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	<title>Informazione Sostenibile - Comunicazione ambientale &#187; Eventi</title>
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		<title>Lunga vita a José Saramago poeta e scrittore: scomodo, critico, coerente.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Buone pratiche]]></category>
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		<description><![CDATA[(a cura di AT) 
E’ morto José Saramago, l’unico scrittore portoghese ad essersi conquistato un premio Nobel per la letteratura nel 1998. Aveva 87 anni. Di recente aveva fatto scalpore il rifiuto della Casa editrice Einaudi – che sempre aveva tradotto i suoi libri in Italia – a pubblicare “Quaderno”, poi uscito per Bollati Boringhieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">(a cura di AT)</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><strong> </strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">E’ morto José Saramago, l’unico scrittore portoghese ad essersi conquistato un premio Nobel per la letteratura nel 1998. Aveva 87 anni. Di recente aveva fatto scalpore il rifiuto della Casa editrice Einaudi – che sempre aveva tradotto i suoi libri in Italia – a pubblicare “Quaderno”, poi uscito per Bollati Boringhieri con prefazione di Umberto Eco, perché fortemente critico verso Berlusconi (proprietario, tra le altre case editrici, della storica torinese). Lesa Maestà, lesa Santità: inviso a Berlusconi e al Vaticano, José Saramago resta patrimonio di tutti coloro che, credenti, atei, anticonformisti, liberi pensatori, si fanno vanto de</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-full wp-image-2136" style="margin: 5px; float: left;" title="jose_saramago" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/jose_saramago.jpg" alt="" width="200" height="256" /></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">lla propria libertà d’espressione. Oltre alla buona letteratura, come</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong> “buone pratiche” </strong></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">ricordiamo dunque quelle che ci ha trasmesso</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>: la coerenza, l’impegno, la passione civile</strong></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">In un suo inedito, pubblicato su La Repubblica, così scriveva:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><em>Come scrittore, credo di non essermi mai separato dalla mia coscienza di cittadino. Ritengo che dove va uno, dovrà andare l&#8217;altro. Non ricordo di aver scritto una sola parola che fosse in contraddizione con le mie convinzioni politiche. Ma questo non significa che abbia mai posto la letteratura al servizio diretto della mia ideologia. Voglio dire, piuttosto, che nella scrittura cerco, in ogni parola, di esprimere la totalità dell&#8217;uomo che sono</em></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span>Sempre da La Repubblica del 19 giugno 2010:</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span>(…) La politica è stata l&#8217;altra sua grande passione dopo la scrittura. In una intervista, ammise che forse il partito nel quale militava dagli anni Sessanta, (l&#8217;ultima formazione comunista europea che conserva &#8220;l&#8217;iconografia dei bolscevichi&#8221;, bandiera rossa e falce e martello), era &#8220;ancorato nel passato&#8221;. Ma aggiunse: &#8220;</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><em>Abbiamo una eredità dalla quale non riesco a liberarmi. Ed è possibile che questa eredità storica non abbia molto a che fare con la realtà di oggi. Ma perché la realtà di oggi avrebbe ragione? I sentimenti sono importanti. Non riuscirei a riconoscermi in nessun altro partito che non fosse quello comunista portoghese: ci resto per rispetto di me stesso</em></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span>&#8220;.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Con &#8220;Cecità&#8221;, del 1995, il racconto di una epidemia che fa diventare ciechi tutti gli abitanti di una città, che è considerato il suo capolavoro, si apre la sua ultima tappa di scrittore. E&#8217; quella più critica sulla società di massa, la globalizzazione, il consumo e lo stesso funzionamento del sistema democratico europeo. Nel suo ultimo blog, Saramago scrive: &#8220;<span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span><em>Penso che la società di oggi abbia bisogno di filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo concreto, come la scienza, che avanza per raggiungere nuovi obiettivi. Ci manca riflessione, abbiamo bisogno del lavoro di pensare, e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte&#8221;. </em></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(…).</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Immagine tratta da: eventibusflexus/files/wordpress.com</span></span></span></p>
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		<title>LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[culturali]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Artemisia G.

E’ passione vera per la bellezza o consumismo culturale?
Accostarsi alla bellezza sta diventando negli ultimi anni una moda inarrestabile. Trascinati dalla grancassa mediatica percorriamo chilometri per accorrere in massa verso le grandi mostre, o meglio, verso gli imperdibili eventi che in qualche caso con lo straordinario ben poco hanno a che fare. 
Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">di </span><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>Artemisia G.</em></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>E’ passione vera per la bellezza o consumismo culturale?</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Accostarsi alla bellezza sta diventando negli ultimi anni una moda inarrestabile. Trascinati dalla grancassa mediatica percorriamo chilometri per accorrere in massa verso le grandi mostre, o meglio, verso gli imperdibili eventi che in qualche caso con lo straordinario ben poco hanno a che fare. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Si tratta realmente di un’esigenza, del bisogno di nutrire la nostra anima, o non piuttosto di una forma di consumismo imposto a spingere un numero sempre crescente di visitatori ad accalcarsi per ore in code interminabili agli ingressi dei musei in attesa del proprio turno?</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2160" style="margin: 5px; float: left;" title="folla1" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla1-269x164.jpg" alt="" width="269" height="164" /></a><br />
</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Da frequentatrice occasionale di questi eventi mi è capitato di spostare l’attenzione sui visitatori e di  osservarne la disposizione  con la quale si accostano all’opera d’arte.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Generalmente in gruppo, sono accompagnati nella visita “a tempo” da guide esperte che, nel brusío generale che si traduce  in  vocío quando sono presenti scolaresche, spesso si danno sulla voce: così che si finisce per sentirsi nel mezzo di una piazza, piuttosto che in un luogo dove il silenzio dovrebbe regnare sovrano. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Ascoltano di volta in volta spiegazioni su di un’opera che assurdamente non avranno il tempo di ammirare perché immediatamente si passa ad un’altra, mentre sarebbe così bello accostarsi all’opera d’arte dimenticando tutto quello che sappiamo  su di essa e semplicemente </span></span><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span><em>guardare</em></span></span><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>, soprattutto </span></span><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span><em>sentire</em></span></span><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>, spalancando gli occhi dell’anima e lasciandosi andare alle emozioni …</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Si sbirciano invece le opere esposte al di sopra di una spalla altrui e si passa via veloci per lasciare il posto al gruppo in attesa che segue.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Pochi i  visitatori solitari, dall’aria un po’ spaesata e frastornata.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Ben venga comunque, qualcuno obietterà, questo consumismo culturale. Non potrà che migliorare la nostra sensibilità nella tutela del patrimonio artistico e dell’ambiente.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2159" style="margin: 5px; float: right;" title="folla2" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla2-267x178.jpg" alt="" width="267" height="178" /></a><br />
</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Mi capita invece sempre più spesso di chiedermi se questa sete di bellezza coincida con i nostri comportamenti quotidiani.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Se tra le persone che accorrono in massa a questi eventi artistici ve ne siano di quelle che quando devono disfarsi di un qualsiasi elettrodomestico o di un arredo cosiddetto “ingombrante”, li abbandonano ai lati delle strade; che scaricano nei torrenti vecchie tettoie di eternit; che dopo aver sostato in un magnifico sito panoramico abbandonano dietro di sé sacchetti di rifiuti …</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Impossibile, mi rispondo, che dei fruitori d’arte commettano simili nefandezze. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Eppure …</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Un ricordo mi rimane indelebilmente scolpito nella memoria. Durante un soggiorno  a Venezia, qualche anno fa, mi soffermavo ogni giorno a contemplare un magnifico ritratto esposto nella vetrina di una bottega antiquaria nelle vicinanze di San Moisè. Ed ecco che una mattina si materializza sulla porta del negozio l’elegantissimo ed affascinante antiquario che, appallottolato un grosso involucro di carta, lo getta con noncuranza sul marciapiede antistante …</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>E ancora: all’immagine di un gruppo di giovanissimi studenti in estatica contemplazione di dipinti e di sculture in un museo si sovrappone la squallida visione del campo di pallavolo all’interno del cortile di un istituto che ho occasione di frequentare, circondato da un variopinto campionario di cartacce e involucri di merendine, simboli questi di ben altro consumismo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2158" style="margin: 5px; float: left;" title="folla3" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/folla3-133x178.jpg" alt="" width="133" height="178" /></a><br />
</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Mi chiedo anche perché, smaniosi di bellezza,  finiamo poi per ignorare i tesori artistici custoditi nei moltissimi musei che non godono della promozione mediatica, sistematicamente disertati.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Un esempio emblematico il caso dell’area archeologica di Ravanusa, in Sicilia, dove all’unico visitatore dell’anno scorso i numerosi e sbalorditi custodi, per gratitudine, hanno staccato un biglietto omaggio … </span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Non amiamo frequentare solitari borghi medievali  o pievi immerse nel silenzio della campagna, visite che equivalgono a un viaggio nel tempo, ma preferiamo riversarci, stipati come sardine, in certi “parchi naturali” dove, muniti di ticket, ci incolonniamo in percorsi precostituiti, dove niente è lasciato alla scoperta del visitatore e dove tutto, anche il souvenir “tipico” da portarsi a casa, è previsto e preconfezionato a misura di turismo di massa.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Per quale ragione, infine, non insorgiamo di fronte al degrado ambientale che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e subiamo passivamente orrori edilizi e urbanistici che in nome del “progresso” e della “pubblica utilità” divorano con il verde la vivibilità delle nostre città? </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span>Tra i tanti interrogativi una certezza: la bellezza, se intesa come entità astratta da museo e non calata nella realtà che ci circonda, non basterà a salvarci.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma,serif;">Immagini tratte da: retedonnebrianza.org </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sebastiano Ricci &#8211; Il trionfo dell&#8217;invenzione nel settecento veneziano</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1997/sebastiano-ricci-il-trionfo-dellinvenzione-nel-settecento-veneziano/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 08:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimo Salvi
La mostra, in calendario dal 24 aprile all’11 luglio 2010 sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, è promossa dalla Regione del Veneto e dalla Fondazione Giorgio Cini e raccoglie una serie di opere d’arte legate alla problematica del “bozzetto” (dipinti, sculture, disegni), offrendo una panoramica del genio multiforme e spettacolare dell’arte del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di<strong><em> Massimo Salvi</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT"><strong>La mostra, in calendario dal</strong><strong> 24 aprile all’11 luglio 2010 sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia,</strong><strong> è promossa dalla Regione del Veneto e dalla Fondazione Giorgio Cini e raccoglie una serie di opere d’arte legate alla problematica del “bozzetto” (dipinti, sculture, disegni), offrendo una panoramica del genio multiforme e spettacolare dell’arte del pittore bellunese. C</strong><strong>ollaborano all’esposizione alcune tra le più importanti istituzioni museali italiane, europee e statunitensi.</strong></p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT"><strong><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/DianaCallistoTitian-ricci.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1998" title="DianaCallistoTitian ricci" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/DianaCallistoTitian-ricci.jpg" alt="" width="444" height="409" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">Oltre alle opere concesse dalle Gallerie dell’Accademia e da Ca’ Rezzonico, si possono ammirare capolavori in prestito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, dal Castello Sforzesco di Milano, dalla Galleria Sabauda di Torino, dal Museo di Capodimonte di Napoli, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal Musée des Beaux-Arts di Orléans, dal Musée de la Ville de Strasbourg, dalla National Gallery di Londra, dagli Staatliche Museen di Berlino, dalle Collezioni Reali Inglesi, dal Szépművészeti Múzeum di Budapest, dalla Národni Galerie di Praga, e, ancora, dalla National Gallery di Washington e dal Metropolitan Museum di New York.<br />
Vengono così celebrati i trecentocinquant’anni della nascita dell’artista, geniale precursore del Rococò in Italia e nei più importanti centri europei, da Vienna a Londra, che ha contribuito a diffondere l’arte e la cultura veneta nel mondo.<br />
L’esposizione è dedicata prevalentemente all’arte del bozzetto e del modelletto, in cui Sebastiano Ricci non solo è maestro ai massimi livelli, ma è geniale innovatore. In mostra non mancano i confronti con i bozzetti di altri importanti artisti della scuola veneziana del primo Settecento, quali Antonio Pellegrini, il giovane Giambattista Tiepolo, Gaspare Diziani, Giambattista Pittoni, Antonio Molinari, Giambattista Piazzetta.<br />
Attenzione particolare è inoltre rivolta alla grafica di Sebastiano Ricci, in particolare ai disegni custoditi presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. In mostra anche alcuni bozzetti in terracotta provenienti dal “fondo di bottega” di Giovanni Maria Morlaiter, oggi custoditi presso il Museo del Settecento Veneziano di Ca’ Rezzonico.<br />
Anche il Comune di Belluno, città che diede i natali al grande pittore, partecipa attivamente alle celebrazioni integrando la mostra veneziana con l’itinerario Sebastiano Ricci tra le sue Dolomiti. Belluno e Feltre dal 30 aprile al 29 agosto 2010 rendono accessibili i capolavori lasciati da Sebastiano Ricci nel territorio che lo vide nascere. In particolare, è possibile ammirare gli affreschi della cappella Fulcis e la pala d’altare conservati nella Chiesa di San Pietro a Belluno, oltre alle pale d’altare provenienti dalla Certosa di Vedana, esposte presso il Museo Diocesano di Arte Sacra nel centro storico di Feltre.</p>
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		<title>La casa sul mare di un chirurgo di duemila anni fa</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 08:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Artemisia G.
Nel 1989, nel centro storico di Rimini, durante i lavori per la sistemazione dei giardini pubblici di Piazza Ferrari, è venuto alla luce un eccezionale complesso archeologico:  700 mq. di stratificazione storica e urbanistica che comprendono bellissimi mosaici e rivelano tracce di diverse costruzioni che vanno dell’età tardo imperiale  all’alto medioevo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em><strong>Artemisia G.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1989, nel centro storico di Rimini, durante i lavori per la sistemazione dei giardini pubblici di Piazza Ferrari, è venuto alla luce un eccezionale complesso archeologico:  700 mq. di stratificazione storica e urbanistica che comprendono bellissimi mosaici e rivelano tracce di diverse costruzioni che vanno dell’età tardo imperiale  all’alto medioevo.  Dopo quasi vent’anni di pazienti lavori di restauro, l’area, dotata di passerelle sospese e protetta da pareti di cristallo , si apre oggi allo sguardo di visitatori e passanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La “Domus del Chirurgo” è senz’altro la parte più interessante della straordinaria scoperta .</p>
<p style="text-align: justify;">L’edificio,  realizzato nel II secolo d.C. su una più antica abitazione , venne distrutto da un incendio nella seconda metà del III secolo durante le  scorrerie germaniche ai tempi dell’imperatore Gallieno: il crollo degli alzati ha consentito la conservazione di arredi e suppellettili.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/vaso-a-intercap...jpg"><img class="picright size-full  wp-image-1902" title="vaso a intercap.." src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/vaso-a-intercap...jpg" alt="" width="294" height="225" /></a>Il rinvenimento di un eccezionale corredo di strumenti chirurgici  (il più ricco conosciuto del mondo romano, conservato con gli altri reperti nel Museo della<strong> </strong>Città), di mortai e relativi pestelli, bilance, contenitori in ceramica e vetro per la preparazione e conservazione di farmaci, di un singolare vaso termico di terracotta a forma di piede per applicazioni curative, ha permesso di identificare l’edificio con l’abitazione e lo studio professionale di un importante medico.<br />
I resti del sito permettono di cogliere  la divisione degli spazi, la tecnica costruttiva  e la bellezza di mosaici ancora intatti.</p>
<p style="text-align: justify;">La casa, su due piani e probabilmente sotto una pineta in riva al mare &#8211; oggi arretrato di oltre un chilometro &#8211; si componeva di un ingresso e di un corridoio sul quale si affacciavano da un lato il giardino interno e dall’altro i vani residenziali decorati con affreschi policromi e pavimenti musivi a motivi geometrici e figurati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella <em>taberna medica domestica</em>, con lo splendido mosaico raffigurante Orfeo tra gli animali, il chirurgo riceveva, visitava e curava i pazienti, nel  <em>cubiculum</em> adiacente li operava e all’occorrenza li ospitava dopo gli interventi: una sorta di <em>day hospital</em> contemporaneo. C’erano inoltre una stanza di soggiorno, una da pranzo e un ambiente riscaldato (<em>ipocausto</em>), nonché una latrina. Al piano superiore la  cucina e una dispensa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/Orfeo-tra-gli-animali.jpg"><img class="size-full wp-image-1903 picleft" title="Orfeo tra gli animali" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/Orfeo-tra-gli-animali.jpg" alt="" width="385" height="216" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Chi era il medico di grande esperienza e abilità che abitava questa casa?</p>
<p style="text-align: justify;">Con ogni probabilità Eutyches il suo nome che, assurto a fama internazionale dopo duemila anni, fu graffito sul muro da un paziente ospitato nel <em>cubiculum</em> e ricordato, come dedicante,  in un cippo votivo ritrovato presso il foro.<br />
Che si fosse formato in ambienti culturali ellenici e fosse arrivato ad <em>Ariminum</em> dall’Oriente lo si deduce dalle scritte in greco su due vasetti di medicamenti. La sua notevole attrezzatura chirurgica, oltre centocinquanta pezzi, nella quale non figurano strumenti ginecologici, era destinata in larga parte a interventi su traumi ossei ed era dotata di un rarissimo ferro utilizzato per estrarre dalle carni punte di frecce. Un medico militare, dunque,  formatosi sui campi di battaglia come spesso accadeva nell’antichità, ipotesi sostenuta dal ritrovamento di una mano votiva in bronzo segno di devozione a Dolicheno, divinità venerata soprattutto tra i soldati.<br />
Il piede di una statua di Ermarco, filosofo epicureo, ne  testimonia l’inclinazione intellettuale, così come un elegante arredo del <em>triclinium</em>: il pregevole e rarissimo quadro in vetro policromo raffigurante un fondale marino e tre pesci di cui si conosce un solo altro esemplare, conservato a Corinto.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra ormai di conoscerlo, il chirurgo, e di vederlo, tra bilance e mortai, intento alla  preparazione  di medicamenti o nell’atto di visitare i pazienti nella <em>taberna medica</em>; vegliare di notte per assistere un malato dopo un intervento difficile. Lo vedo sostare in giardino, assorto nei suoi pensieri, nei momenti di riposo.<br />
Che ne  sarà stato di lui, dopo il violento incendio e la fuga precipitosa dalla sua casa di cui niente ha potuto salvare, nemmeno il gruzzolo di monete per le spese quotidiane, ritrovato intatto … Nella città in subbuglio e con il nemico alle porte, dove avrà trovato riparo  e accoglienza?<br />
Quale che sia stata la sua sorte, mi piace pensare che la sua anima sia rimasta qui, nella casa sul mare, tra le cose che amava.<br />
Mi trovo a ripassare, la notte, in piazza Ferrari. Le  luci sono spente nella “Domus del Chirurgo”. Nel silenzio, tracce chiare di mosaici  e brandelli di pareti dipinte affiorano dall’ombra e sembrano animarsi. Nella sua  stanza, Eutyches è forse già scivolato nel sonno e sogna la sua terra lontana.</p>
<p>Buonanotte, dottore, nel sonno lasciati cullare dal suono della cetra di Orfeo che, imprigionato nel suo prezioso tappeto di pietra,  ammansisce e incanta le fiere accucciate ai suoi piedi.</p>
<p><strong>Museo della Città e domus del chirurgo</strong></p>
<p><em>MUSEO DELLA CITTA’ (Via Tonini, 1)<br />
</em><em>DOMUS DEL CHIRURGO (Piazza Ferrari)</em><em><br />
47900 RIMINI<br />
Tel. 0541.21482</em></p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:musei@comune.rimini.it">musei@comune.rimini.it</a></span></em><br />
<a href="www.comune.rimini.it"> Comune di Rimini</a></p>
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		<title>Atlante Climatico della Provincia di Massa-Carrara</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 13:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/03/ratti.jpg"><img class="size-full wp-image-1781 aligncenter" title="ratti" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/03/ratti.jpg" alt="ratti" width="461" height="597" /></a></p>
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		<title>Ho incontrato Giorgione</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 12:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
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		<description><![CDATA[di Artemisia G.
E’ con trepidazione che varco la soglia della sua casa, presunta tale per il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche che gli è attribuito.
Sono venuta a Castelfranco per incontrare Giorgione, il più misterioso genio del Rinascimento, nel cinquecentenario della morte, il 1510, secondo l’attestazione di Taddeo Abano in una lettera ad Isabella d’Este. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <strong>Artemisia G.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ con trepidazione che varco la soglia della sua casa, presunta tale per il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche che gli è attribuito.<br />
Sono venuta a Castelfranco per incontrare Giorgione, il più misterioso genio del Rinascimento, nel cinquecentenario della morte, il 1510, secondo l’attestazione di Taddeo Abano in una lettera ad Isabella d’Este. Unico dato certo della breve vita di un artista che fluttua nel mistero. Poche le attribuzioni “certe” ed eternamente aperto il dibattito su quelle <em>“incerte”</em>…<br />
<em>“… Gentile e di buoni costumi in tutta la sua vita… dilettossi continovamente delle cose d’amore, e piacquegli il suono del liuto mirabilmente e tanto, ch’egli sonava e cantava nel suo tempo tanto divinamente…” </em>Così ce lo presenta il Vasari nelle sue “Vite”: bello , vigoroso, amabile.<br />
E magnifico pittore:<em> “Attese al disegno e lo gustò grandemente, e in quello la natura lo favorì sì forte… che non solo egli acquistò nome d’aver passato Gentile e Giovanni Bellini, ma di competere con coloro che lavoravano in Toscana…” </em><br />
La sua pittura assimila sapientemente influenze toscane e lombarde  <em>“…aveva veduto Giorgione alcune cose di mano di Lionardo”</em>… che traduce in uno stile nuovo, personale, innovativo nell’uso del  colore e della forma, nella  purezza espressiva inarrivabile delle atmosfere fantastiche che aleggiano nei suoi paesaggi dove la figura umana si fonde poeticamente con la natura circostante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo stile, che lo rende subito famoso a Venezia, influenzerà gli artisti che verranno dopo di lui, a cominciare dal Tiziano.<br />
Capolavori di pittori presenti nel percorso espositivo, dal Bellini al Perugino , a Sebastiano del Piombo, a Tiziano, a Raffaello, a Dürer e di cosiddetti <em>“minori”</em> configurano il clima artistico del tempo e si affiancano ai suoi capolavori: da quello che sembra essere il nucleo iniziale come il ”Saturno in esilio”, “Mosè alla prova del fuoco”, il “Giudizio di Salomone” a “La tempesta”,“Le tre età dell’uomo”, il “Doppio ritratto” ,  il “Cristo portacroce”, il “Tramonto”  di Londra che nasconde il mito di “Filottete a Lemno”.<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/03/doppio_ritratto_giorgione.jpg"><img class="picright size-full wp-image-1832" title="doppio_ritratto_giorgione" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/03/doppio_ritratto_giorgione.jpg" alt="doppio_ritratto_giorgione" width="250" height="349" /></a><br />
Assenti opere come “I tre filosofi” e il “Ritratto di Laura”: per scelta o Vienna li ha negati per fondati timori di danni da spostamento? Peccato non poterli avere qui…<br />
Davanti  alla  “Tempesta”, il cui formato mi era sembrata tanto “piccolo” negli ampi spazi delle Gallerie dell’Accademia a Venezia e qui tanto più “grande” per la ristrettezza degli ambienti, contemplo emozionata l’enigma dell’indicibile atmosfera sospesa tra la quieta arcadica rappresentazione in primo piano e l’inquietante minaccia del fulmine che saetta nel fondo di un cielo greve e tempestoso. Un dipinto che ha fatto versare fiumi di inchiostro alla critica e che, solo, basterebbe a confermare il suo genio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è  negli occhi del giovane in primo piano, in ombra, nel “Doppio ritratto” (qui nella foto), uno sguardo che indaga malinconiche lontananze, che identifico l’autoritratto interiore di Giorgione e gli ideali estetici e filosofici della Rinascenza stessa: mi perdo in questo sguardo nel quale intravvedo la sua visione “laica” dell’arte, che segna il passaggio da una pittura aulica e celebrativa all’assorta umanità di un tempo nuovo a cui ha grandemente contribuito con la sua inconfondibile qualità poetica.<br />
E’ con la consapevolezza di averne sfiorato il mistero  che lascio la sua casa, presunta tale per il fregio delle Arti Liberali e Meccaniche che gli è attribuito…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GIORGIONE </strong><br />
Museo Casa Giorgione a Castelfranco Veneto<br />
Mostra dal 12. 12 . 2009 all’ 11. 04. 2010<br />
ORARI Tutti i giorni: 9.00 &#8211; 19.00 (la biglietteria chiude alle ore 18.00)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giorgione2010.it">www.giorgione2010.it</a> <strong>Call center: tel. 800.90.44.47</strong></p>
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		<title>Ferma lo scempio della Palmaria</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 11:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/fermascempiopalmaria.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1625" title="fermascempiopalmaria" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/fermascempiopalmaria-695x1024.jpg" alt="fermascempiopalmaria" width="626" height="922" /></a></p>
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		<title>Apertura locale solidale &#8211; Provincia di Arezzo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 06:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 5 dicembre a Lucignano sarà aperto un nuovo locale alternativo promosso dall’Associazione sociale Free Tuscany con lo scopo di promuovere prodotti sostenibili e spingere una nuova filosofia di vita in cui lo svago acquista una più moderna accezione culturale. L&#8217;associazione che da anni mira ad educare sul tema della sostenibilità, questa volta ci propone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 5 dicembre a Lucignano </strong>sarà aperto un nuovo locale alternativo promosso dall’Associazione sociale Free Tuscany con lo scopo di promuovere prodotti sostenibili e spingere una nuova filosofia di vita in cui lo svago acquista una più moderna accezione culturale. L&#8217;associazione che da anni mira ad educare sul tema della sostenibilità, questa volta ci propone un’innovazione sostenibile del tutto fuori dai canoni puntando sull&#8217;idea di locale come luogo di svago e divertimento. Il <strong>Bioc@fè</strong>,<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/biocafe-freetuscany.jpg"><img class="picright size-full wp-image-1618" title="biocafe-freetuscany" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/biocafe-freetuscany.jpg" alt="biocafe-freetuscany" width="309" height="232" /></a> questo il nome del pub solidale, distribuirà tessere socio gratuite che permetteranno agli utenti di bere e mangiare (l&#8217;aperitivo sarà il momento culminante) in perfetto stile sostenibile. Inoltre, sarà possibile acquistare i prodotti esposti e partecipare, ed è questa la vera innovazione, agli acquisti collettivi settimanali, risparmiando attraverso la spesa solidale. Il nuovissimo Bioc@fè sarà provvisto di un internet-social network point a disposizone dei clienti-soci tramite wireless permettendo un’apertura mentale anche interattiva verso questo tema tanto attuale. Il presidente Fabrizio Pierini ha così commentato l’iniziativa: “siamo partiti aprendo un tavolo di lavoro, secondo i principi descritti nella carta d’intenti del Distretto di Economia Solidale,<strong><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/dscn2428.jpg"><img class="picleft size-full wp-image-1619" title="dscn2428" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/dscn2428.jpg" alt="dscn2428" width="419" height="315" /></a></strong> elaborando il percorso di progetto. Il nostro punto di partenza per lo sviluppo dell’idea è stata la persona, punto di forza del benessere e di un nuovissimo Bio Style. L’innovazione di <strong>Biocafè </strong>è il nuovo ruole dell’utente che diviene protagonista attivo della nostra community. Il nostro impegno dovrà essere quello di promuovere ed offrire nel locale, anche tramite gli acquisti collettivi, prodotti di qualità, riconosciuti eccellenti che contribuiscano ad un’alimentazione sana perchè realizzati nel rispetto delle regole e certificati. Nostro ultimo intento, ma non meno importante, sarà quello di proporre un luogo di svago diverso, per passare momenti piacevoli all’insegna del sostenibile.”</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/dscn2427.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1620" title="dscn2427" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/dscn2427.jpg" alt="dscn2427" width="306" height="407" /></a></p>
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		<title>TEATRO STABILE DI STRADA®</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1278/teatro-stabile-di-strada%c2%ae/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 07:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[TEATRO STABILE DI STRADA®
Dopo la XVI e la XVII stanzialità (Torino, marzo 2009), si è inaugurata la XVIII stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA®: da venerdì 18 settembre a domenica 20 settembre 2009, ogni giorno Marco Gobetti a THIENE (VI), ha replicato lo spettacolo La Costituzione Italiana, all&#8217;improvviso.
Nello spettacolo, l&#8217;attore, con un&#8217;antenna in testa, tenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>TEATRO STABILE DI STRADA®</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la XVI e la XVII stanzialità (Torino, marzo 2009), si è inaugurata la <strong>XVIII stanzialità</strong> di <strong>TEATRO STABILE DI STRADA®</strong>: da venerdì 18 settembre a domenica 20 settembre 2009, ogni giorno Marco Gobetti a THIENE (VI), ha replicato lo spettacolo <strong>La Costituzione Italiana, all&#8217;improvviso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello spettacolo, l&#8217;attore, con un&#8217;antenna in testa, tenta di captare nell&#8217;aria la Costituzione Italiana, per trasmetterne gli articoli, uno dopo l&#8217;altro, ai cittadini intervenuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;evocazione dei princìpi Costituzionali può oggi concorrere alla costruzione di un&#8217;identità civile. Di noi cives, cittadini. Si tratta di costruire una memoria che possa diventare una coscienza. Coscienza di noi e di ciò che ci accade intorno, perché tutto riguarda tutti.  E la società civile non è altro che l&#8217;insieme di tutti quegli individui attivi che, contro i frazionamenti sociali indotti dall&#8217;individualismo dilagante, concorrono alla vera costituzione delle proprie identità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La XVIII stanzialità</strong> è avvenuta su invito del <a href="http://www.comune.thiene.vi.it" target="blank">Comune di Thiene</a>, che, per primo nel 2009, ha offerto vitto e alloggio all&#8217;attore, facendosi così mecenate del progetto TEATRO STABILE DI STRADA®. in concomitanza della locale Festa delle Associazioni e del Volontariato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo due anni TEATRO STABILE DI STRADA® è tornato così in Veneto: proprio nel 2007 furono infatti il Comune e la Municipalità di Venezia ad offrire un illuminato mecenatismo al progetto (<a href="http://www.culturaspettacolovenezia.it/index.php?iddoc=8340&amp;tpl=schedarivista" target="blank">http://www.culturaspettacolovenezia.it/index.php?iddoc=8340&amp;tpl=schedarivista</a>; <a href="http://www.culturaspettacolovenezia.it/index.php?iddoc=8306" target="blank">http://www.culturaspettacolovenezia.it/index.php?iddoc=8306</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">TEATRO STABILE DI STRADA® è atto politico ed artistico, che consiste nella circuitazione su strada, autonoma, organizzata e frazionatamente stanziale, degli spettacoli proposti dall&#8217;attore nel sistema teatrale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intento sta nella contaminazione del sistema teatrale, che viene così arricchito di una proposta culturale nella quale i Comuni sono i primi referenti: l&#8217;artista vive in città, replica per almeno tre giorni alla stessa ora e nello stesso luogo uno spettacolo teatrale e &#8211; secondo i principi a suo tempo enunciati nel <a href="http://nuke.teatrostabiledistrada.org/Manifesto/tabid/54/Default.aspx" target="blank">manifesto</a> del TEATRO STABILE DI STRADA® &#8211; durante le stanzialità si mantiene con le offerte libere che il pubblico può lasciare nel cappello di fronte alla zona scenica e grazie all&#8217;eventuale ospitalità (vitto e/o alloggio) da parte del Comune in cui di volta in volta ha luogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per TEATRO STABILE DI STRADA® la Regione Piemonte nel 2007 assegnò a Marco Gobetti il &#8220;Premio per la valorizzazione delle espressioni artistiche di strada&#8221;, con la seguente motivazione:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Marco Gobetti è il Teatro Stabile di Strada, un ossimoro, ovvero una contraddizione che pretende di contagiare forme e modi dell&#8217;agire teatrale. Propone le sue storie: atti unici che cercano spettatori pronti a seguirlo per un&#8217;ora di massacrante lavoro d&#8217;attore. Non è un narratore perché rappresenta. Alterna dolcezza a violenza per ottenere ascolto dai passanti sempre frettolosi. Cerca di creare legami tra i coraggiosi che si trattengono anche al termine dello spettacolo e per questo offre biscotti, caffè, un quaderno su cui scrivere ciò che si vuole &#8211; anche solo l&#8217;indirizzo di posta elettronica -. Crea così una &#8220;rete&#8221; per scambi di conoscenza che si sviluppa di là dall&#8217;ora del suo spettacolo. E&#8217; autonomo: trasporta tutto l&#8217;occorrente su un carrettino. Le luci di scena sono lampade a gas da campeggio. Di fronte allo spazio scenico c&#8217;è in terra un cappello per le offerte. Chiede ai comuni che intendono ospitarlo, vitto e alloggio. Un &#8220;mecenatismo illuminato” che, &#8211; quando viene a mancare -, il Teatro Stabile di Strada supplisce con i ricavi delle stanzialità precedenti. Risulta chiaro da questi elementi il principio sotteso al suo teatro: farsi ascoltare non è un diritto, è una conquista. L&#8217;esperimento è coraggioso. Il premio è un invito a continuare con sempre maggiore intensità”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sul web è consultabile la pagina aggiornata riportante tutti i commenti scritti sinora dal pubblico sul quaderno posto accanto alla zona scenica: <a href="http://nuke.teatrostabiledistrada.org/Commentidelpubblico/tabid/57/Default.aspx" target="blank">I commenti del pubblico</a></p>
<p style="text-align: justify;">TEATRO STABILE DI STRADA® fu inaugurato con una prima stanzialità di 15 giorni, in piazza San Giovanni a Torino, di fianco al Duomo: dal 3 al 17 luglio 2006 venne replicato lo spettacolo &#8220;VOGLIO UN PAPPAGALLO – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo&#8221;. Seguirono poi altre sedici stanzialità.<br />
Oltre a Torino, comune di residenza dell&#8217;attore, dove ogni anno si inaugura la rete di stanzialità, molti altri sono i Comuni in cui ha avuto luogo TEATRO STABILE DI STRADA®: Alba (CN), Biella, Caraglio (CN), Chieri (TO), Gattinara (VC), Montelupone (MC), Rivoli (TO), Venezia&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Un ringraziamento va ai cittadini intervenuti e ai Comuni che finora si sono resi mecenati del progetto: insieme sono stati e saranno il motore insostituibile delle stanzialità.<br />
Un grazie particolare pure agli organi di Informazione: hanno svolto e svolgono un ruolo fondamentale nell&#8217;accadere di TEATRO STABILE DI STRADA®. Con l&#8217;analisi e l&#8217;informazione sull&#8217;evento, stimolano infatti l&#8217;afflusso del pubblico e forniscono suggello indispensabile alla diffusione telematica (via e-mail e su web), atto che ogni volta fa nascere una stanzialità.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nuovi percorsi</em></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; recente l&#8217;evoluzione del tentativo di contaminazione: oltre a portare su strada (appunto con il TEATRO STABILE DI STRADA®) spettacoli nati, proposti e replicati nelle forme e nei luoghi del sistema teatrale, si tenta di fare nascere alcuni spettacoli su strada, per poi trasferirli nel sistema teatrale stesso. Ad esempio alcune prove dello spettacolo <a href="http://nuke.marcogobetti.org/Spettacoli/CRISTOMUOREINFABBRICA/tabid/95/Default.aspx" target="blank">&#8220;Cristo muore in fabbrica: è solo un altro incidente&#8221;</a> (prodotto dalla <a href="http://www.marcogobetti.org" target="blank">Compagnia Marco Gobetti</a> con il sostegno del <a href="http://www.sistemateatrotorino.it" target="blank">Sistema Teatro Torino</a>) sono avvenute su strada.<br />
L&#8217;intento dell&#8217;attore è quello di assumersi scientemente il rischio di fallire creando pubblicamente e sperimentando incontri spesso imprevedibili. Si tratta di quella drammaturgia mobile basata sull&#8217;avventura e sul confronto costante con spazi e pubblici diversi, scelti come principio fondante del proprio lavoro.<br />
L&#8217;intensificarsi di intersezioni e ibridazioni fra l&#8217;azione nel TEATRO STABILE DI STRADA® e l&#8217;azione nel sistema teatrale diventa per l&#8217;attore tentativo di vivificare ed innovare, oltre che i processi comunicativi e creativi, pure i meccanismi produttivi della propria attività. In questo senso la Compagnia Marco Gobetti ha realizzato il progetto <a href="http://nuke.marcogobetti.org/Progettiedeventi/Dovesononatononloso/tabid/77/Default.aspx" target="blank">&#8220;Dove sono nato non lo so&#8221;</a> (in collaborazione con la <a href="http://www.fondazionectp.it" target="blank">Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte</a>), sta lavorando per dare avvio al laboratorio per attori <a href="http://nuke.marcogobetti.org/Laboratorio/tabid/98/Default.aspx" target="blank">&#8220;Verranno giorni che non basterà guardare&#8221;</a> e sta progettando l&#8217;allestimento dello spettacolo &#8220;La vera storia di Hilario Halubras&#8221;.  .<br />
In tale sperimentazione è fondamentale l&#8217;adesione ideale e pratica di tutte le persone che ad oggi collaborano con la Compagnia: Anna Delfina Arcostanzo, Dario Buccino, Elisa Danielato, Ruggero Dondi, Simona Gallo, Ivan Pisino, Fabiana Ricca, Federica Sala, Andrea Semplici, Cristian Zucaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.teatrostabiledistrada.org" target="blank">www.teatrostabiledistrada.org</a> &#8211; Informazioni: info@marcogobetti.org – tel 339.4801713 – fax 1782268488</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/09/piazza-carignano-08.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-1237" title="piazza-carignano-08" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/09/piazza-carignano-08.gif" alt="piazza-carignano-08" width="170" height="127" /></a><br />
</em></p>
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		<title>&#8220;Libriamoci&#8221; alla Spezia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 06:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
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<p><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/10/programma-libriamociadobe8.pdf"></a><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2008/12/pdf.png"><img class="picleft size-full wp-image-150" title="pdf" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2008/12/pdf.png" alt="pdf" width="32" height="32" /></a><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/10/programma-libriamociadobe8.pdf">QUI</a></p>
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