<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Informazione Sostenibile - Comunicazione ambientale &#187; Libri</title>
	<atom:link href="http://www.informazionesostenibile.info/category/cultura/libri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.informazionesostenibile.info</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 28 Jun 2010 08:20:56 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>LA COLATA</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/2123/la-colata/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/2123/la-colata/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 07:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=2123</guid>
		<description><![CDATA[Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro
di Garibaldi, Massari, Preve, Salvaggiulo, Sansa
a cura di Ferruccio Sansa

Collana: Principio Attivo – Ed. ChiareLettere 
Pagine: 544
Prezzo: 16,60 euro
Scheda:
L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. Tutto questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Garibaldi, Massari, Preve, Salvaggiulo, Sansa</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em>a cura di Ferruccio Sansa<br />
</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/La-Colata.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2122" title="La Colata" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/La-Colata-692x1023.jpg" alt="" width="221" height="322" /></a><br />Collana: Principio Attivo – Ed. </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>ChiareLettere </strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Pagine: 544</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Prezzo: 16,60 euro</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>Scheda:</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Il PARTITO DEL CEMENTO avanza e non lo ferma più nessuno. Dal nord al sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, cardinali, sindaci, deputati di destra e di sinistra. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni. Così la ricchezza degli italiani vola via. Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme (la Liguria tra il 1990 e il 2005 si è mangiata quasi la metà del territorio ancora libero!). Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all’anno (in Germania 11.000 all’anno). Ciò nonostante troppi italiani sono senza casa perché mancano gli alloggi “sociali” (solo il 4 per cento sul totale contro il 18 per cento della Francia, il 21 per cento del Regno Unito). Intanto 5500 comuni su 8000 sono a rischio di dissesto idrogeologico. I soldi per il ponte di Messina ci sono, per le frane no.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Gli autori di questo libro sono andati a vedere l’ITALIA COM’È e la raccontano con nomi e cognomi di affaristi, banchieri, cardinali, sindaci e deputati: la SARDEGNA di nuovo in mano agli speculatori, le LANGHE trasformate in shopville, l’invasione di seconde case sulle ALPI (costruiscono persino sulla Marmolada!), il BRENTA violentato, gli affari della CHIESA nelle CITTÀ LIGURI, le grandi operazioni di Ligresti e dei soliti noti a MILANO, di Caltagirone e dei soliti noti a ROMA, la storia triste di BAGNOLI. Neanche SIENA e FIRENZE vengono risparmiate. E ritorna la febbre da stadi e autodromi, nuove occasioni per ulteriori speculazioni.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Ma cosa gliene viene agli italiani di tutto questo? Meno male che non tutti abbassano la testa. COMITATI DI CITTADINI si stanno formando in Veneto, Toscana, a Milano, in tanti centri grandi e piccoli. La legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale è dalla loro. Per questo adesso molti la vogliono cambiare.</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>INDIGNATEVI, RAPIDAMENTE. NON LASCIATE CHE DETURPINO IL VOSTRO BENE PIÙ PREZIOSO, IL TERRITORIO&#8230; CHIAMATE A RACCOLTA TUTTI.”</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>Luca Mercalli, meteorologo</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><strong>Biografie: </strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Ferruccio Sansa</strong></em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>, quarantuno anni, giornalista a “Il Messaggero”, “la Repubblica”, “La Stampa”, è ora inviato de “il Fatto Quotidiano”. Con Luigi Offeddu ha scritto i libri-inchiesta RAGAZZI DI SATANA (Rizzoli-Bur 2005) e MILANO DA MORIRE</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>(Rizzoli-Bur 2007). Con Marco Preve IL PARTITO DEL CEMENTO (Chiarelettere 2008).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Andrea Garibaldi</strong></em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>, cinquantacinque anni, romano, ha lavorato per vent’anni a “Il Messaggero”. Dal 2004 è inviato speciale per il “Corriere della Sera” e si occupa prevalentemente di politica nazionale. Ha pubblicato QUI COMINCIA L’AVVENTURA DEL SIGNOR con Roberto Giannarelli e Guido Giusti (La Casa Usher 1984), la biografia di Enrico Lucherini e Matteo Spinola C’ERA QUESTO C’ERA QUELLO (Mondadori 1984) e PIOMBO E CARTA, CRONACHE DA SARAJEVO ASSEDIATA (Protagon 1994).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Marco Preve</strong></em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>, quarantasei anni, è nato a Torino ma vive e lavora a Genova da quasi vent’anni come giornalista de “la Repubblica”. Cura quotidianamente su internet un blog dal titolo “Trenette e mattoni” all’indirizzo www.preve.blogautore.repubblica.it. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Giuseppe Salvaggiulo</strong></em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>, trentatré anni, pugliese, ha lavorato nelle redazioni di “Libero” e “Il Giornale”. Dal 2008 si è trasferito a Torino e lavora a “La Stampa”, dove si occupa di cronaca, politica</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>e società. Nel 2009 ha pubblicato FLOP. BREVE MA VERIDICA STORIA DEL PD (Aliberti Castelvecchi).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Antonio Massari</strong></em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>, quarantuno anni, barese, scrive per “il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con “la Repubblica”,“La Stampa”, “il manifesto”, “l’Unità”, “L’espresso”. Ha pubblicato IL CASO DE MAGISTRIS (Aliberti 2008) e CLEMENTINA FORLEO, UN GIUDICE CONTRO (Aliberti 2009).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Chi vuole acquistare più copie del libro o contattare gli autori per incontri, deve rivolgersi a:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span><em><strong>Giulia Civiletti</strong></em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Chiare</span></span><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>lettere -</span></span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span><em><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ufficio stampa</span></span></em></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>Via Melzi d&#8217;Eril 44 &#8211; 20154 Milano</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span>cell. 3485238601 &#8211; tel. 0200649632</span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.informazionesostenibile.info/2123/la-colata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Le sfide della sostenibilità. Risorse ambientali, qualità sociale,  partecipazione pubblica&#8221;</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/2024/le-sfide-della-sostenibilita-risorse-ambientali-qualita-sociale-partecipazione-pubblica/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/2024/le-sfide-della-sostenibilita-risorse-ambientali-qualita-sociale-partecipazione-pubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 May 2010 08:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=2024</guid>
		<description><![CDATA[a cura di Gian Luigi Bulsei
e con una serie di qualificati contributi nell&#8217;ambito di convegni svoltisi in Piemonte
Aracne Editrice, isbn 978-88-548-3252-7, 240 pagine, 15 euro
di cui è possibile consultare la scheda in http://www.aracneeditrice.it/Pdf/3252.pdf
parte dalla significativa citazione iniziale del curatore:
“Al centro di Fedora, metropoli di pietra grigia, sta un palazzo di metallo con una sfera di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di<strong><em> Gian Luigi Bulsei</em></strong><br />
e con una serie di qualificati contributi nell&#8217;ambito di convegni svoltisi in Piemonte</p>
<p style="text-align: justify;">Aracne Editrice, isbn 978-88-548-3252-7, 240 pagine, 15 euro<br />
di cui è possibile consultare la scheda in <a href="http://www.aracneeditrice.it/Pdf/3252.pdf" target="_blank">http://www.aracneeditrice.it/Pdf/3252.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;">parte dalla significativa citazione iniziale del curatore:<br />
“Al centro di Fedora, metropoli di pietra grigia, sta un palazzo di metallo con una sfera di vetro in ogni stanza. Guardando dentro ogni sfera si vede una città azzurra che è il modello di un’altra Fedora. Sono le forme che la città avrebbe potuto prendere se non fosse, per una ragione o per l’altra, diventata come oggi la vediamo.”</p>
<p style="text-align: justify;">(Italo Calvino, Le città invisibili)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/fedora.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2025" title="fedora" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/fedora.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Foto da:<br />
<em>maristaurru.com</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.informazionesostenibile.info/2024/le-sfide-della-sostenibilita-risorse-ambientali-qualita-sociale-partecipazione-pubblica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spazi e Società a rischio. Ecologia, Petrolio e Mutamento a Gela</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1909/spazi-e-societa-a-rischio-ecologia-petrolio-e-mutamento-a-gela/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/1909/spazi-e-societa-a-rischio-ecologia-petrolio-e-mutamento-a-gela/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=1909</guid>
		<description><![CDATA[Una segnalazione del Prof. Giorgio Osti per i nostri lettori riguarda il libro di:
Pietro Saitta, Spazi e società a rischio. Ecologia, petrolio e mutamento a Gela 
http://www.cirsdig.it/Pubblicazioni/copertinagela.pdf,
con interventi di: Pierpaolo Mudu e Luigi Pellizzoni, Edizioni Think Thanks, Napoli, 2009
Il libro:
&#8220;Una storia locale? Per niente. Gela, la città siciliana che fa da sfondo a questa ricerca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una segnalazione del <strong>Prof. Giorgio Osti</strong> per i nostri lettori riguarda il libro di:<br />
<strong>Pietro Saitta,</strong> <em>Spazi e società a rischio. Ecologia, petrolio e mutamento a Gela </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cirsdig.it/Pubblicazioni/copertinagela.pdf">http://www.cirsdig.it/Pubblicazioni/copertinagela.pdf</a></span>,</p>
<p style="text-align: justify;">con interventi di: Pierpaolo Mudu e Luigi Pellizzoni, Edizioni Think Thanks, Napoli, 2009</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il libro:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Una storia locale? Per niente. Gela, la città siciliana che fa da sfondo a questa ricerca, incarna a suo modo questioni più ampie, connesse alla relazione tra grande capitale e territori periferici. Parlare di Gela significa infatti discutere degli esiti dell&#8217;industrializzazione diretta centralmente, del sottosviluppo, del ricatto occupazionale, dell&#8217;incertezza, del rischio sanitario e della resistenza che esso genera. “<em>Spazi e società a rischi” </em> presenta una severa analisi della relazione tra capitale e consenso, tra industria petrolchimica e paura, tra impresa e politica, tra salari industriali e consumi. Uno studio di comunità che non lascia molto spazio alla speranza, ma che non rinuncia a individuare percorsi di cambiamento e liberazione.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/gela_citta_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1910" title="gela_citta_n" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/gela_citta_n.jpg" alt="" width="404" height="269" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;autore:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pietro Saitta</em> è ricercatore di Sociologia generale all&#8217;Università di Messina. Si occupa prevalentemente di multiculturalismo, devianza, percezione del rischio e metodi qualitativi. Tra i suoi lavori più recenti,<em> Economie del sospetto</em> (2007) e <em>Sex Industry</em> (2009).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Per chi volesse contattarlo:</em><br />
Pietro Saitta, Ph.D<br />
Università di  Messina<br />
Via T. Cannizzaro 278<br />
98122 Messina<br />
Italy<br />
Tel. (+39) 090 641 1070<br />
<a style="text-align: justify;" href="http://www.cirsdig.it&gt; Cirsdig.it &lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="> </a><a href="http://www.cirsdig.it/">Cirsdig.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cirsdig.it"> </a><br />
Foto tratta da:<br />
<em>nuovo sold.wordpress.com</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.informazionesostenibile.info/1909/spazi-e-societa-a-rischio-ecologia-petrolio-e-mutamento-a-gela/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Sole è Rotondo &#8211; Marco Fiorese</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1861/il-sole-e-rotondo-marco-fiorese/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/1861/il-sole-e-rotondo-marco-fiorese/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 13:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=1861</guid>
		<description><![CDATA[
Nuove idee per un tetto sopra la testa&#8230;
Il Sole è Rotondo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/03/12112009162334_il_sole_rotondo.jpg"><img class="size-full wp-image-1863 aligncenter" title="Il sole è rotondo" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/03/12112009162334_il_sole_rotondo.jpg" alt="Copertine testo unico ambientale 16,8x24" width="150" height="163" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>Nuove idee per un tetto sopra la testa&#8230;</strong></em></p>
<p><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2008/12/pdf.png"><img class="size-full wp-image-150  alignleft" title="pdf" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2008/12/pdf.png" alt="pdf" width="32" height="32" /></a><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/03/ilsolee.pdf">Il Sole è Rotondo</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.informazionesostenibile.info/1861/il-sole-e-rotondo-marco-fiorese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Libri e Film &#8211; E verrà il giorno che ?…</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1757/libri-e-film-e-verra-il-giorno-che-%e2%80%a6/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/1757/libri-e-film-e-verra-il-giorno-che-%e2%80%a6/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 14:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[consumismo]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=1757</guid>
		<description><![CDATA[di Paola Sartoni
Federico Rampini  “Slow economy. Rinascere con saggezza”, edizioni Mondadori 2009
“E venne il giorno” (“The Happening”) , scritto, diretto e prodotto da M. Night Shyamalan, USA 2008
E’ appena uscito negli Stati Uniti il rapporto 2010 del “Worldwatch Institute” (da noi sarà pubblicato da Edizioni Ambiente) dedicato quest&#8217;anno soprattutto a un&#8217;analisi dei consumi. Ingozzarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Paola Sartoni</strong></p>
<p><strong>Federico Rampini </strong> <strong>“Slow economy. Rinascere con saggezza</strong>”, edizioni Mondadori 2009<br />
“E venne il giorno” (<strong>“The Happening”</strong>) , scritto, diretto e prodotto da M. Night Shyamalan, USA 2008</p>
<p style="text-align: justify;">E’ appena uscito negli Stati Uniti il rapporto 2010 del “Worldwatch Institute” (da noi sarà pubblicato da Edizioni Ambiente) dedicato quest&#8217;anno soprattutto a un&#8217;analisi dei consumi. Ingozzarsi di cibo e di merci non fa bene né ai singoli né all&#8217;ambiente. Basti solo questo dato d&#8217;assieme: i 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 per cento della popolazione globale) sono responsabili del 50 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 per cento delle emissioni di CO2. Come contraltare, ricordo che poco prima del vertice di Copenhagen era uscito sulla Repubblica un interessante articolo di Federico Rampini che costituisce materia di riflessione per tutti quanti ritengono che il miglioramento climatico dipenda anche dai corretti comportamenti individuali. Essere “cittadini ecologici” non è facile, nei fatti. Molto più semplice imputare ad altri comportamenti errati che spesso partono da noi e dalla quotidianità.<br />
Nell’articolo di Rampini si citava l’esempio “virtuoso” della California, con buone prassi da parte di singoli residenti o piccole comunità locali per arrivare, man mano, ai mega-progetti di risparmio energetico Per esempio, “nella Antelope Valley, ai margini del deserto, la cittadina di Palmdale oltre al sole ha un&#8217;abbondanza di vento. Così la società privata che ha in appalto la gestione dei parcheggi comunali ha avuto l&#8217;idea di installare delle micro-turbine eoliche dentro i parking. L&#8217;impatto paesaggistico è nullo, sia perché le pale sono molto basse, sia perché i parcheggi non sono zone di qualità estetica. Basta il parcheggio di un solo ipermercato per produrre 76.000 kilowatt di corrente elettrica all&#8217;anno, il consumo energetico del vicinato. Quest&#8217;iniziativa è una delle tante idee &#8220;dal basso&#8221;, che fanno massa critica e stanno cambiando il nostro impatto ambientale”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/01/slow_economy.jpg"><img class="size-full wp-image-1758 aligncenter" title="slow_economy" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/01/slow_economy.jpg" alt="slow_economy" width="300" height="398" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sempre citando Rampini, ecco come si pronuncia l&#8217;autorevole rivista New Scientist: &#8220;L&#8217;attenzione che rivolgiamo ai vertici mondiali sul cambiamento climatico rischia di farci dimenticare questa semplice verità. Qualunque cosa decidano i governi sui tetti alle emissioni di CO2, alla fine i responsabili del disastro ambientale siamo noi, il cambiamento climatico comincia in casa nostra”.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;indagine-denuncia del New Scientist  elenca i &#8220;cinque eco-crimini che commettiamo ogni giorno&#8221;. A partire dal risveglio e dal’abitudine al  caffè mattutino. Se si calcola l&#8217;energia consumata per coltivarlo, raccoglierlo, trasportarlo dai paesi tropicali, infine azionare la macchina del bar, sei tazzine di espresso al giorno &#8211; una dose non rara per l&#8217;italiano medio &#8211; in un anno generano 175 kg di CO2, cioè quanto un volo Roma-Londra. Un espresso in meno al giorno è già un micro-risparmio del 16%. Poi si passa alla toilette. Anche qui un modesto cambiamento di abitudini può fare una differenza enorme. Ogni kg di rotoloni fatti con carta igienica &#8220;riciclata al 100%&#8221;, riduce di 30 litri il consumo di acqua e di 3 kilowattora quello di elettricità.  Terzo eco-crimine: la moda usa-e-getta, i capricci dello stile che riempiono i nostri guardaroba di abiti indossati per una stagione. Negli ultimi 15 anni la produzione mondiale di tessile-abbigliamento è balzata da 40 a 60 milioni di tonnellate, ma un milione di tonnellate di vestiti semi-nuovi finiscono nella spazzatura ogni anno. Quarto delitto ambientale, l&#8217;ossessione per la pulizia. In Inghilterra è stato calcolato che solo il 7,5% degli indumenti messi in lavatrice sono davvero sporchi. Una famiglia media che manda quattro o cinque lavatrici a settimana crea più di mezza tonnellata di CO2, una bella fetta dell&#8217;emissione media del cittadino europeo (10 milioni). Al quinto posto arriva lo scandalo del cibo buttato via. Questo eco-crimine è moralmente ripugnante. Ma è anche il più diffuso. La famiglia americana media getta via il 30% degli alimenti che ha comprato al supermercato, 48 miliardi di dollari finiscono nella spazzatura ogni anno. Solo il latte fresco buttato via in Inghilterra, per essere prodotto ha creato altrettante emissioni CO2 di 10.000 automobili.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/01/slowecon1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1759" title="slowecon1" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/01/slowecon1.jpg" alt="slowecon1" width="360" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È’ questa consapevolezza che in California ispira un vasto movimento per cambiare le abitudini quotidiane. Vi contribuiscono piccole comunità locali e grandi organizzazioni ambientaliste, capitalisti illuminati e scienziati. Un ulteriore esempio di spreco è quello dell’energia domestica.  Ogni anno in America si sprecano 10 miliardi di dollari per l&#8217;elettricità consumata da apparecchi inutilizzati: i computer che rimangono accesi anche a riposo, i videoregistratori, i caricatori di telefonini. Nascono così associazioni che si occupano del problema. Se i pionieri californiani riusciranno a cambiare i comportamenti collettivi di una nazione, l&#8217;effetto può essere sconvolgente. Lo ha calcolato questo studio della U. S. Energy Information Administration: &#8220;Se ogni famiglia americana rinuncia a usare l&#8217;asciugatrice elettrica si risparmiano 250.000 tonnellate di CO2. Questo equivale e a chiudere 15 centrali nucleari&#8221;. Potenza dei consumatori. Neppure Obama potrebbe decidere d&#8217;autorità la chiusura di 15 centrali.  Federico Rampini ci racconta, in questo articolo, ma soprattutto nel suo libro “Slow economy. Rinascere con saggezza”, edizioni Mondadori 2009 , in un viaggio attraverso tre continenti e decine di città, quale forma sta per prendere il nostro futuro.<br />
L’auspicio verso una lenta e inesorabile rivoluzione verde che ci porterà a produrre e a consumare in modo più consapevole;  il desiderio di un &#8220;Neo-socialismo&#8221; che spinga gli stati ad assumere iniziative politiche più ponderate e attente alla qualità dei servizi, del welfare e della vita in generale;  la rivoluzione tranquilla della &#8220;Slow Economy&#8221;, nuovo modello di sviluppo dove la crescita a ogni costo non sarà più la prima preoccupazione delle nostre società: sono ipotesi realizzabili nel medio- lungo periodo?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/01/happening_.jpg"><img class="picleft size-full wp-image-1760" title="happening_" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/01/happening_.jpg" alt="happening_" width="432" height="330" /></a>Se Rampini è ottimista, qualcun altro non lo è. Non crede nella capacità di riscatto del genere umano. Il film di M. Night Shyamalan (ricordate “IL sesto senso”?), “E venne il giorno” (“The Happening”), USA 2008, forse non è tra i suoi più riusciti, ma è inquietante nell’apparente normalità. Non vi sono scene di horror splatter, tutto è così apparentemente idilliaco: solo il sussurro del vento, lo stormire delle fronde, l’ondulazione delle messi nei campi coltivati segnano il dramma incombente. Le specie vegetali nell’area più nuclearizzata degli Stati Uniti, il nord est, si stanno ribellando. Emettono tossine che uccidono. La frase inizialmente attribuita ad Einstein, nel film: “&#8221;Se l&#8217;ape scomparisse dalla faccia della terra, all&#8217;uomo non resterebbero che quattro anni di vita” aleggia nella storia di una coppia ed una bambina che, dopo varie peripezie, si salvano – morti per strada quasi tutti i compagni di fuga – perché l’attacco delle tossine emesse dalle piante si esaurisce improvvisamente. Mentre gli scienziati americani forniscono interpretazioni del fenomeno, ritenendolo un avvertimento della natura contro l’uomo, da essa visto come una crescente minaccia, a Parigi, qualche tempo dopo, nel parco del Palazzo delle Tuileries si ripete l’ecatombe di massa iniziata a New York al Central Park … Non è che l’inizio?<br />
Perché abbinare questi due autori? Perché il pessimismo sulla umana ragione mostrato dal regista bilancia l’ottimismo del giornalista/scrittore e forse a metà tra i due poli sta la possibilità di un realistico cambiamento nel modo di pensare ed agire della specie umana. Troppo spesso, anche tra chi vorrebbe la salvezza del pianeta e si muove portando avanti istanze ambientaliste, i comportamenti quotidiani risentono della convinzione che il nostro standard attuale è irrinunciabile, che di sacrifici personali non se ne parla e – mentre ci battiamo contro la privatizzazione dell’acqua – i nostri rubinetti restano aperti. Spendiamo e spandiamo: abbiamo introiettato un modello che rischia di portarci all’estinzione, per mano nostra o della natura. Oltre ai movimenti e alle iniziative di ripensamento ambientale dobbiamo metterci in gioco noi, in prima persona. Il consumismo sfrenato di prodotti inutili, di manufatti elitari, di simboli di status, di cibo buttato, di erosione della Terra, oltre ad impoverire gli altri, impoverisce l’intero pianeta. E ai consumisti sfrenati che ci governano diciamo, una volta per tutte, di interrompere la spirale perversa. Oppure una Grande Tossina (magari) li seppellirà.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Foto tratte da</em>:<br />
cambiandostrada.blogspot.com<br />
mattvorst.com<br />
locandina film tratta dal sito</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.informazionesostenibile.info/1757/libri-e-film-e-verra-il-giorno-che-%e2%80%a6/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LIBRI &#8211; Appena tradotti in italiano</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1590/libri-appena-tradotti-in-italiano/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/1590/libri-appena-tradotti-in-italiano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=1590</guid>
		<description><![CDATA[Su segnalazione delle Librerie Feltrinelli e della Rete ambiente e società due interessanti libri finalmente tradotti in italiano:

-  A. Gorz, Ecologica, Jaca Book, 2009
Filosofo della politica, fondatore di un pensiero ecologico critico,  sia dello sviluppo capitalista,  che delle realizzazioni di un comunismo imitativo delle utopie di produttivismo che hanno portato il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Su segnalazione delle Librerie Feltrinelli e della Rete ambiente e società due interessanti libri finalmente tradotti in italiano:<br />
</strong><br />
<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/andre-gorz.jpg"><img class="size-full wp-image-1591 picleft" title="andre-gorz" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/andre-gorz.jpg" alt="andre-gorz" width="230" height="175" /></a><strong>-  A. Gorz, Ecologica, Jaca Book, 2009</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Filosofo della politica, fondatore di un pensiero ecologico critico,  sia dello sviluppo capitalista,  che delle realizzazioni di un comunismo imitativo delle utopie di produttivismo che hanno portato il mondo ad essere una società asservita alla legge del profitto e delle merci.<br />
Co/direttore  nei primi anni ’40 della rivista “Les Temps Moderns” con Jean Paul Sartre e Simone de Bouvoire, scrisse negli anni ’80 il controverso “Addio al proletariato” che provocò un acceso dibattito in Francia e negli altri paesi europei.<br />
Si è suicidato insieme alla moglie, affetta da una malattia degenerativa.<br />
Gorz resta un punto di riferimento per una grande riforma del pensiero economico che si preoccupi delle condizioni di vita e dell’ambiente.<br />
<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/nicholas-stern.jpg"><img class="picleft size-medium wp-image-1593" title="nicholas-stern" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/nicholas-stern-244x178.jpg" alt="nicholas-stern" width="244" height="178" /></a>-  N. Stern, Un piano per salvare il pianeta, Feltrinelli, 2009<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nato su incarico del governo inglese e reso pubblico alla fine del 2006, l’ormai famoso Rapporto Stern ha fornito la prima ampia indagine sulle conseguenze economiche dei cambiamenti climatici e sull’impatto sociale dei rischi ambientali. Dal momento della sua diffusione, il Rapporto si è imposto come un insostituibile strumento di analisi e un innovativo punto di riferimento per i governi di ogni parte del mondo.  In questo nuovo libro l’autore di quel documento – l’economista inglese Nicholas Stern – ne riprende i risultati e ne trae le più importanti lezioni politiche. Siamo infatti &#8211; avverte Stern &#8211; in un momento delicatissimo: le decisioni che verranno assunte nei prossimi cinque anni e le azioni che saranno intraprese nei prossimi due-tre decenni saranno vitali per il futuro del pianeta. Il modello tradizionale di crescita si è inceppato, ed è urgente pensare un nuovo modello basato su un basso uso di combustibili tradizionali. Ignorare la questione significa non solo condannare la Terra a un futuro di inquinamento, ma imboccare una strada di non sviluppo e di decadimento economico. È urgente avviare azioni concrete, stabilire un prezzo per l’emissione dei gas serra, definire forti obiettivi di riduzione, bloccare la deforestazione, sostenere l’innovazione e l’impiego di tecnologie a basso tenore di carbonio. Per la prima volta in modo accessibile ma economicamente circostanziato, Stern chiarisce com’è possibile raggiungere questi obiettivi, ridurre drasticamente i rischi ambientali e favorire una nuova fase di crescita e di progresso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Foto tratte da: smh.com.au<br />
1.folha.nol.com.br</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.informazionesostenibile.info/1590/libri-appena-tradotti-in-italiano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Nuovo ceto medio</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1358/il-nuovo-ceto-medio/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/1358/il-nuovo-ceto-medio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 06:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[classi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[paesi emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=1358</guid>
		<description><![CDATA[(traduzione di Paola Sartoni)
A chi legge in inglese consigliamo questo  libro, a cura di Hellmuth Lange e Lars Meier dal titolo The New Middle Classes &#8211; Globalizing Lifestyles, Consumerism and Environmental Concern  che si oppone ad una visione limitata degli stili di vita e dei consumi, analizzando il tema non solo in termini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(traduzione di Paola Sartoni)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A chi legge in inglese consigliamo questo  libro, a cura di Hellmuth Lange e Lars Meier dal titolo The New Middle Classes &#8211; Globalizing Lifestyles, Consumerism and Environmental Concern  che si<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/10/airpollution_z.jpg"><img class="picright size-medium wp-image-1359" title="airpollution_z" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/10/airpollution_z-264x178.jpg" alt="airpollution_z" width="264" height="178" /></a> oppone ad una visione limitata degli stili di vita e dei consumi, analizzando il tema non solo in termini di atteggiamenti e preferenze ma anche di aspetti socio-economici e di politiche governative.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove classi medie di alcuni paesi in via di sviluppo  praticano stili di vita legati a un esasperato consumo delle risorse, che spesso oltrepassa i parametri dei paesi sviluppati, e quindi minano gli sforzi correnti per ridisegnare un futuro sostenibile. Ma come possono i loro modelli di consumo essere omogenei e perché mai la globalizzazione non include anche la diffusione della cultura ambientale?</p>
<p style="text-align: justify;">Questi atteggiamenti, gli aspetti socio-economici correlati e le politiche ambientali di vari paesi emergenti sono analizzati da un gruppo di ricercatori internazionali con un approccio multidisciplinare che unisce formulazioni teoriche ed analisi empiriche..</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;The New Middle Classes&#8221; dovrebbe interessare prevalentemente sociologi, politologi, geografi ed antropologi. Ma non solo: tutti i curiosi dei cambiamenti sociali sono invitati a leggerlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Lange, Hellmuth; Meier, Lars (Eds.)<br />
The New Middle Classes<br />
Globalizing Lifestyles, Consumerism and Environmental Concern<br />
Dordrecht et al: Springer 2009,<br />
XVIII, 306 p., Hardcover<br />
ISBN: 978-1-4020-9937-3</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni:<br />
<a href="http://www.springer.com/social+sciences/social+sciences%2C+general/book/978-1-4020-9937-3" target="blank"> clicca qui</a></p>
<p style="text-align: justify;">Foto tratta da: believeinsharing.wordpress.com</p>
<p>Tags: antropologia, paesi emergenti, classi sociali, stili di vita, consumi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.informazionesostenibile.info/1358/il-nuovo-ceto-medio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo scalino d&#8217;oro</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1096/lo-scalino-doro/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/1096/lo-scalino-doro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 08:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=1096</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/06/comunicato_scalino.jpg"><img class="size-full wp-image-1099 aligncenter" title="comunicato_scalino" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/06/comunicato_scalino.jpg" alt="comunicato_scalino" width="536" height="757" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.informazionesostenibile.info/1096/lo-scalino-doro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il granturco come &#8220;diverso&#8221;</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/559/il-granturco-come-diverso/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/559/il-granturco-come-diverso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=559</guid>
		<description><![CDATA[di Paola Sartoni
Il titolo non è quello del libro di cui voglio parlare, ma deriva da una riflessione che il suo autore, lo storico dell’economia Roberto Finzi fa, intervistato sul “Corriere delle Sera” da Claudio Magris, a proposito del “protagonista”, appunto, di questo libro: “Sazia assai ma dà poco fiato. Il mais nell’economia e nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Paola Sartoni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo non è quello del libro di cui voglio parlare, ma deriva da una riflessione che il suo autore, lo storico dell’economia Roberto Finzi fa, intervistato sul “Corriere delle Sera” da Claudio Magris, a proposito del “protagonista”, appunto, di questo libro: <em>“Sazia assai ma dà poco fiato. Il mais nell’economia e nella vita rurale italiana. Secoli XVI-XX”</em> /Edizioni CLUEB (costo 20 euro).<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/02/pannocchie.jpg"><img class="picright size-medium wp-image-560" title="pannocchie" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/02/pannocchie-121x177.jpg" alt="" width="121" height="177" /></a><br />
Come il frumento ha avuto in Europa un grande significato spirituale (ad esempio per i Misteri Eleusini in Grecia o attraverso il Vangelo per i Cristiani), così il mais appare nei testi sacri dei Maya e nelle opere successive come elemento base della loro struttura fisica, della loro musica (le percussioni dei tamburi che ne scandiscono la macinazione), della loro intera cultura contrapposta a quella degl’invasori. Ma in Europa appare inizialmente come “granturco”. Perché mai – si domanda Finzi &#8211; “turco” un cereale che viene dall’America? E riflette sul fatto che, fino alla sconfitta dei Turchi Ottomani sotto le mura di Vienna nel 1683, il “turco” era l’altro, il diverso, il forestiero e pure il nemico per eccellenza. Così prosegue: “Oltre al mais, altre piante che hanno attraversato l’Atlantico, come il fagiolo e il peperone, vengono indicate come “turche”. Quanto non è cristiano, evoca la terribile angoscia del “nemico interno”. Ed ecco che, ad esempio, in Catalogna correva la voce che pomodori e peperoni fossero velenosi e che fossero stati portati con loro dai Mori, di modo che erano morti più Catalani per averli mangiati che in battaglia”.<br />
Incuriosita, mi sono accostata al libro di Finzi che racconta di come il mais conquisti l’Europa e soprattutto l’Italia, rappresentando il piatto tipico delle campagne povere ma portando con sé anche la terribile pellagra, conseguenza della mono-dieta di questo alimento (privo di niacina, ossia vitamina B3 o PP, in grado di prevenire l’insorgere della malattia). La pellagra, associata anche al “vampirismo” nel popolino, comporta disturbi di tipo cutaneo e interno,  reazioni alla luce del sole e degenerazione dei tessuti; causa progressivo indebolimento (“<em>dà poco fiato</em>”) e risulta mortale. A lungo ne hanno discusso scienziati e antropologi, persino l’immancabile Lombroso, per teorizzare la degenerazione e l’inferiorità psichica dei “villani”, prima di arrivare a scoprire i danni di un’alimentazione povera di proteine che riempiva la pancia ma svuotava di ogni umore.<br />
Il libro diventa la storia di una parte consistente della popolazione italiana attraverso i secoli; delle condizioni di salute e dei rapporti di lavoro, della vita quotidiana fatta di abitudini, ignoranza, superficialità medica, superstizioni e miseria.<br />
Fino ad arrivare ad oggi, allorché – come nota anche Magris &#8211; il libro sottolinea “certe inquietanti conseguenze del mais transgenico e le incognite della manipolazione genetica, che pure fornisce tante risorse”. La domanda è se il mais rappresenti “l’esempio simbolico della dialettica del progresso, delle liberazioni e dei disastri che ci possono arrivare dalla tecnica”. E la risposta di Finzi, che si rifà addirittura ad Adam Smith e al suo testo del 1776, <em>La ricchezza delle nazioni</em>, è che i sospetti verso prodotti che pure hanno fatto progredire l’Europa non sono, come a lungo s’è detto, frutto della sola ignoranza. “La diffidenza verso il progresso – conclude – non è dunque aprioristica; è il risultato di un’esperienza. I mais ibridi sono stati un grande progresso, ma hanno creato nuove dipendenze. Non è infatti possibile piantare un seme di mais ibrido e ottenere un nuovo mais ibrido, sicché il diretto coltivatore deve di anno in anno comperare le sementi. Per i transgenici nessuna ripulsa, ma precauzione sì”.  Insomma, basta coi sospetti verso il Gran Turco, ma verso il Nuovo Mais forse sì.</p>
<p>Foto tratta da:<br />
maismarano.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.informazionesostenibile.info/559/il-granturco-come-diverso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ivan Illich: elogio della bicicletta</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/216/ivan-illich-elogio-della-bicicletta/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/216/ivan-illich-elogio-della-bicicletta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 17:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Illich]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.informazionesostenibile.info/?p=216</guid>
		<description><![CDATA[di Marco Managò
I

l titolo del volume pubblicato da Bollati Boringhieri Editore, opera del filosofo e antropologo Ivan Illich deceduto nel 2002, non deve ingannare. Più che di vera e propria elegia della bicicletta, si deve parlare, soprattutto per la prima parte del libro, di un’interessantissima valutazione del predominio sociale delle ricchezze energetiche e della disparità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Marco Managò</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I</p>
<p><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2008/12/bici.jpg"><img class="picleft size-medium wp-image-214" title="bici" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2008/12/bici-255x178.jpg" alt="" width="255" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">l titolo del volume pubblicato da Bollati Boringhieri Editore, opera del filosofo e antropologo Ivan Illich deceduto nel 2002, non deve ingannare. Più che di vera e propria elegia della bicicletta, si deve parlare, soprattutto per la prima parte del libro, di un’interessantissima valutazione del predominio sociale delle ricchezze energetiche e della disparità sociale che la velocità e i mezzi di trasporto generano tra le fasce sociali. Da sottolineare, inoltre, come la prima versione del testo risalga addirittura al 1973, in piena crisi energetica; come sia attuale e, purtroppo, assai lungimirante.<br />
Discorrere di crisi energetica non significa altro che proseguire nell’opera di asservimento dell’uomo alle macchine, agli “schiavi energetici”, come li definisce l’autore. Anche lo sviluppo ipotetico di una quantità enorme di energia pulita, non placherebbe la sete energetica che rende automi gli individui e li conduce verso un illusorio progresso.<br />
Scrive Illich: “Una volta oltrepassato il quantum critico di energia pro capite, è ineluttabile che le garanzie giuridiche dell’iniziativa personale e concreta vengano soppiantate dall’educazione agli astratti obiettivi di una burocrazia. Questo quantum segna il limite dell’ordine sociale”.<br />
Ingozzare la società di energia non significa condurla al benessere. Molte volte, il lamentarsi di crisi energetica presuppone la legittimazione a nuove misure di prelievo fiscale, presentate come necessarie per la ricerca di ulteriori processi. Tale “controricerca”, è così battezzata dall’autore per il carattere “anti” rispetto all’umana causa.<br />
La dipendenza assoluta dal trasporto, inteso come movimento per effetto di agenti ausiliari e non propri (come per il transito), fa divenire palesi, spiega Illich, “… le contraddizioni tra la giustizia sociale e la potenza motorizzata, tra il movimento efficace e l’alta velocità, tra la libertà personale e l’itinerario preordinato”.<br />
Con notevole efficacia, Illich scrive, inoltre: “… i cittadini diventano consumatori di trasporto nel giro dell’oca quotidiano che li riporta a casa…”.<br />
L’illusione di guadagnar tempo, attraverso montagne di cavalli vapore, non maschera una reale e insoddisfatta penuria di tempo, diversamente gestita da società industrializzate e altre meno avanzate tecnologicamente. A tal proposito vale la pena citare un’altra efficace precisazione dell’autore: “Ciò che distingue il traffico dei Paesi ricchi da quello dei Paesi poveri, per quanto riguarda i più, non è un maggior chilometraggio per ogni ora di vita, ma l’obbligo di consumare in forti dosi l’energia confezionata e disegualmente distribuita dall’industria del trasporto”.<br />
In questa ingiustizia sociale della mobilità e dell’accesso all’energia, occorre evidenziare quanto la geografia del territorio sia modificata dalle esigenze dell’industria del trasporto che, paradossalmente, isola con delle autostrade  i campi che un tempo il contadino raggiungeva a piedi; oppure, attraverso la disponibilità di un’ambulanza, spinge gli uomini a risiedere lontano da quegli ospedali ove un tempo ci si recava a piedi e celermente. Allontana, in realtà, ciò che pretende di avvicinare attraverso infrastrutture e mezzi meccanici di energia e potenza.<br />
L’esigenza di guadagnar tempo, attraverso veicoli sempre più veloci e un’auspicabile ottimizzazione delle infrastrutture, conduce il singolo lontano dall’autentica valorizzazione del proprio corpo e delle relative capacità motorie, assimilandolo sempre più a un consumatore di tempo, energia e trasporto anziché libero cittadino. Un cliente che vuole prodotti migliori e non la liberazione da tale consumo.<br />
Il tempo stesso, oggetto della capitalizzazione esasperata, si definisce in termini di “mercato” quali: spendere, risparmiare, investire, sprecare, impiegare.<br />
La disuguaglianza nell’accesso ai mezzi di trasporto conduce all’analoga disparità nella gestione del tempo, ottimizzando quello di una minoranza a danno di una maggioranza.<br />
Il tema centrale del volume, indicato sulla falsariga di citazioni alla Proudhon, si esprime con tale sublime percezione da parte di Illich: “Oltre una velocità critica, nessuno può risparmiare tempo senza costringere altri a perderlo. Colui che pretende un posto su un veicolo più rapido sostiene di fatto che il proprio tempo vale più di quello del passeggero di un veicolo più lento. Oltre una certa velocità, i passeggeri diventano consumatori del tempo altrui…”.<br />
Il fatto che non ci siano lavori, studi e statistiche concernenti la contabilità del tempo sociale, soprattutto nell’epoca in cui è stato elaborato l’abbozzo di questo scritto, non impedisce all’autore di valutare, nella misura dei 25 chilometri orari, il limite oltre il quale si genera penuria di tempo e correlativa frustrazione umana; di uomini trasportati nell’illusione che la maggior velocità si traduca in un benessere, mentre molte delle loro ore lavorative sono necessarie per pagare il solo trasporto che, merce da vendere ai consumatori, come tutte le merci industriali è implicitamente scarsa.<br />
Tra le varie invenzioni che hanno condizionato enormemente la storia, vanno citate quella antica della ruota e, nel Medioevo, della bardatura e ferratura del cavallo, ottenendo colture più ingenti, in tempi più rapidi e in luoghi inviolati più a Nord (spostando quindi il potere nelle mani dei paesi dell’Europa centro-settentrionale). Recente è l’invenzione del cuscinetto a sfera, uno spartiacque tra la duplice utilizzazione, nell’industria automobilistica e in quella ciclistica, tra la velocità e il rispetto per l’uomo. Discriminante sociopolitica moderna, la velocità delinea due direttrici fondamentali di sviluppo delle libertà umane.<br />
Si sviluppa, nel testo, il dovuto elogio alla bicicletta e alle sue prerogative ambientali, di basso costo fisso e corrente, di limitato spazio e di enorme creatività, che non genera aspettative e frontiere irraggiungibili.<br />
L’unica alternativa possibile è la riappropriazione dello spazio, in un contesto misurato del consumo energetico, a cavallo tra carenza e opulenza, ove, per dirla alla Illich, sia chiara “una soglia socialmente critica della quantità di energia incorporata in una merce”.<br />
Molto interessante anche la postfazione di Franco La Cecla che, tra ironia e paradosso, esaspera il rapporto maniacale e servile dell’uomo con il proprio mezzo automobilistico; una sorta di protesi in luogo dell’antico antropocentrismo sublimato dalla padronanza umana di veicoli a trazione animale. Per questo, l’automobile svolge una mera (e inutile) funzione estetica, di certificazione del potere e del privilegio, quando non consente il risparmio di tempo che tanto si prefissava di realizzare. Paradossalmente, per gestione oculata delle infrastrutture, individui di comunità che possiedono un assetto veicolare limitato, riescono comunque a raggiungere i luoghi di cui abbisognano con altri mezzi e con tempi non lunghi. Nei paesi superindustrializzati, tali pedoni sono costretti a vivacchiare nelle loro riserve, le isole pedonali. La Cecla definisce, efficacemente, l’automobile come un ossimoro.<br />
Complice la miopia di amministratori, urbanisti e architetti, la poltrona semovente su cui l’uomo si insedia, e al contempo si sfoggia, tende ad aumentare quelle distanze che ha cercato di abbreviare.<br />
La Cecla offre un altro interessantissimo concetto: “Non è un caso che le auto oggi assomiglino sempre di più ad auto di diplomatici o a veicoli da guerra. Presuppongono un paesaggio di paesi bombardati da attraversare con vetri fumè. L’auto è oggi il disprezzo del mondo là fuori, il poterne chiaramente fare a meno”.<br />
Soltanto la bicicletta è in grado di colmare il deficit di democraticità veicolare che il mondo pretende.<br />
Illich lo enuncia in maniera arguta e, attraverso l’elogio alla bicicletta, richiama l’attenzione su un fenomeno sconosciuto di disparità sociale, senza annoiare il lettore con ovvi, ipocriti, scontati e “verdi” richiami alla tutela ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rinascita.info"> www.rinascita.info</a> (02/11/2008)<br />
Ivan Illich (Vienna, 4 settembre 1926 – Brema, 2 dicembre 2002) libero pensatore, scrittore, filosofo, pedagogista e teologo austriaco.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.informazionesostenibile.info/216/ivan-illich-elogio-della-bicicletta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
