Febbraio 2013 Editoriali

Solo a fine febbraio è terminata la grande abbuffata elettorale che – martellati dal monopolio televisivo e dalla monotonia delle varie testate giornalistiche – abbiamo ingurgitato e nella quale parte dei redattori e collaboratori si sono impegnati. Dunque, la rivista esce nell’ultimo giorno del mese.

Chi vi lavora e chi la legge appartiene in prevalenza all’arco politico che va dal centro spostato sempre più a sinistra, fino ad arrivare alle stelle. Noi non vogliamo proporre l’ennesima ammucchiata ma ricordare che vi sono temi unificanti sui quali occorre riprendere la discussione, visto che oltretutto sono stati tra quelli meno “urlati” in campagna elettorale. Ma sono temi talmente forti ed urgenti che, pur se scomodi, hanno indubbiamente contribuito a cambiare l’attuale composizione parlamentare.

Ripartiamo dunque dai “nostri” beni comuni: dall’acqua, dall’energia  al ciclo dei rifiuti. Facciamo che la solidarietà diventi bene comune e che il reddito minimo garantito entri in agenda.

Riflettiamo sulle esperienze positive e sulle proposte alternative che vengono avanti dalla rete dei comitati toscani, dall’esperienza pisana, che tutta la corposa documentazione NOTAV che finora vi abbiamo proposto e che torna in questo numero non sia solo arricchimento culturale ma diventi una prospettiva fortemente condivisa. E che il territorio venga davvero curato nei fatti e non solo nelle parole.

Quelle con cui ci hanno ubriacato finora e di cui da adesso in poi vogliamo fare a meno. Fatti e proposte, per i nostri confronti.

Febbraio 2013
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