la deforestazione, sostenere l’innovazione e l’impiego di tecnologie a basso tenore di carbonio. Per la prima volta in modo accessibile ma economicamente circostanziato, Stern chiarisce com’è possibile raggiungere questi obiettivi, ridurre drasticamente i rischi ambientali e favorire una nuova fase di crescita e di progresso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Foto tratte da: smh.com.au<br />
1.folha.nol.com.br</p>
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		<title>RINNOVARSI E MIGLIORARE</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il  sito internet del Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (Parco del Ticino) è un esempio di come essere nelle istituzioni non esima dal comunicare in modo efficace. Il link col primo Comune a crescita (edilizia) zero è da tempo presente in questa rivista. Ora però vogliamo evidenziarne la nuova veste, grafica e contenutistica, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il  sito internet del Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (Parco del Ticino) è un esempio di come essere nelle istituzioni non esima dal comunicare in modo efficace. Il link col primo Comune a crescita (edilizia) zero è da tempo presente in questa rivista. Ora però vogliamo evidenziarne la nuova veste, grafica e contenutistica, ed anche l’accresciuta visibilità. Fa piacere che Report si sia interessato alla politica “atipica” del sindaco Finiguerra ma farebbe ancora più piacere se altri suoi colleghi imboccassero con decisione la medesima strada, a torto giudicata impopolare. Le persone intervistate in video smentiscono chiaramente i luoghi comuni dei fautori del cemento.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2009/01/09/24-gennaio-2009-la-campagna-nazionale-parte-da-cassinetta/" target="blank"><span style="color: #ff0000;">ALTR</span><span style="color: #ffcc00;">ITALIA</span><span style="color: #339966;">LTRO</span><span style="color: #0000ff;">MONDO</span></a></p>
<p style="text-align: center;">fatti, commenti, idee e altro dal blog di Domenico Finiguerra</p>
<p style="text-align: center;">&#8230;.<br />
<em><a href="http://www.domenicofiniguerra.it/?page_id=470" target="blank">Un Matrimonio per un pezzo di terra</a><br />
<a href="http://www.domenicofiniguerra.it/?page_id=472" target="blank">Led it be</a><br />
<a href="http://www.domenicofiniguerra.it/?page_id=186" target="blank">Il Male Comune, intervista a Report, Rai Tre</a></em><br />
&#8230;.</p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.domenicofiniguerra.it/" target="blank">www.domenicofiniguerra.it</a></em></p>
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		<title>Addio pineta di Liguria</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1441/addio-pineta-di-liguria/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 07:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier & documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[di Bruno Vivaldi
Non sta cambiando soltanto il clima, ma anche il paesaggio; una mutazione in atto  riguarda i circa 29.000 ettari di pinete  che avevano finora caratterizzato il paesaggio di una regione che è ben conosciuta come meta turistica internazionale : la Liguria

 Scarica l&#8217;articolo pdf
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Bruno Vivaldi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non sta cambiando soltanto il clima, ma anche il paesaggio; una mutazione in atto  riguarda i circa 29.000 ettari di pinete  che avevano finora caratterizzato il paesaggio di una regione che è ben conosciuta come meta turistica internazionale : la Liguria</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2008/12/pdf.png"><img class="picleft size-full wp-image-150" title="pdf" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2008/12/pdf.png" alt="pdf" width="32" height="32" /></a> <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/10/pinete-di-liguria.pdf">Scarica l&#8217;articolo pdf</a></p>
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		<title>The Age of Stupid – dal film, una riflessione su come sconfiggere la stupidita’ umana</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
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		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[a cura di To.Far.
&#8220;Uno sguardo di allarme sul mondo d&#8217;oggi, visto dal futuro prossimo del 2055, anno in cui un uomo che vive in solitudine in un mondo ormai devastato riguarda vecchi filmati del 2008, chiedendosi «Perché non ci siamo salvati quando ne avevamo l’occasione?». Il titolo, anche se in inglese, è chiaro: The Age [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #333333;">a cura di To.Far.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">&#8220;Uno sguardo di allarme sul mondo d&#8217;oggi, visto dal futuro prossimo del 2055, anno in cui un uomo che vive in solitudine in un mondo ormai devastato riguarda vecchi filmati del 2008, chiedendosi «Perché non ci siamo salvati quando ne avevamo l’occasione?». Il titolo, anche se in inglese, è chiaro: <em>The Age of Stupid. </em>E&#8217; un film &#8220;manifesto&#8221; sui cambiamenti climatici, un preciso messaggio in vista della Conferenza di Copenhagen dove &#8211; il prossimo dicembre &#8211; dovrà essere ratificato il nuovo trattato sul clima, che aggiornerà il Protocollo di Kyoto&#8221;. Così il Corriere della Sera on line lancia il film che promette di essere l’evento della stagione. Non solo per i temi di drammatica attualità che tratta, ma anche per la scelta di proiettarlo in simultanea nei cinematografi di oltre 40 Paesi: dall’Europa all’Asia, dal Medio Oriente all’Africa. Grazie alla tecnologia satellitare, che consente di risparmiare sulla produzione delle pellicole, sulla loro distribuzione e che oltretutto abbatte notevolmente le emissioni di Co2. Per il film, DVD, modalità di visione e di acquisto si rimanda al sito <span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #7f7f7f; font-family: Cambria;"><span style="color: #7f7f7f; font-family: Cambria;"><span style="font-size: x small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #333333;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ageofstupid.net">www.ageofstupid.net</a></span></span><span style="color: #333333;">, in grado di soddisfare i più curiosi e motivati ad approfondire i temi ambientali. </span></span></span></span></span></span></span> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #7f7f7f; font-family: Cambria;"><span style="color: #7f7f7f; font-family: Cambria;"><span style="font-size: x small;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/09/ageofstupid.jpg"><img class="size-full wp-image-1304 aligncenter" title="ageofstupid" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/09/ageofstupid.jpg" alt="ageofstupid" width="451" height="351" /></a></span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Ma si vorrebbe riflettere insieme su come vadano troppo spesso di pari passo i grandi allarmismi e i grandi proclami. Avvicinandosi al mondo dell’informazione, in questo periodo, su un piatto della bilancia pesano le ennesime campagne di sterminio contro razze animali protette, le scoperte di nuovi impianti atomici, l’individuazione di depositi di scorie radioattive e di materiali cancerogeni (anche nel mare italiano, anche nel sottosuolo di ospedali e scuole italiane), la rilevazione dei postumi da disastri celebri (la diossina di Seveso e l’incremento di determinate patologie), le cementificazioni dissennate (alcuni esempi &#8220;glocal&#8221; nell’editoriale) e così via. Dall’altro piatto della bilancia stanno gl’incontri tra i Grandi della Terra, a Kyoto, all’ONU, a Pittsburgh, a Copenhagen dove si tenta (o meglio, qualcuno come Obama tenta) di rallentare la corsa verso <em>the age of stupid.</em> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Se non ci riesce Golia, chi può farlo? Forse Davide, nel suo piccolo: la potenza non esime dalla stupidità, anzi. Chi opera unendo cervello e passione ambientalista compie alcuni tentativi per ridisegnare diversamente il prossimo 2055. Lo si può leggere in esperienze riportate proprio qui, in home page. Lo si legge anche in questa gradita email – appena ricevuta &#8211; e nella comunicazione che riportiamo: </span><span style="color: #333333;"><em>Carissima Redazione, visitando ed apprezzando il vostro sito, vi segnalo alcune nostre iniziative innovative e determinate, finalizzate alla costruzione di una maggiore sostenibilità che passi anche dal cambiamento delle nostre abitudini quotidiane .Cordiali saluti<br />
Alessio Ciacci</em> &#8211; <em>Assessore all&#8217;Ambiente del Comune di Capannoni</em> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Ecco dunque l’esempio di &#8220;Effecorta&#8221;: il primo negozio per la valorizzazione dei prodotti locali e &#8220;alla spina&#8221; inaugurato a Capannori (Lucca). Buon proseguimento sulla strada dell’intelligenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/09/08-28-effecorta.pdf"><span style="color: #333333;"><strong>Scarica il file</strong></span></a><span style="color: #333333;">.pdf</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Foto tratta da: bristol.indymedia.org</span></p>
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		<title>O.G.M.: il reato, le pene e le tutele. Temi d’interesse per le associazioni ambientaliste e non solo.</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/713/ogm-il-reato-le-pene-e-le-tutele-temi-d%e2%80%99interesse-per-le-associazioni-ambientaliste-e-non-solo/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 08:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier & documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Società & Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Diana Tazzini


Dopo il nuovo no alla fine del divieto di coltivazione di Mais O.G.M. degli Stati Membri torna attuale il tema degli Organismi Geneticamente Modificati. Nel luglio del 2003 il governo italiano, in attuazione di due direttive comunitarie, con il D.Lgs n. 224 disciplina ex novo, rispetto alla normativa del ’93, tale materia. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Diana Tazzini</strong><br />
<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il nuovo no alla fine del divieto di coltivazione di Mais O.G.M. degli Stati Membri torna attuale il tema degli Organismi Geneticamente Modificati. Nel luglio del 2003 il governo italiano, in attuazione di due direttive comunitarie, con il D.Lgs n. 224 disciplina ex novo, rispetto alla normativa del ’93, tale materia. Per OGM la comunità scientifica da sempre intende qualsiasi organismo diverso dall’essere umano il cui materiale genetico venga modificato da quanto si verifica in natura.<br />
Il <strong>D.Lgs. n. 224/03</strong> dispone una serie di misure atte a proteggere la salute umana, animale ed ambientale la cui violazione configura in alcuni casi un illecito amministrativo ed in altri un reato penalmente perseguibile.<br />
Tre gli articoli di interesse: il <strong>34</strong> rubricato dell’emissione deliberata di O.G.M. nell’ambiente; il <strong>35</strong> rubricato dell’immissione di O.G.M. sul mercato ed il <strong>36</strong> disciplinante il pericolo di danno per la salute pubblica o per l’ambiente cagionato dall’emissione deliberata o dall’immissione di O.G.M. sul mercato.<br />
Ai sensi dell’<strong>art. 34 D.Lgs. n. 224/03</strong> chiunque intenda effettuare un’emissione deliberata di O.G.M. nell’ambiente è tenuto a presentare preventivamente una notifica al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio. Alla notifica segue un’istruttoria ed una eventuale autorizzazione da parte dell’Autorità adita a tale emissione.<br />
Quattro sono le ipotesi di illecito, per altro trattasi di illecito contravvenzionale, che, stante tale disciplina, possono integrarsi:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>a) <span style="text-decoration: underline;">emissione di O.G.M. senza notifica</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La condotta di chi effettua una emissione di O.G.M. nell’ambiente senza aver prima effettuato la prescritta notifica è punita alternativamente con la pena dell’arresto da 6 mesi a 3 anni o con l’ammenda sino ad € 51.700;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>b) <span style="text-decoration: underline;">emissione di O.G.M. senza autorizzazione<br />
senza attendere la relativa autorizzazione</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La condotta di chi pur avendo provveduto alla necessaria notifica emette O.G.M. senza attendere la relativa autorizzazione o in difetto di tale autorizzazione è punita alternativamente con l’arresto da 6 mesi a 2 anni o con l’ammenda sino ad € 51.700. La ratio della minore entità della sanzione penale è data dal fatto che nell’ipotesi sub a) il Ministero dell’Ambiente non solo non ha dato l’autorizzazione ma è all’oscuro di tutto;</p>
<p style="text-align: center;"><em> <strong>c) <span style="text-decoration: underline;">emissione dello stesso O.G.M. senza notifica<br />
o senza autorizzazione</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">La condotta di chi ha già effettuato un’emissione di O.G.M. nell’ambiente nel rispetto della prescritta normativa ma ne effettua una nuova anche dello stesso organismo senza ripercorrere tale procedura è punita con le stesse pene rispettivamente di cui alle ipotesi sub a) e b). La ratio di questa rigidità è dovuta alla necessità di tenere costantemente aggiornato l’autorità competente in ordine ad una materia in evoluzione che anche in un lasso di tempo relativamente breve potrebbe aver raccolto elementi capaci di portare al diniego di una autorizzazione magari precedentemente concessa di un’emissione di O.G.M. nell’ambiente;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>d) <span style="text-decoration: underline;">omessa adozione di misure urgenti<br />
in caso di modifiche dell’emissione</span> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La condotta di chi, in violazione di norme di legge, omette di comunicare al Ministero dell’Ambiente le prescritte informazioni e quella di adottare comunque le misure urgenti atte ad arginare il pericolo è punita nella prima ipotesi a titolo di illecito amministrativo con al sanzione pecuniaria da € 7.800 ad € 46.500, nella seconda ipotesi  a titolo di contravvenzione anche in questo caso con<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/03/1198167507247_ogm.jpg"><img class="picright size-medium wp-image-714" title="1198167507247_ogm" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/03/1198167507247_ogm-178x178.jpg" alt="1198167507247_ogm" width="178" height="178" /></a> la pena alternativa dell’arresto sino a 2 anni o dell’ammenda sino ad € 51.700;</p>
<p style="text-align: justify;">Stesse ipotesi di reato e stesse pene sono lo scenario che si apre anche per <strong>chiunque immette sul mercato O.G.M. senza notifica o senza autorizzazione</strong>, con la differenza che per immissione la normativa intende la messa a disposizione di terzi dell’O.G.M. dietro compenso o gratuitamente. In questa fattispecie di reato, sancita e disciplinata dall’<strong>art. 35 D.Lgs. n. 224/03</strong>, nell’ipotesi di nuova immissione sul mercato, laddove la prima fosse stata effettuata in uno Stato Membro, muta l’Autorità competente a ricevere la notifica ed a concedere la relativa autorizzazione che non sarà più il Ministero dell’Ambiente ma l’Autorità competente per quello Stato Membro.<br />
Il successivo <strong>art. 36 D.Lgs. n. 224/03</strong> punisce con la pena <span style="text-decoration: underline;">non più alternativa</span> dell’arresto da 6 mesi a 1 anno e con l’ammenda da € 2.600 sino ad € 25.900, la <strong>condotta di chi, con l’emissione o l’immissione di O.G.M. sul mercato, provoca pericolo per la salute umana e ambientale</strong>, prevedendo a carico del soggetto agente anche l’obbligo della bonifica dei luoghi, del loro ripristino unitamente al risarcimento del danno non altrimenti eliminabile.<br />
Due le considerazioni da fare. Innanzitutto va precisato che il reato di cui all’art. 36 non assorbe né quello disciplinato dal 34 né quello del 35 creando così un’ipotesi di concorso di reati. Ciò significa che chiunque immetta sul mercato O.G.M. senza la prescritta autorizzazione cagionando così un pericolo per l’ambiente risponderà sia del reato di cui all’art. 35, comma 2, che di quello di cui all’art. 36, comma 1, D.Lgs. n. 224/03.<br />
Ulteriore specificazione è che la norma stabilisce che il reato in oggetto viene assorbito da un eventuale reato più grave che il soggetto agente, con una medesima condotta, potrebbe integrare.<br />
Per fare un esempio: se in conseguenza dell’immissione su mercato di un O.G.M. si verifichi un’epidemia il soggetto agente risponderà del solo delitto (non più contravvenzione) di cui all’art. 438 c.p. perché più grave rispetto alla contravvenzione di cui all’art. 36 D.Lgs. n. 224/03.<br />
Da notare che il reato in oggetto è un reato di pericolo e non di evento non essendo necessario, stando al tenore della norma, che il danno alla salute o all’ambiente si sia verificato nella realtà, essendo sufficiente la loro messa in pericolo.<br />
Per quanto concerne poi il danno per l’ambiente, intenso qui in senso estensivo di qualsivoglia forma vegetale ed animale, va ricordato che non tutte le tipologie di pericolo rilevano ai fini dell’art. 36, essendo espressamente richiesto un <strong>pericolo rilevante e persistente </strong>e<strong> quindi di notevole entità e duraturo</strong>. Va da ultimo sottolineato che la condotta del responsabile del reato non deve necessariamente essere commissiva, ovvero consistere in un’azione, ben potendo il reato essere integrato con una mera condotta omissiva come l’inerzia.<strong></strong></p>
<p><strong>La tutela  delle associazioni ambientaliste</strong><br />
In tema di reati ambientali sono stati molti i dibattiti e gli orientamenti giurisprudenziali di merito e di legittimità che si sono susseguiti negli anni in ordine alla legittimazione passiva delle associazioni ambientaliste nei procedimenti penali in atto</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/03/ogm01.jpg"><img class="size-full wp-image-715 aligncenter" title="ogm01" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/03/ogm01.jpg" alt="ogm01" width="273" height="315" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Prima della legge n. 349/86</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prima dell’entrata in vigore della legge n. 349/86, istitutiva del Ministero dell’ambiente, la giurisprudenza di merito aveva risolto affermativamente la questione statuendo la possibilità per tali associazioni di costituirsi parte civile ogni qualvolta il reato offendesse lo scopo o il fine di quella associazione. Per questa via, nei primi ani ‘80 era stata ritenuta ammissibile la costituzione di parte civile di una sezione locale del WWF, trattandosi di ente titolare di interessi collettivi giuridicamente tutelabili, in un processo penale per lottizzazione abusiva.<br />
Contrariamente a quanto affermato dalla giurisprudenza di merito la Cassazione in quegli anni affermava l’insussistenza in capo alle associazioni di un qualsivoglia danno, patrimoniale e non, tale da giustificare la loro costituzione di parte civile, tanto è vero che nel 1986 la Suprema Corte escludeva il WWF Fondo Mondiale per la Natura dalla costituzione di parte civile e dalla relativa richiesta dei danni in un procedimento per il delitto di avvelenamento colposo di acque destinate all’alimentazione adducendo in capo all’associazione la sussistenza di un semplice interesse diffuso, per cui dal delitto non derivava all’ente un danno patrimoniale o non patrimoniale ricollegabile alla lesione di tale diritto .</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La legge n. 349/86 e il T.U. n. 267/2000</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’art. 18 della l. n. 349/86 stabiliva che l’azione di risarcimento del danno ambientale doveva essere promossa dallo Stato o dagli enti pubblici territoriali.<br />
Alle associazioni ambientaliste veniva riconosciuto:    &#8211; dal comma 4 un potere di denuncia dei fatti lesivi di cui venivano a conoscenza;<br />
- dal comma 5 la facoltà di intervenire nei giudizi per danno ambientale anche in sede penale.<br />
Il T.U. n. 267/00 ampliava le prerogative delle associazioni riconosciute (il riconoscimento di dette associazioni era stabilito dall’art. 13 della legge n. 349/86), attribuendo alle stesse una legittimazione a stare in giudizio in sostituzione dello Stato o degli altri enti territoriali nel cui territorio si trova il bene oggetto del fatto lesivo. Era stata sancita la loro legittimazione sussidiaria.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La vigente normativa: il D.Lgs. n. 152/2006</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo Testo Unico in materia ambientale ha abrogato l’intera disciplina precedente, ivi compreso l’art. 18 della l. n. 349/86 eccezion fatta per il suo comma 5 ovvero per quella parte della normativa che prevedeva il potere per le associazioni, individuate ex art 13 della medesima legge, di intervenire nei giudizi per danno ambientale e di ricorrere in sede amministrativa per l’annullamento di atti illegittimi. (per dovere di completezza si fa presente che il T.U. in commento disciplina anche tutta la parte relativa ai poteri di denuncie ed osservazioni da parte delle associazioni ambientaliste al Ministero dell’Ambiente).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In conclusione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie anche alla concezione moderna di danno sotto la triplice dimensione di personale, sociale e pubblico, la Cassazione penale nel 2006 e nel 2007, anche sotto la vigente, ed in apparenza più restrittiva normativa, sembra non avere difficoltà alcuna a <strong>garantire l’accesso per le associazioni ambientaliste</strong> alla giustizia penale nel caso lamentino la l<strong>esioni di un interesse proprio sia costituendosi parte civile sia esercitando diritti e facoltà attribuiti alla persona offesa dal reato</strong>, a patto che di questa abbiano uno specifico  consenso.</p>
<p style="text-align: left;">Foto tratte da:<br />
greencrossitalia.it<br />
regione.toscana.it</p>
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		<title>E se anche il vostro Comune si dotasse di un Piano Regolatore a Crescita Zero?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 08:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier & documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[di Domenico Finiguerra,
Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (Milano)
Cassinetta di Lugagnano è un comune del Parco Lombardo della Valle del Ticino, riserva della Biosfera UNESCO. Nel mezzo di una bella pianura irrigua, una mezzaluna fertile, che va da Melegnano a Legnano.
Ma come tutti i comuni a sud della grande metropoli milanese, è sottoposto ad una fortissima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Domenico Finiguerra,</strong><br />
Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (Milano)</p>
<p style="text-align: justify;">Cassinetta di Lugagnano è un comune del Parco Lombardo della Valle del Ticino, riserva della Biosfera UNESCO. Nel mezzo di una bella pianura irrigua, una mezzaluna fertile, che va da Melegnano a Legnano.<br />
Ma come tutti i comuni a sud della grande metropoli milanese, è sottoposto ad una fortissima pressione a costruire. Infatti, il sud-ovest Milano, con il solo 19% di territorio urbanizzato, è il <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/02/abbiategrassonavigabilita.jpg"><img class="picleft size-medium wp-image-583" title="abbiategrassonavigabilita" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/02/abbiategrassonavigabilita-140x178.jpg" alt="" width="140" height="178" /></a>naturale luogo dove sfogare l’ “incontinenza” edilizia della grande metropoli e dove realizzare grandi infrastrutture, dettate dal modello di sviluppo che ha già creato Malpensa e che ci porterà (forse) Expo2015 e tutte le sue conseguenze.</p>
<p style="text-align: justify;">LE ELEZIONI</p>
<p style="text-align: justify;">Quando nel 2002 la lista civica “Per Cassinetta” è stata eletta, con il 51% dei voti, alla guida dell’amministrazione comunale di Cassinetta di Lugagnano, il programma elettorale al capitolo “urbanistica” prevedeva in maniera molto chiara ed esplicita la volontà di:<br />
−    non procedere a nessun nuovo piano di insediamenti residenziali se non attraverso il recupero di volumi già esistenti;<br />
−    puntare sulla valorizzazione del centro storico e del patrimonio artistico ed architettonico (il Naviglio grande, le sue ville, i parchi ed i giardini);<br />
−    salvaguardare l’agricoltura;<br />
−    promuovere la qualità ambientale e il turismo;<br />
−    opporsi alle grandi infrastrutture legate all’aeroporto di Malpensa.</p>
<p style="text-align: justify;">LA CRESCITA ZERO</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta del risparmio del suolo e l’adozione del principio ispiratore cosiddetto della “crescita zero” per tutta la politica urbanistica dell’amministrazione derivava dalle seguenti convinzioni e constatazioni:</p>
<p style="text-align: justify;">−    non è sostenibile un modello di sviluppo che prevede il consumo sistematico del suolo, l’impoverimento delle risorse naturali, la progressiva ed inesorabile urbanizzazione e conurbazione tra diverse città e paesi;<br />
−    non è più sostenibile il meccanismo deleterio che spinge le amministrazioni a “utilizzare” il territorio come risorsa per finanziare la spesa corrente.</p>
<p style="text-align: justify;">LA DECISIONE</p>
<p style="text-align: justify;">La decisione di adottare la “crescita zero” quale faro della politica urbanistica, pur se già ampiamente prevista dal programma amministrativo, è stata confermata successivamente anche attraverso assemblee pubbliche aperte a tutta la cittadinanza. Nell’ambito del procedimento partecipato di elaborazione del PGT, il dilemma da sciogliere è stato sostanzialmente il seguente: “per finanziarie le opere e i servizi necessari alla comunità, la comunità stessa preferisce:</p>
<p style="text-align: justify;">−    ricorrere al finanziamento delle opere necessarie per mezzo di nuove lottizzazioni (e conseguente incremento di popolazione, e conseguente necessità di nuovi servizi, e conseguente necessità di nuove lottizzazioni, e via così fino all’esaurimento delle aree libere)?;<br />
−    oppure: ricorrere al finanziamento per mezzo di accensione di mutui con conseguente ricaduta sulla fiscalità locale?</p>
<p style="text-align: justify;">Dal dibattito che ne è sortito, non c’è stata nessuna levata di scudi in nome del motto “giù le tasse”; anzi, le considerazioni più ricorrenti sono state: “vogliamo mantenere integro il territorio e non vogliamo  crescere”, oppure “siamo scappati dall’hinterland milanese e abbiamo scelto Cassinetta di Lugagnano per la sua qualità ambientale”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amministrazione, pertanto, con grande sorpresa anche degli urbanisti incaricati, ha ritenuto giusta ed ha confermato la decisione di non prevedere nessuna zona di espansione.<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/02/foto_milano_cassinetta_di_lugagnano_01.jpg"><img class="picright size-medium wp-image-584" title="foto_milano_cassinetta_di_lugagnano_01" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/02/foto_milano_cassinetta_di_lugagnano_01-237x178.jpg" alt="" width="237" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">IL BILANCIO COMUNALE</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dall’insediamento, la politica di bilancio è stata improntata al massimo rigore, puntando alla realizzazione di un importante e strategico obiettivo: “l’emancipazione” del bilancio dagli oneri di urbanizzazione. Progressivamente, a partire dal 2002, è stata ridotta fino allo 0 (zero) % (obiettivo raggiunto contestualmente all’approvazione del PGT) la quota di oneri di urbanizzazione destinata al finanziamento delle spese correnti.<br />
Inoltre, anche sul lato delle spese in conto capitale (investimenti) si è proceduto con una intensa e faticosa ricerca di contributi provinciali, regionali e statali a fondo perduto.<br />
Il Comune di Cassinetta di Lugagnano, nell’ultimo quinquennio ha realizzato opere per circa 4 milioni di euro grazie a contributi della Regione Lombardia e della Provincia di Milano.<br />
I pochissimi interventi di recupero dei volumi esistenti o alcuni micro-interventi sono stati autorizzati dall’amministrazione a fronte di ingenti opere pubbliche (a titolo di esempio, con il recupero di una villa del ‘500 e di annesso fienile a fini abitativi, l’amministrazione si è vista realizzare opere aggiuntive per 400 mila euro; la costruzione di una nuova farmacia privata è stata accompagnata alla realizzazione del nuovo polo sanitario).</p>
<p style="text-align: justify;">Moltissime sono state le iniziative realizzate per mezzo di sponsorizzazioni (si cita a titolo di esempio la sponsorizzazione del Piano Colore allegato allo stesso PGT da parte di Caparol).<br />
La scuola materna è stata costruita accendendo un mutuo finanziato con l’incremento di un punto dell’ICI sulle attività produttive.<br />
L’ICI sulla prima casa è rimasta ferma al 6 per mille e l’addizionale Irpef al 2%. La tariffa rifiuti prevede il recupero del 100% a carico dei contribuenti. Ma la raccolta differenziata è oltre il 73%.<br />
Si fa notare che se non avesse scelto l’opzione crescita zero, l’amministrazione avrebbe potuto ridurre, e di molto, la pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese.<br />
L’offerta di servizi sociali, educativi e culturali è aumentata e non è stato fatto nessun taglio alla spesa per servizi alla persona.</p>
<p style="text-align: justify;">IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO</p>
<p style="text-align: justify;">Il PGT del Comune di Cassinetta di Lugagnano è stato approvato definitivamente nel mese di marzo 2007, alla vigilia delle elezioni amministrative. Non prevede nessuna zona di espansione. E’ incentrato sul recupero e sulla valorizzazione del patrimonio esistente ed è corredato di un dettagliatissimo Piano del Colore.</p>
<p style="text-align: justify;">CONCLUSIONI</p>
<p style="text-align: justify;">Riassumendo arrivare ad un PGT a crescita zero è possibile, ma sono necessarie le seguenti condizioni:<br />
1. solidità della maggioranza e impermeabilità alle pressioni esterne che spesso pongono l’amministratore di fronte a offerte difficili da rifiutare: “se mi fai realizzare questo intervento edilizio, ti sistemi il bilancio, fai tante opere pubbliche utili senza sforzo e vieni rieletto oppure fai carriera “.<br />
2. forte condivisione della scelta da parte della comunità e continua partecipazione della stessa (i bambini, le associazioni, i gruppi informali, i singoli cittadini) alle decisioni assunte dell’amministrazione<br />
3. seria politica di bilancio che renda indipendenti sia le spese correnti che quelle in conto capitale dagli oneri di urbanizzazione dovuti a nuovi insediamenti e che ricerchi risorse alternative<br />
4. utilizzo ed incentivo al recupero di tutti i volumi esistenti</p>
<p style="text-align: justify;">UNA POSTILLA</p>
<p style="text-align: justify;">Alle ultime elezioni amministrative del 2007, la lista civica (rosso-verde) è stata riconfermata con oltre il 63% dei voti, in netta controtendenza rispetto a tutta la provincia di Milano, dove il centrosinistra ha perso in comuni importanti come San Donato Milanese, Rho, Pieve Emanuele, Buccinasco, Monza</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/02/foto_milano_cassinetta_di_lugagnano_02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-585" title="foto_milano_cassinetta_di_lugagnano_02" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/02/foto_milano_cassinetta_di_lugagnano_02-237x178.jpg" alt="" width="237" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">NOTA REDAZIONALE</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sindaco Finiguerra ci permette di attingere al suo blog per approfondire il tema della “crescita zero cemento” e per ricevere un’informazione aggiornata sulle attività dell’amministrazione comunale e sulle iniziative prese in occasione di varie manifestazioni . Rinviamo pertanto ai seguenti link:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://domenicofiniguerra.files.wordpress.com/2008/10/domenico-finiguerra-relazione-colloqui-dobbiaco-2008.pdf">Domenico Finiguerra &#8211; Relazione colloqui dobbiaco 2008.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2008/10/28/viennesi-veronesi-e-i-piccoli-fans/">Viennesi veronesi e i piccoli fans</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2008/09/10/ma-mi-faccia-il-piacere/">Ma mi faccia il piacere</a></p>
<p style="text-align: justify;">le foto sono tratte da:<br />
windoweb.it<br />
ariannaeditrice.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi può e chi forse no</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 17:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[steven chu]]></category>

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		<description><![CDATA[di ToFar.
Due notizie attuali: nel governo di Obama c’è un “dream team” che si occuperà di sviluppare la questione ambientale ed energetica ricercando fonti alternative per evitare il consumo del pianeta. Nel governo locale della Spezia si è entrati in fibrillazione per la prossima nomina del Presidente dell’Autorità portuale. Tra i candidati bipartisan (come oramai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di ToFar.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Due notizie attuali: nel governo di Obama c’è un “dream team” che si occuperà di sviluppare la questione ambientale ed energetica ricercando fonti alternative per evitare il consumo del pianeta. Nel governo locale della Spezia si è entrati in fibrillazione per la prossima nomina del Presidente dell’Autorità portuale. Tra i candidati bipartisan (come oramai si usa) spicca il Presidente del Parco delle Cinque Terre che si è occupato finora di sviluppare l’ambito  che controlla verso un modello di “dream world”, dove il consumo del territorio rischia di essere non solo metaforico.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Per Barak Obama e i Democratici statunitensi <em>“we can”</em>: e infatti Steven Chu, premio Nobel per la Fisica, diventa il Segretario per l’Energia in un governo che presenta una squadra “da sogno” di grande spessore nel Dipartimento per la protezione ambientale (con un Consiglio per la qualità dell’ambiente e nomi titolati a sovrintendere all’energia e alle politiche per il clima).</p>
<p><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/01/steven_chu_1781.jpg"><img class="size-medium wp-image-330 picright" title="steven_chu_1781" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/01/steven_chu_1781-115x178.jpg" alt="" width="104" height="160" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E’ chiaro l&#8217;intento del nuovo governo di porre in primo piano la lotta al riscaldamento globale ed attuare programmi innovativi in campo energetico. Uno dei primi passi è stato quello di coinvolgere personalità di prestigio, competenti, con un curriculum studiorum di tutto rispetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Walter Veltroni e i Democratici italiani <em>“we could(maybe) ”</em>: e infatti Franco Bonanini, presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre e, tra l’altro, esponente nazionale di Legambiente, è in “pole position” per diventare Presidente dell’Autorità portuale della Spezia. Dal servizio di una testata locale (cronaca4- 17/01/09) si apprende che <em>“politicamente il suo cuore batte per il Pd, ma in lui tutti vedono il manager più che il politico”</em>. Il manager rampante è visto come un guru dello sviluppo turistico e dell’imprenditorialità, coi soldi pubblici, da esponenti del governo (Matteoli, Grillo, Brunetta) e dell’opposizione (Rutelli, Realacci, Pecoraro Scanio). Anche i governatori locali della Liguria, con in testa il Presidente Burlando, lo premiano e lo lodano. Nel frattempo, managerialmente, ha “traghettato” il suo Parco sul sito di Symbola (Fondazione per le qualità italiane) e siede nel comitato promotore insieme a Tod’s, Pirelli, Consorzio Costa Smeralda, Unicredit, il ministro-ombra dell’ambiente Realacci e lo stesso Veltroni, tra i tanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché ci pare che i sogni di Veltroni stentino a decollare rispetto a quelli di Obama?<br />
Probabilmente Steven Chu non è nato ambientalista ma sarà sicuramente grazie ai suoi studi rigorosi se l’ambiente trarrà un qualche giovamento e se il governo Obama percorrerà una strada innovativa.<br />
Sicuramente Franco Bonanini è nato presidente di un Parco nazionale il cui ambiente e la cui salvaguardia di “ territorio fragile”  sono stati <em>leit motiv</em> di esternazione per oltre una decina d’anni. Ma è lecito domandarsi verso dove probabilmente, grazie ai suoi studi e al suo curriculum, farebbe salpare, dopo il Parco-vetrina, il “Porto delle nebbie”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/01/riomaggiorecolo1917.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-431" title="riomaggiorecolo1917" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/01/riomaggiorecolo1917-269x165.jpg" alt="" width="269" height="165" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Foto tratta da Waddel Ci.manchester.ct.us</p>
<p style="text-align: justify;">Fonti:<br />
www.corriere.it<br />
www.cronaca4.it<br />
www.symbola.net<br />
« Quai des brumes » (1938 – Marcel Carné/Jacques Prévert/Jean Gabin)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il significato del neo-ambientalismo</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/307/il-significato-del-neo-ambientalismo/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 17:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Tutela ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Asor Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflessioni di  ALBERTO ASOR ROSA

L’ambiente (inteso come paesaggio, territorio, ambiti di vivibilità) va considerato come bene comune e il tema va affrontato indipendentemente dalle collocazioni politiche.

È difficile far finta che il problema ambientale sia un problema circoscritto, che interessa solo gli «specialisti». Ma ora la situazione è peggiorata e si deve soprattutto a due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Riflessioni di  ALBERTO ASOR ROSA</strong></p>
<p><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/01/articoloasorrosa.jpg"><img class="size-medium wp-image-309 picleft" title="articolo Asor Rosa" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/01/articoloasorrosa-269x175.jpg" alt="articolo Asor Rosa" width="269" height="175" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ambiente (inteso come paesaggio, territorio, ambiti di vivibilità) va considerato come bene comune e il tema va affrontato indipendentemente dalle collocazioni politiche.<br />
</strong><br />
È difficile far finta che il problema ambientale sia un problema circoscritto, che interessa solo gli «specialisti». Ma ora la situazione è peggiorata e si deve soprattutto a due motivi. Il primo è rappresentato dal fatto che l´ideologia del «profitto economico», un tempo contrastata da altri valori, ha rotto tutti gli argini: se un bene non produce profitto, vada in malora; oppure un bene, se è tale, «deve» produrre profitto, al pari di un giacimento di petrolio. A ciò va attribuito, oltre a molti altri effetti catastrofici, lo smoderato consumo di suolo a fini speculativi, da cui il leggendario «paesaggio italiano» uscirà per sempre distrutto.<br />
L´altro motivo è che, su questo delicato terreno, sembrano essersi attenuate le distanze fra «politiche e comportamenti di destra» e «politiche e comportamenti di sinistra», come preciserò in seguito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il disegno complessivo del governo, di “smantellare” il settore pubblico (attraverso, tra l’altro, i tagli ai bilanci dei beni culturali, dell´ Università, della ricerca, della scuola; le minacce pendenti sul comparto giustizia; l’attacco al «fannullonismo» nel pubblico impiego e così via) richiede risposte adeguate. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se non si coglie la programmatica generalità di tale attacco, e ci si limita a condannarlo separatamente quando appare nei suoi diversi segmenti, non gli si può rispondere efficacemente.<br />
Da questo punto basso della situazione politica generale, soffermandoci sul tema della cultura e dell’ambiente, trovo che sarebbe un errore, opposto ma speculare, non accorgersi di fenomeni in controtendenza. Cresce a livello di base una «resistenza» sempre più tenace e consapevole. Questo neoambientalismo è contraddistinto da tre fondamentali caratteristiche: nasce, come dicevo, dal basso, espressione d´interessi talvolta circoscritti, ma componibili in un quadro strategico complessivo; si auto/organizza, non dipende cioè da altri (partiti, gruppi o associazioni), se mai trova forma di relazione al proprio interno (“similia cum similibus componuntur”), mantenendo tuttavia le proprie relative autonomie; punta dal particolare al generale, si muove dal punto in cui è nato, e in cui pure resta solidamente incardinato, per arrivare ad una visione di massima dei suoi problemi, là dove si spiega quel che, restando nel proprio «particulare», non sarebbe spiegabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il neoambientalismo come nuova visione d’insieme dei problemi attuali e prospettiva di ampio (e generoso) respiro per il presente e il futuro del nostro Paese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe un errore limitarsi a registrare l´immagine di un´Italia immobile e passiva, esaurita per così dire negli schemi politici della nostra tradizione. In Italia ribollono risposte, che per ora non <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/01/stor_5676833_58180.jpg"><img class="size-medium wp-image-428 picright" title="asor_rosa_colori" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/01/stor_5676833_58180-118x178.jpg" alt="" width="118" height="178" /></a>trovano né interlocutori all´esterno né concatenazioni fra loro. Ne segnalo una. È il più delle volte l´implicita (ma talvolta persino esplicita) risposta a quello «smantellamento del pubblico» di cui parlavamo. E cioè: le varie forme di eredità culturale e l´ambiente e il paesaggio, sempre più vengono intesi, a livello di base e di massa, come «beni comuni», al pari dell´aria e dell´acqua. Come? Un profilo collinare, un´opera d´arte, un museo sono come l´aria che respiriamo o l´acqua che beviamo? Sì, nell´esperienza di decine di migliaia di persone sì, e sempre di più sì. Ciò significa che quel profilo collinare, quell´opera d´arte, quel museo risultano sempre più «incorporati» nella vita di ognuno che ne ha bisogno e ne fruisce, non importa se la sua vita si svolga lì da generazioni accanto a quel profilo collinare o a quell´opera d´arte, oppure se ne stia lontano migliaia di chilometri e la sua fruizione resti solo potenziale (ma non è detto che non possa diventare reale un giorno). Ossia: ognuno difende da sé il proprio bene, purché sia in vista di un interesse generale, quello della conservazione delle forme e delle eredità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La difficoltà a collocare il neoambientalismo entro i parametri tradizionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni si chiedono: questa impostazione è di destra o di sinistra? La questione è complessa. Mi limito a osservare: sono stato abituato fin da bambino a considerare di «sinistra» quanto metteva in discussione lo «stato di cose esistente» in direzione di una più umana e ragionata dislocazione dei doveri e dei benefici. Se oggi non lo si riconosce come si dovrebbe, mi pare che le responsabilità siano della «sinistra storica», ossia la sinistra com´è oggi. Per affermare i diritti della cultura, del paesaggio, dell’ambiente, ad esser considerati<br />
«beni comuni», bisogna dunque cambiare la «politica», la quale non risponde più alle esigenze della cittadinanza, quand´anche siano assai diffuse. Un altro motivo per considerare la battaglia ambientalista non circoscritta e parziale ma generale è che riguarda tutto e tutti, ma in primo luogo il «modo di governare».</p>
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		<title>Dicembre 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 18:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa rivista, a cadenza mensile on line – con sporadici “assaggi cartacei” – intende servire anche da contenitore di servizio per chiunque, cittadino singolo, associazione, comitato o altro, opera in ambito socio/ambientale e sui temi della democrazia e della trasparenza.
Speriamo vi interessi, perché si formulano ipotesi e proposte. Perché ci si confronta sui temi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa rivista, a cadenza mensile on line – con sporadici “assaggi cartacei” – intende servire anche da contenitore di servizio per chiunque, cittadino singolo, associazione, comitato o altro, opera in ambito socio/ambientale e sui temi della democrazia e della trasparenza.</p>
<p>Speriamo vi interessi, perché si formulano ipotesi e proposte. Perché ci si confronta sui temi del Neoambientalismo, sull’esercizio dei diritti di cittadinanza e di critica costruttiva, fornendo occasioni – ci auguriamo &#8211; non banali di riflessione, d’approfondimento, di confronto.</p>
<p>Viviamo sulla nostra pelle il periodo di ristrettezza economica e quindi abbiamo optato per una redazione di volontari che non supera le dita di una mano. Così saremo autorizzati a criticare chiunque sperperi il denaro pubblico (e quindi anche il nostro), senza essere a nostra volta criticati.</p>
<p>Alcuni di noi appartengono al Circolo Verdi Ambiente Società (VAS) 5 Terre e Riviera, nella provincia della Spezia che – nato all’interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre &#8211; si sta occupando di temi socio/ambientali a livello regionale. Altri si sono aggregati, letteralmente, per strada in occasione del “CamminAmare Liguria 2008” dello scorso luglio (con partenza da Marina di Carrara e arrivo ai Balzi Rossi di Ventimiglia).</p>
<p>Tutti vogliamo continuare un percorso che ci auguriamo condividerete con noi.</p>
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