“Die brücke”. Quando l’arte urla, grida e tuona. Cultura,Eventi

di Seele Fragat

1Karl Schmidt-Rottluff, Rottura della digaIl primo quadro che si incontra entrando nella mostra attualmente al Palazzo Ducale di Genova – rassegna sulla nascita dell’Espressionismo Tedesco dal 5 marzo al 12 luglio 2015 – provoca subito un forte impatto;si tratta di un dipinto di Karl Schmidt-Rottluff – uno dei quattro ragazzi che nel 1905 a Dresda formò il movimento chiamato Die Brücke- raffigurante un paesaggio con la rottura di una diga (1).Gli occhi vengono catturati immediatamente da un fiume di colore che sembra fuoriuscire dalle forme indistinte della collina e prepotentemente invadere i sensi con una ondata calda,non d’acqua, ma di lava incandescente . I colori del dipinto sono quelli primari mescolati direttamente dal tubetto sulla tela: il rosso una massa ondeggiante e prevalente in primo piano; l’azzurro dell’acqua e del cielo, solcato da rosse saette, in lontananza; ed infine il giallo che si sporca con un nero verde, modellando le colline. A pensarci, il titolo del dipinto rappresenta bene le intenzioni dell’artista: si rompe la diga che arginava le emozioni e queste liberamente si tramutano in un fiume incontrollato di energia invadente ma propulsiva; a dimostrazione di come le barriere poste dall’uomo possono essere spazzate via dalla forza della natura primordiale,la quale senza più argine tracima e travolge ogni cosa .

Questo modo di vedere e concepire le cose, è il senso che gli artisti del movimento Die Brucke attribuiscono alle loro opere. Questa nuova concezione dell’immagine che tanto ha influenzato la cultura moderna e contemporanea , nasce proprio con l’espressionismo tedesco e con il Die Brucke. L’opera d’arte diventa un tramite, non è più fine, vuole comunicare talmente in modo diretto da sfociare nella violenza, in una espressività eccessiva e straripante, che non teme di essere sgradevole, perché vuole spiazzare e costringere a pensare. Proprio perché consapevole del fatto che la società dell’epoca manifesta un potere fagocitante sulle coscienze, come mai nessuna civiltà aveva conosciuto.

2Karl Schmidt-Rottluff Frontone rosso 1911Con questa immagine, a mio avviso , si parte subito col piede giusto per un percorso che si snoda fra quadri ad olio, acquarelli,xilografie e litografie;certamente un percorso non facile, per gli artisti allora e anche per noi visitatori oggi. Infatti risulta arduo affrontare le loro immagini dure e deformate senza una doverosa conoscenza sia dei protagonisti sia del contesto in cui hanno operato. La mostra offre i supporti idonei ed è strutturata proprio per far comprendere bene questo breve periodo storico,ma così determinante per tutta l’arte contemporanea.

I quattro ragazzi (Fritz Bley, Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner, Karl Schmidt-Rottluff )della vicenda “Die Brücke” non solo dipingono assieme, ma lasciano traccia tramite appunti e diari delle loro intenzioni e del loro programma. E vale la pena ascoltarli:
“ Non conosco alcun programma artistico né assolutamente saprei quello che potrebbe essere. Se mai si potesse parlare di qualcosa del genere, un ‘programma artistico’ sarebbe eternamente lo stesso, secondo la mia opinione. Io so di non avere programma alcuno, ma solo l’aspirazione indefinibile di cogliere ciò che vedo e che sento e di trovare per questo l’espressione più pura.” ( K. Schmidt-Rottluff)

3Ernst Ludwig Kirchner Artista-Marcella“La formulazione di un programma credo sia compito degli accademici e meglio ancora dei posteri, che lavorano dal punto dei vista teorico e scientifico, non creativo. La critica al quadro finito mi è possibile solo sentimentalmente.”(E. Heckel)
Queste sono le opinioni di due membri “Die Brücke”, ma in effetti si può riconoscere un programma del gruppo nell’appello pubblicato nel 1906.

Il manifesto del gruppo è una xilografia di Ernst Ludwig Kirchner e proclama: “Animati dalla fede nel progresso in una nuova generazione di creatori e di spettatori , ci appelliamo a tutta la gioventù e come la gioventù che è portatrice dell’avvenire, vogliamo portare la libertà di agire e di vivere di fronte alle vecchie forze tanto considerate. Tutti sono con noi, quelli che riproducono con immediatezza e sincerità ciò che li spinge a creare.”

Ogni trama è una complicazione e impedisce di colpire il bersaglio al primo colpo , ed afferrare il cuore della realtà con un solo gesto, dunque ciò che conta è l’azione . L’immagine nasce in quel momento da una azione, che non è altro che lavoro. E qui si spiega l’origine antintellettualistica e populista del movimento. L’arte ha niente a che fare con la cultura speculativa delle classi industriali.
Il lavoro dell’artista proprio perché libero e creativo si pone come modello di lavoro; nasce quindi da una lunga esperienza di una lunga prassi che finisce poi per tradursi in attitudine morale .

4Ernst Ludwig Kirchner, Scena di strada, 1913Ecco perché la grafica occupa un posto così preminente e specialmente la Xilografia: una tecnica che è molto antica è artigianale, popolare, e profondamente radicata nella tradizione figurativa tedesca. Nella xilografia l’immagine si produce scavando in una materia tenace, poi la si cosparge d’inchiostro ed infine si preme col torchio la matrice sulla carta. Non è immagine che si libera della materia, ma che si imprime con un atto di forza. In un libro “Odi Profanum” i singoli membri disegnavano e scrivevano, l’uno vicino all’altro, le loro idee, comparando così i loro diversi caratteri. La vicenda interna del gruppo è descritta da Ernst Ludwig Kirchner nella Cronaca della Brucke del 1913, proprio dell’anno in cui si sciolse.

E ancora è Ernst Ludwig Kirchner stesso che ci spiega il loro fare creativo:“… Il mistero non sta nel momento della creazione, ma nel modo di guardare, di immaginare, nella fantasia, nel fatto insomma che un uomo abbia la forza di renderlo visibile in un’immagine interna che gli restituisce l’esperienza “” La pittura -continua Ernst Ludwig Kirchner – è l’arte che rappresenta sulla superficie un’esperienza sensibile. Il pittore trasforma in opera la concezione sensibile della sua esperienza; egli impara ad usare i suoi mezzi mediante ‘esercizio costante. Non ci sono regole precise, per questo. Quanto alle leggi per la singola opera esse si formano durante il lavoro, dalla personalità del creatore, dal tipo di tecnica e dal soggetto. Si può è vero dedurre queste leggi dall’opera finita, ma non si può creare un’opera sulla base delle leggi o di un progetto. L’origine di ogni arte figurativa è, ed è sempre stato, il desiderio materiale che si prova davanti a ciò che si vede. Ora, ai giorni nostri, la fotografia assume il compito della riproduzione fedele ed esatta e la pittura, liberatasi da questo assunto, riacquista la sua originaria libertà di movimento. L’istintivo paragone della forma con l’esperienza sensibile viene tradotto d’impulso sulla superficie e l’opera d’arte nasce dalla trasposizione definitiva dell’esperienza nel lavoro.”

5Erich Heckel Olaf Samsonsgang a FlensburgErnst Ludwig Kirchner e così gli appartenenti al “Die Brücke” rifiutano un linguaggio precostituito e cercano di andare alle origini, ed affinché il loro atto sia puro procedono con fatica e con uno sforzo continuo. Non cercano una formula, uno stile, vogliono andare alla radice dell’esistenza e ritrovare l’uomo in fondo “ dove urlano le potenze che lo uniscono all’universo.”
Non parole con un significato, ma solo suoni che assumono significato.
Il primo che elaborò questi concetti tentando di offrire una prima enucleazione della poetica espressionista fu Hermann Bahr nel suo saggio pubblicato nel 1916.

Hermann Barh parla della nascita dell’espressionismo con accenti addirittura apocalittici “ Mai più sepolcrale il silenzio ha regnato sul mondo. Mai l’uomo è stato più piccolo. Mai è stato più inquieto. Mai la gioia è stata assente e la libertà più muta. Ed ecco urlare la disperazione, l’uomo chiede urlando la sua anima, un solo grido di angoscia sale dal nostro tempo. Anche l’arte urla nelle tenebre, chiama soccorso, invoca lo spirito, è l’espressionismo.”

6Karl Schmidt-Rottluff Marito e moglie1912IncisioneLa tensione tra gli artisti e la società borghese benpensante avrà accenti sempre più aspri, ed è allora che avviene un passaggio delicato e importantissimo nella storia della cultura artistica, lo spirito di verità, elaborato dall’impressionismo viene applicato a indagare a rilevare non più il mondo esterno, ma l’interno della psicologia individuale e collettiva.
L’espressionismo tedesco non nasce quindi in contrasto con le correnti moderniste, ma all’interno di esse, nell’oltrepassare l’ eclettismo e nel concentrare la ricerca sul problema specifico della ragione d’essere e della funzione dell’arte.
La sensazione visiva pertanto, per gli artisti “Die Brücke”, non è che un dato necessario, ma non sufficiente: l’arte non è più solo un modo di conoscere, ma un’azione che si fa e che ovviamente non si esercita sulla natura, ma sugli uomini; è un ponte, una comunicazione.

Ed è questo un messaggio ancora molto attuale che quest’arte ci trasmette: la capacità di leggere il proprio mondo con occhi che vogliono vedere veramente la realtà e che rifiutano sistemi unici, ipocrisie e preconcetti.

 

Riferimenti bibliografici
Hermann Bahr Espressionismo 1916
Giulio Carlo Argan l’Arte Moderna Sansoni

Immagini
Karl Schmidt-Rottluff, Rottura della diga, 1910 Brücke-Museum
Karl Schmidt-Rottluff Frontone rosso 1911 Brücke-Museum
Ernst Ludwig Kirchner Artista-Marcella 1910 Brücke-Museum
Ernst Ludwig Kirchner, Scena di strada, 1913. Brücke-Museum
Erich Heckel Olaf Samsonsgang a Flensburg1913 Brücke-Museum
Karl Schmidt-Rottluff Marito e moglie1912 Brücke-Museum

“Die brücke”. Quando l’arte urla, grida e tuona.
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