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	<title>Informazione Sostenibile - Comunicazione ambientale &#187; Commenti</title>
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		<title>Cinque Terre &#8211; Via dell’amore e della vita? Dipende dal presidente …</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
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		<description><![CDATA[di ToFar
“Via dell’amore e della vita … dipende da te!” così recitava l’invito a partecipare ad un incontro svoltosi sabato 19 giugno 2010 al Castello di Riomaggiore dal titolo “Un atto d’amore sulla via dell’Amore. Le Cinque Terre e la donazione degli organi”. L’incontro, organizzato dal Parco omonimo, in collaborazione con le associazioni dei donatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em><span style="color: #4b4b4b;"><strong>ToFar</strong></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Via dell’amore e della vita … dipende da te</strong>!” così recitava l’invito a partecipare ad un incontro svoltosi sabato 19 giugno 2010 al Castello di Riomaggiore dal titolo “<span style="text-decoration: underline;">Un atto d’amore sulla via dell’Amore. Le Cinque Terre e la donazione degli organi</span>”. L’incontro, organizzato dal Parco omonimo, in collaborazione con le associazioni dei donatori AFT (Associazione  Trapiantati Fegato Liguria), AIDO (associazione donatori organi su scala nazionale), ha potuto contare sulla partecipazione, tra gli altri, di:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Claudio Burlando 	(Pd), riconfermato governatore della Liguria, addetto ai saluti 	(<em>poiché non invitati possiamo solo dedurre che abbia salutato 	con particolare entusiasmo i sottoelencati)</em></li>
<li>Ferruccio Fazio 	(Pdl), Ministro della Salute del Governo Berlusconi (“<em>Stanno 	tutti bene”nel suo governo, i cittadini un po’ meno) </em><span style="color: #ff0000;"><em>foto 	Ferruccio Fazio</em></span></li>
<p><img class="size-medium wp-image-2111 alignright" style="float: right; margin: 5px;" title="ferruccio_fazio" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/ferruccio_fazio-231x178.jpg" alt="" width="231" height="178" /></p>
<li>Claudio Montaldo, 	riconfermato Assessore ligure alla Sanità (<em>per continuare nelle 	passività?)</em></li>
<li>Franco Bonanini (<em>Pd 	in transito verso Pdl?),</em> Presidente del Parco nazionale delle 	Cinque Terre (<em>neo trapiantato di fegato che, come il sito del 	Parco informa, s’è dato la missione di promuovere i trapianti di 	fegato … ma non il tr</em><em>apianto di buone prassi nel suo territorio)</em></li>
<li>Medici e Luminari 	vari con relazioni dal titolo “<span style="text-decoration: underline;">Il paziente in attesa di 	trapianto: aspettativa di vita tra speranza e paura” “La parola 	per dire grazie”  “Split liver: un dono per due tra tecnica e 	solidarietà” “Donazione e trapianto organi: principio di 	sicurezza e trasparenza</span>”.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Al termine, “consegna riconoscimenti” (<em>non precisato a chi)</em> e”inaugurazione punto raccolta adesioni donatori di organi sulla VIA DELL’AMORE  (<em>accanto ai punti controllo biglietti?) </em> che diventerà VIA DELL’AMORE E DELLA VITA <em>(con regio decreto del Presidente del Consiglio o del Presidente del Parco?)”. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Commenti in corsivo a parte, è ciò che si poteva leggere sul  lancio stampa in un quotidiano online locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziativa encomiabile, bipartisan che tuttavia suscita ironiche considerazioni. Specie dopo aver seguito alcune polemiche apparse sulla cronaca, sempre locale …</p>
<p style="float: left; text-align: justify;"><img class="size-full  wp-image-2066 alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-right: 5px; float: left;" title="bonanini" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/bonanini.gif" alt="Bonanini" width="130" height="130" />1.   Burlando e notabili 	Pd sono a cena a Mana<span style="color: #ff0000;"> </span>rola, zona Parco, la sera dell’8 giugno, 	assente  Bonanini e il Secolo XIX del 10 successivo riporta “Lo 	stato maggiore Pd ordina “Bisogna isolare Bonanini””.  Nei 	giorni precedenti il Presidente/Faraone si era  lanciato a critiche 	ard ite sull’accumulo di cariche e prebende all’interno del 	partito. Da più parti si mormora di un suo passaggio al centro 	destra: l’uomo è uso ai traslochi politici …. <span style="color: #ff0000;">Foto 	bonanini</span></p>
<p style="text-align: justify;">2.  Fazio, ministro di 	comprovato povero eloquio ma dotato di ricco curriculum medico, 	potrebbe essere stato invitato per: a) attrarre maggiori 	finanziamenti governativi al Parco e alla insana sanità ligure, b) 	complimentarsi per l’esito del trapianto di Bonanini, c) invitar lo 	a traslocare nel Pdl, d) mediare tra lui e Burlando, e) scambiare 	quattro chiacchiere con</p>
<p>3.  Montaldo, forse 	chiamato per un consulto riguardante lo stato penoso della paziente 	Sanità Ligure.</p>
<p>4.  Bonanini, rinato 	alla vita – come ha affermato pubblicamente – le dedica il suo 	sentiero/vetrina preferito ed oramai unico <em>(gli altri sono quasi 	sempre chiusi)</em>e probabilmente aggiunge alla vasta paccottiglia 	che lo tappezza il manifesto di richiesta donazione d’organi. Non 	si sa quanti, sulla via dell’amore, firmeranno per dargli altri 	reni … svenati lo sono già, dal prezzo in incremento dei 	biglietti!</p>
<p>5.  Un riconoscimento  	“Faccia di bronzo del Parco”, a nostro parere,  sarebbe spettato 	a quel relatore che, coraggioso e inconsapevole del  contesto 	“opaco”, ha trattato il tema “<span style="text-decoration: underline;">Donazione e trapianto organi: 	principio di sicurezza e trasparenza</span>”. Nessuno l’aveva 	avvertito che il Parco e il suo Presidente da anni rifiutano ai 	residenti, ai giornalisti, alle associazioni e comitati, la 	consultazione dei bilanci. Se una rondine non fa primavera, un 	fegato nuovo non basterà a fare la trasparenza …</p>
<ol style="text-align: justify;"></ol>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Immagini tratte da: taninoferri.com</p>
<p style="text-align: justify;">Partito democratico.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>BORSINO DELL’AMBIENTE &#8211; CHI SCENDE</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/2226/borsino-dell%e2%80%99ambiente-chi-scende/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[
O Meglio ancora, chi sprofonda
Il testo che segue con relativo logo è un comunicato stampa di una società di creativi locali. Lo riportiamo increduli e ammirati per l’improntitudine (in linguaggio leghista, “per la faccia di tolla”). Al peggio non c’è limite, sia nelle idee sia nella comunicazione.
Da Santa Giustina (Belluno) a Pontida: è firmato Warm [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>O Meglio ancora, chi sprofonda</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il testo che segue con relativo logo è un comunicato stampa di una società di creativi locali. Lo riportiamo increduli e ammirati per l’improntitudine (in linguaggio leghista, “per la faccia di tolla”). Al peggio non c’è limite, sia nelle idee sia nella comunicazione.</p>
<h3><strong>Da Santa Giustina (Belluno) a Pontida: è firmato Warm Ideas il marchio “Il Trota” che ha conquistato Bossi Junior.</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">È bellunese il marchio “Il Trota”, indossato domenica 20 giugno da Renzo Bossi durante l’incontro di Pontida. Il logo, che ha fatto la sua apparizione sul celebre palco stampato sulla t-shirt bianca  del giovane leader leghista, è stato infatti ideato e realizzato dall’agenzia di comunicazione Warm Ideas di Santa Giustina. In pochissimi erano a conoscenza dell’iniziativa, nata dalla collaborazione tra alcuni rappresentanti dell’entourage di Bossi e la realtà bellunese, autrice di alcuni celebri marchi a livello nazionale. La sorpresa di tutti i presenti – dai militanti ai media – è stata immediata: a testimoniarlo l’ampia eco mediatica accesasi immediatamente e in continua crescita ancora in queste ore. Il marchio, che al momento è veicolato su magliette il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza a favore del reparto di onco-ematologia dell’ospedale di Brescia, è registrato e reca la firma dell’art director Warm Ideas, Aldo Pellencin.</p>
<h3><strong>Il marchio</strong></h3>
<p><strong><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Il-Trota.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2228" style="margin: 5px; float: left;" title="Il Trota" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/06/Il-Trota-269x175.jpg" alt="" width="269" height="175" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Il personaggio riprende le fattezze di Renzo Bossi e le sue caratteristiche più evidenti: i capelli neri ricci, gli occhi tondi e il sorriso.“Il Trota” e non semplicemente “Trota” o “La Trota”.<br />
L’articolo determinativo, infatti, umanizza il personaggio e, tanto più se maschile, conferisce maggiore personalità. Non è una caricatura, bensì un’immagine positiva che gioca con autoironia su un soprannome ormai noto a tutti, la cui origine, tra l’altro, non è di dileggio, bensì di affettuosa bonarietà paterna. Il colore dominante non può che essere il verde, per ovvie ragioni, ma il profilo del personaggio prescinde dalla natura politica: esso, infatti, si rivolge a tutti i giovani e i giovanissimi, anche a quelli (la stragrande maggioranza) che, pur non seguendo la politica, lo vedono con simpatia perché ne apprezzano la genuina schiettezza” (Aldo Pellencin).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Golfo dei Poeti &#8211; Palmaria, la battaglia che interessa a nessuno</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1990/golfo-dei-poeti-palmaria-la-battaglia-che-interessa-a-nessuno/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 08:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Saul Carassale
Avrete certamente letto o quantomeno sentito parlare, della “battaglia” che da alcuni mesi sta vedendo contrapposti un nucleo di cittadini (di ispirazione ambientalista certo, ma non tutti riconducibili a specifiche associazioni) ed il comune di Porto Venere, in merito al progetto di “sistemazione” della zona che va dal piazzale detto “Terrizzo” alla località [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong><em>Saul Carassale</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Avrete certamente letto o quantomeno sentito parlare, della “battaglia” che da alcuni mesi sta vedendo contrapposti un nucleo di cittadini (di ispirazione ambientalista certo, ma non tutti riconducibili a specifiche associazioni) ed il comune di Porto Venere, in merito al progetto di “sistemazione” della zona che va dal piazzale detto “Terrizzo” alla località detta “il Befettuccio”, sull&#8217;isola Palmaria.  Zona interessata dall&#8217;abbattimento del famigerato “scheletrone” e su cui, sin dal primo progetto Kippar (quello che avrebbe mantenuto un piano del fabbricato, ad uso turistico), il comune vorrebbe realizzare un percorso stradale, in concomitanza con la realizzazione di alcune “infrastrutture” (rete fognaria, condotta per acqua potabile e gas) per  l&#8217;isola, infrastrutture di cui da almeno tre  amministrazioni si dibattute, senza essere arrivate ad una effettiva risoluzione.<br />
Non voglio tuttavia parlarvi di questo&#8230;..<br />
<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/portovenere.jpg"><img class="picleft size-medium wp-image-1991" title="portovenere" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/portovenere-269x172.jpg" alt="" width="269" height="172" /></a>Chi è interessato troverà nel blog nato appositamente (<a href="http://isolapalmaria.blogspot.com/"><span style="text-decoration: underline;">http://isolapalmaria.blogspot.com</span></a>) e negli articoli di stampa locale, tutti gli aggiornamenti della vicenda specifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi vorrei soffermarmi a guardare un altro aspetto dell&#8217;isola: le sue fortificazioni.<br />
Batteria Cala Fornace, Batteria Albini, Batteria Semaforo (oggi CEA) e la limitrofa Batteria Sperimentale, Torre Umberto I e Forte Cavour, oltre a numerose “casematte” per mitragliatrici e postazioni di tiro fanno della Palmaria il settore più “fortificato” del Golfo più fortificato d&#8217;Italia&#8230;.<br />
Il tutto, almeno ad oggi, inserito in contesti di preservazione naturale notevoli, dovuti in larga parte proprio alla “chiusura” di tali settori militari ad opere di edificazione privata selvaggia che, nel dopoguerra, hanno ferito abbondantemente coste altrettanto belle della regione Liguria.</p>
<p style="text-align: justify;">Di queste strutture, ad oggi, risultano ripristinate e riconvertite ad uso pubblico  solo la Batteria Semaforo (che il comune ed il parco regionale di Porto Venere utilizzano come centro di educazione ambientale ) e la Torre Umberto I, comunemente definita “carcere” dell&#8217;isola, restaurata congiuntamente da Provincia della Spezia e Comune di Porto Venere, grazie a fondi CEE, tra il 1999 ed il 2002, e destinata (senza successo) ad essere museo del mare, nonché centro congressi, tramite la gestione, durata alcuni anni, dell&#8217;associazione “Mare Nostrum”.<br />
Le restanti fortificazioni versano in <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/semaforo.jpg"><img class="picright size-medium wp-image-1992" title="semaforo" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/semaforo-237x178.jpg" alt="" width="237" height="178" /></a>condizioni di degrado più o meno marcato, e fanno parte (Cavour in testa) di una serie di edificati militari che il ministero della difesa, tramite Difesa s.p.a.,vorrebbe cedere a privati per “riconversione turistica”.<br />
In sostanza ruderi da riedificare&#8230;&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Nemmeno una parola, nemmeno un pensiero al valore “complessivo” che il sistema fortificato aveva, e ha ancora, nel suo insieme, nel suo essere unico pur composto da separati tasselli.<br />
Un valore storico, architettonico ed ambientale (non è marginale, chi conosce l&#8217;isola lo sa bene) che da solo giustificherebbe l&#8217;interesse turistico verso la Palmaria, essendone non “infrastruttura al servizio” (come lo vorrebbero, nei migliori casi, gli amministratori) ma “attrattiva principale” di per sè. Il tutto immerso nello scenario altrettanto bello del comprensorio di Porto Venere e delle 5 terre.<br />
Idea strampalata?<br />
Non credo, a meno che unire interesse storico e bellezze naturalistiche, per di più a portata di “passeggiata”, nello stesso ambito, non sia improvvisamente diventato fuori moda per i nostri turisti.<br />
Va da se che il tutto non può transigere dal corretto mantenimento di entrambi i fattori, cosa che non sembra trasparire con la necessaria forza nei piani di sviluppo e promozione  di Ministero ed enti locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Di forti si parla poco, e per quel poco che si dice la preservazione originaria non è nemmeno contemplata.<br />
Il motivo? Semplice, il “pubblico” non ha le risorse per salvare e mantenere le strutture e così, come unico rifugio da un presente fatto di abbandono e crolli, la vendita (o la concessione) a privati per altri usi appare l&#8217;unica strada. Pur con i dovuti &#8220;distinguo tra caso e caso&#8221; e senza nemmeno voler semplificare ad ogni costo, credo che un pensiero differente, fatto di modesti e ponderati inserimenti di capitale privato sotto guida pubblica &#8211; partendo dal mantenimento integrale (cioè in grado di essere ancora richiamo turistico, quindi di introiti indotti al territorio) ed inserendo piccoli “servizi” remunerativi (dalla banale bigliettazione, al ristoro, come una foresteria “storicamente” corretta, o a più fantasiose iniziative culturali e/o <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/cea2.jpg"><img class="picleft size-full wp-image-1994" title="cea2" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/cea2.jpg" alt="" width="275" height="139" /></a>congressuali) ed arrivando fino a voli pindarici con possibili collegamenti con circuiti di artisti o con la film commission ligure &#8211; possa ottenere lo stesso risultato economico (cioè portare soldi al territorio) mantenendo una onesta documentazione del nostro passato, il cui valore non è quantificabile banalmente in quattrini incassati.</p>
<p style="text-align: justify;">La creazione sull&#8217;isola di un “parco storico-ambientale” (amministrativamente, peraltro, c&#8217;è già, ora andrebbe reso “tangibile”) sarebbe il modo più bello di far rivivere quelle “pietre”, le stesse che hanno accompagnato la storia recente del nostro Golfo e del nostro Paese.<br />
Ecco, mi piacerebbe in conclusione che le discussioni di oggi non si fermassero  al singolo dettaglio, ma avessero davvero un respiro complessivo sul valore dell&#8217;isola e sul suo mantenimento. Si valuterebbe più efficacemente, in questo modo, se gli interventi  tecnici infrastrutturali, che via via verranno proposti, oltre che utili per la popolazione residente, siano o meno rispettosi di quel futuro che ipotizziamo, oppure sovradimensionate “teste d&#8217;ariete” per urbanizzazioni consistenti.<br />
Adesso siamo (forse) ancora in tempo&#8230;&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p>Foto tratte da:<br />
<em>portoveneresrl.it<br />
isolapalmaria.it<br />
sitiunesco.it</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Borsino dell&#8217;Ambiente: Chi Sale &#8211; Pesticidi in Agricoltura</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1977/il-borsino-dellambiente-chi-sale-pesticidi-in-agricoltura/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 08:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[di MS
Le sostanze chimiche utilizzate a fini produttivi nell&#8217;agricoltura convenzionale abbondano e, allo stesso modo, la persistenza dei loro residui sul prodotto finale destinato alle nostre tavole. E se la normativa esistente già stabilisce i livelli di concentrazione consentiti per ogni pesticida, nessuna legge considera, per esempio, la presenza contemporanea delle diverse molecole sullo stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong><em>di MS</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sostanze chimiche utilizzate a fini produttivi nell&#8217;agricoltura convenzionale abbondano e, allo stesso modo, la persistenza dei loro residui sul prodotto finale destinato alle nostre tavole. E se la normativa esistente già stabilisce i livelli di concentrazione consentiti per ogni pesticida, nessuna legge considera, per esempio, la presenza contemporanea delle diverse molecole sullo stesso frutto. Nessuna norma spinge poi a limitare l&#8217;uso dei fitofarmaci in un&#8217;ottica di miglioramento della sostenibilità ambientale, di tutela della salute e di promozione delle eccellenze qualitative territoriali quali quelle del biologico e della lotta integrata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri,serif;"><strong><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/frutta1.jpg"><img class="picleft size-full wp-image-1978" title="frutta1" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/frutta1.jpg" alt="" width="339" height="254" /></a></strong></span></span></span></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;">Presentato un Disegno di legge per tutelare la salute e l’ambiente, esaltando la qualità del <em>Made in Italy.</em> Tra i punti fondanti del DdL, d&#8217;iniziativa del Senatore Francesco Ferrante, figura una serie di misure di cui l&#8217;Italia dovrà dotarsi entro il 1° gennaio 2013, tra cui: disincentivare progressivamente l&#8217;uso della fitosanitaria in agricoltura e al contempo introdurre misure incentivanti pratiche agricole che facciano ricorso ad un uso minore di fitofarmaci, privilegiando i metodi non chimici, affinché gli utilizzatori professionali di fitofarmaci adottino le pratiche o i prodotti che presentano il minor rischio, comunque tendente a zero; introdurre il principio di precauzione a tutela della salute dell&#8217;uomo, con particole attenzione ai bambini, degli animali, delle biodiversità e dell&#8217;ambiente;  introdurre il concetto di valutazione del rischio, sia nel processo di autorizzazione per nuovi fitofarmaci, sia nella verifica degli effetti che residui degli stessi possono avere sulla salute dell&#8217;uomo, con particolare attenzione ai bambini, degli animali, delle biodiversità e dell&#8217;ambiente; vietare l&#8217;uso di pesticidi in aeree specifiche, quali parchi, giardini pubblici, campi sportivi e aree ricreative, cortili delle scuole e parchi gioco nonché in prossimità di aree in cui sono ubicate strutture sanitarie o le aree protette nazionali e regionali; eliminare il rischio d&#8217;inquinamento conseguente all&#8217;uso di pesticidi di falde acquifere e sorgenti di acqua potabile;  vietare a chiunque l&#8217;utilizzazione di prodotti fitosanitari se: l&#8217;area è confinante con una coltivazione biologica e comunque se tale distanza è inferiore a trecento metri; proteggere l&#8217;attività pronuba degli insetti impollinatori attraverso adeguate precauzioni, vietando l&#8217;uso di prodotti fitosanitari su piante in fioritura, anche se spontanee e situate sotto la coltura principale; adottare misure volte a promuovere programmi di informazione e di sensibilizzazione, in particolare sui rischi e i potenziali effetti acuti e cronici per la salute umana dei pesticidi e sull&#8217;utilizzo di alternative non chimiche, anche attraverso integrazioni e modifiche ai programmi scolastici; elaborare un elenco che individui sostanze altamente tossiche, in particolare quelle cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, che non potranno essere autorizzate, così come per le sostanze che interferiscono sul sistema endocrino e quelle valutate come persistenti, bioaccumulanti e tossiche, nonché quelle molto persistenti e molto bioaccumulabili (mPmB).</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri,serif;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/campi.jpg"><img class="size-full wp-image-1979 aligncenter" title="campi" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/campi.jpg" alt="" width="470" height="353" /></a></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Per affrontare la crisi e le difficoltà economiche che aggrediscono gli agricoltori</em> &#8211; ha precisato il Sen Francesco Ferrante -, <em>l&#8217;unica strada da percorrere è quella della &#8220;qualità&#8221; con la quale l&#8217;agricoltura italiana, puntando sulla straordinaria tipicità dei suoi prodotti può competere anche a livello internazionale. Ma la ricerca della qualità è inscindibile dalla ricerca di maggior sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare. Con questo disegno di Legge, nello spirito delle recenti direttive europee che già prevedono che gli Stati membri adottino piani nazionali per l&#8217;uso sostenibile dei fitofarmaci, vogliamo ridurre, entro il 1 gennaio 2013, la dipendenza dall&#8217;utilizzo dei pesticidi e regolamentare la fase dell&#8217;impiego dei prodotti fitosanitari in agricoltura. Metodi alternativi e più sos</em><em><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/cibi.jpg"><img class="picright size-medium wp-image-1983" title="cibi" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/cibi-254x178.jpg" alt="" width="229" height="160" /></a></em><em>tenibili sono possibili e già praticati, le norme europee tracciano la st</em><em> </em><em>rada giusta ma oggi abbiamo bisogno di regole certe che entrino in vigore in tempi ragionevoli ma definiti e di sistemi che sostengano concretamente l&#8217;agricoltura di qualità&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nei rapporti elaborati annualmente da Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente, &#8220;Italia a tavola&#8221; e &#8220;Pesticidi nel Piatto&#8221;, si ha la conferma della presenza di residui di pesticidi nel cibo che arriva sulle tavole dei consumatori. Complessivamente le analisi svolte dai laboratori pubblici provinciali e regionali nel corso del 2009 hanno preso in considerazione 8764 campioni, di cui 109 sono risultati irregolari (1,2% del totale), in leggero aumento rispetto al 2008 (1%), mentre su 2410 (il 27,5%) è stata rilevata la presenza di uno o più residui. In aumento, rispetto all&#8217;anno precedente, anche la percentuale di campioni con uno o più residui tra i <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/uva.jpg"><img class="picleft size-medium wp-image-1984" title="uva" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/05/uva-181x178.jpg" alt="" width="181" height="178" /></a>prodotti derivati (19,5%) e nelle verdure (16,3%). Nella frutta su 3507 campioni, 81 (il 2,3%) sono irregolari con residui al di sopra dei limiti di legge (+0,7% rispetto al 2008). I campioni di frutta regolari con uno o più di un residuo chimico risultano pari al 43,9%, quindi solo poco più di un frutto su due (il 53,8% per la precisione) tra quelli che arrivano sulle nostre tavole è privo di residui chimici.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i prodotti che presentano contemporaneamente residui di diverse sostanze chimiche, i cui effetti sinergici sulla salute dell&#8217;uomo e sull&#8217;ambiente andrebbero adeguatamente verificati, citiamo, solo a scopo esplicativo, i due campioni di uva, analizzati in Sicilia e Puglia, con rispettivamente 9  e 7 diverse sostanze chimiche. 7 sostanze anche su una mela analizzata in Campania e su un peperone in Sicilia e ben 6 principi attivi su una sola fragola in vendita in Puglia. Su una mela, un pomodoro e in un campione di vino sono stati rintracciati anche residui di Procimidone, un fungicida della classe dei Distruttori endocrini, già considerato come possibile cancerogeno dall&#8217;Epa, l&#8217;Agenzia americana per la protezione ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Foto tratte da:<br />
<em>candeli.com<br />
calciomercato.it<br />
pricesharing.it<br />
greenplanet.net</em></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 1177px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri,serif;"><em>&#8220;Per affrontare la crisi e le difficoltà economiche che aggrediscono gli agricoltori</em></span><span style="font-family: Calibri,serif;"> &#8211; ha precisato il Sen Francesco Ferrante -, </span><span style="font-family: Calibri,serif;"><em>l&#8217;unica strada da percorrere è quella della &#8220;qualità&#8221; con la quale l&#8217;agricoltura italiana, puntando sulla straordinaria tipicità dei suoi prodotti può competere anche a livello internazionale. Ma la ricerca della qualità è inscindibile dalla ricerca di maggior sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare. Con questo disegno di Legge, nello spirito delle recenti direttive europee che già prevedono che gli Stati membri adottino piani nazionali per l&#8217;uso sostenibile dei fitofarmaci, vogliamo ridurre, entro il 1 gennaio 2013, la dipendenza dall&#8217;utilizzo dei pesticidi e regolamentare la fase dell&#8217;impiego dei prodotti fitosanitari in agricoltura. Metodi alternativi e più sostenibili sono possibili e già praticati, le norme europee tracciano la strada giusta ma oggi abbiamo bisogno di regole certe che entrino in vigore in tempi ragionevoli ma definiti e di sistemi che sostengano concretamente l&#8217;agricoltura di qualità&#8221;.</em></span></span></span></span></p>
</div>
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		<title>Liguria &#8211; Il consumo della Riviera (e non solo)</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 07:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<category><![CDATA[natura]]></category>
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		<description><![CDATA[di EOD
Basta farsi un giro in un qualunque giorno feriale che non sia nel periodo estivo o in coincidenza con qualche “ponte”, in un qualsiasi paese o cittadina della Riviera ligure, e confrontarlo con un qualsiasi giorno del periodo estivo per cogliere la differenza in termini quantitativi della popolazione presente in paese o nella cittadina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em><strong>EOD</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Basta farsi un giro in un qualunque giorno feriale che non sia nel periodo estivo o in coincidenza con qualche “ponte”, in un qualsiasi paese o cittadina della Riviera ligure, e confrontarlo con un qualsiasi giorno del periodo estivo per cogliere la differenza in termini quantitativi della popolazione presente in paese o nella cittadina stessa. E’ sufficiente ascoltare le trasmissioni di Radio 103,3 durante il periodo estivo o in corrispondenza di qualche “ponte”, per rendersi conto dell’assalto che la nostra regione subisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno dirà: vocazione turistica! Certo. Tuttavia quello su cui bisogna porre l’attenzione è il problema di cosa ci costa mantenere e “promuovere” una vocazione turistica; dobbiamo chiederci se in nome di questo sviluppo, di questa nuova industria, sia logico pagare scotti piuttosto alti, e spesso inutili, che in genere hanno ricadute su pochi e disagi su molti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Riviere, ed è fatto noto, sono il regno delle seconde case, ora grazie a piani di sviluppo regionali, accolti a braccia aperte dai vari comuni rivieraschi diventano anche il regno dei porticcioli. Certo <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/no+cemento.jpg"><img class="picright size-full wp-image-1933" title="no+cemento" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/no+cemento.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>l’Italia, e la Liguria in particolare, è patria di poeti santi e navigatori ma, soprattutto per questi ultimi si rasenta il ridicolo. Chi ha letto il libro <em>“Il partito del cemento”</em> ha trovato dati esaurienti sull’impatto che la “promozione” della nautica da diporto ha sulle nostre coste e non solo. Un porticciolo infatti comporta il bisogno di infrastrutture a terra, residenze per i proprietari delle barche, strade per raggiungerlo, ecc. ecc. E allora giù cemento, asfalto, scavi e alla via così, come direbbe un lupo di mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma delle ricadute sul territorio qualcuno si preoccupa? Ci si rende conto che dietro la frase “riqualificazione ambientale” si cela spesso il termine <em>speculazione</em>? Mentre talvolta la “<em>chiarezza</em>” manca nelle proposte di varianti agli strumenti urbanistici vigenti (come si sta profilando per la proposta di variante al PUC di Genova che riguarda varie zone della città ma soprattutto, e ripeto soprattutto, per la valenza ambientale in gioco, la zona di Sant’Ilario intorno all’Istituto Marsano…..)</p>
<p style="text-align: justify;">Ci dobbiamo quindi chiedere se tutto questo cemento serva veramente e a chi. E’ il momento, forse l’ultimo, che le associazioni a difesa del territorio hanno per farsi sentire prima che non resti più nulla da difendere, almeno sulla costa. Certo l’entroterra va riqualificato: recentemente la Regione ha stanziato un sacco di soldi per l’ospitalità diffusa in Val di Vara, ci mancherebbe, se no la gente se ne va dall’entroterra…</p>
<p style="text-align: justify;">Non prendiamoci in giro. Le occasioni di riqualificazione del territorio non si improvvisano, vanno studiate nella loro complessità in modo integrato e serio superando gli interessi di bottega e qui dobbiamo citare anche gli enti pubblici &#8211; comuni, comunelli e via dicendo &#8211; che invece di esercitare un controllo sul loro territorio addirittura diventano a loro volta speculatori.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ il momento, dicevo, di darci da fare. Le associazioni non possono più permettersi di arrivare sempre in ritardo; sbandierare il loro sdegno quando le ruspe sono già all’opera. I cittadini devono diventare parte attiva del loro territorio. Essere parte attiva significa essere informati prima e correttamente delle politiche che un ente vorrebbe mettere in atto, significa avere accesso ai documenti, poterli analizzare e discutere. Basta con i piatti pre-confezionati  e con la falsa partecipazione alle decisioni. L’istituto della delega al politico non è oggi più praticabile tout-court come un tempo poiché, come si diceva più sopra, nel momento in cui la politica diventa imprenditrice non ci si può più fidare.<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/piaggio.jpg"><img class="picleft size-medium wp-image-1934" title="piaggio" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/piaggio-237x178.jpg" alt="" width="237" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E allora? Allora dobbiamo farci sentire! Tanto per cominciare sarebbe necessario mettere in atto una moratoria generale del tipo: non si fanno più grandi opere sinché non si ha un quadro esaustivo delle vere necessità della regione in termini di infrastrutture ricettività alberghiera, se vogliamo limitarla a turismo, e degli impatti che le varie opere <em>in progress </em>hanno e avrebbero sul territorio (vedi piattaforma a Vado).</p>
<p style="text-align: justify;">E’ necessario un coordinamento tra le varie parti attive sul territorio che metta in atto un presidio costante e continuo nei comuni, che partecipi ai lavori dove si deliberano le opere che, spesso, quasi sempre, partono con anni e anni di anticipo, vengono ereditate dalle giunte di vari colori e sulle quali tutti, in qualche modo, guadagnano. Interessante sarebbe fare una statistica del tipo:</p>
<p style="text-align: justify;">1. progetto di porticciolo e campo da golf o posteggio o residenziale;</p>
<p style="text-align: justify;">2. relazione tra proposta –approvazione-conclusione dei lavori contro</p>
<p style="text-align: justify;">3. velocità di applicazioni delle opere necessarie alla salvaguardia del territorio/miglioramento della qualità di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ sempre più necessario ed improcrastinabile che anche le associazioni superino le logiche localistiche e assumano una visione più generale e completa possibile. In Natura la relazione spaziale non è un’opinione; un porticciolo sbagliato da qualche parte può creare e crea danni anche in posti da esso distanti.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ su queste basi che si gioca la partita dell’ambientalismo. Certo, il cambiamento climatico, lo scioglimento dei ghiacci e così via sono temi importantissimi, ma non dimentichiamoci che derivano <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/vado_ligure_.jpg"><img class="size-full wp-image-1935 picright picright" title="vado_ligure_" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/04/vado_ligure_.jpg" alt="" width="433" height="255" /></a>dalla sommatoria dei piccoli/grandi interventi che negli anni sono stati compiuti. Se proprio vogliamo tirarla per i capelli: oggi costruisco un porticciolo dicendo che serve al turismo; però ti dico anche che è necessario combattere l’effetto serra perché può indurre cambiamenti rilevanti del livello del mare in tempi relativamente brevi. Allora il porticciolo finirà sott’acqua? E allora cosa lo faccio a fare? Oppure poiché prevedo un innalzamento del livello marino, perché oggi faccio i moli così bassi? Si potrebbe andare avanti per ore; tuttavia è urgente è mettersi intorno ad un tavolo e formulare una linea d’azione organizzando e riunendo le forze in modo da diventare una sola voce. Questo ovviamente se lo scopo di tutti è la salvaguardia del nostro territorio. In caso contrario lasciamo perdere, compriamoci una barca e zitti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><em>Foto tratte da:<br />
truciolisavonesi.it<br />
uominiliberi.eu</em></p>
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		<title>Il Borsino dell&#8217;Ambiente &#8211; Chi Sale Chi Scende</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1788/il-borsino-dellambiente-chi-sale-chi-scende/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 13:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimo Salvi
CHI SALE

PER UN MEDITERRANEO LIBERO DA VELENI
“La società civile dice basta ai traffici illeciti internazionali di rifiuti via mare, spesso coniugati con il traffico d’armi  e chiede a Governo, Magistratura e Parlamento un impegno concorde per mettere con le spalle al muro la rete di trafficanti delle navi dei veleni che opera sostanzialmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Massimo Salvi</strong></p>
<p><strong>CHI SALE<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PER UN MEDITERRANEO LIBERO DA VELENI</strong><br />
<em>“La società civile dice basta ai traffici illeciti internazionali di rifiuti via mare, spesso coniugati con il traffico d’armi  e chiede a Governo, Magistratura e Parlamento un impegno concorde per mettere con le spalle al muro la rete di trafficanti delle navi dei veleni che opera sostanzialmente impunita da 22 anni e per disinnescare la bomba ad orologeria, ai danni dell’ambiente e della salute dei cittadini, costituita dalle navi a perdere e dalle zone franche costiere dove sono stati affondati o seppelliti rifiuti pericolosi o radioattivi”.<br />
Con questa premessa, l’Osservatorio “Per un Mediterraneo libero da veleni” ha presentato, lo scorso 16 febbraio a Roma al Palazzo della Provincia, la Carta Fondante sottoscritta da un cartello di organizzazioni di categoria e di associazioni impegnate nel campo della tutela dell’ambiente e della salute, della difesa dei diritti civili e nel campo della ricerca. Sono otto i filoni di intervento individuati dall’associazione per contrastare e porre fine ai fenomeni delle “navi dei veleni” e delle “navi a perdere”, finalizzati a contrastare l’azione di chi attenta alla salute del mare.<br />
Ne fanno parte: Agci &#8211; Agrital , Cittadinanza Attiva, Comitato Civico “Natale De Grazia”, Greenpeace Italia, Lega Pesca, Medici per l’Ambiente – ISDE, Movimento “Ammazzateci Tutti”/Fondazione Scopelliti, Slow Food Italia, Società Chimica Italiana, WWF Italia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/03/parco-vesuvio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1789" title="parco-vesuvio" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/03/parco-vesuvio.jpg" alt="parco-vesuvio" width="423" height="317" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>CHI SCENDE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DA PARCO A PATTUMIERA</strong><br />
<em>Una megadiscarica nel cuore della produzione del Lacryma Cristi<br />
Dopo l’apertura della discarica “SARI” a Terzigno si vuole realizzare nello stesso comune una discarica di milioni di tonnellate di rifiuti, la “Vitiello”, in piena area protetta e nel cuore della zona di produzione di uno dei vitigni più importanti d’Italia. Lo ha deciso il Governo, segnando il destino del Parco Nazionale del Vesuvio, un territorio strappato alle ecomafie, all’abusivismo edilizio e al proliferare indiscriminato delle cave. Rischiano così di essere vanificati due decenni di impegno sociale dedicati alla valorizzazione delle biodiversità e dei prodotti esclusivi di un territorio,  riconosciuto dall’Unione Europea con tre livelli di protezione: il Parco nazionale del Vesuvio, le due zone S.I.C. (Sito di Importanza Comunitario), la zona ZPS (Zona di Protezione Speciale) ed infine la designazione dell’UNESCO come Riserva della Biosfera-MAB.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Foto tratte da:<br />
argacampania.it<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Borsino dell&#8217;ambiente: Chi Scende &#8211; Saldi di fine stagione</title>
		<link>http://www.informazionesostenibile.info/1736/borsino-dellambiente-chi-scende-saldi-di-fine-stagione/</link>
		<comments>http://www.informazionesostenibile.info/1736/borsino-dellambiente-chi-scende-saldi-di-fine-stagione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 14:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[cementificazione]]></category>
		<category><![CDATA[demanio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimo Salvi
Un Fast-food al Quirinale? E perché no. Magari anche una bella pizzeria al taglio e un locale di lap-dance ai piani alti, ovviamente per i clienti più facoltosi (astenersi Gheddafi, 200 vergini tutte insieme farebbero crollare il Palazzo). Mettiamoci anche Palazzo Chigi, tanto l’attuale inquilino dispone di una residenza privata dove sbriga, assieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Massimo Salvi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un Fast-food al Quirinale? E perché no. Magari anche una bella pizzeria al taglio e un locale di lap-dance ai piani alti, ovviamente per i clienti più facoltosi (astenersi Gheddafi, 200 vergini tutte insieme farebbero crollare il Palazzo). Mettiamoci anche Palazzo Chigi, tanto l’attuale inquilino dispone di una residenza privata dove sbriga, assieme ai suoi, gli Affari di Stato. Un’idea balzana? Non più di tanto. Con i proventi si potrebbe salvare il patrimonio pubblico che il leghista Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa, vorrebbe mettere all’asta a beneficio di tutti i palazzinari d’Italia e non.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/01/palazzo_grazioli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1737" title="palazzo_grazioli" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/01/palazzo_grazioli.jpg" alt="palazzo_grazioli" width="280" height="210" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un immenso patrimonio: urbanistico, ambientale, culturale, naturalistico, strutturale e logistico. Chi più ne ha, più ne metta, c’è l’imbarazzo della scelta. Il rischio è quello di vederlo finire in briciole, smembrato in monolocali, porticcioli, seconde e terze case, beauty farm, urbanizzazioni. Insomma, sacrificato alla speculazione, con un unico destino: quello della cementificazione. Obiettivo: fare cassa.</p>
<p style="text-align: justify;">A dare il via ai saldi di Stato è il decreto che va sotto il nome di “federalismo demaniale”, un “regalo” natalizio ora sottoposto al vaglio delle commissioni parlamentari. L’idea è quanto mai <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/01/arsenale-di-venezia.jpg"><img class="size-full wp-image-1738 picleft" title="arsenale-di-venezia" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2010/01/arsenale-di-venezia.jpg" alt="arsenale-di-venezia" width="368" height="246" /></a>accattivante. Si tratterebbe di trasferire i beni demaniali a Regioni, Provincie e Comuni. Fin qui nulla di male, anzi. In questo modo gli enti locali potrebbero sfruttare al meglio le peculiarità del territorio che ora versano in stato di semi abbandono. Esempio le servitù militari non più utilizzate, tipo caserme, poligoni e installazioni di vario genere. In effetti sono 30mila i cespiti, di cui 16mila i beni immobili gestiti dall’Agenzia del Demanio (e suddivisi in patrimonio disponibile, demanio storico-artistico, beni immobili destinati agli usi governativi e Fip, Fondi immobiliari pubblici) per un volume complessivo di 70 milioni di metri cubi. A cui vanno aggiunti circa 150 milioni di metri quadrati di terreno del demanio militare. Di questi beni l’80 per cento si trova in otto Regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Sicilia e Lazio, con una notevole concentrazione – circa il 40 per cento – in Lombardia, Toscana e Lazio). Tra questi figurano autentici gioielli architettonici e ambientali, come l’Arsenale di Venezia, il poligono di Capo Teulada e forti sull’isola della Palmaria in Liguria, solo per citarne alcuni.<br />
Purtroppo, a forza di “semplificare”, si è andati un po’ troppo oltre cancellando tout-court ogni logica di controllo, tutela e conservazione da parte degli Enti. Due gli articoli del decreto incriminati: il 5 e il 6 che prevedono rispettivamente l’automatico inserimento nel Piano regolatore comunale dei beni da alienare-valorizzare (praticamente senza vincoli di destinazione ed uso), e procedure estremamente soft per la loro acquisizione da parte dei privati (leggi immobiliaristi). In sintesi: speculazione edilizia e sfruttamento legalizzato del territorio oltre ogni limite.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Foto tratte da:</em><br />
adnkronos.com<br />
forum.zingarate.com</p>
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		<title>Project financing</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 07:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
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		<description><![CDATA[una nota di Paolo Cacciari
Leggo sempre più spesso di ministri, presidenti e assessori catturati dal fascino del  &#8220;project financing&#8220;, ma non vorrei che commettessero lo stesso errore che molti di loro fecero con i &#8220;derivati&#8221;, di cui, peraltro, il PF è uno stretto parente.  La finanza di progetto non possiede alcuna dote miracolosa, non genera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>una nota di <strong><em>Paolo Cacciari</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Leggo sempre più spesso di ministri, presidenti e assessori catturati dal fascino del  <em>&#8220;project</em> <em>financing</em>&#8220;, ma non vorrei che commettessero lo stesso errore che molti di loro fecero con i &#8220;derivati&#8221;, di cui, peraltro, il PF è uno <a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/project-financing_img.jpg"><img class="picright size-full wp-image-1666" title="project-financing_img" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/project-financing_img.jpg" alt="project-financing_img" width="306" height="204" /></a>stretto parente.  La finanza di progetto non possiede alcuna dote miracolosa, non genera alcuna moltiplicazione delle risorse. Anzi. Avviene solo che ciò che un tempo veniva finanziato facendo ricorso alla fiscalità generale, oggi viene anticipato dalle banche e domani sarà ripagato dagli utenti applicando un sovraprezzo comprendente remunerazione del capitale investito, interessi bancari, utili d&#8217;impresa, costi di intermediazione e quant&#8217;altro. In pratica è un sistema di indebitamento il cui costo differito è a carico di figli e nipoti. Un modo per finanziarizzare l&#8217;economia pubblica, dopo quella privata.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto, una comunità politica è libera di scegliere sulla base della visione del mondo prevalente in quella fase storica. Gli Stati Uniti hanno vissuto sopra le proprie possibilità per molti anni e tutto sommato bene. Perché non potremmo farlo anche noi?</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che per onestà andrebbe però messo in evidenza sono le conseguenze che inevitabilmente comporta il contributo di fondi privati provenienti da banche e istituti finanziari, veicolati da società promotrici formate da imprese di costruzione che contano di rientrare nell&#8217;investimento tramite i proventi (tariffe, biglietti, pedaggi, ticket, bollette, ecc.)  derivati dalla gestione (in concessione) delle opere e dei servizi pubblici: dalle strade agli ospedali, dai teatri ai parcheggi, dai cimiteri agli impianti sportivi, dagli acquedotti ai treni&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">A mio modo di vedere sono almeno due le distorsioni provocate dal ricorso generalizzato al <em>project financing</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/project-financing-per-il-lungomare_.jpg"><img class="picleft size-full wp-image-1667" title="project-financing-per-il-lungomare_" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/12/project-financing-per-il-lungomare_.jpg" alt="project-financing-per-il-lungomare_" width="315" height="210" /></a>La prima riguarda la determinazione delle priorità nella realizzazione delle opere che, di fatto, viene fissata sulla base della maggiore remunerazione finanziaria degli investimenti, non della effettiva utilità sociale. E&#8217; evidente che l&#8217;investitore privato sceglierà di realizzare (e gestire) l&#8217;opera rivolta ad utenti/clienti più solvibili, che spesso non sono però i più bisognosi (come si è dimostrato dal caso della preferenza accordata da Trenitalia ai treni ad alta velocità rispetto ai treni pendolari).</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda riguarda la indiretta privatizzazione dei servizi che avviene attraverso la concessione della gestione delle infrastrutture e servizi indispensabili. Si viene così ad introdurre il principio aziendale della ricerca del massimo guadagno nella erogazione di servizi pubblici e di pubblica utilità, per di più svolti in situazione di &#8220;monopolio naturale&#8221;, cioè privi di alternative concorrenziali (come nel caso limite di un acquedotto), cioè senza sostanziali rischi per chi ottiene la gestione del servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, il <em>project financing</em> altro non è che un sistema per far pagare agli utenti la remunerazione dell&#8217;investimento. Un&#8217;altra ruota di quell&#8217;ingranaggio che toglie ai redditi di lavoro e premia le  rendite finanziarie.</p>
<p><a href="mailto:cacciari@carta.org">cacciari@carta.org</a></p>
<p><em>Foto tratte da:</em><br />
hotel-rimini.com<br />
rivop.edilbox.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL BORSINO DELL’AMBIENTE: CHI SCENDE &#8211; 41bis anche per i volatili. Ma solo per quelle specie protette</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimo Salvi
L&#8217;ultimo detenuto in regime di “41 bis” lasciò l&#8217;isola il 23 luglio 1997. Da allora l’isola di Pianosa è tornata ad essere un paradiso naturalistico, dove biodiversità e rarità biologiche possono convivere con un turismo consapevole ed ecocompatibile. Il delicato ecosistema accoglie numerose specie, in particolare vi nidificano la Berta maggiore e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <strong>Massimo Salvi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo detenuto in regime di “41 bis” lasciò l&#8217;isola il 23 luglio 1997. Da allora l’isola di Pianosa<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/400px-porticciolo_di_pianosa.jpg"><img class="picright size-full wp-image-1446" title="400px-porticciolo_di_pianosa" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/400px-porticciolo_di_pianosa.jpg" alt="400px-porticciolo_di_pianosa" width="320" height="240" /></a> è tornata ad essere un paradiso naturalistico, dove biodiversità e rarità biologiche possono convivere con un turismo consapevole ed ecocompatibile. Il delicato ecosistema accoglie numerose specie, in particolare vi nidificano la Berta maggiore e la Berta minore ed è stato oggetto, tra l&#8217;altro, di un progetto Life per la  salvaguardia degli uccelli marini</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo l’Asinara rappresenta una terra di sopravvivenza per molte specie di uccelli in pericolo. Oltre alle Berte, trovano rifugio sull’isola il Gabbiano corso, l&#8217;Uccello delle tempeste e la Starna comune. Eh, no! Dobbiamo fare qualcosa, devono essersi detti i ministri Alfano e Maroni.<br />
<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/asino-albino-in-asinara.jpg"><img class="picleft size-medium wp-image-1447" title="asino-albino-in-asinara" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/asino-albino-in-asinara-267x178.jpg" alt="asino-albino-in-asinara" width="267" height="178" /></a> Ai nostri politici non manca certo la fantasia e, in quattro e quattr’otto, hanno avuto la bella pensata di studiare la riapertura dei due supercarceri, reintroducendovi anche il regime del 41bis. Un’idea geniale per sbattere fuori dalle isole studiosi e turisti e dare anche un colpetto all’economia locale, che tanto aveva investito su questi due autentici gioielli naturalistici, puntando su iniziative turistiche ecosostenibili.<br />
E chissà che qualche altra mente illuminata non torni a prendere in considerazione l’idea di una centrale nucleare a Pianosa. In fondo all’Italia manca proprio un bel <em style="mso-bidi-font-style: normal;">“Parco nucleare”!</em> Potrebbe essere un’alternativa al supercarcere o, magari, una bella accoppiata. Lanciamo il suggerimento ai ministri Prestigiacomo e Matteoli, con la speranza che non ci ascoltino o ci prendano per<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>scemi. Tanto con noi possono farlo.</p>
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		<title>Cinque Terre – Un esempio di sentiero in abbandono</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 06:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Informazione Sostenibile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporanea-mente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cinque terre]]></category>
		<category><![CDATA[degrado]]></category>
		<category><![CDATA[incuria]]></category>

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		<description><![CDATA[di BAM
A Monterosso al Mare  nessuno interviene per arginare la lenta decadenza del  sentiero n°9, quello che congiunge il borgo vecchio al santuario di  Soviore.
E’ difficile che possa peggiorare: le foto mostrano un “percorso di guerra” che ben ne rivela lo stato d’abbandono.
Alberi pericolanti, muretti a secco ai lati oramai disintegrati, erbacce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>BAM</strong></p>
<p><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/soviore1.jpg"><img class="picleft size-large wp-image-1500" title="soviore1" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/soviore1-768x1024.jpg" alt="soviore1" width="198" height="266" /></a>A Monterosso al Mare  nessuno interviene per arginare la lenta decadenza del  sentiero n°9, quello che congiunge il borgo vecchio al santuario di  Soviore.<br />
E’ difficile che possa peggiorare: le foto mostrano un “percorso di guerra” che ben ne rivela lo stato d’abbandono.<br />
Alberi pericolanti, muretti a secco ai lati oramai disintegrati, erbacce  ed arbusti, e a contorno quasi tutte le pietre secolari del selciato praticamente divelte o mancanti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Questo è il quadro attuale di uno dei sentieri più battuti, che si inerpica per oltre due chilometri fino a raggiungere in “vetta” i 500 metri sul livello del mare.<a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/soviore2.jpg"><img class="picright size-large wp-image-1503" title="soviore2" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/soviore2-768x1024.jpg" alt="soviore2" width="197" height="263" /></a><br />
Lasciato ad un destino di degrado, come per altro appare abbandonato a se stesso il manufatto a metà collina, risalente al Settecento, che venne eretto dopo il ritrovamento di una statua della Madonna. Una cappella costruita da chi trovò tra i rovi, seguendo il volo di una colomba, l’immagine lignea della Madonna di Soviore. Ora è un piccolo edificio consumato dal tempo e da gesta vandaliche, che in parte ne hanno deturpato, con scritte e vetri rotti, la sacralità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La cronica mancanza di denaro per finanziare il recupero, probabilmente è una delle cause principali dell’incuria, ma considerata l’ubicazione, e il frequente transito da parte di amanti del trekking, sarebbe giusto provvedere finalmente con un intervento di ripristino e messa in sicurezza.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/soviore.jpg"><img class="size-large wp-image-1505 aligncenter" title="soviore" src="http://www.informazionesostenibile.info/wp-content/themes/infosostenibile2008/images//2009/11/soviore-768x1024.jpg" alt="soviore" width="241" height="322" /></a></p>
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