Tabella crono-stratigrafica e l’Anthropocene Analisi,Contemporanea-mente

di Alessandro Tomaselli

La Tabella (o Carta) crono – stratigrafica è un calendario geologico, uno schema a righe e colonne in cui sulla destra solitamente viene riportata una scala di tempo in milioni di anni (vedi, ad es., Cohen K. N. et al., 2013). Altre colonne indicano i nomi di varie unità e sotto – unità temporali così come definite e continuamente aggiornate dalla Commissione internazionale sulla stratigrafia (ICS), organo dell’Unione internazionale Scienze geologiche (IUGS). Gli insiemi temporali più lunghi sono denominati Eoni e contengono la storia geologica di centinaia di milioni di anni. L’Attuale Eone Fanerozoico, ad esempio, dura da circa 540 milioni di anni, il Precambriano Proterozoico si riferisce a un lasso di tempo compreso fra 2 miliardi e mezzo e circa 540 milioni di anni mentre Precambriano Archeano è denominato il grande intervallo di tempo racchiuso fra la notte dei tempi (più di 4 miliardi e 600 milioni di anni fa) e 2 miliardi e mezzo di anni or sono. Ogni Eone è suddiviso in Ere della durata di decine o centinaia di milioni di anni come l’Era Paleozoica, posta all’incirca tra 540 e 250 milioni di anni fa.

Le sotto – unità dell’Era sono denominate Periodi e la loro durata varia da poche decine a poche centinaia di milioni di anni. Il Periodo più famoso è probabilmente il Giurassico, grazie al noto film di Spielberg (1993) sui Dinosauri, la specie animale che all’epoca dominava sulla terra, ma in quel periodo, tra 200 e 145 milioni di anni fa, per non andare lontano, si formavano le rocce verdi ofiolitiche che caratterizzano ancora oggi ampi tratti di paesaggio ligure sia tra Sestri levante e Punta Mesco sia tra Sestri ponente e Celle ligure. I Periodi, a loro volta, sono divisi in epoche. L’attuale Periodo Quaternario è suddiviso nelle Epoche Pleistocene (all’incirca fra 2 milioni e 10000 anni fa) e l’odierno Holocene. Le Epoche, infine, contengono un’ultima divisione in intervalli denominati Età. Così l’Epoca Miocenica è suddivisa nelle Età Aquitaniana, Burdigaliana, Langhiana, Serravalliana, Tortoniana e Messiniana, dalla più antica alla più recente. All’età Messiniana, per segnalare altri due eventi geologici importanti, risalgono il riempimento del Mar Mediterraneo dopo un periodo di disseccamento, attraverso le cosiddette Cascate di Gibilterra, e la nascita del mar Tirreno.

Un capitolo a parte va dedicato all’Anthropocene (in italiano Antropocene), candidato ad essere una nuova Epoca del Periodo Quaternario, successiva all’Holocene. Un dibattito ancora in corso riguarda diversi aspetti. La data di inizio, ad esempio, può essere il 1950 (vedi, ad es., Working group on the Anthropocene, 2016) oppure il 1945 (vedi, ad es., Zalasiewicz et al., 2015; Finney e Edwards, 2016). Alcuni propongono un inizio compreso tra il 1763 e il 1782, anni in cui fu inventata e migliorata la macchina a vapore la quale portò negli anni successivi ad un forte aumento di anidride carbonica. Alcuni ancora propongono il 6000 a. C., con l’inizio delle attività agricole e della deforestazione che causarono il primo incremento dell’anidride carbonica non legato al ciclo naturale. Un secondo aspetto controverso riguarda il nome stesso. Il Quaternario, ad esempio, fino a non molti anni fa, aveva un significato simile a quello dell’Anthropocene tanto da avere dignità di Era, pur durando poco meno di  due milioni di anni. Si riteneva, infatti, di non poter trascurare, anche alla scala geologica, il tempo in cui le attività umane avevano un così forte impatto sulla terra.

Oggi è considerato, più modestamente, un periodo dell’Era Cenozoica. Il concetto di Anthropocene, invece, sebbene sembri recente, risale a quando uno dei primi geologi, Antonio Stoppani (1873), sosteneva la necessità di definire un’era antropozoica. Vari biologi introdussero successivamente il nuovo termine negli anni “50 e “60 anche se la paternità viene oggi attribuita a Stoermer. Il chimico, premio Nobel, Crutzen, insieme a Stoermer stesso prima (Crutzen e Stormer, 2000) e in un articolo successivo (Crutzen, 2002), ha recentemente rilanciato questa definizione per sottolineare ancora il continuo aumento dell’impatto umano sul Sistema Terra. Rudimann (2003) aggiunge più esplicitamente che la nostra epoca potrebbe essere definita come l’era dei gas serra antropocenici. Altri propongono nomi diversi come Età atomica o Capitalocene (Moore, 2014) più attinenti peraltro ad altre discipline del sapere come la Storia, la Sociologia, la Letteratura o la Filosofia. Si tratta, pertanto, sicuramente di un’unità di tempo caratterizzata dalle attività del genere umano ma come può essere omologata dai geologi per essere confrontabile con le precedenti unità di tempo geologiche? Un gruppo di lavoro è istituito dal 2009 in seno alla Commissione internazionale sulla stratigrafia ICS. La commissione sta verificando l’ipotesi di formalizzare la nuova Epoca ma nessuna proposta scritta è stata ancora presentata all’ICS perché definire con precisione una data e se si tratta di un’Epoca piuttosto che di un’Età o di un Periodo è un’attività alquanto complessa e tesa a ricercare prove geologiche inconfutabili. È stato dimostrato, ad esempio, che gli Uomini come genere hanno lasciato nei sedimenti una traccia importante, ad esempio, con gli esperimenti nucleari. La data del 1950 si riferisce, infatti, a quando i test nucleari hanno cominciato a lasciare un segno all’interno di nuovi strati di roccia in tutto il mondo (la radioattività in forma soprattutto di radionuclidi). Altre indicazioni della pesante impronta umana sono le polveri di carbonio incombusto e la plastica (si osservi la macchia rossa nella foto che ho avuto modo di scattare negli strati già compattati del detrito alluvionale di un corso d’acqua a Genova Sestri (Italia). Altri elementi di origine antropica sono stati lasciati nella Biosfera, con l’estinzione di specie animali e la stessa presenza di plastica (che fra qualche decennio potrebbe essere più abbondante del pesce in mare), nella Criosfera, con lo sgretolamento del ghiaccio antartico e alpino (Il Monte Bianco dovrà cambiare nome?).

L’Anthropocene, tuttavia, per ora non nasce dall’osservazione di un particolare deposito geologico indicativo di un tempo lungo ed esteso su tutto il globo. La fine del Periodo Cretaceo, circa 65 milioni di anni fa, per fare un altro esempio, fu contrassegnata non tanto dall’estinzione dei Dinosauri non aviari, ma dal picco di Iridio lasciato negli strati (sedimentati ovunque e in grandissima quantità) dall’impatto del meteorite che ne è stato la causa. Le strutture umane, gli scavi, i pozzi e la bioturbazione dei suoli in agricoltura, invece, non sono strati o non lo sono ancora. Le montagne di rifiuti e le discariche sono dovute agli umani ma non costituiscono ancora la testimonianza di un lungo lasso di tempo. Gli strati con la registrazione di cambiamenti antropogenici sono nuclei di ghiaccio e sedimenti, non ancora sufficientemente litificati, di fiumi, paludi, laghi, litorali e fondale marino. I primi metri di detrito archeologico, pur coprendo un grande intervallo di tempo (fino a tredicimila anni) costituiscono depositi discontinui sulla superficie terrestre. Nella maggior parte di questi sedimenti è difficile, per ora, distinguere i pochi centimetri superiori dell’Anthropocene dallo strato dell’Olocene sottostante. Per dichiarare una nuova epoca geologica invece ci deve essere un grande impatto geologico, globale e duraturo nel tempo tale da essere definito nel futuro “Record geologico”.

Viviamo dunque, per ora, nell’Holocene, l’Epoca più recente del Quaternario, a sua volta il Periodo presente del Cenozoico che è l’Era corrente dell’Eon Fanerozoico ma possiamo permetterci di continuare a riempire di sporcizia lo strato geologico che ci rappresenta in attesa che diventi più spesso e più esteso?


AUTORI CITATI:

  • Bec crew, 2016. Welcome to the Anthropocene. Science alert, https://www.sciencealert.com/scientists-just-declared-the-dawn-of-a-new-human-influenced-epoch, vista il 30/06/2017.
  • Cohen K. N., Finney S. C., Gibbard P. L. e Fan J. X., 2013 (aggiornata 2016). The Ics International chronostratigraphic chart. Episodes, 36, 199 – 204.
  • Crutzen P. J., 2002, Geology of mankind. Nature, 415, 23, doi: 10.1038/415023a.
  • Crutzen P. J., e Stormer E. F. 2000. The Anthropocene, Igbp newsletter, 41, 17 – 18.
  • Finney S. C. e Edwards L. E., 2016. The “Anthropocene” epoch: Scientific decision or political statement? Gsa today, 26, 3 – 4 March – April, 4 – 10,doi: 10.1130/GSATG270A.1.
  • Moore J. W., 2014. The Capitalocene – Part I: On the Nature & Origins of Our Ecological Crisis. The Journal of Peasant Studies, 38 pp.
  • Ruddiman W. F., 2003. The anthropogenic green house Era began thousands of years ago. Climatic Change, 61, 261–293.
  • Spielberg S., 1993. Jurassic park. Film, Stati uniti, Universal pictures, 127 min.
  • Zalasiewicz J., Waters C. N., Williams M., Barnosky A. D., Cearreta A., Crutzen P., Ellis E., Ellis M. A., Fairchild I. J., Grinevald J., Haff P. K., Hajdas I., Leinfelder R., McNeill J., Odada E.O., Poirier C., Richter D., Steffen W., Summerhayes C., Syvitski J.P.M., Vidas D., Wagreich M., Wing S. L., Wolfe A.P., An Z., and Oreskes N., 2015. When did the Anthropocene begin? A mid twentieth century boundary level is stratigraphically optimal. Quaternary International, doi: 10.1016/j, quaint. 2014.11.045.
  • Stoppani A., 1873. Geologia stratigrafica. Corso di Geologia, Bernardoni G. e Brigola G., editori, Milano, II, 883 pp.
Tabella crono-stratigrafica e l’Anthropocene
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