Scarpino, tempesta perfetta Contemporanea-mente,Notizie

del Coordinamento ligure
Gestione Corretta dei Rifiuti (GCR)

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Oggi la discarica di Monte Scarpino è chiusa. Chi l’ha chiesto? Cittadini, comitati e associazioni che hanno manifestato per decenni, senza risposta, per la stabilità e per le procedure di stoccaggio dei rifiuti? Comune? Provincia? Regione? Le amministrazioni pubbliche si sono convinte ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”?

No, è chiusa perché una pratica di allargamento della discarica ha generato tentativi di deresponsabilizzazione negli enti che fino a ieri hanno approvato di tutto. Ben vengano misure per la tutela della popolazione e dell’ambiente. Ma abbiamo il dubbio che ci siano motivi nascosti, che, con la tutela dei cittadini nulla hanno a che fare. Se si vuole favorire l’ingresso di mega multiutility, noi dichiariamo di essere del tutto contrari: la gestione dei rifiuti è un servizio pubblico (legge 2006) e le mega società non agiscono per il bene comune dei cittadini, che si sono espressi nel Referendum del 2011 per una gestione pubblica (cioè tramite Azienda Speciale, non tramite spa).

Non sono i grandi impianti (inceneritori/gassificatori o di produzione di CSS) a poterci salvare, rendendo inutili le discariche, ma solo una strategia intelligente concordata con la popolazione, fatta di tanti passi nella direzione giusta. Riduzione dei rifiuti con auto compostaggio e centri di riuso e riparazione. Raccolta differenziata spinta con metodo porta a porta, l’unico a poter garantire quantità e qualità delle frazioni separate, compreso l’organico. Impianti di compostaggio diffusi sul territorio. Impianti a freddo, tipo quello già esistente a Genova, necessari a gestire le filiere dedicate. Tariffe puntuali in proporzione al rifiuto indifferenziato di ognuno, per responsabilizzare i cittadini.

Sono le stesse proposte che già abbiamo scritto alla Regione, tramite Osservazioni al Piano rifiuti 2013 e che attendiamo vengano recepite. Ci vogliamo augurare che questo sia il momento giusto, per ripartire in un’altra direzione: dopo aver compreso quali rischi e costi derivino da un modello che punta così tanto sullo smaltimento in discarica, è ora che le amministrazioni adottino una strategia sostenibile, puntando da subito a ridurre, riusare, riciclare e restituire compost alla terra.

Scarpino, tempesta perfetta
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