Una realtà parallela: bianca come la neve, bianca come la coca Commenti,Contemporanea-mente

a cura di Maria Rosa Zerega

zeroDi fronte al racconto di crimini efferati, spietati, seriali, senza senso e lesivi di ogni dignità umana, raggiungendo il disgusto e l’incredulità, si avverte l’imperativo morale di non smettere, il dovere di sapere tutto.

L’unica cosa che possiamo fare è conoscere, non nasconderci dietro alla banalità. Nelle pagine conclusive del libro ho trovato una chiave di lettura, a conferma di questa necessità etica di conoscenza:

“Leggere, sentire, studiare capire è l’unico modo di costruire vita oltre alla vita, vita a fianco della vita. Leggere è un atto pericoloso perché dà forma e dimensione alle parole, le incarna, le disperde in ogni direzione. Capovolge tutto, fa cadere dalle tasche del mondo monete e biglietti e polvere. Conoscere il narcotraffico, conoscere il legame fra la razionalità del male e del denaro, squarciare il velo che ottunde la supposta consapevolezza del mondo.

Conoscere è cominciare a cambiare.

…Chi si sente addosso le parole, chi se le incide sulla pelle, chi si costruisce un nuovo vocabolario, sta mutando il corso del mondo perché ha capito come starci. E’ come spezzare le catene.”(1)

 

 

ZeroZeroZero non è  un saggio socio-politico, ma si potrebbe definire un racconto-inchiesta. Saviano racconta delle storie, storie vere. E’ un narratore, un affabulatore abile e convincente. Le sue terribili storie vanno a comporre un grande mosaico: il disegno del potere, del narcotraffico, del mare di cocaina che dilaga sotto la realtà da noi percepita; il disegno dei protagonisti e delle pedine, consapevoli e non, di una realtà che invisibilmente permea il nostro quotidiano.

ZeroZeroZero è  la polvere finissima di cocaina , perché oggi il narcotraffico lucroso è di coca. La coca non è, come eroina e altre, una droga per fasce marginali e giovanili, ma viene consumata in tutti i livelli della società. E’ diffusissima, facile da reperire, ha un prezzo contenuto. Ci sono spacciatori per ogni tipologia di consumatore: dal pusher che si aggira vicino alla stazione, al pusher borghese che consegna la merce direttamente a domicilio; dal grande trafficante che sta nell’ombra e nessuno conosce, al “mulo”. Per mulo si intende chi trasporta la coca via aerea, ingerendo ovuli che se si spaccano nel suo stomaco, determinano la sua morte. A volte come muli sono stati utilizzati anche cani che,  arrivati a destinazione, sono stati uccisi per estrarre gli ovuli. In un’isola dei Caraibi c’è un vero e proprio centro addestramento muli.

ZeroZeroZero, la cocaina, ha tanto successo perché è facile da assumere, non si inietta, ma si aspira, è bianca, lieve, pulita…

Chi ne fa uso ha un immediato apparente beneficio: efficienza, mente lucida, resistenza alla fatica, euforia, eccellenti prestazioni sessuali. Non sa, o fa finta di non sapere, che con il tempo  avrà danni irreparabili alle facoltà mentali, al cuore e alla potenza sessuale. Allora ne userà dosi sempre più massicce nella speranza di ritrovare la forma precedente.

D’altra parte nella nostra società si pensa all’oggi, senza preoccuparsi delle conseguenze e dello sfascio cui si va incontro.

 

Quando si parla di narcotraffico si pensa alla Colombia e al Messico, ma il vero narcotraffico non si ferma a quei paesi, interessa tutto il mondo e la nostra ndrangheta ha costruito le reti di diffusione.

I racconti di Saviano partono da Messico e Colombia dove la coca viene coltivata e lavorata. Sono storie crude, di violenze inaudite , di guerre fra i cartelli, di sparatorie che coinvolgono i passanti, di stupri, di femminicidi. Viene voglia di interrompere la lettura, perché si è nauseati, poi, però, sapendo che si tratta di fatti realmente accaduti, ci si sente vigliacchi a chiudere gli occhi.

La droga attraversa i confini verso gli Stati Uniti con la corruzione nei posti di frontiera. Ciudad de Juarez , non a caso tristemente famosa per i femminicidi, è uno dei centri dei cartelli e del traffico verso il nord. I narcotrafficanti possiedono anche flotte di motoscafi e aerei.

Per il traffico al di là dell’oceano interviene la ndrangheta.

Saviano documenta tutto attraverso la storia delle famiglie, l’organizzazione dei convogli di merce che tramite container, turisti, navi, aerei, muli raggiunge Spagna e Italia, poi l’Europa, ma anche l’Asia e l’Australia.

Quelle sulla ndrangheta sono storie incredibili, storie di famiglie.

A differenza della mafia che a un certo punto ha dichiarato guerra allo stato, la ndrangheta ha preferito tenere un profilo basso. Mentre tutti credevano che si trattasse di pastori nascosti nelle impervie montagne della Sila, dediti a sequestri di persona, la ndrangheta affilava le sue armi mettendo a punto una organizzazione efficientissima e accreditata negli ambienti criminali dell’America Latina. I metodi sono spietati: chi sbaglia, tradisce o non è affidabile, muore. I legami familiari garantiscono omertà e complicità. Le guerre fra famiglie per il potere sono spietate. Una storia di Saviano racconta di un giovane imprenditore che, indebitatosi con la ndrangheta per salvare la sua impresa, ha dovuto lasciarsi consegnare in Colombia come ostaggio per assicurare la buona riuscita del traffico di un carico di coca verso l’Europa.

Altro tassello del grande puzzle mondiale del narcotraffico è costituito dalla mafja russa. Anche qui storie incredibili di boss violenti e potenti, di istituzioni corrotte sullo sfondo dello sfascio socio politico dell’ex URSS.

Ovviamente questo lucrosissimo traffico mondiale non potrebbe funzionare se non avesse una copertura nel mondo della finanza. Paradisi fiscali, società fantasma, banche compiacenti per complicate e indistricabili operazioni che hanno lo scopo finale di riciclare una enorme quantità di denaro sporco.  Anche grandi gruppi bancari statunitensi, con fama di rettitudine, sono stati implicati. Pare che negli Stati Uniti, nel 2008, sia stata proprio la grande liquidità, derivante dal narcotraffico, a venire in soccorso ai mercati nel momento del fallimento di alcune banche.

 

L’allarme, oggi, è  per la corruzione, per l’infiltrazione mafiosa nel potere economico e politico, la trasformazione violenta della vita sociale di alcuni paesi, ma anche per il dilagare silenzioso della polvere bianca che sta trasformando la percezione della realtà e i rapporti sociali con scariche di adrenalina, ottundimento mentale e morale, dipendenza dalla sostanza, dal pusher, dal sistema corrotto, schiavitù.

Saviano, attraverso una analisi seria e pacata, arriva alla conclusione che l’unica soluzione potrebbe essere la legalizzazione delle droghe , perché andrebbe a colpire là dove la cocaina trova il suo terreno fertile: nella legge economica della domanda e dell’offerta.

“La coca è un carburante. La coca è energia devastante, terribile, mortale. Gli arresti sembrano non bastare mai. Le politiche di contrasto sembrano sempre sbagliare obiettivo. Per quanto possa sembrare terribile, la legalizzazione totale delle droghe potrebbe essere l’unica risposta. Forse una risposta orrenda, orribile, angosciosa. Ma l’unica possibile per bloccare tutto. Per fermare i fatturati che si gonfiano. Per fermare la guerra.”(2)

 

  1. Roberto Saviano, Zero Zero Zero, Feltrinelli, Milano, 2013, p.437.
  1. Op. cit. , p. 439.
Una realtà parallela: bianca come la neve, bianca come la coca
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