Zibaldone delle Cinque Terre Commenti,Contemporanea-mente

di To.Far

croceristiZibaldone: incrocio di zabaione con un tipo romagnolo zibanda, «cibo mescolato grossolanamente». Giacomo Devoto, Dizionario etimologico. Avviamento alla etimologia italiana, Firenze, Le Monnier, 1968

Per l’ Enciclopedia Treccani: żibaldóne s. m. [prob. voce onomatopeica, per alteraz. da zabaione], ha i seguenti significati:
a. Vivanda composta di molti e svariati ingredienti.
b. Mescolanza di cose diverse; mucchio confuso di persone: uno zibaldone Di cancellieri e di bidelli in toga Gli fa ghirlanda intorno al seggiolone (Giusti).
c. Scartafaccio in cui si annotano, senza ordine e man mano che capitano, notizie, appunti, riflessioni, estratti di letture, schemi, abbozzi, ecc.: non ha lasciato opere compiute, ma solo alcuni zibaldoni; l’evoluzione del pensiero del Leopardi si può ricostruire dagli appunti del suo Zibaldone.
d. Nella commedia dell’arte, l’insieme di «scenarî» di uno o più autori che costituiva il repertorio di una compagnia.
e. Scritto, discorso, opera privi di unità, di coerenza e di ordine, composti di elementi eterogenei: quel saggio storico, o quella conferenza, è uno zibaldone.; che zibaldone questo romanzo, quel film

A quale di questi significati si possono abbinare i recenti avvenimenti riguardanti l’area territoriale e marina  compresa nel Parco nazionale delle Cinque Terre resta una scelta a discrezione dei lettori.

Qui, in ordine sparso e casuale, com’è appunto uno zibaldone, sono elencati alcuni degli elementi che lo hanno composto nel corso di questi ultimi mesi (aggiunte e correzioni sono benvenute):

  1. giuse&fedBYclUna raccolta di parecchie migliaia di firme per la regolamentazione e il contenimento degli arrivi turistici “selvaggi” che – tra croceristi e vacanzieri mordi-e-fuggi hanno intasato e intasano le stazioni ferroviarie, gli scali marittimi e i gabinetti delle località delle 5 terre. Senza contare i 20-30 pullman che stazionano quasi quotidianamente su strada. alle due estremità dell’area Parco. La raccolta ha portato ad un tavolo di concertazione tra i soliti soggetti istituzionali, con le solite intuizioni geniali che si possono riassumere in: treni navetta ogni mezz’ora tra-per-da le 5 terre e un’ulteriore carta a pagamento o sua estensione.
  2. Una raccolta di parecchie centinaia di firme di quanti, a Monterosso, vorrebbero che venisse ripristinato l’accesso ad un promontorio isolato vicino al sentiero per Vernazza. Prima della creazione del Parco era un luogo pubblico (sia pure appartenente ad un privato). Col Parco sono apparsi cancelli, reti e promesse vaghe di utilizzo come area protetta od orto botanico o chissà cosa. Al momento non risultano riscontri.
  3. Un intervento piuttosto inviperito del presidente del parco che imputava ai pescatori locali la scomparsa di specie protette, giacché pare che la flottiglia dei pescatori sportivi (forte di 300 unità) faccia razzia di tutto ciò che sta in mare.
  4. Risposte piuttosto stizzite dei pescatori locali i quali facevano notare quanto invece incidessero sulla conservazione dei fondali marini il via vai di motopescherecci d’altura di professionisti esterni, di natanti da diporto, di battelli oramai a catena di montaggio (ne sono stati contati fino a 6 in contemporanea a Monterosso) che trasportano i turisti di cui al punto 1. E infine (ottima osservazione da parte dei pescatori) quanto mai incidono gli scarichi a mare di tutte le fogne delle 5 terre,  prive di un vero depuratore che non sia la cosiddetta depurazione che ci fanno pagare, come residenti, in bolletta?
  5. Acqua (delle 5 terre) bene comune?  Da un lato i pescatori vengono scacciati dal mare. Inquinato, appunto; quante volte nel corso dell’estate sono stati chiusi alla balneazione tratti di mare da Riomaggiore a Monterosso, escludendo ovviamente la benedetta (da Burlando) Vernazza? Ma, mentre i costi di depurazione (?!) si pagano  i liquami potenziati dal super affollamento estivo, fuoriescono… Però dall’altro lato, ecco la pubblicità di Isomar, una ditta che cura, tra l’altro, disturbi respiratori e che vende un prodotto (come recita la pubblicità):isomar “A base di acqua di mare del Parco Marino delle Cinque Terre ipertonica purificata. Decongestionante per raffreddore, rinite allergica e sinusite.” Filosofia (NdR. dell’azienda, ovviamente!)

    L’acqua del Parco Marino delle Cinque Terre è caratterizzata da una bassa presenza di metalli pesanti e idrocarburi e da un’alta concentrazione di ossigeno, dovuta alle basse escursioni di maree nella zona. La zona del Parco Marino si caratterizza per le sue coste rocciose spesso a picco sul mare, fondali immediatamente profondi,  forti correnti sottomarine  e ricchezza di sali minerali e oligominerali derivanti dal continuo infrangersi delle onde contro la roccia che produce una vera e propria erosione. L’acqua è prelevata a 3,5 miglia di distanza dalla costa, a 6 metri di profondità. A quella profondità penetra ancora la luce del sole alimentando la crescita delle alghe consentendo la presenza di Iodio. Il prelievo viene effettuato con un metodo volto ad eliminare le impurità e ad impedire contaminazioni esterne, appositamente ideato per non alterare l’equilibrio ambientale del Parco Marino”.

    Come e dove preleva quest’acqua Isomar? Quali sono i termini della licenza di concessione? Risalgono al periodo Parcopoli e/o sono stati rinnovati successivamente? Infine; il Parco ci guadagna qualcosa, o no?  Non sono domande oziose, se non altro per chi osserva alcune incoerenze di coloro che si occupano di “non alterare l’equilibrio ambientale del parco marino”.

  6. Una scoperta tardiva fatta dal nuovo assessore regionale all’ambiente Scajola Jr. , che cioè le 5 terre dovrebbero essere dichiarate patrimonio Unesco. Lo sono già – e coi risultati che vediamo – da 18 anni. Peccato che anche l’Unesco abbia fatto più volte orecchie da mercante alle segnalazioni e denunce varie presentate, in audizione, per iscritto, audiovisivamente, presso le sue sedi, italiane ed europee, su temi che hanno poi portato ad alcune condanne e su altri temi che s’è preferito ignorare per non disturbare troppo in alto. Ma Scajola Jr. ha ragione sulla mancanza, a distanza di 15 anni dalla creazione dal parco nazionale, di un Piano del Parco. Peccato che se ora vi mette le mani la Regione, come promesso, questo rischierà di diventare il Piano Casa del Parco ….
Zibaldone delle Cinque Terre
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Recent Comment

  1. Maria Grazia Campari

    Un primo passo potrebbe essere quello già promosso da Comitati ambientalisti toscani: impugnativa del piano territoriale in modo da contrastare l’eccesso di cemento.
    Quanto al turismo devastatore dell’ambiente, occorrerebbe mettere a fuoco qualche iniziativa ulteriore dopo la raccolta di firme che non riesce a sollecitare interesse ai sordi di democrazia.

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