Napoli, Val Susa, Pisa, Gradisca: dal #15now al #16now saremo un #fiumeinpiena Rubriche,Ultimissime

16now2[1]I nostri territori sono il laboratorio dell’ennesima offensiva neoliberista. Attraverso la creazione di grandi opere inutili, la privatizzazione del patrimonio pubblico e l’alimentazione di un modello di sviluppo ingiusto ed inquinante si sta distruggendo l’ambiente, la salute e la dignità stessa delle persone, favorendo la speculazione edilizia dei soliti noti e rischiando addirittura di favorire criminalità organizzata e mafie. Le scelte politiche impopolari che continuano ad essere prese contro l’interesse delle comunità aumentano inoltre la disoccupazione e la povertà, ingrossando le file dei NEET e degli studenti che abbandonano gli studi. Il blocco del turn-over per il pubblico impiego, i tagli e la nuova Trise , che colpirà l’affito di precari e fuorisede, rappresentano in questo senso un emblema di quanto il governo delle larghe intese sia più preoccupato di rispondere ai dettami della troika piuttosto che alle esigenza della popolazione.

Le risposte da parte dei cittadini tuttavia in questi mesi non si sono fatte attendere. Il nostro Paese è infatti attraversato da numerosi conflitti che si pongono l’obiettivo della salvaguardia dei territori e la riconquista dei beni comuni e che nelle prossime settimane hanno segnato un’agenda comune, chiara dal punto di vista politico. Il 16 novembre sarà in questo senso una giornata importante che da Susa a Gradisca, fino a Pisa e Napoli vedrà scendere in piazza tutti quanti si battono per una trasformazione radicale dell’esistente.

A Napoli i comitati, i cittadini, le associazioni da tutta la regione scenderanno in piazza per denunciare la gestione criminale dei rifiuti messa in piedi negli ultimi 20 anni da politica e camorra, porteranno nel capoluogo campano le battaglie contro l’inquinamento ambientale e il biocidio che vanno avanti da tanto e sono rimaste finora inascoltate. In Val di Susa la popolazione che da anni si batte contro un’opera inutile e costosa come il TAV Torino-Lione, scenderà in piazza il 16 Novembre per difendere la democrazia e il territorio. A Pisa le associazioni e i cittadini sgomberati ad Ottobre dall’Ex-colorificio torneranno negli spazi sottrattogli da chi difende la proprietà privata anche a costo di sacrificare l’interesse collettivo, si batteranno per restituirlo alla comunità e per ridargli valore e dignità sociale. A Gradisca si scenderà in piazza per la chiusura definitiva di uno dei Centri di Identificazione ed Espulsione più disumani del Paese: la volontà non è soltanto quella di denunciare le condizioni in cui sono costretti a vivere i migranti ma è anche mettere in discussione l’esistenza stessa di queste vere e proprie carceri dove sono trattenute persone accusate di reati non penali ma amministrativi, come i sopravvissuti dello sbarco di Lampedusa del 3 Novembre imputati per il reato di “clandestinità”e oggi trattenuti in centri simili.

Gli studenti e le studentesse saranno in piazza il 15 novembre contro il governo e la legge di stabilità per dire no alle politiche di austerità che stanno impoverendo un’intera generazione, senza casa, senza futuro e senza diritti. Come studentesse e studenti infatti ci rifiutiamo di studiare nelle scuole e nelle università come si perpetra una gestione dei territori che uccide intere popolazioni, ci rifiutiamo di studiare come si costruiscono grandi opere inutili e dannose o come si innalzano frontiere discriminanti e xenofobe contro i migranti, per questo saremo in piazza anche il 16 novembre. Crediamo infatti che tutte queste piazze debbano lanciare la stessa radicale messa in discussione dell’attuale modello di sviluppo, rivendicando la democratizzazione delle politiche locali e la costruzione di misure di fattiva inclusione sociale per tutte e tutti, a prescindere dalla nazionalità. Bisogna ridisegnare attraverso questi momenti un nuovo fronte di opposizione sociale capace di rilanciare nei mesi a seguire la mobilitazione.

Il 15 e il 16 Novembre saremo un fiume in piena, impossibile da fermare.

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