Bonanini in Europa, AmbientalMente scrive all’on.Basso Rubriche,Ultimissime

All’On.Lorenzo Basso
Segretario regionale PD Liguria

Egr. On. Lorenzo Basso,

foto_basso_ass[1]abbiamo deciso d’inviarLe questa lettera aperta dopo avere letto le Sue dichiarazioni, pubblicate su La Repubblica del 6 marzo scorso, in merito al probabile ingresso al Parlamento europeo del sig. Franco Bonanini, ex presidente del Parco Nazionale Cinque Terre, attualmente sotto processo presso il tribunale della Spezia per reati che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata a truffa, peculato, corruzione, alla calunnia, abuso d’ufficio e concussione; reati maturati nell’ambito della sua esperienza di gestione del Parco Nazionale Cinque Terre.

Le Sue dichiarazioni, forse tardive, hanno rotto quel silenzio assordante che il Pd ha tenuto per lungo tempo su questa vicenda, silenzio che ha indotto alcuni iscritti e simpatizzanti dell’associazione “AmbientalMente” a ritenere che l’elezione di Bonanini a Strasburgo non dispiaccia affatto al gruppo dirigente del Suo partito. Bonanini occuperebbe lo scranno europeo senza un coinvolgimento diretto del partito, come a dire, obiettivo raggiunto senza sporcarsi le mani.

Le Sue dichiarazioni, se pur importanti, non fugano tuttavia i molti dubbi e le tante perplessità su questa vicenda. Infatti i più stretti collaboratori dell’ex presidente del Parco, quelli che non sono stati coinvolti nell’inchiesta giudiziaria (presidente della comunità del parco, vicepresidente e membri del consiglio del parco, presidenti di cooperative ecc.), non sono stati minimamente messi in discussione e sono rimasti ai loro posti nonostante le strettissime relazioni con il maggiore imputato della vicenda. Naturalmente senza tener conto di chi è ancora coinvolto nel processo e ricopre tuttora incarichi rilevanti.

Viene spontaneo chiedersi come mai questi personaggi non si siano accorti di alcunché, svolgendo tra l’altro ruoli importanti nell’organigramma del Parco Cinque Terre. Due le ipotesi che vengono in mente: la prima è che fossero distratti o non fossero in grado di capire quel che succedeva, in tal caso non dovrebbero continuare a svolgere incarichi di responsabilità. La seconda nell’accezione migliore è che si siano accorti di quanto accadeva ma abbiano girato la testa dall’altra parte ed anche in questo caso ogni commento risulterebbe superfluo.

Soffermiamoci ora su un’altra affermazione da Lei fatta nel corso dell’intervista, e cioè che all’epoca nessuno sospettava i reati che i magistrati avrebbero poi contestato. Forse nel gruppo dirigente Pd no, ma è altrettanto vero che dal 2005 gruppi di cittadini, poi affiancati da associazioni sorte in quegli anni sul territorio, hanno denunciato ripetutamente lo stato delle cose. Ma anche nei palazzi istituzionali, o almeno nei corridoi, emergevano verità espresse a mezza voce come quella che il Parco avrebbe dovuto essere commissariato perchè, a quasi 10 anni dal suo insediamento, non si era ancora dotato di un piano regolarmente approvato ma continuava ad operare con un piano in adozione (il commissariamento è previsto dalla legge sui parchi in mancanza di piano approvato a 3 anni dalla costituzione). Altro motivo di commissariamento era l’assenza di un Direttore nominato secondo le disposizioni del Ministero dell’Ambiente. Eppure, la presenza di un direttore, per i compiti di gestione che la legge gli assegna, avrebbe quasi sicuramente evitato quant’è successo.

Purtroppo, oltre ai bisbigli di corridoio, eravamo solo noi a denunciare queste illegalità ad alta voce, inascoltati.

Possiamo ricordarLe inoltre il duro scontro che abbiamo sostenuto con il gruppo dirigente del Parco sul problema dell’accesso ai bilanci dell’Ente. Proprio su questo avevamo ottenuto parere favorevole dalla Commissione trasparenza dell’allora Governo Prodi. Nonostante ciò e malgrado le due interrogazioni parlamentari fatte alla Camera dall’On. Evangelisti e al Senato dal Sen. Lannutti, ci venne impedito l’accesso. Fatti che, se non altro, avrebbero dovuto insospettirvi sulla trasparenza dell’Ente.

Le ricordiamo ancora i ricorsi al TAR Liguria per poter accedere ai documenti riguardanti la ristrutturazione della stazione di Manarola (ora sede del parco), poi finita nel mirino dei magistrati ed elemento d’accusa contro la “cricca Bonanini”. Ed ancora il blocco della costruzione del mega-hotel nell’ex villaggio Europa di Corniglia, posto in zona storicamente instabile e semi-franato nell’alluvione del 2011, blocco ottenuto con ricorsi alla Magistratura amministrativa e al Consiglio di Stato. Se Le interessa, possiamo inviare tutta la documentazione delle iniziative da noi intraprese in quegli anni.

Vorremmo trarre quindi alcune considerazioni maturate nel corso del tempo, in primis che senza l’intervento dei magistrati non si riesce ad estirpare l’immoralità e l’illegalità pubblica, considerazione che del resto è intuibile anche nella sua intervista e in secondo ordine che, nonostante l’intervento della magistratura, ci si limita a rimuovere solo i personaggi più scomodi, od impresentabili, facendo poi prevalere la logica degli interessi e della coesione di partito rispetto a quella dell’etica pubblica.

Ci sembra – e vorremmo proprio sbagliarci – che concetti come moralità e rispetto del denaro pubblico, rispetto delle istituzioni e, in definitiva, rispetto dei cittadini che si intendono rappresentare, siano merce sempre più rara anche all’interno del Pd.

Certi di una sua risposta, Le inviamo cordiali saluti

La Spezia, 11 marzo 2013

Associazione “AmbientalMente”  – “InFormAzione Sostenibile”

Bonanini in Europa, AmbientalMente scrive all’on.Basso
0 votes, 0.00 avg. rating (0% score)

Recent Comment

  1. SCARTABELLI GIANFRANCO

    Anche qui a Sestri Levante negli ultimi 20 anni, ha amministrato il PD e le cose non sono andate meglio che nelle Cinque Terre, la sola differenza è che da noi la Procura ha dormito sonni profondi, tanto da non vedere
    quanto di simile al “sistema Sesto Sangiovanni” è stato portato a compimento (vedi aree ex FIT), tutte le opere, “nessuna esclusa” finanziate con una quantità industriale di contributi europei, che invece di essere una risorsa, hanno compromesso il territorio e saranno nel futuro soltanto fonte di spesa. Nel silenzio generale solo la nostra associazione, Segesta Domani ha compiuto azioni di contrasto, in Consiglio Comunale con i suoi 3 consiglieri, con ricorsi al TAR e alla Corte dei Conti denunciata a sua volta alla Procura della Repubblica per omissione di atti d’ufficio. Vorremmo tanto finirla con l’inseguire i malandrini e spendere le nostre energie per introdurre i concetti di moralità, di rispetto delle isttuzioni e del denaro dei cittadini, nella prossima amministrazione.

Rispondi