Haiyan evidenzia la realtà di ingiustizia climatica Analisi,Contemporanea-mente

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traduzione di Antonio lupo

Jakarta, 3 Dicembre 2013. L’8 novembre 2013, il più forte super tifone mai registrato nella storia, con venti di 314 chilometri all’ora, ha colpito le Filippine. Il tifone Haiyan ha devastato diverse città nelle isole Visayas, lasciando nella sua scia, più di 5.000 morti, oltre 1.000 dispersi e ha impattato milioni di persone, con migliaia di famiglie rimaste senza cibo, acqua e riparo.

Le Filippine, un paese colpito da una media di 20 tifoni all’anno, non avevano mai visto un tifone di categoria 5 così distruttivo, che ha spianato intere città. Ma con il cambiamento climatico, questa è la nuova realtà. Mari più caldi e temperature dell’aria più calde si combinano per produrre tempeste più violente. Il clima sta cambiando e come ha affermato nella sua relazione il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), “molti dei cambiamenti osservati sono senza precedenti nel corso dei millenni.”

La catastrofica e terribile tragedia però non è riuscito a muovere le nazioni sviluppate a impegnarsi, anzi han fatto marcia indietro. Il Giappone, uno dei principali emettitori, ha dichiarato che al posto del suo impegno originale per ridurre le emissioni del 25 per cento, avrebbero aumentato le emissioni del 3 per cento entro il 2020 in rapporto al suo livello di emissioni di CO2 del 1990.

La Piattaforma di Durban, il nuovo accordo globale che si applica a tutti i paesi e dovrebbe sostituire il Protocollo di Kyoto, dovrebbe essere concordata nel 2015 e attuata entro il 2020, ma i precedenti negoziati sul clima, tra cui questo recente in Polonia, hanno visto i paesi sviluppati allontanarsi ulteriormente da impegni reali e invece muoversi verso impegni volontari e ancora senza numeri specifici su obiettivi o tagli.

Inoltre, i paesi sviluppati hanno rinnegato le promesse fatte. Nell’ultima COP a Doha, i paesi in via di sviluppo hanno combattuto a lungo e duramente per introdurre qualche parola su “perdite e danni.” In linea di principio, la perdita e il danno dovrebbero significare che a causa della responsabilità storica, i paesi ricchi dovrebbero fornire una compensazione finanziaria ai paesi poveri devastati dal cambiamento climatico. Ma in realtà questa COP in Polonia ha annacquato quasi tutto e ha deliberato un meccanismo vuoto senza finanziamenti.
E nonostante le lacrime e il digiuno del negoziatore delle Filippine per 13 giorni, e il digiuno di numerosi attivisti per la giustizia climatica, i paesi sviluppati sono rimasti impassibili.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha chiamato il Tifone Haiyan una sveglia sul cambiamento climatico. Ma è più di questo – il Tifone Haiyan è un tragico esempio di ingiustizia climatica. Nonostante che i cambiamenti climatici in corso siano storicamente causati solo da pochi paesi industrializzati e ora da un certo numero di paesi più grandi in via di sviluppo, gli effetti si fanno sentire su tutti, e sui poveri e svantaggiati, più di tutti. Sono i poveri, soprattutto, i più incapaci a fuggire, adattarsi o sopravvivere alla violenza del cambiamento climatico, eppure sono stati i meno responsabili.

A seguito del Tifone Haiyan e dei disastrosi negoziati sul clima globale in Polonia, La Via Campesina, il movimento internazionale dei contadini, che rappresenta più di 200 milioni di piccoli agricoltori in tutto il mondo, rafforza la sua volontà di attuare soluzioni reali al cambiamento climatico, sul terreno, con i nostri metodi agricoli sostenibili che utilizzano l’agroecologia, la sovranità alimentare e il rispetto dei diritti della Madre Terra.

Denunciamo anche l’inerzia dei governi nei negoziati sul clima e chiediamo a tutti i paesi di prendere impegni veri per la riduzione delle emissioni, secondo la loro responsabilità storica.

Invitiamo inoltre i governi dei paesi in via di sviluppo di non seguire il modello di sviluppo sporco e che invece passino subito a una transizione lontana dall’energia sporca, dal sovra-sfruttamento della natura e dalla crescita infinita.

La Via Campesina rafforza la sua determinazione a lottare per porre fine alla follia del clima e per raggiungere la giustizia climatica. Stiamo anche inviando sementi alle nostre sorelle e fratelli nelle Filippine come espressione della nostra solidarietà e il messaggio di speranza e di resistenza. Noi non resteremo in silenzio come vittime.

Ora è il momento della giustizia climatica

Agroecology cools down the Earth from La Via Campesina on Vimeo.

Haiyan evidenzia la realtà di ingiustizia climatica
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Recent Comments

  1. giu sca

    E’ ora che si palrli delle cause di questa situazione e la cusa è una sola,la CRESCITA DEMOGRAFICA INCONTROLLATA, o si ferma o tra meno di dieci anni i danni saranno IRREVERSIBILI, e sarà il collasso fermiamoci, specialmente nei paesi più poveri e disagiati. giusca50

  2. Rinaldo Sorgenti

    Prima di tutto un doveroso pensiero a quelle sfortunate popolazioni che hanno subito così gravi perdite.

    Ma non è certo il caso di speculare su queste con affermazioni e considerazioni che nulla hanno di concreto ed anzi risultano delle misere speculazioni.
    Se si va ad esaminare quella che è la stastistica ufficiale degli eventi estrwemi a livello mondiale, ci si rende conto che NON è affatto vero che ci sia ne una intensificazione, ne tantomeno un aumento di questi eventi negli ultimi decenni. Fonte NASA.

    Il fatto stesso che questi eventi non siano affatto predicibili, sia per luogo che per intensità, dimostra che le forze della natura sono soverchianti e che occorra quindi fare in modo di prevenire che certe aree, naturalmente più esposte, possano subire così grandi danni.

    Infatti, la dimensione dei danni in numerosi di questi eventi sono principalmente dovuti al fatto che l’uomo vada sempre più ad ammassarsi in aree che presentano questo rischio. E quindi occorre sempre più investire in opere tecniche di prevenzione, anzichè sperperare immani risorse per inseguire fuorvianti ideologie e la presunzione di controllare il clima.

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