Blitz a Monterosso con sequestro dell’area della “Gaggiata”, cinque gli indagati Analisi,Contemporanea-mente,Prima Pagina

di BAM e A.T.

È accaduto tutto in pochi minuti; alle 13 di giovedì 14 maggio, i militari della locale stazione dei Carabinieri, affiancati dal NOE e dal personale della Polizia Provinciale, hanno messo i sigilli alla storica “Gaggiata”.
Oggetto negli ultimi tempi di numerosi interventi sulla stampa locale e non solo, da più parti era stato criticato l’intervento di abbattimento di un piccolo locale adibito a docce e bagni pubblici, smantellando parte della roccia su cui sorgeva, per erigere un ben più ampio locale da adibire anche a bar.
In un precedente articolo in questa rivista si ipotizzava addirittura un aumento di volumetria con possibile “tracimazione” verso la spiaggia demaniale (vedi: “Monterosso e lo scoglio della discordia”).
Il tema è stato approfondito dal giornalista Marco Preve de “La Repubblica” in alcuni articoli e sviluppato successivamente sul suo blog “Trenette e mattoni” (preve.blogautore.repubblica.it/). Poiché lo riteniamo un professionista coscienzioso, rimandiamo ai suoi pezzi per una più ampia cronistoria di questa ennesima modifica al paesaggio costiero che in Liguria non risparmia neppure i siti Unesco.
Il recente sequestro del cantiere e di documenti comunali è avvenuto dietro richiesta della Magistratura che, da alcune settimane, analizzava segnalazioni pervenute da varie parti. Finora gl’indagati sono cinque: la geometra comunale, l’architetto del progetto, i due titolari dell’impresa (parenti di un vigile comunale part-time che li aiutava nel tempo libero), il concessionario dello stabilimento balneare Alga che aveva presentato il progetto di ristrutturazione. Non si escludono ulteriori responsabilità a livello amministrativo.gaggiata-monterossofoto663-1
Particolare non irrilevante: il Comune di Monterosso è co/intestatario, assieme alla Società Alga, della “concessione demaniale marittima n. 3/2004” relativa alle opere di realizzazione della nuova struttura. Possiamo avanzare alcune domande?
1. Rilasciando il permesso di costruire (n°.1 del 29 gennaio 2009), il Comune di Monterosso autorizza se stesso, dunque, su una questione demaniale?
2. La richiesta di lavori prevede che l’opera abbia un usufrutto di venti anni, ma la concessione alla Società Alga è in scadenza a fine 2009. Forse la concessione è già stata rinnovata? Esiste documentazione al riguardo?
3. La Società Alga comunica, ad integrazione dell’inizio lavori, di dover demolire una parte del campo di bocce per poter realizzare la palificazione di sostegno. La richiesta proviene da un architetto e non è corredata da perizia geologica. Ma la perizia non deve essere obbligatoriamente prodotta?
4. Infatti la perizia geologica deve essere prodotta per iscritto secondo norme precise, fissate dall’Ordine regionale dei Geologi della Liguria in un documento del 2/12/08 (Prot. 664 el_ com) sull’Obbligatorietà delle relazioni geologiche a corredo di tutte le opere pubbliche e private. Dov’è questa perizia e come mai non si prevedono possibili interferenze in caso di mareggiata che, alla stregua delle fondazioni, sono un importante fattore di rischio?
5. Monterosso al Mare è zona sismica di 3° classe e, a maggior ragione, non può avere delle progettazioni approssimative. La sua collocazione è precisata nel Bollettino ufficiale della Regione Liguria (Anno XXXIV, n° 24) nella Parte II 11.06.03 all’elenco Individuazione formazione e aggiornamento delle zone sismiche. O forse la zona è stata “declassata” come venne fatto per la frana sull’ex- villaggio Europa di Corniglia?

gaggiata-monterossofoto

Con i ben noti esiti, che questa rivista mai si stanca di evidenziare.

Foto: NB

Blitz a Monterosso con sequestro dell’area della “Gaggiata”, cinque gli indagati
0 votes, 0.00 avg. rating (0% score)

Rispondi