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	<title>Informazione Sostenibile - Comunicazione ambientale</title>
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		<title>Cinque Terre &#8211; Via dell’amore e della vita? Dipende dal presidente …</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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		<description><![CDATA[di ToFar
“Via dell’amore e della vita … dipende da te!” così recitava l’invito a partecipare ad un incontro svoltosi sabato 19 giugno 2010 al Castello di Riomaggiore dal titolo “Un atto d’amore sulla via dell’Amore. Le Cinque Terre e la donazione degli organi”. L’incontro, organizzato dal Parco omonimo, in collaborazione con le associazioni dei donatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em><span style="color: #4b4b4b;"><strong>ToFar</strong></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Via dell’amore e della vita … dipende da te</strong>!” così recitava l’invito a partecipare ad un incontro svoltosi sabato 19 giugno 2010 al Castello di Riomaggiore dal titolo “<span style="text-decoration: underline;">Un atto d’amore sulla via dell’Amore. Le Cinque Terre e la donazione degli organi</span>”. L’incontro, organizzato dal Parco omonimo, in collaborazione con le associazioni dei donatori AFT (Associazione  Trapiantati Fegato Liguria), AIDO (associazione donatori organi su scala nazionale), ha potuto contare sulla partecipazione, tra gli altri, di:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Claudio Burlando 	(Pd), riconfermato governatore della Liguria, addetto ai saluti 	(<em>poiché non invitati possiamo solo dedurre che abbia salutato 	con particolare entusiasmo i sottoelencati)</em></li>
<li>Ferruccio Fazio 	(Pdl), Ministro della Salute del Governo Berlusconi (“<em>Stanno 	tutti bene”nel suo governo, i cittadini un po’ meno) </em><span style="color: #ff0000;"><em>foto 	Ferruccio Fazio</em></span></li>
<p><img class="size-medium wp-image-2111 alignright" style="float: right; margin: 5px;" title="ferruccio_fazio" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/ferruccio_fazio-231x178.jpg" alt="" width="231" height="178" /></p>
<li>Claudio Montaldo, 	riconfermato Assessore ligure alla Sanità (<em>per continuare nelle 	passività?)</em></li>
<li>Franco Bonanini (<em>Pd 	in transito verso Pdl?),</em> Presidente del Parco nazionale delle 	Cinque Terre (<em>neo trapiantato di fegato che, come il sito del 	Parco informa, s’è dato la missione di promuovere i trapianti di 	fegato … ma non il tr</em><em>apianto di buone prassi nel suo territorio)</em></li>
<li>Medici e Luminari 	vari con relazioni dal titolo “<span style="text-decoration: underline;">Il paziente in attesa di 	trapianto: aspettativa di vita tra speranza e paura” “La parola 	per dire grazie”  “Split liver: un dono per due tra tecnica e 	solidarietà” “Donazione e trapianto organi: principio di 	sicurezza e trasparenza</span>”.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Al termine, “consegna riconoscimenti” (<em>non precisato a chi)</em> e”inaugurazione punto raccolta adesioni donatori di organi sulla VIA DELL’AMORE  (<em>accanto ai punti controllo biglietti?) </em> che diventerà VIA DELL’AMORE E DELLA VITA <em>(con regio decreto del Presidente del Consiglio o del Presidente del Parco?)”. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Commenti in corsivo a parte, è ciò che si poteva leggere sul  lancio stampa in un quotidiano online locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziativa encomiabile, bipartisan che tuttavia suscita ironiche considerazioni. Specie dopo aver seguito alcune polemiche apparse sulla cronaca, sempre locale …</p>
<p style="float: left; text-align: justify;"><img class="size-full  wp-image-2066 alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-right: 5px; float: left;" title="bonanini" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/bonanini.gif" alt="Bonanini" width="130" height="130" />1.   Burlando e notabili 	Pd sono a cena a Mana<span style="color: #ff0000;"> </span>rola, zona Parco, la sera dell’8 giugno, 	assente  Bonanini e il Secolo XIX del 10 successivo riporta “Lo 	stato maggiore Pd ordina “Bisogna isolare Bonanini””.  Nei 	giorni precedenti il Presidente/Faraone si era  lanciato a critiche 	ard ite sull’accumulo di cariche e prebende all’interno del 	partito. Da più parti si mormora di un suo passaggio al centro 	destra: l’uomo è uso ai traslochi politici …. <span style="color: #ff0000;">Foto 	bonanini</span></p>
<p style="text-align: justify;">2.  Fazio, ministro di 	comprovato povero eloquio ma dotato di ricco curriculum medico, 	potrebbe essere stato invitato per: a) attrarre maggiori 	finanziamenti governativi al Parco e alla insana sanità ligure, b) 	complimentarsi per l’esito del trapianto di Bonanini, c) invitar lo 	a traslocare nel Pdl, d) mediare tra lui e Burlando, e) scambiare 	quattro chiacchiere con</p>
<p>3.  Montaldo, forse 	chiamato per un consulto riguardante lo stato penoso della paziente 	Sanità Ligure.</p>
<p>4.  Bonanini, rinato 	alla vita – come ha affermato pubblicamente – le dedica il suo 	sentiero/vetrina preferito ed oramai unico <em>(gli altri sono quasi 	sempre chiusi)</em>e probabilmente aggiunge alla vasta paccottiglia 	che lo tappezza il manifesto di richiesta donazione d’organi. Non 	si sa quanti, sulla via dell’amore, firmeranno per dargli altri 	reni … svenati lo sono già, dal prezzo in incremento dei 	biglietti!</p>
<p>5.  Un riconoscimento  	“Faccia di bronzo del Parco”, a nostro parere,  sarebbe spettato 	a quel relatore che, coraggioso e inconsapevole del  contesto 	“opaco”, ha trattato il tema “<span style="text-decoration: underline;">Donazione e trapianto organi: 	principio di sicurezza e trasparenza</span>”. Nessuno l’aveva 	avvertito che il Parco e il suo Presidente da anni rifiutano ai 	residenti, ai giornalisti, alle associazioni e comitati, la 	consultazione dei bilanci. Se una rondine non fa primavera, un 	fegato nuovo non basterà a fare la trasparenza …</p>
<ol style="text-align: justify;"></ol>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Immagini tratte da: taninoferri.com</p>
<p style="text-align: justify;">Partito democratico.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>BAMBINO INQUINATO a cura di varie Associazioni di Medici Pediatrici</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[BAMBINI MALATI DI RIFIUTI  
Fonte: Associazione Culturale Pediatri del Centro Sud.
I pediatri del Mezzogiorno richiamano l’attenzione sui bambini che vivono in prossimità delle discariche e agli inceneritori, bambini su cui si accumulano nuovi fattori di rischio per la salute ancora troppo spesso sottovalutati o ignorati. Al Congresso “Gli Argonauti XI” dell&#8217;Associazione Culturale Pediatri (ACP) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;"><strong>BAMBINI MALATI DI RIFIUTI </strong></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;">Fonte: Associazione Culturale Pediatri del Centro Sud.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;">I pediatri del Mezzogiorno richiamano l’attenzione sui bambini che vivono in prossimità delle discariche e agli inceneritori, bambini su cui si accumulano nuovi fattori di rischio per la salute ancora troppo spesso sottovalutati o ignorati. Al Congresso “Gli Argonauti XI” dell&#8217;Associazione Culturale Pediatri (ACP) del Centro Sud, svoltosi nell&#8217;Aprile 2010, Anna Maria Moschetti, pediatra di famiglia ACP di Palagiano (TA), e Raffaele Cioffi, Dipartimento di Ingegneria dei Materiali dell’Università Parthenope di Napoli, hanno parlato di “Bonifica dei siti contaminati e trattamento dei rifiuti” a partire dalla situazione critica della Campania. In Italia esiste un elevato numero di siti contaminati da sottoporre ad operazioni di bonifica, considerando l’enorme quantità di rifiuti speciali, pericolosi e non, smaltiti legalmente o illegalmente sul territorio. Si stima, infatti, che la sola gestione illegale di rifiuti determini un giro di affari prossimo a 20 miliardi di euro all’anno. In particolare, nella sola Regione Campania i rifiuti speciali smaltiti illegalmente superano i 14 milioni di tonnellate annui. A questi si aggiungono circa 8.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani prodotti giornalmente e le enormi quantità stoccate sotto forma di “eco balle”. Il problema è che discariche e inceneritori per le sostanze tossiche rilasciate nell’ambiente sono le pratiche di trattamento dei rifiuti più rischiose per la salute delle popolazioni esposte. I rischi per la salute dovuti all’inquinamento ambientale sono maggiori per le popolazioni più vulnerabili, primi tra tutti i bambini. Solo controllando le alterazioni dell’ambiente si possono evitare le malattie da inquinamento: la salvaguardia della salute deve passare attraverso la salvaguardia dell’ambiente. Si chiede dunque che “le autorità politiche mettano in atto ogni sforzo possibile per favorire la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata,  il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti”. All&#8217;interno dell&#8217;ACP si è formato un gruppo di lavoro nato “Pediatri per un mondo possibile”, attivamene impegnato sul tema del rapporto fra ambiente e salute del bambino.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">Info: </span><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:presidente@acp.it"><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">presidente@acp.it</span></a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"> <span style="font-family: Comic Sans MS,serif;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/bambini-e-discariche.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2147" style="margin: 5px; float: left;" title="bambini-e-discariche" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/bambini-e-discariche-243x178.jpg" alt="" width="243" height="178" /></a><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;"><strong>NUOVO STUDIO USA SUI BIMBI IPERATTIVI: TROVATA CORRELAZIONE CON I PESTICIDI, A RISCHIO IL 10% DELLA POPOLAZIONE INFANTILE</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;">Pubblicata in USA sulla nota rivista scientifica “Pediatrics” una nuova ricerca sull’intossicazione da pesticidi collegata all’iperattività dei bambini: i ricercatori hanno localizzato tracce di insetticidi nell&#8217;urina dei bambini, riscontrando come quelli con livelli più alti di tracce di polifosfati sono quasi due volte più a rischio di sviluppare ADHD (la sindrome dei bambini distratti e troppo agitati, ndr) rispetto a quelli con livelli normale di contaminazione. &#8220;C&#8217;è una preoccupazione crescente circa il fatto che questi insetticidi possono essere direttamente correlati con l’ADHD &#8211; ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters il dott. Marc Weisskopf, della Scuola di Harvard di Salute Pubblica, che ha lavorato allo studio – e quello che questa ricerca ha messo in chiara evidenza – ha aggiunto Weisskopf – è che tutto ciò è vero anche alle concentrazioni più basse”. Gli organofosfati furono originariamente sviluppati per la guerra chimica, e successivamente ampiamente utilizzati in agricoltura, nonostante i sospetti di tossicità per il sistema nervoso. Weisskopf ha rilevato come la presenza di questi agenti chimici nel cibo possa generare alcuni tra i sintomi comportamentali più comuni per l’ADHD, come ad esempio l’eccessiva impulsività, in ampie fasce di popolazione infantile, pari a circa il 10% dei bambini USA. “Siamo sempre stati dell’opinione, e i fatti ora ci stanno dando ragione – ha dichiarato il Dr. Paolo Roberti di Sarsina, Dirigente di Psichiatria all’AUSL di Bologna &#8211; che principalmente nell’ADHD ma anche in altre patologie come l’autismo, sono coinvolti fenomeni di intossicazione ed avvelenamento: soggetti che sono costituzionalmente più fragili, risultano sovraesposti a questi fattori, stesso dicasi per tutta una serie di coloranti artificiali che troviamo nelle più comuni caramelle e merendine. In futuro vedranno la luce sempre più ricerche in quest&#8217;ambito, che confermeranno la necessità di un&#8217;alimentazione “sostenibile” del bambino e anche della donna fin dalla prima gravidanza”. Un metodo efficace per risolvere il problema – dichiarano gli esperti &#8211; sarebbe la cosiddetta “diagnosi differenziale”, una procedura diagnostica che permette di identificare le vere causa alla radice dei problemi di comportamento, distinguendo i problemi di origine ambientale da quelli psichiatrici. <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/questanondiscarica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2144" style="margin: 5px; float: right;" title="questanondiscarica" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/questanondiscarica-269x172.jpg" alt="" width="269" height="172" /></a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;">Un metodo che comporta però l’impiego di risorse spesso non disponibili nelle ASL. “E’ clamoroso – dichiara il Prof. Claudio Ajmone, psicologo ed esperto di ADHD – era il 2006 la prima volta che abbiamo avanzato all’Istituto Superiore di Sanità ed all’Agenzia del Farmaco una richiesta ben circostanziata, per inserire una seria diagnosi differenziale nei protocolli diagnostico-terapeutici per l’ADHD. L’ISS prevede nei propri protocolli la diagnosi differenziale solo per poche patologie, e tra esse ad esempio non sono inclusi questi pesticidi. Se noi elidiamo dai casi di ADHD in cura con psicofarmaci tutti i casi il cui disagio comportamentale e frutto di altre cause, come questi pesticidi, o i coloranti alimentari, cosa ci resta dell’ADHD? Solo un grande business a favore delle multinazionali farmaceutiche. Noi non stiamo aiutando questi bambini, gli stiamo facendo del male”. Luca Poma, giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo comitato di farmacovigilanza pediatrica in Italia conclude: “l’ADHD è figlia della nostra società: noi adulti causiamo questa sindrome ai nostri bambini, aggravando con la nostra noncuranza fattori di rischio ambientali, e poi pretendiamo di “rimediare” somministrandogli potenti psicofarmaci e metanfetamine che li espongono a rischi gravi per la loro salute. Facciamo ora appello all’Istituto Superiore di Sanità affinché un serio protocollo per una diagnosi differenziale completa venga applicato a tutti i bambini italiani in cura per problemi di comportamento”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">Info: </span><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://pediatrics.aappublications.org/cgi/content/abstract/peds.2009-3058v1"><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">http://pediatrics.aappublications.org/cgi/content/abstract/peds.2009-3058v1</span></a></span><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">; </span><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giulemanidaibambini.org/"><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">www.giulemanidaibambini.org</span></a></span><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">; </span><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:portavoce@giulemanidaibambini.org"><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">portavoce@giulemanidaibambini.org</span></a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"> <span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/bimbi-e-ospedale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2146" style="margin: 5px; float: left;" title="bimbi-e-ospedale" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/bimbi-e-ospedale-250x178.jpg" alt="" width="250" height="178" /></a><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;"><strong>ESPOSIZIONE PARENTALE AI PESTICIDI E TUMORI CEREBRALI INFANTILI</strong></span><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;"> a cura di A. Biolchini, G. De Gaspari, A. Nova, L. Rabbone &#8211; Associazione Culturale Pediatri, Gruppo “Pediatri per Un Mondo Possibile”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;">Fonte: Parental Exposure to Pesticides and Childhood Brain Cancer: U.S. Atlantic Coast Childhood Brain Cancer Study Shim YK, Mlynarek SP, Van Wijngaarden E. Environmental Health Perspectives 2009;117:1002-6.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;">Il tumore al cervello è il secondo per frequenza tra i tumori nell’infanzia. Al contrario di altri fattori eziologici (genetici, radiazioni ionizzanti) già ben documentati  in letteratura, il possibile ruolo eziopatogenetico dell’esposizione residenziale e lavorativa dei genitori ai pesticidi non è ancora ben chiarito. Uno studio americano (2) ha analizzato 421 coppie di casi/controllo (delle 526 selezionate) di tumori cerebrali primitivi diagnosticati tra il 1993 e il 1997 in ragazzi sotto i 10 anni residenti i quattro Stati della Costa Atlantica USA (Florida, New Jersey, New York e Pennsylvania). Tramite questionario telefonico oltre i dati anagrafici sono stati rilevati la scolarità, l’età dei genitori alla nascita del figlio e, nei due anni precedenti, la loro attività lavorativa e l’esposizione cutanea ai pesticidi per la cura domestica di giardini e prati. I tumori cerebrali più frequenti, astrocitoma e i primitivi neuroectodermici (PNET), si presentavano nella maggior parte in soggetti bianchi, maschi e nati tra il 1988 e il 1992, con madri generalmente più giovani e più scolarizzate; l’esposizione parentale ai pesticidi sul lavoro è risultata molto meno frequente rispetto a quella per uso domestico. Dei quattro tipi di pesticidi valutati (insetticidi, erbicidi, fungicidi agricoli e disinfettanti/germicidi) è stato riscontrato un significativo rischio di astrocitoma associato all’uso residenziale di erbicidi (OR=1,9; 95% CI, 1.2-3.0), indipendentemente da quale genitore ne avesse fatto uso; tale rischio rimaneva egualmente elevato per l’esposizione combinata casa-lavoro a tali pesticidi e si riduceva di più di quattro volte se il padre faceva uso di grembiuli protettivi durante l’applicazione o si lavava subito dopo. I risultati di questo studio, discordanti dalle conclusioni di ricerche precedenti che hanno descritto una più forte associazione dell’esposizione ai pesticidi con il PNET, devono essere ulteriormente confermati con approcci multidisciplinari (biomarkers di esposizione e di effetti sull’organismo, </span><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">interazione</span><span style="font-family: Arial;"> gene-ambiente).</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"> <span style="font-family: Arial;"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;"><strong>INQUINAMENTO E SALUTE DEL BAMBINO. COSA C&#8217;È DA SAPERE, COSA C&#8217;È DA FARE</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;">Si segnala l&#8217;uscita di &#8220;</span><span style="font-family: Arial;"><em>Inquinamento e salute del bambino. Cosa c&#8217;è da sapere, cosa c&#8217;è da fare&#8221;</em></span><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">, un libro curato e scritto dal gruppo di lavoro </span></span><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/bimbi-e-pesticidi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2145" style="margin: 5px; float: right;" title="bimbi-e-pesticidi" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/bimbi-e-pesticidi-266x178.jpg" alt="" width="266" height="178" /></a></span></span><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Comic Sans MS,serif;">Pediatri per un mondo possibile dell&#8217;ACP, con la Prefazione di Roberto Romizi, Presidente Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia. Il volume, pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore, è disponibile in libreria. Tratta il tema dell’inquinamento in tutte le sue possibili declinazioni, da quello atmosferico a quello acustico, dagli studi sulle radiazioni alla questione degli OGM, dall’inquinamento dell’acqua a quello del cibo, fornendo ai pediatri di famiglia, ai medici di medicina generale e agli specialisti un ricco ventaglio di informazioni scientifiche integrate con raccomandazioni pratiche. Il libro non si limita a dare una presentazione teorica su queste tematiche per aumentare l&#8217;attenzione sul rapporto ambiente e salute. Ma offre anche dei suggerimenti pratici su come agire per evitare o ridurre l&#8217;esposizione agli inquinanti.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"><span style="font-family: Arial;">Immagini tratte da: media,panorama.it</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"> <span style="font-family: Arial;">Pioltello.files.wordpress.com</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"> <span style="font-family: Arial;">Gabriella50.files.wordpress.com</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3e3e3e;"> <span style="font-family: Arial;">Amiqa.it</span></span></p>
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		<title>Vendesi ultima spiaggia, cercasi case fantasma</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/2181/vendesi-ultima-spiaggia-cercasi-case-fantasma/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Una riflessione sulle cupe prospettive del federalismo fiscale
di William Domenichini
La svendita del territorio
 L&#8217;uso del territorio rappresenta uno dei tanti paradossi del nostro bel paese, da un lato culla della scienza urbanistica moderna, fin dalla sua nascita rinascimentale, con la sua spinta culturale e sociale ancor prima che tecnica e politica, dall&#8217;altro rappresentazione di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una riflessione sulle cupe prospettive del federalismo fiscale</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di William Domenichini</strong></em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>La svendita del territorio</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/figura1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2191" style="margin: 5px; float: left;" title="figura1" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/figura1-132x178.jpg" alt="" width="132" height="178" /></a> L&#8217;uso del territorio rappresenta uno dei tanti paradossi del nostro bel paese, da un lato culla della scienza urbanistica moderna, fin dalla sua nascita rinascimentale, con la sua spinta culturale e sociale ancor prima che tecnica e politica, dall&#8217;altro rappresentazione di una drammatica realtà che si è sviluppata negli ultimi 50 anni, connubio tra svendita e cementificazione selvaggia del territorio. Dalla privatizzazione siamo passati alla privazione dei beni comuni come acqua, cibo, aria, senza escludere il suolo. Lo dimostra la modalità con cui vengono redatti i bilanci comunali dove gli oneri di urbanizzazione diventano una delle principali fonti di entrate e si assiste alla trasformazione dei permessi di costruire da strumento di controllo della qualità progettuale, dell&#8217;adempimento urbanistico e del processo di antropizzazione, in un mezzo ragionieristico, una sorta di ricevuta che le amministrazioni danno a proprietari o agli speculatori, per il consumo del territorio, cementificandolo, in ottemperanza ai minimi urbanistici o dei piani casa vigenti.<br />
Oggi la pietra miliare in tema di svendita del territorio italiano è rappresentata dal federalismo fiscale che, con la proposta del decreto relativo ai beni demaniali, impone il passaggio del patrimonio demaniale dello Stato, un gruzzoletto che il Corriere della Sera ha stimato in circa 3,2 miliardi di euro, a comuni, province e città metropolitane che acquisiranno i beni del demanio e potranno venderli, magari dopo aver sottoposto i terreni a varianti urbanistiche per consentire che gruppi privati beneficino di tali trasformazioni, cementifichino senza alcun vincolo e speculino anche fino a 10 volte il valore iniziale delle aree acquistate. Naturalmente, una volta incamerati tali beni, non c’è neanche la speranza che gli enti locali se li tengano, perché anche se in teoria potrebbero, in pratica fanno i conti con bilanci disastrati, in cui non hanno un centesimo in cassa e tribolano per pagare le spese correnti e &#8211; non essendo in grado di accollarsi gli oneri di gestione e di manutenzione dei beni che appartenevano allo Stato &#8211; i sindaci apriranno i cancelli, inizierà la svendita e ringrazieranno per le entrate &#8220;extra&#8221;, provenienti dalla “valorizzazione”.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Le aree appetibili</h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/figura2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2190" style="margin: 5px; float: left;" title="figura2" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/figura2-152x178.jpg" alt="" width="152" height="178" /></a> Con il federalismo demaniale le aree che entrano nel patrimonio disponibile degli enti locali, avviabili quindi a procedure di variazione urbanistica e conseguentemente di compra-vendita, ammontano a circa 1 milione di ettari. Se solo il 4% di tali aree fosse trasformata applicando un basso indice di cubatura come 0,8 mc/mq, avremmo una spaventosa cementificazione dell&#8217;ordine di 300 milioni di metri cubi. Tanto per dare un’idea, si tratta di un volume corrispondente all’incirca a un milione di appartamenti medio-grandi, da 100 metri quadrati l’uno, detto esplicitamente, un processo erosivo del territorio senza precedenti, la più grande operazione di speculazione edilizia e immobiliare della storia italiana. Nonostante le già disperate condizioni che si sono venute a verificare negli anni precedenti, prevale la logica del “prendi i soldi e scappa”, in un contesto paradossale in cui i cittadini reagiscono come il cassiere del film di Woody Allen, assorto, smarrito, che non si scompone e si mette a discutere con il rapinatore sul significato del biglietto con cui gli si intima di consegnare il malloppo, e solo dopo estenuanti tentativi esclama: “Ah, ho capito! È una rapina!”.<br />
Anche ad un&#8217;analisi piuttosto superficiale è chiaro che il meccanismo che innesca il federalismo demaniale non è l&#8217;inizio di un processo ma la quadratura di un cerchio, un ulteriore tassello di un sistema che, nonostante il suo fallimento strutturale, continua a proporre la logica dello sfruttamento infinito delle risorse naturali. Ciò che sulla carta appare estremamente semplice, nella realtà viene complicato dall&#8217;intersezione di molteplici fattori e basta spostare una singola casella per scatenare un devastante effetto domino. Cosa comporterà in ultima analisi il federalismo demaniale? Chi potrebbe mai opporsi ad utilizzare razionalmente beni statali, talvolta abbandonati o mal gestiti, passandoli a Regioni, provincie e comuni che li valorizzerebbero o li gestirebbero in modo certamente più opportuno? Fatto salvo che nessuno spiega perché mai gli enti locali dovrebbero riuscire dove non è riuscito lo Stato, con quale bacchetta magica, ammesso che ve ne siano. Senza scomodare la difesa di beni comuni, la tutela del paesaggio, l&#8217;impedimento di speculazioni a danno della collettività, basterebbe pensare alla conseguenza più banale riguardo al trasferimento dei beni demaniali che andrebbe ad intaccare in modo assai significativo quel patrimonio che è, in ultima istanza, la vera garanzia per l&#8217;immenso debito pubblico.<br />
Il federalismo demaniale altro non è che la punta dell&#8217;iceberg, l&#8217;ultimo ingranaggio di un meccanismo il cui prodotto finale è la monetizzazione di un bene fondamentale come il suolo, senza la benché minima redistribuzione della ricchezza che ne deriva, ma attraverso la speculazione più capillare e rapace. Come ogni ingranaggio va collocato nel suo processo insieme a tutti gli ingranaggi, almeno i principali, che concorrono a fornire gli strumenti di sfruttamento di un patrimonio tanto inestimabile quanto finito: il territorio italiano.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Quattro elementi concorrono al consumo del suolo</h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/figura4.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2188" style="margin: 5px; float: right;" title="figura4" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/figura4-146x178.png" alt="" width="146" height="178" /></a> Primo elemento: la condanna finanziaria degli enti locali. Nel 2008 il governo Berlusconi ha orgogliosamente esteso l’abolizione dell’Ici sulla prima casa anche alle abitazioni di lusso, in precedenza non esentate, togliendo un’entrata fondamentale ai comuni e, contestualmente per compensare la perdita di gettito subita, ha promesso di trasferire alla loro disponibilità tutto il cospicuo patrimonio immobiliare dello Stato, consentendone l’immediata valorizzazione o la messa a reddito. L&#8217;ANCI (Associazione dei Comuni Italiani) stimò la perdita di flusso di cassa derivante da tale operazione in circa 600 milioni e la relazione tecnica della Finanziaria 2007 quantificò il gettito Ici in circa 2,6 miliardi. Ora questo gettito non è più a disposizione degli enti locali e appaiono chiare fin da subito le conseguenze. Togliere una tassa ai cittadini vuol dire, tra le altre cose, eliminare una voce di bilancio in entrata, quindi meno soldi per gli investimenti degli enti locali, andando a creare una sorta di paradosso federalista, in cui si dice di voler dare autonomia fiscale alle amministrazioni per poi andare a toglierne gli strumenti.<br />
Secondo elemento: la monetizzazione del suolo. La legge Finanziaria 2008 ha individuato la quota di oneri di urbanizzazione destinabile alla parte corrente del bilancio. Per il triennio 2008/2010, i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni in materia edilizia, siano essi derivanti dal recupero di evasione del settore o da eventuali condoni, dovranno essere utilizzati per una quota non superiore al 50% per la copertura di spese correnti e, per una quota non superiore ad un ulteriore 25% esclusivamente per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale. In altri termini si legittimano gli amministratori degli enti locali ad utilizzare un strumento non più come un tributo di scopo, ovvero per la realizzazione di opere pubbliche, ma sostanzialmente come una tassa patrimoniale, che induce le amministrazioni a largheggiare nelle concessioni edilizie, dato che i relativi proventi possono essere utilizzati in misura di 3/4 per sostenere spese correnti di ogni tipo, con un gettito quantificabile attorno ai 3 miliardi. Prima si toglie una tassa “scomoda” ma che insisteva sul bene, poi si compensa il vuoto di bilancio con una forma di tassazione indiretta.<br />
Terzo elemento: l&#8217;illegalità edificatoria. Uno dei paradossi italiani sta nel fatto che il processo di regolarizzazione riguarda molto più facilmente l&#8217;abuso edilizio, o quello fiscale, piuttosto che la condizione di un qualunque lavoratore extra-comunitario: si parte dai condoni per arrivare alle sanatorie, passando per proroghe, scudi, emersioni, regolarizzazioni e quant&#8217;altro. Con la manovra 2010 si è battezzata una nuova straordinaria alchimia dell&#8217;espressionismo burocratico, coniando il neologismo della “razionalizzazione catastale”, ovvero la regolarizzare di quei fabbricati sfuggiti all&#8217;Agenzia del Territorio. Ma come si fa a sfuggire al catasto? Semplicemente costruendo abusivamente, visto che senza accatastamento non è più possibile ottenere alcunché, almeno nel mondo civile; quindi razionalizzare catastalmente altro non è che un&#8217;operazione di emersione delle cosiddette “case fantasma” non censite, abusi di proprietari che se la caveranno con una sanzione corrispondente ad un terzo del valore dichiarato. Un&#8217;altra drammatica rappresentazione del Paese dei Balocchi: la folta moltitudine di fantasmi di cemento e mattoni darà la possibilità a reali abusi edilizi, magari in fase di completamento, di scampare alla demolizione o di trasformare le notti di certe zone in macabri concerti di betoniere, sapientemente dirette da chi beneficerà dell&#8217;ennesima amnistia edificatoria. Persevera la logica della certezza che prima o poi arriverà il condono, senza che nessuno chieda conto del fatto che fino a quel momento l&#8217;elusione passa dal gettito fiscale a tutte le prestazioni professionali bypassate dall&#8217;abusivismo, tutti schiavi del mercato.<br />
<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/tabella.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2186" style="margin: 5px; float: left;" title="tabella" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/tabella.jpg" alt="" width="247" height="221" /></a> Quarto elemento: per l&#8217;appunto il cosiddetto mercato (immobiliare). La regione Campania, tanto per citare un esempio, dagli anni ’50 ad oggi ha registrato un incremento della popolazione del 20% e parallelamente l’edificato è cresciuto del 1.000% occupando, e devastando, centinaia di ettari di suolo, creando quella che è stata definita da Gianni Biondillo come “periferia globale”, priva di servizi e di ogni strumento che consenta lo sviluppo della socialità, in altri termini il germe che ha dato luogo a “Gomorra”. Su scala nazionale, negli anni ’70 le abitazioni sono cresciute del 26% e le famiglie del 17%, negli anni ’80 rispettivamente del 14 e del 7%. Solo negli anni ’90 i due tassi si sono avvicinati al 9%.</p>
<h3 style="text-align: justify;">L’esplosione cantieristica</h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/figura3.jpg"><img class="size-medium wp-image-2189 alignleft" style="margin: 5px; float: left;" title="figura3" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/figura3-267x178.jpg" alt="" width="245" height="163" /></a>I dati di fatto quindi rispondono a logiche che travalicano ogni logica: (FIGURA 3) la disponibilità di case e di  immobili non sembra essere più rispondere alla necessità di soddisfare uno dei bisogni primari di ogni essere umano come quello del riparo, ma diventa piuttosto una questione distributiva, speculativa e di qualità. L&#8217;analisi di questa esplosione cantieristica va letta non solo in termini assoluti, ma relativamente allo sviluppo demografico del paese. Nel decennio 1996-2006, l&#8217;incremento demografico in Italia è stato poco meno di 1 milione e mezzo di abitanti e l&#8217;ISTAT censisce che, nello stesso periodo, si è costruito per una superficie utile abitabile &#8211; quindi depurata da tutte le altre tipologie edilizie e destinazioni s&#8217;uso (artigianale, industriale, ecc,) &#8211; di poco superiore a 160 milioni di metri quadri. Si tratta di un processo che si è fagocitato ogni anno 16.000 ettari di suolo, solo per costruire abitazioni che, sostanzialmente, non servono se non ad alimentare, o meglio a drogare, un mercato già saturo, come dimostra il semplice dato che ad ogni incremento unitario della popolazione corrisponde un incremento medio di 111 metri quadri di superficie abitabile pro capite. Il rapporto annuale dell&#8217;ISTAT 2008 relativo al capitolo economico-territoriale cita testualmente:<br />
Le dinamiche economiche, combinate con quelle demografiche e sociali [...] si traducono nell’espansione degli spazi destinati alla residenza e allo svolgimento delle attività industriali e terziarie, e delle reti infrastrutturali al loro servizio. Da tempo, anzi, le ripercussioni di queste dinamiche sull’assetto del territorio tendono ad amplificarsi. Il legame fra crescita demografica ed economica da una parte e crescita urbana dall’altra non è più lineare: l’urbanizzazione si manifesta in forme sempre più pervasive e complesse e ha conosciuto, negli ultimi decenni, un’accelerazione senza precedenti, relativamente autonoma rispetto agli andamenti demografici ed economici recenti, e suggerisce, piuttosto, un’evoluzione in senso consumistico del rapporto della popolazione con il proprio territorio. Si tratta di un fenomeno globale, che però è tanto più preoccupante in Italia, paese di antica e intensa antropizzazione in cui, per la scarsità di suolo edificabile, l’avanzata dell’urbanizzazione contende il terreno all’agricoltura e spinge all’occupazione di aree sempre più marginali se non addirittura inidonee all’insediamento.<br />
Ricapitolando, prima viene ridotto il gettito fiscale degli enti locali, poi si dà la possibilità di fare cassa con il suolo, si facilita la pratica abusivista e si de/regolarizza il mercato: 1+ 2 + 3 + 4 = X, il risultato di un vero e proprio fervore del mattone e del cemento che, tra il 1995 e il 2006, ha inghiottito 750.000 ettari di suolo italiano con case, capannoni e quant&#8217;altro, in un contesto di varo di piani casa regionali, abusivismo e speculazione, ma sopratutto dove il 20% degli alloggi edificati è vuoto, inutilizzato, sfitto.<br />
Nonostante che i dati sulle licenze edilizie resi pubblici dall’Istat siano frammentari e trasmessi in modo non sistematico, con l’abusivismo che, com’è ovvio, sfugge ad ogni forma di censimento al netto delle denunce, per quel che riguarda le costruzioni residenziali risultano, nel decennio 1996-2006, qualcosa come 562.885 nuovi edifici, pari a 8.897.959 stanze in edifici ex novo, pari a 1.122.043.692 metri cubi, a cui vanno sommati  1.043.000 metri cubi relativi ad ampliamenti e di cui solo l’1% è di edilizia pubblica. La stima dell’abusivismo è attorno al 20%, quindi altri 65.000 ettari. Totale, 390.000 ettari, solo per le case. Per quanto riguarda gli insediamenti produttivi, fra nuovo, ampliamenti, ecc., si arriva a un consumo di suolo pari ad oltre 200.000 ettari, abusi inclusi e, se la somma fa il totale, si arriva ai circa 750.000 ettari, praticamente  una colata di cemento che ha coperto una superficie pari all&#8217;Umbria. A questi dati, già di per sé tanto eloquenti quanto inquietanti, occorre aggiungere tutta una serie di interventi edilizi fuori dallo schema residenziale-artigianale-industriale, come porticcioli turistici, box seminterrati, cambi di destinazione d&#8217;uso, club house, non ultimi gli interventi in regime d&#8217;emergenza gestiti dal sistema con cui ha operato la Protezione civile modello Bertolaso. Ma questa è anche un&#8217;altra storia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Figura5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2187" style="margin: 5px; float: left;" title="Figura5" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Figura5.jpg" alt="" width="229" height="232" /></a> Il quadro complessivo è una spirale assai preoccupante, in cui occorre una vera e propria moratoria che riguardi il consumo del suolo, che disponga senza ambiguità il blocco totale all&#8217;aumento di volumi e superfici edificabili, in contemporanea un censimento del territorio. Recuperare, è il caso di dirlo, l&#8217;impianto della legge n. 457/1978, “Norme per l&#8217;edilizia residenziale”, in cui è prevista la formazione dei cosiddetti piani di Recupero, strumenti urbanistici attuativi che disciplinano il recupero degli immobili, dei complessi edilizi, degli isolati e delle aree individuate dall&#8217;amministrazione, anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica, incentivandola. I comuni individuano, nell&#8217;ambito degli strumenti urbanistici generali, le zone di degrado o in cui si renda opportuno il recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente mediante interventi rivolti alla conservazione, al risanamento, alla ricostruzione e alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso. Si tratterebbe di un&#8217;operazione di stravolgimento delle dinamiche edificatorie ma non solo: gl’interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, riguardanti le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, garantirebbero &#8211; da un lato &#8211; uno strumento fondamentale per lo sviluppo di professionalità specialistiche e &#8211; dall&#8217;altro lato &#8211; una svolta radicale che accomuni l&#8217;azzeramento del consumo del suolo a percorsi di risparmio energetico e di sviluppo della micro-generazione energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Immagini tratte da:<br />
Figura 1: iltamtam.it/Public/art16415/spiaggia(1)<br />
Figura 2: 4.bp.blogspot.com/italia_cemento<br />
Figura 3: sottotetto.noblogs.org/gallery<br />
Figura 4: nogaraonline.net/cementificazione11<br />
Figura 5: speciali.espresso.repubblica.it/grafici/cemento01<br />
Sotto la Tabella, la didascalia è: Comparazione andamento demografico ed edificatorio &#8211; Fonte: <a href="http://www.istat.it/dati" target="_blank">www.istat.it/dati</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Venire dalla gente e tornare alla gente: la partecipazione secondo la ReTe toscana</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
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		<description><![CDATA[di Seele Fragat
Lo scorso sabato, 5 giugno, presso il Circolo Affratellamento di via Orsini a Firenze, si è tenuta la Conferenza regionale convocata dalla ReTe dei comitati toscani e non solo , per la difesa del territorio.
E&#8217; stata una giornata piena  e densa non solo di parole, ma di  avvenimenti e fatti  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><strong><span style="font-family: Arial;">di Seele Fragat</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Lo scorso sabato, 5 giugno, presso il Circolo Affratellamento di via Orsini a Firenze, si è tenuta la Conferenza regionale convocata dalla ReTe dei comitati toscani e non solo , per la difesa del territorio.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">E&#8217; stata una giornata piena  e densa non solo di parole, ma di  avvenimenti e fatti  . La  conferenza    è stata dedicata all&#8217; analisi e  al dibattito sull’ambiente, il paesaggio, il territorio della Toscana .</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">I lavori sono stati aperti da </span><span style="font-family: Times New Roman;"><strong>Alberto Asor Rosa</strong></span><span style="font-family: Arial;">, presidente della Rete, con un esame delle prospettive politiche  della Toscana dopo il voto regionale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;">“<span style="font-family: Arial;"><em>La rinnovata affermazione del centro-sinistra in Toscana è stata accompagnata da qualche sensibile segnale di cambiamento </em></span><span style="font-family: Arial;">– afferma Asor Rosa –</span><span style="font-family: Times New Roman;"><em> Ne prendiamo atto per lavorarci sopra, con l’obiettivo di sconfiggere definitivamente quelle scelte che hanno già fatto fin troppo male alla regione”</em></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Asor Rosa ribadisce che la Rete toscana non è un partito e nemmeno una protesta sterile , ma un movimento di comitati   che  vuole davvero </span><span style="font-family: Arial;"><em>“cambiare le cose</em></span><span style="font-family: Times New Roman;">” .</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">La Rete  &#8211; afferma &#8211; è una tribuna che ha offerto  e offre di portare in pubblico problemi e prospettive e di collocarli in un respiro più vasto: dallo sfondo planetario dove la lotta per l’ambiente assume toni sempre più drammatici, alle questioni nazionali sul federalismo demaniale. <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/asor-rosa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2174" style="margin: 5px; float: left;" title="asor rosa" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/asor-rosa-237x178.jpg" alt="" width="237" height="178" /></a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Su  quest&#8217;ultimo argomento Asor Rosa precisa come   obiettivo  di tali scelte politiche  sia  di ridurre il peso dello Stato, trasferire poteri dall’Italia alle sue parti periferiche ritenute, giustamente, più deboli nella resistenza contro lo scopo finale: la privatizzazione di tutto ciò che è privatizzabile, la riduzione a merce di tutto ciò che merce ancora non è ma che tale può diventare. E preoccupa l’accettazione comune della liceità &#8211; per poter raggiungere quest’obiettivo &#8211; di alienare beni pubblici, di spezzettare beni strutturalmente unitari, e addirittura di modificare le destinazioni dei beni trasferiti derogando alla pianificazione urbanistica. In questo modo privando la collettività anche del potere di intervento decisionale sul territorio. Dunaue, anche  la pianificazione democratica del territorio e delle città è un bene comune che stanno liquidando.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Ritornando alla nuova gestione della Regione Toscana, Asor Rosa definisce banco di prova  la riforma del Piano d&#8217;Indirizzo Territoriale (PIT) che per la Rete dovrebbe essere reso più severo dal punto di vista normativo , con un rafforzamento della direzione pubblica nel governo del territorio e dei poteri della Regione rispetto ai Comuni.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Ai limiti del&#8217;attuale PIT e alle grandi emergenze in Toscana è stata dedicata la relazione di </span><span style="font-family: Arial;"><strong>Claudio Greppi</strong></span><span style="font-family: Arial;">, che per la conferenza ha curato un ampio dossier sulla “</span><span style="font-family: Arial;"><em>Vertenza Toscana</em></span><span style="font-family: Arial;">”. Si tratta di un rendiconto dell’azione della Rete dal 2007 ad oggi, con l’illustrazione di diversi casi, dal nodo fiorentino della Tav al “porto gioiello” di Talamone, da Bagnaia e Castelfalfi al corridoio tirrenico. “</span><span style="font-family: Arial;"><em>Non è un elenco di denunce </em></span><span style="font-family: Arial;">– sottolinea Greppi –</span><span style="font-family: Arial;"><em> ma un’analisi di situazioni specifiche accompagnata da proposte puntuali. Come abbiamo sempre fatto”.</em></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Aggiunge Asor Rosa: “</span><span style="font-family: Arial;"><em>In questi quattro anni, da quando esiste la Rete, abbiamo insieme lottato, resistito e proposto. </em></span><span style="font-family: Arial;"><em><strong>Mai è accaduto che alla denuncia non sia seguito un progetto alternativo, una soluzione possibile per la tutela e lo sviluppo del territorio, due obiettivi che sembrano in contrasto ma possono benissimo andare d’accordo</strong></em></span><span style="font-family: Arial;">”. </span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/castelfalfi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2172" style="margin: 5px; float: right;" title="castelfalfi" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/castelfalfi-269x161.jpg" alt="" width="269" height="161" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;"><strong>Paolo Baldeschi </strong></span><span style="font-family: Arial;">prendendo le mosse dal documento “</span><span style="font-family: Arial;"><em>L’ambiente, il territorio, i beni culturali, la salute” </em></span><span style="font-family: Arial;">con cui la Rete  si è rivolta alle forze politiche in occasione delle ultime elezioni regionali   ha  proposto un suo aggiornamento attraverso  dei  punti chiave quali ad esempio : </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">la rete  non è il  partito del no;  il mercato non produce servizi aree verdi. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Ribadisce l’importanza della componente statutaria nella disciplina paesistica dei  processi di sussidiarietà  della pianificazione di area vasta e soprattutto  la conformità fra i vari livelli di pianificazione, in particolare con le politiche settoriali e i piani di indirizzo  degli impianti energetici , di sviluppo rurale e delle infrastrutture .</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Ricorda infine che </span><span style="font-family: Arial;"><strong>la svolta radicale nelle politiche toscane è stata la centralità della partecipazione la quale  non è una rivendicazione e soprattutto non può essere un esercizio burocratico, ma è una componente fondamentale dei processi  di intervento sul territorio. </strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Alla</span><span style="font-family: Arial;"><strong> partecipazione, “chiave di volta per una nuova politica del territorio </strong></span><span style="font-family: Arial;">in Toscana”, è stata  dedicata la relazione di </span><span style="font-family: Arial;"><strong>Alberto Magnaghi</strong></span><span style="font-family: Arial;">.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"> “<span style="font-family: Arial;"><em>È un punto fondamentale per la Rete che considera </em></span><span style="font-family: Arial;"><em><strong>il venire dalla gente e il tornare alla gente </strong></em></span><span style="font-family: Arial;"><em>la sua ragione sociale. Inevitabile il confronto con il fenomeno dell’astensione alle ultime elezioni regionali, che ha toccato punte preoccupanti anche in Toscana. All’astensionismo, secondo la Rete, si può rispondere solo con un rapporto tra i cittadini e le istituzioni, che sia basato sulla partecipazione democratica.”</em></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">In merito  alla legge sulla partecipazione Magnaghi  rileva come</span><span style="font-family: Arial;"><strong> </strong></span><span style="font-family: Arial;"><span style="text-decoration: underline;">spesso i comitati non l’abbiano usata a loro favore  mentre i Comuni in diversi casi  spesso l’hanno saputa usare a loro vantaggio </span></span><span style="font-family: Arial;">vedi caso di Castelfalfi.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Evidenzia come la Rete abbia dichiarato la centralità del territorio,  potenziale ricchezza durevole nelle sue specificità locali che deve partire da una grande conoscenza dello stesso. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Afferma infatti come non possa esistere una  crescita  del valore territoriale senza la crescita della cultura della popolazione locale. Il territorio come  base per  la costruzione di un modello di nuovo sviluppo , mentre attualmente è inteso  come piattaforma di saccheggi da parte della rendita. Si trova in una  tenaglia  formata,  da una parte, dalla  forte rendita fondiaria e, dall&#8217;altra,  dalla  situazione  finanziaria  in cui si trovano i comuni , situazione  creata volutamente per far si che svendano territori e immobili pubblici. Anche la delega ai Comuni dei beni demaniali viene concessa unicamente per poter far cassa . <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/svendita-territorio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2171" style="margin: 5px; float: left;" title="svendita territorio" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/svendita-territorio-237x178.jpg" alt="" width="237" height="178" /></a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Magnaghi con  forza rimarca  come</span><span style="font-family: Arial;"><strong> </strong></span><span style="font-family: Arial;"><em><strong>i centri decisionali  delle amministrazioni pubbliche siano sempre più esterni .Per questo il modello della partecipazione attiva dei cittadini è ancora più  importante in quanto è l&#8217;unica forza che , se ben organizzata , può contrastare il modello consociativo delle politiche dei poteri forti .Per questo  diventa ancor più  impellente far funzionare il processo partecipativo , cambiare le modalità e aumentare le competenze là dove va gestita . </strong></em></span><span style="font-family: Arial;">Proprio per rendere efficace tali intenzioni propone,  per rendere più operativi  e fattibili i processi partecipativi, di  inserire nei quadri economici dei progetti pubblici una quota di risorse economiche per poter rendere  obbligatori gli iter di  progettazione partecipata.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">La lettura della nota dell</span><span style="font-family: Arial;"><strong>&#8216;Assessore Regionale all&#8217;urbanistica  Anna Marson</strong></span><span style="font-family: Arial;"> nella quale si dichiara disponibile ad un prossimo incontro con i Comitati ha creato aspettative positive fra i comitati presenti, ma anche una certa delusione per la non partecipazione alla conferenza .</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;"><strong>Ornella di Zordo</strong></span><span style="font-family: Arial;"> nel pomeriggio ha introdotto i numerosi interventi dei diversi comitati, fra i quali il </span><span style="font-family: Arial;"><em>Comitato della Val di Chiana, l&#8217; Associazione Difesa Ansedonia,  il Comitato della Maremma ,il Comitato di Livorno,  Il Centro Cervati di Seravezza, Salviamo le Apuane, l&#8217;Associazione Vivere in Valdisieve  ed il Comitato contro il sottoattraversamento alta velocità</em></span><span style="font-family: Arial;"> ed altri ancora . </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/av-firenze.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2173" style="margin: 5px; float: right;" title="av-firenze" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/av-firenze-165x178.jpg" alt="" width="165" height="178" /></a></span></span><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Ed proprio su sollecitazione di un intervento  molto accorato contro il  progetto Alta Velocità di Firenze che l&#8217;assemblea della </span><span style="font-family: Arial;"><em>Rete Toscana dei Comitati per la difesa del territorio </em></span><span style="font-family: Arial;">ha ribadito con un</span></span><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;"> comunicato stampa la propria opposizione alla realizzazione del sottoattraversamento AV di Firenze: si chiede di fermare i lavori di cantierizzazione dell&#8217;opera &#8211; anche in considerazione della totale</span></span><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;"> mancanza di VIA del progetto di stazione Foster &#8211; e di considerare il progetto di massima  elaborato da tecnici volontari  e dall&#8217;università </span></span><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">che dimostra la possibilità di un potenziamento delle linee di superficie, con un risparmio sensibile da un punto dei vista economico e dei tempi di realizzazione. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Arial;">Non si può che condividere la soddisfazione di Asor Rosa  per la ricchezza dei temi trattati , la passione  trasmessa dai vari relatori e comitati intervenuti , e soprattutto per  gli impegni  morali assunti, nonostante le non taciute difficoltà , nella prosecuzione dei percorsi intrapresi da fare poi convergere in una direzione sempre più unitaria e  sempre più forte .</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"><span style="font-family: Calibri;">Immagini tratte da: territorioscuola.com</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"> <span style="font-family: Calibri;">guardian.co.uk</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"> <span style="font-family: Calibri;">comunivirtuosi.org</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #434343;"> <span style="font-family: Calibri;">puta.it</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>BORSINO DELL’AMBIENTE &#8211; CHI SCENDE</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[
O Meglio ancora, chi sprofonda
Il testo che segue con relativo logo è un comunicato stampa di una società di creativi locali. Lo riportiamo increduli e ammirati per l’improntitudine (in linguaggio leghista, “per la faccia di tolla”). Al peggio non c’è limite, sia nelle idee sia nella comunicazione.
Da Santa Giustina (Belluno) a Pontida: è firmato Warm [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>O Meglio ancora, chi sprofonda</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il testo che segue con relativo logo è un comunicato stampa di una società di creativi locali. Lo riportiamo increduli e ammirati per l’improntitudine (in linguaggio leghista, “per la faccia di tolla”). Al peggio non c’è limite, sia nelle idee sia nella comunicazione.</p>
<h3><strong>Da Santa Giustina (Belluno) a Pontida: è firmato Warm Ideas il marchio “Il Trota” che ha conquistato Bossi Junior.</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">È bellunese il marchio “Il Trota”, indossato domenica 20 giugno da Renzo Bossi durante l’incontro di Pontida. Il logo, che ha fatto la sua apparizione sul celebre palco stampato sulla t-shirt bianca  del giovane leader leghista, è stato infatti ideato e realizzato dall’agenzia di comunicazione Warm Ideas di Santa Giustina. In pochissimi erano a conoscenza dell’iniziativa, nata dalla collaborazione tra alcuni rappresentanti dell’entourage di Bossi e la realtà bellunese, autrice di alcuni celebri marchi a livello nazionale. La sorpresa di tutti i presenti – dai militanti ai media – è stata immediata: a testimoniarlo l’ampia eco mediatica accesasi immediatamente e in continua crescita ancora in queste ore. Il marchio, che al momento è veicolato su magliette il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza a favore del reparto di onco-ematologia dell’ospedale di Brescia, è registrato e reca la firma dell’art director Warm Ideas, Aldo Pellencin.</p>
<h3><strong>Il marchio</strong></h3>
<p><strong><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Il-Trota.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2228" style="margin: 5px; float: left;" title="Il Trota" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Il-Trota-269x175.jpg" alt="" width="269" height="175" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Il personaggio riprende le fattezze di Renzo Bossi e le sue caratteristiche più evidenti: i capelli neri ricci, gli occhi tondi e il sorriso.“Il Trota” e non semplicemente “Trota” o “La Trota”.<br />
L’articolo determinativo, infatti, umanizza il personaggio e, tanto più se maschile, conferisce maggiore personalità. Non è una caricatura, bensì un’immagine positiva che gioca con autoironia su un soprannome ormai noto a tutti, la cui origine, tra l’altro, non è di dileggio, bensì di affettuosa bonarietà paterna. Il colore dominante non può che essere il verde, per ovvie ragioni, ma il profilo del personaggio prescinde dalla natura politica: esso, infatti, si rivolge a tutti i giovani e i giovanissimi, anche a quelli (la stragrande maggioranza) che, pur non seguendo la politica, lo vedono con simpatia perché ne apprezzano la genuina schiettezza” (Aldo Pellencin).</p>
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		<title>Lunga vita a José Saramago poeta e scrittore: scomodo, critico, coerente.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[(a cura di AT) 
E’ morto José Saramago, l’unico scrittore portoghese ad essersi conquistato un premio Nobel per la letteratura nel 1998. Aveva 87 anni. Di recente aveva fatto scalpore il rifiuto della Casa editrice Einaudi – che sempre aveva tradotto i suoi libri in Italia – a pubblicare “Quaderno”, poi uscito per Bollati Boringhieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">(a cura di AT)</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><strong> </strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">E’ morto José Saramago, l’unico scrittore portoghese ad essersi conquistato un premio Nobel per la letteratura nel 1998. Aveva 87 anni. Di recente aveva fatto scalpore il rifiuto della Casa editrice Einaudi – che sempre aveva tradotto i suoi libri in Italia – a pubblicare “Quaderno”, poi uscito per Bollati Boringhieri con prefazione di Umberto Eco, perché fortemente critico verso Berlusconi (proprietario, tra le altre case editrici, della storica torinese). Lesa Maestà, lesa Santità: inviso a Berlusconi e al Vaticano, José Saramago resta patrimonio di tutti coloro che, credenti, atei, anticonformisti, liberi pensatori, si fanno vanto de</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-full wp-image-2136" style="margin: 5px; float: left;" title="jose_saramago" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/jose_saramago.jpg" alt="" width="200" height="256" /></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">lla propria libertà d’espressione. Oltre alla buona letteratura, come</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong> “buone pratiche” </strong></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">ricordiamo dunque quelle che ci ha trasmesso</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>: la coerenza, l’impegno, la passione civile</strong></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">In un suo inedito, pubblicato su La Repubblica, così scriveva:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><em>Come scrittore, credo di non essermi mai separato dalla mia coscienza di cittadino. Ritengo che dove va uno, dovrà andare l&#8217;altro. Non ricordo di aver scritto una sola parola che fosse in contraddizione con le mie convinzioni politiche. Ma questo non significa che abbia mai posto la letteratura al servizio diretto della mia ideologia. Voglio dire, piuttosto, che nella scrittura cerco, in ogni parola, di esprimere la totalità dell&#8217;uomo che sono</em></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span>Sempre da La Repubblica del 19 giugno 2010:</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span>(…) La politica è stata l&#8217;altra sua grande passione dopo la scrittura. In una intervista, ammise che forse il partito nel quale militava dagli anni Sessanta, (l&#8217;ultima formazione comunista europea che conserva &#8220;l&#8217;iconografia dei bolscevichi&#8221;, bandiera rossa e falce e martello), era &#8220;ancorato nel passato&#8221;. Ma aggiunse: &#8220;</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><em>Abbiamo una eredità dalla quale non riesco a liberarmi. Ed è possibile che questa eredità storica non abbia molto a che fare con la realtà di oggi. Ma perché la realtà di oggi avrebbe ragione? I sentimenti sono importanti. Non riuscirei a riconoscermi in nessun altro partito che non fosse quello comunista portoghese: ci resto per rispetto di me stesso</em></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span>&#8220;.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Con &#8220;Cecità&#8221;, del 1995, il racconto di una epidemia che fa diventare ciechi tutti gli abitanti di una città, che è considerato il suo capolavoro, si apre la sua ultima tappa di scrittore. E&#8217; quella più critica sulla società di massa, la globalizzazione, il consumo e lo stesso funzionamento del sistema democratico europeo. Nel suo ultimo blog, Saramago scrive: &#8220;<span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><em>Penso che la società di oggi abbia bisogno di filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo concreto, come la scienza, che avanza per raggiungere nuovi obiettivi. Ci manca riflessione, abbiamo bisogno del lavoro di pensare, e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte&#8221;. </em></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(…).</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Immagine tratta da: eventibusflexus/files/wordpress.com</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO?</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/2157/la-bellezza-salvera%e2%80%99-il-mondo/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[culturali]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=2157</guid>
		<description><![CDATA[di Artemisia G.

E’ passione vera per la bellezza o consumismo culturale?
Accostarsi alla bellezza sta diventando negli ultimi anni una moda inarrestabile. Trascinati dalla grancassa mediatica percorriamo chilometri per accorrere in massa verso le grandi mostre, o meglio, verso gli imperdibili eventi che in qualche caso con lo straordinario ben poco hanno a che fare. 
Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">di </span><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>Artemisia G.</em></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>E’ passione vera per la bellezza o consumismo culturale?</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Accostarsi alla bellezza sta diventando negli ultimi anni una moda inarrestabile. Trascinati dalla grancassa mediatica percorriamo chilometri per accorrere in massa verso le grandi mostre, o meglio, verso gli imperdibili eventi che in qualche caso con lo straordinario ben poco hanno a che fare. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Si tratta realmente di un’esigenza, del bisogno di nutrire la nostra anima, o non piuttosto di una forma di consumismo imposto a spingere un numero sempre crescente di visitatori ad accalcarsi per ore in code interminabili agli ingressi dei musei in attesa del proprio turno?</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2160" style="margin: 5px; float: left;" title="folla1" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla1-269x164.jpg" alt="" width="269" height="164" /></a><br />
</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Da frequentatrice occasionale di questi eventi mi è capitato di spostare l’attenzione sui visitatori e di  osservarne la disposizione  con la quale si accostano all’opera d’arte.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Generalmente in gruppo, sono accompagnati nella visita “a tempo” da guide esperte che, nel brusío generale che si traduce  in  vocío quando sono presenti scolaresche, spesso si danno sulla voce: così che si finisce per sentirsi nel mezzo di una piazza, piuttosto che in un luogo dove il silenzio dovrebbe regnare sovrano. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Ascoltano di volta in volta spiegazioni su di un’opera che assurdamente non avranno il tempo di ammirare perché immediatamente si passa ad un’altra, mentre sarebbe così bello accostarsi all’opera d’arte dimenticando tutto quello che sappiamo  su di essa e semplicemente </span></span><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span><em>guardare</em></span></span><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>, soprattutto </span></span><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span><em>sentire</em></span></span><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>, spalancando gli occhi dell’anima e lasciandosi andare alle emozioni …</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Si sbirciano invece le opere esposte al di sopra di una spalla altrui e si passa via veloci per lasciare il posto al gruppo in attesa che segue.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Pochi i  visitatori solitari, dall’aria un po’ spaesata e frastornata.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Ben venga comunque, qualcuno obietterà, questo consumismo culturale. Non potrà che migliorare la nostra sensibilità nella tutela del patrimonio artistico e dell’ambiente.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2159" style="margin: 5px; float: right;" title="folla2" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla2-267x178.jpg" alt="" width="267" height="178" /></a><br />
</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Mi capita invece sempre più spesso di chiedermi se questa sete di bellezza coincida con i nostri comportamenti quotidiani.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Se tra le persone che accorrono in massa a questi eventi artistici ve ne siano di quelle che quando devono disfarsi di un qualsiasi elettrodomestico o di un arredo cosiddetto “ingombrante”, li abbandonano ai lati delle strade; che scaricano nei torrenti vecchie tettoie di eternit; che dopo aver sostato in un magnifico sito panoramico abbandonano dietro di sé sacchetti di rifiuti …</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Impossibile, mi rispondo, che dei fruitori d’arte commettano simili nefandezze. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Eppure …</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Un ricordo mi rimane indelebilmente scolpito nella memoria. Durante un soggiorno  a Venezia, qualche anno fa, mi soffermavo ogni giorno a contemplare un magnifico ritratto esposto nella vetrina di una bottega antiquaria nelle vicinanze di San Moisè. Ed ecco che una mattina si materializza sulla porta del negozio l’elegantissimo ed affascinante antiquario che, appallottolato un grosso involucro di carta, lo getta con noncuranza sul marciapiede antistante …</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>E ancora: all’immagine di un gruppo di giovanissimi studenti in estatica contemplazione di dipinti e di sculture in un museo si sovrappone la squallida visione del campo di pallavolo all’interno del cortile di un istituto che ho occasione di frequentare, circondato da un variopinto campionario di cartacce e involucri di merendine, simboli questi di ben altro consumismo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2158" style="margin: 5px; float: left;" title="folla3" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla3-133x178.jpg" alt="" width="133" height="178" /></a><br />
</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Mi chiedo anche perché, smaniosi di bellezza,  finiamo poi per ignorare i tesori artistici custoditi nei moltissimi musei che non godono della promozione mediatica, sistematicamente disertati.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Un esempio emblematico il caso dell’area archeologica di Ravanusa, in Sicilia, dove all’unico visitatore dell’anno scorso i numerosi e sbalorditi custodi, per gratitudine, hanno staccato un biglietto omaggio … </span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Non amiamo frequentare solitari borghi medievali  o pievi immerse nel silenzio della campagna, visite che equivalgono a un viaggio nel tempo, ma preferiamo riversarci, stipati come sardine, in certi “parchi naturali” dove, muniti di ticket, ci incolonniamo in percorsi precostituiti, dove niente è lasciato alla scoperta del visitatore e dove tutto, anche il souvenir “tipico” da portarsi a casa, è previsto e preconfezionato a misura di turismo di massa.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Per quale ragione, infine, non insorgiamo di fronte al degrado ambientale che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e subiamo passivamente orrori edilizi e urbanistici che in nome del “progresso” e della “pubblica utilità” divorano con il verde la vivibilità delle nostre città? </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Tra i tanti interrogativi una certezza: la bellezza, se intesa come entità astratta da museo e non calata nella realtà che ci circonda, non basterà a salvarci.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;">Immagini tratte da: retedonnebrianza.org </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cinque Terre – Monterosso Libera Informazione</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ nato un blog locale ad opera di un amico e collaboratore. In un Comune, retto da un monocolore e una mono/lista, dove risiedono noti personaggi politici (come il Senatore Luigi Grillo, Pdl), ma dove il numero di telefono della Casa comunale non è in elenco e dove il sito comunale ha troppe pagine sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span>E’ nato un blog locale ad opera di un amico e collaboratore. In un Comune, retto da un monocolore e una mono/lista, dove risiedono noti personaggi politici (come il Senatore Luigi Grillo, Pdl), ma dove il numero di telefono della Casa comunale non è in elenco e dove il sito comunale ha troppe pagine sulla trasparenza sconsolatamente vuote, qualcuno che autonomamente informi va segnalato per la lodevole e degna iniziativa: </span></span></p>
<p><span style="font-family: Consolas,monospace;"><span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://monterossoliberainformazione.blogspot.com/?spref=gb"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">http://monterossoliberainformazione.blogspot.com/?spref=gb</span></a></span></span></span></span></p>
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		<title>Ponente ligure &#8211; Viaggio nell’inferno di Castellaro, tra camion e cemento</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cementificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[urbanizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Claudio Porchia (Sanremo News)
Sono andato a trovare Giampiero Ricolfi per capire le ragioni della sua nuova protesta. Dopo aver lasciato l’Aurelia, salendo lungo la strada provinciale incrocio in successione otto camion, alcuni carichi di materiale inerte, altri vuoti. L’incrocio con i mezzi pesanti non è solo difficile per la dimensione della strada, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <strong><em>Claudio Porchia</em></strong> (Sanremo News)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span>Sono andato a trovare Giampiero Ricolfi per capire le ragioni della sua nuova protesta. Dopo aver lasciato l’Aurelia, salendo lungo la strada provinciale incrocio in successione otto camion, alcuni carichi di materiale inerte, altri vuoti. L’incrocio con i mezzi pesanti non è solo difficile per la dimensione della strada, ma anche pericoloso perché non sempre vengono rispettati i limiti di velocità. Dopo alcuni piccoli spaventi raggiungo Castellaro, un piccolo comune della provincia di Imperia di poco più di mille abitanti, governato da un Sindaco, Alessandro Catitti, eletto nel giugno del 2009 ed al suo secondo mandato.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Porchia4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2114" style="float: left; margin: 5px;" title="Porchia4" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Porchia4-133x178.jpg" alt="" width="133" height="178" /></a>Giampiero è in casa con la mamma. Abita al numero civico 20 di via principe Amedeo, proprio all’angolo di una stretta curva della strada che sale verso il santuario di Nostra Signora di Lampedusa, che dista dal centro urbano circa un chilometro.<br />
<span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span> </span></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><br />
Castellaro è un paese bello, anche se presenta interventi discutibili, ed è sovrastato da una imponente gru, alta circa 50 metri. E’ quella del cantiere del borgo di Lampedusa, un insediamento realizzato poco sopra il paese distruggendo un bosco, dove la nonna di Giampiero raccoglieva i fiori di una camomilla portentosa, dal gusto amaro per via delle rocce laviche della zona, ma di grande effetto curativo. Quei fiori frequentati da bellissima farfalle colorate sono scomparsi. Al loro posto ci sono oggi delle case, alcune già in vendita anche se appena costruite. Delle grandi ruspe stanno procedendo a sbancare un altro pezzo della zona vicina dove sorgeranno altre case.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Salgo in casa di Alfredo e dopo pochi minuti, sentiamo tremare i muri dell’abitazione: sta passando un camion che porta a valle la terra dello sbancamento del cantiere. Nonostante il divieto i mezzi continuano a passare veloci ed arrivati all’altezza della curva sono costretti a rallentare perché la strada è stretta. I camion passano di misura, a volta toccano i muri delle case, che mostrano evidenti i segni del passaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Porchia1_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2113" style="float: left; margin: 5px;" title="Porchia1_1" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Porchia1_1-167x178.jpg" alt="" width="167" height="178" /></a></span></span></span>“Viviamo in un inferno” commenta la mamma e “ogni giorno che passa è sempre peggio”. Arriva una altro camion dal cantiere, all’altezza della curva incrocia alcuni veicoli e subito si forma un ingorgo. Le macchine devono fare retromarcia e lasciare il passo al camionista, che visto il ritardo e la lentezza degli automobilisti comincia a spazientirsi. Non usa il clacson, ma dal finestrino urla al povero automobilista di muoversi, non ha tempo da perdere, forse è pagato a viaggio.<br />
<span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span> </span></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><br />
Con Alfredo salgo con la macchina fino al cantiere. La strada è stretta e presenta buche e cedimenti dovuti al passaggio dei mezzi pesanti. Le grate dei tombini sono spesso sfondate e rappresentano un pericolo, ma ormai gli abitanti della zona lo sanno e vi prestano attenzione. Turisti non se ne vedono, ma incrociamo alcuni motociclisti che salgono a forte velocità lungo una strada che si presenta come una divertente pista da motocross. I lavori al cantiere procedono regolarmente, ma i tempi per terminare l’opera sembrano ancora lunghi. Il disagio per Castellaro resta grande anche se le betoniere non passano più dal centro, ma da Pompeiana senza provocare lamentele particolari dagli abitanti.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">La strada per Castellaro fino al cantiere è costellata di numerosi cartelli stradali con l’indicazione dei divieti di transito ai mezzi superiori ai limiti previsti, limiti di velocità e segnali di pericolo, compreso quello della presenza di stambecchi che nessuno ha mai visto in zona. La segnaletica è abbondante e precisa, peccato, che non sia rispettata.</p>
<p style="text-align: justify;">I vigili sanzionano le infrazioni con multe da 38 euro, senza togliere punti dalla patente agli autisti e senza altre conseguenze. Da quando è iniziata la storia, secondo Giampiero, hanno elevato 4/5<span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Porchia2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2116" style="float: right; margin: 5px;" title="Porchia2" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Porchia2-133x178.jpg" alt="" width="133" height="178" /></a></span></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> </span></span> <span style="color: #ff0000;"> </span>multe in tutto, che forse non verranno pagate perché faranno ricorso e l’importo di fronte ai milioni di euro dell’intera operazione fa sorridere. La scena della vigilessa che fa la multa di 38 euro al camionista mi ricorda la scena del film di Troisi, “Non ci resta che piangere”, dove al passaggio della frontiera veniva richiesto dal funzionario un fiorino. In questo caso però c’è poco da ridere e molto da piangere. Sembra di essere in un altro pianeta. La legalità è un optional.<br />
<span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><br />
Il sindaco, amico di infanzia di Giampiero, per tutta la giornata di ieri ha cercato di farlo desistere dall’intraprendere lo sciopero della fame. Questa sembra essere la sua sola preoccupazione, non si capisce bene se riferita alla salute di Giampiero o alla seccatura di dover dare risposte ai giornalisti che fanno domande imbarazzanti. Al mattino in paese erano arrivate le telecamere di Primocanale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema è semplice: ci sono divieti che devono essere rispettati, ma la soluzione è difficile. In ogni caso il sindaco, con i suoi limiti e le sue contraddizioni, c’è ed è attivo, la Provincia forse lunedì interverrà, i carabinieri fanno quello che possono, mentre il paese vive un’altra giornata ostaggio dei mezzi pesanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Porchia3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2115" style="margin: 5px; float: left;" title="Porchia3" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Porchia3-237x178.jpg" alt="" width="237" height="178" /></a></span></span></span>Giampiero si consola pensando che se prima era da solo a denunciare la situazione adesso la protesta si allarga, gli arrivano attestati di solidarietà da più parti. Da quando nel 2008 era stato protagonista del documentario di Franco Revelli, “L’uomo di cemento”, la situazione incredibilmente è peggiorata. In questo nuovo contesto mi confida che l’impianto da golf oggi sembra un paradiso.<br />
<span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><br />
Prima di salutarlo mi vuole accompagnare a conoscere un’altra persona, che abita vicino alla cava denominata &#8220;Rocche Croarie&#8221;. Siamo a pochi metri dal centro di Castellaro, ma è già nel comune di Taggia, amministrato dal sindaco, Vincenzo Genduso. La strada per aggiungere le case è ancora più brutta, le case e le serre sono ricoperta dalla polvere proveniente dalla cava. In meno di mezz’ora la mia macchina è irriconoscibile. Sono polveri sulla cui tossicità non ci sono dubbi secondo Giovanna D’Adamo, ma il responso dell’Arpal tarda ad arrivare. Mi fa vedere le fotografie, mi parla di illeciti e abusi avvenuti nel più totale silenzio e senza l’intervento di nessuno. Da questa zona si vede benissimo il municipio di Taggia, da dove si vede benissimo la cava. Ma da Taggia nessuno vede nulla. Ha presentato ricorsi a tutti gli enti e istituzioni, anche alla corte europea. La storia è lunga da raccontare e le prometto che ritornerò sull’argomento. Giovanna mi consegna un cd con le foto.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Giampiero mi saluta dicendomi che ormai ha deciso: lunedì inizierà lo sciopero della fame. Scendo verso Sanremo, in una curva stretta incrocio un camion, sono costretto a fermarmi mentre l’autista mi invita brutalmente a togliermi di mezzo. Fino al termine della strada provinciale incontrerò altri 5 camion. Arrivato a casa, cerco di riordinare le idee e gli appunti, guardo le foto.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi telefonano per segnalarmi che un cittadino protesta perché la sua casa è stata danneggiata dal passaggio dei camion. Abita ad Alassio in strada privata Iaria Rinaudo in regione Fenarina. Giampiero e Giovanna non sono soli.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span>Foto dell&#8217;autore<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>LA COLATA</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 07:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro
di Garibaldi, Massari, Preve, Salvaggiulo, Sansa
a cura di Ferruccio Sansa

Collana: Principio Attivo – Ed. ChiareLettere 
Pagine: 544
Prezzo: 16,60 euro
Scheda:
L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. Tutto questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Garibaldi, Massari, Preve, Salvaggiulo, Sansa</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em>a cura di Ferruccio Sansa<br />
</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/La-Colata.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2122" title="La Colata" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/La-Colata-692x1023.jpg" alt="" width="221" height="322" /></a><br />Collana: Principio Attivo – Ed. </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>ChiareLettere </strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Pagine: 544</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Prezzo: 16,60 euro</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>Scheda:</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Il PARTITO DEL CEMENTO avanza e non lo ferma più nessuno. Dal nord al sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, cardinali, sindaci, deputati di destra e di sinistra. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni. Così la ricchezza degli italiani vola via. Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme (la Liguria tra il 1990 e il 2005 si è mangiata quasi la metà del territorio ancora libero!). Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all’anno (in Germania 11.000 all’anno). Ciò nonostante troppi italiani sono senza casa perché mancano gli alloggi “sociali” (solo il 4 per cento sul totale contro il 18 per cento della Francia, il 21 per cento del Regno Unito). Intanto 5500 comuni su 8000 sono a rischio di dissesto idrogeologico. I soldi per il ponte di Messina ci sono, per le frane no.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Gli autori di questo libro sono andati a vedere l’ITALIA COM’È e la raccontano con nomi e cognomi di affaristi, banchieri, cardinali, sindaci e deputati: la SARDEGNA di nuovo in mano agli speculatori, le LANGHE trasformate in shopville, l’invasione di seconde case sulle ALPI (costruiscono persino sulla Marmolada!), il BRENTA violentato, gli affari della CHIESA nelle CITTÀ LIGURI, le grandi operazioni di Ligresti e dei soliti noti a MILANO, di Caltagirone e dei soliti noti a ROMA, la storia triste di BAGNOLI. Neanche SIENA e FIRENZE vengono risparmiate. E ritorna la febbre da stadi e autodromi, nuove occasioni per ulteriori speculazioni.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Ma cosa gliene viene agli italiani di tutto questo? Meno male che non tutti abbassano la testa. COMITATI DI CITTADINI si stanno formando in Veneto, Toscana, a Milano, in tanti centri grandi e piccoli. La legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale è dalla loro. Per questo adesso molti la vogliono cambiare.</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>INDIGNATEVI, RAPIDAMENTE. NON LASCIATE CHE DETURPINO IL VOSTRO BENE PIÙ PREZIOSO, IL TERRITORIO&#8230; CHIAMATE A RACCOLTA TUTTI.”</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>Luca Mercalli, meteorologo</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>Biografie: </strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Ferruccio Sansa</strong></em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>, quarantuno anni, giornalista a “Il Messaggero”, “la Repubblica”, “La Stampa”, è ora inviato de “il Fatto Quotidiano”. Con Luigi Offeddu ha scritto i libri-inchiesta RAGAZZI DI SATANA (Rizzoli-Bur 2005) e MILANO DA MORIRE</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>(Rizzoli-Bur 2007). Con Marco Preve IL PARTITO DEL CEMENTO (Chiarelettere 2008).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Andrea Garibaldi</strong></em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>, cinquantacinque anni, romano, ha lavorato per vent’anni a “Il Messaggero”. Dal 2004 è inviato speciale per il “Corriere della Sera” e si occupa prevalentemente di politica nazionale. Ha pubblicato QUI COMINCIA L’AVVENTURA DEL SIGNOR con Roberto Giannarelli e Guido Giusti (La Casa Usher 1984), la biografia di Enrico Lucherini e Matteo Spinola C’ERA QUESTO C’ERA QUELLO (Mondadori 1984) e PIOMBO E CARTA, CRONACHE DA SARAJEVO ASSEDIATA (Protagon 1994).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Marco Preve</strong></em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>, quarantasei anni, è nato a Torino ma vive e lavora a Genova da quasi vent’anni come giornalista de “la Repubblica”. Cura quotidianamente su internet un blog dal titolo “Trenette e mattoni” all’indirizzo www.preve.blogautore.repubblica.it. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Giuseppe Salvaggiulo</strong></em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>, trentatré anni, pugliese, ha lavorato nelle redazioni di “Libero” e “Il Giornale”. Dal 2008 si è trasferito a Torino e lavora a “La Stampa”, dove si occupa di cronaca, politica</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>e società. Nel 2009 ha pubblicato FLOP. BREVE MA VERIDICA STORIA DEL PD (Aliberti Castelvecchi).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Antonio Massari</strong></em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>, quarantuno anni, barese, scrive per “il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con “la Repubblica”,“La Stampa”, “il manifesto”, “l’Unità”, “L’espresso”. Ha pubblicato IL CASO DE MAGISTRIS (Aliberti 2008) e CLEMENTINA FORLEO, UN GIUDICE CONTRO (Aliberti 2009).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Chi vuole acquistare più copie del libro o contattare gli autori per incontri, deve rivolgersi a:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Giulia Civiletti</strong></em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Chiare</span></span><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>lettere -</span></span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span><em><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ufficio stampa</span></span></em></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Via Melzi d&#8217;Eril 44 &#8211; 20154 Milano</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>cell. 3485238601 &#8211; tel. 0200649632</span></span></p>
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