Calerà il sipario sulla storica roccia “affettata” di Monterosso? Analisi,Cinque Terre,Contemporanea-mente,Prima Pagina

a cura di A.T.

monteverdeL’ultima puntata della ”Gaggiata Story” – svoltasi recentemente – vede il dissequestro dell’area e della zona circostante il nuovo bar in costruzione, attaccato alla storica roccia che divide la spiaggia libera da quella a pagamento nella vecchia parte del borgo di Monterosso.Finora abbiamo seguito il caso non mancando di citare le notizie apparse su altre testate. In queste ultime settimane, prima del dissequestro dell’area, abbiamo così notato che le forze preposte avevano effettuato un ulteriore sequestro, riportato lo scorso 27 maggio in cronaca non firmata sul Secolo XIX di Genova, redazione della Spezia. L’intervento era riportato in questi termini:

Il giorno del sequestro negli uffici del Parco a Manarola
Non è passato inosservato ieri mattina il via vai negli uffici di Manarola del Parco nazionale delle 5 Terre di carabinieri e polizia provinciale. Gli investigatori hanno infatti sequestrato alcuni documenti relativi all’inchiesta sul sequestro dello stabilimento balneare in costruzione a Monterosso, sullo scoglio Tragagià. Secondo l’accusa, formulata dal pm Luca Monteverde, l’opera sarebbe stata realizzata in un’area demaniale sottoposta a vincolo ambientale che prevede la demolizione, la ricostruzione e l’aumento di volume e cambio di destinazione d’uso dello stabilimento sostenendo l’illegittimità del progetto. Insomma sarebbero state violate le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dalla Provincia e l’indice di edificabilità supererebbe quelli previsti dallo strumento urbanistico. I costruttori infine avrebbero occupato uno spazio più ampio di spiaggia, rispetto a quello previsto dai permessi rilasciati.
Per questo sono state indagate cinque persone: il funzionario responsabile dell’ufficio tecnico del settore privato di Monterosso, l’amministratore della società concessionaria dell’area demaniale marittima, il progettista e direttore dei lavori e i due rappresentanti legali della società esecutrice delle opere.
Il blitz di ieri mattina di polizia provinciale e carabinieri della stazione di Monterosso è volto a verificare se il Parco sia stato raggirato all’atto della presentazione del progetto al fine di ottenere l’autorizzazione a procedere. Secondo gli inquirenti ci sarebbe il sospetto che le carte presentate al Parco siano difformi da quelle del progetto successivamente messo in atto al momento della realizzazione dello stabilimento balneare. Ma siamo ancora in piena fase d’indagine e i documenti sequestrati ieri mattina dovranno essere analizzati attentamente dagli inquirenti.
Nel frattempo il collegio di difesa degli indagati, composto da Paolo Masseglia, Andrea Corradino e Silvia Rossi, ha già presentato istanza al tribunale del riesame per chiedere il dissequestro del piccolo stabilimento balneare.

Abbiamo riportato integralmente l’articolo perchè vorremmo condividere con voi questo dubbio: se l’autorità giudiziaria ha effettuato un sequestro di documenti, si suppone che lo abbia fatto perché si è trovata in presenza di azioni od iniziative sospette, presumibilmente condotte dal soggetto inquisito. Qui si dice che sono stati sequestrati documenti negli uffici del Parco ma ci si affanna a spiegare che il blitz “è volto a verificare se il Parco sia stato raggirato all’atto della presentazione del progetto al fine di ottenere l’autorizzazione a procedere”. Italiano fumoso a parte, se ne ricava che il parco è al di sopra di ogni sospetto; è innocente sempre e comunque. Ma allora chi lo raggira? Il Comune di Monterosso, che ha inoltrato il progetto? Il costruttore che potrebbe aver raggirato entrambi? Un innominato imbroglione che falsifica i documenti in transito?Domande legittime, riteniamo, alle quali – dopo il dissequestro del cantiere alla Gaggiata – se ne aggiungono altre. Se il cantiere è stato dissequestrato, il caso è chiuso?I documenti a suo tempo prelevati in Comunei sono ancora sotto sequestro?Le incongruenze sulle perizie geologiche sono state risolte?Qualcuno ne sa qualcosa?
La conclusione di questo “affaire” è ancora da scrivere. Forse perché l’autorità giudiziaria non ha ufficialmente concluso le indagini? Lo spera evidentemente un lettore che ci ha inviato questo significativo fotomontaggio: chissà se il sostituto procuratore del Tribunale della Spezia, dott. Luca Monteverde lo apprezza. Noi ci auguriamo di sì.

Calerà il sipario sulla storica roccia “affettata” di Monterosso?
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Recent Comment

  1. lui si che sà !

    la cosa bella, e buffa è che i signori della spiaggia (attuali gestori), pensano di aver subito un torto.
    torto a dir loro eseguito, dalla passata minoranza, ma a guardar bene, sono lor Signori, che hanno fatto un torto ai Monterossini….
    in primis, sono anni che lo stesso gestore gestisce gli stessi bagni, dovè la trasparenza dei bandi pubblici per l’assegnazione della spiaggia demaniale ??
    se colpa cè stata, ricerchiamola negli atti che lor Signori hanno fatto, io in casa mia non posso toccare nulla, se non ho una regolare autorizzazione….
    ma lor Signori, avevano una regolare autorizzazione ? lor Signori si hanno avuto per qualche giorno la spiaggia sotto sequestro, ma pensate che sia finita li ? io no, aspettiamo gente aspettiamo
    per carità il mio pensiero non è scaturito da invidia o altro, ma solo da “sete di giustizia”, che qui in questo paese da 911 preferenze, sembra non esista o se esiste è a senso unico !
    è già si comincia a dire 911 delle partite IVA ! e delle presunte minacce !
    meditate gente meditate

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