Il consumo di suolo non va mai in vacanza? Appunti dalla Grecia Commenti,Contemporanea-mente

di Seele Fragat

lipsiagnantiFinalmente si parte , si lasciano le preoccupazioni, i luoghi grigi,  la confusione e la congestione dei nostri territori, via verso isole lontane, dove già si sogna di immergersi in un mare cristallino,purificatore e consolatore delle lunghe ore passate in coda nel traffico  afoso dei nastri d’asfalto e dei  paesaggi di cemento delle nostre città.

Le isole greche sono una meta di molti e mantengono ancora le promesse di chi necessita di ritemprare le forze e l’anima dalle fatiche del vivere nelle nostre città.

Il Dodecaneso in particolare presenta ancora molte isole,dove il turismo non ha ancora snaturato la spontaneità degli abitati e degli abitanti che salutano ospitali chiunque incontrino .

Fra queste Lipsi, immersa nelle migliaia di toni del blu e del turchese,   sfuggente nei suoi frastagliati contorni, nelle sue   grotte e anfratti scavati dal mare e dal vento dove  offre sicuro rifugio e nascondiglio a  uccelli migratori .

lipsimapLuogo magico, fuori dal tempo, nella luce accecante dei suoi tramonti e dei suoi orizzonti  rivive il mito classico di Ulisse e di Calipso. Camminando  a lungo nella luce dorata del pomeriggio l’atmosfera si fa quasi    irreale, solo un fruscio di erba secca, frinire di cicale, minuscole calette sabbiose, profumo di timo, solitudine e pace. Si può davvero credere di essere lontani da qualunque cosa e di poter viaggiare nei nostri stessi sogni. Lo splendore abbagliante della luce, la forza dei venti  trasportano  l’isola alla sua qualità essenziale, primordiale, imprendibile, ed all’ inevitabile  evocazione delle sue  radici ancestrali e mitologiche; qui nella solitudine luminosa che diventa prezioso ritorno a se stessi , nel caleidoscopio dei panorami che si moltiplicano all’infinito come un gioco di frattali , si comprende la necessità di preservare questi sacrari della natura e della storia umana dai miopi e avidi interessi  della civiltà del consumo e dello spreco.

La bellezza che risana l’anima e  le forze fisiche  è la vera ricchezza di questi luoghi.

Purtroppo basta poco per rompere l’incanto e perdere la delicata e fragile incontaminata soavità di questi territori. La delusione di chi torna dopo solo un anno e non ritrova più la stradina che lo conduceva alla spiaggetta ,  gli alberi , il profilo della collina, mentre vede moltiplicarsi brutti  cubotti di cemento sparsi a caso qua e là,  è analoga a chi vede sfregiata un’opera d’arte e sente di essere stato privato di una possibilità di vita e felicità.

Anche qui in Grecia è stata sdoganata la convinzione che solo attraverso la costruzione di seconde case  e quindi consumando il  suolo  si possa raggiungere il benessere e lo sviluppo economico. Nulla di più errato, ma non è sempre facile capire e si continua compulsivamente a ripetere lo sbaglio ovunque.

Solo la crisi internazionale esplosa intorno al  2009 ha cominciato a seminare dubbi intorno alla fiducia miope riposta nella correlazione tra quantità (di costruito) e sviluppo e messo in evidenza i guasti della sovraesposizione economica e finanziaria in un ambito che nel frattempo aveva divorato in modo disordinato spazi urbani e rurali.

Ma cosa si intende esattamente per  “consumo di suolo”? Si è abituati a pensare al suolo in termini di spazio utile alle attività antropiche e alla sua occupazione come conseguenza necessaria alla loro organizzazione.

Da qui è nato un determinismo a rovescio in cui la capacità  di azione trasformativa è diventata un misuratore quantitativo del grado di avanzamento delle società.

Questo comportamento non corrisponde affatto ad uno  sviluppo reale e   produce invece una pericolosa deprivazione di quei fattori naturali e di giustizia sociale che,  ci sono piombati addosso come crisi ambientale e climatica e come allargamento della forbice delle disparità.

Lipsi-10 L’allarme sull’ artificializzazione del territorio, (soil sealing) su cui l’Unione europea  sta lavorando da diversi anni, scaturisce da preoccupazioni ambientali, in cui il suolo viene visto nella sua accezione di risorsa non rinnovabile, come regolatore e filtro delle acque, accumulatore di nutrienti, preservatore della biosfera, garante di biodiversità, presidio dell’equilibrio climatico.  “Il suolo – scrive la Commissione europea (2012)- svolge una gamma molto ampia di funzioni vitali per l’ecosistema, ha infatti un ruolo cruciale nella produzione alimentare oltre che di materiali rinnovabili come il legname, crea habitat adatti alla biodiversità del sottosuolo e di superficie, filtra e modera il flusso d’acqua verso le falde, rimuove le sostanze contaminanti, riduce frequenza e rischio di alluvioni e siccità; inoltre aiuta a regolare il microclima in ambienti ad alta densità urbana, soprattutto laddove sostiene la vegetazione, oltre a svolgere funzioni estetiche a livello paesaggistico. I terreni agricoli forniscono altresì servizi ecologici alle città, attraverso il riciclo dei rifiuti e dei prodotti urbani. L’impermeabilizzazione, di per sé, influisce fortemente sul suolo, diminuendo molti dei suoi effetti benefici. Ciò è causa di gravi preoccupazioni, dato che il suolo impiega molto tempo a formarsi e ci vogliono secoli per costruirne anche solo un centimetro”.

Il suolo è una risorsa fortemente esauribile. La superficie delle terre emerse è spazialmente limitata. Ancor più limitata la superficie di quelle aree fruibili per impedimenti climatici, morfologici o ambientali. Il suolo si configura quindi come una risorsa limitata indispensabile  per tutte le attività umane ; si annovera  pertanto fra  i  beni comuni e come tale risulta necessario   governarne e regolane l’uso, considerando con cura ed equità tutti gli interessi e anteponendo quelli collettivi a quelli privati.

Il consumo di suolo generato dall’urban sprawl presente ormai in varie parti del pianeta, sottrae invece  terreni produttivi all’agricoltura, incentiva fenomeni di rischio idrogeologico, incrementa la mobilità e i costi a carico delle famiglie e delle istituzioni nella distribuzione dei servizi, si insinua nei paesaggi e ne compromette la bellezza.

Il termine “consumo di suolo” emerge come evidenza  di una consapevolezza e di una denuncia, sia dei problemi di fondo ambientali che delle discrasie di un modello espansivo che riversa  nell’immobiliare buona parte delle proprie risorse economiche, altera gli equilibri dei sistemi territoriali e   affida alla rendita il conseguente fatale destino. La questione è dunque complessa e non attiene solo la copertura dei suoli e i suoi effetti di impermeabilizzazione, ma coinvolge dinamiche di scompensazione economica e sociale di ampio spettro e portata.

L’esplosione della crisi, innescata da un mercato sregolato, da una sopravvalutazione delle case e  dalla  introduzione di strumenti creditizi poco limpidi, ha mostrato non solo gli intrecci perversi  tra sistema finanziario e comparto immobiliare, ma la fragilità di un impalco economico costruito su quell’alleanza. Ma ciò non riguarda soltanto la Grecia.

Si è  avviato ormai a livello internazionale un domino di concatenazioni che vede crollare, assieme alle quotazioni immobiliari, le economie dei paesi che più avevano investito su quel fatale sodalizio. L’investimento immobiliare, al contrario di quanto si era ritenuto fino a quel momento, diventa volatile al pari dei prodotti finanziari di cui è supporto, perde l’aura di solidità e certezza che lo aveva connotato. Si sfata insomma l’assioma del mattone come rifugio inattaccabile.

Ci si augura che tutto ciò freni la folle  rincorsa ad un falso benessere  e che le popolazioni di queste isole comprendano la loro vera ricchezza e non se la facciano portare via come purtroppo è successo in molte parti d’Italia in particolare nella nostra martoriata Regione ligure.

 


Note  sulla definizione di suolo

Nel 1911, Raman definiva il suolo come “lo strato superiore della crosta terrestre sottoposto alle intemperie. Esso è costituito da frammenti della roccia madre sbriciolati erimaneggiatichimicamente, e da detriti di piante e animali” (Coineau, 1974).

“Il suolo è uno dei beni più preziosi dell’ umanità. Consente la vita dei vegetali,

degli animali, e dell’uomo sulla superficie della terra”.

(Carta Europea del Suolo, Consiglio d’Europa, 1972)

 

Immagini: lipsiagnanti.com; viaggiare liberi.com

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