United Colors of Commons a Pisa Cultura,Eventi

di Francesca Gabriellini e Francesco Biagi*
tratto da Democraziakm0

UnitedColorsofCommons[1]Si chiama “United Colors of Commons: Partecipazione, Autogestione e Democrazia per una Città dei Beni Comuni”, tre giorni di intensi dibattiti, a Pisa, il 25, 26 e 27 gennaio, organizzati dal Municipio dei Beni Comuni, come si è auto-battezzata l’occupazione dell’ex colorificio. Qui due degli organizzatori spiegano le intenzioni di “United Colors of Commons”. Alle tre giornate partecipa anche Democrazia km zero: il venerdì sera con la presentazione de “La repubblica dei beni comuni”, il nostro “manifesto” scaricabile gratuitamente, come e book all’indirizzo www.democraziakmzero.org/ebook/, il sabato in due “tavoli”, il primo sulla crisi della democrazia rappresentativa e il secondo sull’informazione indipendente.

Una nuova idea di municipalità ed un’inedita forma di democrazia insorgente è emersa a Pisa da un grigiore cittadino che durava fin da troppo tempo; questa esperienza politica ha preso il nome diMunicipio dei Beni Comuni. Il Municipio è il frutto di una rete ampia tra associazioni, collettivi, partiti e studenti che il Progetto Rebeldía anima a partire dal tessuto sociale e politico cittadino costituitosi negli ultimi mesi.

Il percorso politico nasce in seguito all’abbandono coatto degli spazi che precedentemente ospitavano le attività del Progetto Rebeldía, preda degli appetiti speculativi dell’amministrazione comunale. Le attività sociali, agli occhi dell’amministrazione comunale, valevano molto meno rispetto al Progetto Sesta Porta, che avrebbe dovuto riqualificare la zona attorno alla stazione con parcheggi, uffici ed esercizi commerciali, ora lasciata al degrado e al latitare dei lavori sull’area per mancanza di denaro da investire. Il Progetto Rebeldìa è più volte sceso in piazza chiedendo a gran voce l’assegnazione diretta di un nuovo stabile, ma il consiglio comunale di Marco Filippeschi si è sottratto ad ogni confronto, lasciando 33 associazioni letteralmente “in mezzo alla strada”.

Il lungo percorso di analisi e discussione, assieme a tutti quei soggetti politici e associativi che  avevano condiviso e sostenuto la battaglia per l’assegnazione diretta di nuovi spazi al Progetto Rebeldìa, è culminato nella convocazione della Common Street del 13 ottobre 2012, per proporre alla città la liberazione e il recupero di una fabbrica abbandonata – l’Ex-Colorificio Toscano, depredato fino all’osso dalla multinazionale J-Colors, vicenda paradigmatica, a livello locale, della crisi economica in corso. Le vicende legate a questa fabbrica sono raccontate nel “libro bianco” edito da Rebeldìa Edizioni “Rebelpainting. Beni comuni e spazi sociali: una creazione collettiva”,scaricabile su www.rebeldia.net. Fin dalle prime pagine abbiamo un quadro di come il tessuto produttivo pisano, profondamente legato all’attività dell’Ex-Colorificio Toscano, sia stato vittima di un processo di ristrutturazione e predazione, declinatosi nell’appropriazione del marchio, nella delocalizzazione della produzione, nella trasformazione di quello che un tempo era un luogo di lavoro ad area degradata, facile preda delle logiche del cemento e della speculazione edilizia.

A partire dal percorso di recupero di quest’area, che il Municipio dei Beni Comuni ha assegnato al Progetto Rebeldìa come sua prima ufficiale “delibera”, si sono avviate numerose attività sociali e politiche, capaci di mettere al centro il lavoro, l’ambiente, la socialità, la cultura e i diritti di coloro i quali oggi soffrono la morsa della crisi. Sono stati riattivati gli sportelli per l’aiuto legale ai migranti, la Ciclofficina, la cucina sociale, un cinema e una biblioteca popolare; è stata riassemblata la palestra d’arrampicata, una parete su cui è possibile allenarsi al “free climbing”, si sono liberati  numerosi spazi dove si possa presentare un libro, organizzare seminari, proporre musica e intrattenimento fuori dalle logiche dello Spettacolo e del Mercato.

La liberazione dell’ex Colorificio Toscano non ha solo lo scopo di far ripartire delle attività sociali. A Pisa sta emergendo un processo costituente che porta avanti un’idea diversa della città,  che sia capace di essere comunità e agorà per chi la vive ed attraversa. Il Municipio mette al centro una questione politica chiara: può la cittadinanza – continuamente esclusa dalla gestione “governamentale” delle grandi lobby – prendersi cura di un territorio prima violentato e spremuto da una multinazionale, e poi abbandonato?

Questo percorso si inserisce nella più ampia lotta per i Beni Comuni, quali bottino di una nuova accumulazione originaria. Questi stessi interrogativi li poneva infatti il movimento zapatista nell’insurrezione del 1994 (e li pone ancora oggi nella resistenza quotidiana della pratica di un’autentica democrazia desde abajo), il movimento di Seattle (1999) e Genova (2001), o i più recenti movimenti come gliIndignados spagnoli e Occupy Wall Street negli Stati Uniti. Un filo rosso accomuna le insorgenze partorite nell’opposizione al pensiero unico neoliberista. La condanna all’invisibilità è stata rovesciata prima nella capacità silenziosa di tessere nuovi orizzonti, poi nell’istituzione di un processo costituente che ridona vita ad un pezzo di città esclusa rimettendo radicalmente in discussione la gestione delle res politicae.

All’interno dei Municipio dei Beni Comuni nasce un’idea alternativa di gestione della polis.  Alla gestione affaristica della città di Pisa portata avanti dal Partito democratico pisano, c’è una comunità di donne e uomini che risponde praticando un’altra politica, reinventando la democrazia e ricomponendo il tessuto sociale e politico a partire da questo progetto. Attraverso la partecipazione al bando IdeAzione si stanno aggregando numerose proposte per far vivere i 14 mila mq che compongono l’ex Colorificio, mentre, nella discussione politica interna, sta diventando cruciale la questione della ripresa di attività produttive all’interno dello spazio.

Il Municipio infatti con questa azione ha voluto riaprire in città anche la questione della produzione e del lavoro, su come produrre e cosa produrre, dal ripensamento del modello di sviluppo capitalista alla questione urbanistica dell’intera area dietro la torre pendente. Infine, il Municipio ha scelto di partecipare alla campagna del Wwf “Riutilizziamo l’Italia” e con l’Unione Inquilini ha avviato una mappatura degli spazi sfitti e abbandonati su tutto il territorio pisano.

Il 25, 26 e 27 Gennaio 2013 il Municipio dei Beni Comuni organizza United Colors of Commons: un viaggio lungo tre giorni che coinvolgerà soggetti, luoghi, modi e forme diverse all’interno di un cammino comune, verso la conquista di nuove pratiche sociali su cui aprire delle tracce di ricerca che ci permettano di non separare ilpensare dall’agire. Un’iniziativa che non nasce da una vaga astrazione, bensì da un percorso plurale e condiviso che ha avuto al  centro decine di realtà cittadine, e non solo, impegnate desde abajo nella promozione e nella difesa di un nuovo modello di società.

United Colors of Commons si configura come un momento di riflessione sulle più recenti e innovative pratiche che hanno tentato di rideclinare la difesa e la lotta per i beni comuni. Oltre ai tavoli di lavoro, ai dibattiti e alle attività  momento centrale dei tre giorni sarà l’assemblea plenaria che definirà i termini di una nuova costituente, nel tentativo di costruire proprio quella rete dei Beni Comuni che a Pisa attualmente manca.

Tre giorni durante i quali verranno promossi le campagne condotte da ogni singola associazione, oltre che uno spazio di programmazione delle attività permanenti da condurre in quello che si candida a essere il fulcro di una nuova stagione politica, ovvero l’ex Colorificio Liberato di via Montelungo, 70. Democrazia Km Zero è stata coinvolta nell’ideazione del progetto a partire dal venerdì sera, dove discuteremo del saggio “La Repubblica dei Beni Comuni” (http://www.democraziakmzero.org/ebook/) con Mario Pezzella, Sandro Medici, Paolo Cacciari e Marco Bersani. Il sabato, dedicato ai tavoli di lavoro, saremo impegnati la mattina con un seminario dove ci interrogheremo sulla crisi della nostra democrazia e verso quali possibili orizzonti politici insorgenti la lotta per i beni comuni ci farà approdare (Chiunque voglia contribuire alla costruzione del tavolo può scrivere a crisirappresentanza@gmail.com). Invece, nel pomeriggio, sarà la volta di “Disinformiamoci: tracce di ricerca per un’informazione desde abajo”, dove discuteremo di giornalismo e mediattivismo, di come questa nuova democrazia territoriale – nella situazione – ha costruito strumenti di informazione critici, plurali ed indipendenti (Chiunque voglia contribuire alla costruzione del tavolo può scrivere a disinformiamoci@gmail.com).

Beni Comuni, riutilizzo sociale e creativo degli spazi: quali usi sono possibili da parte della città nel nuovo spazio dell’ex Colorificio Liberato? A questa e ad altre domande risponderà United Colors of Commons: una nuova stagione è alle porte.

* Progetto Rebeldía, Pisa

Il Programma

  • Venerdi 25 GennaioDurante la giornata: “Actions for Commons”. Pratichiamo la democrazia dei beni comuni.
    • Ore 16.30 Tavola rotonda: “Dal privilegio del mattone al diritto al buon abitare”. Partecipano: Daniele Cosci (Sicet) e Virgilio Barachini (Unione Inquilini) e un rappresentante del X Municipio romano
    • Ore 16.30 Laboratorio: “Ri-costruire la storia del Colorificio: un laboratorio sulle fonti scritte e orali”. Coordinano: Stefano Gallo, Giuseppe Marcocci. Se vuoi contribuire alla preparazione del laboratorio scrivi a stogallo@gmail.com
    • Ore 18 Seminario: “Riutilizzo sociale e creativo degli spazi” Intervengono: Paolo Cottino, Assegnista di Ricerca del Dipartimento di Architettura e Pianificazione, Politecnico di Milano e redattore della ricerca “Reuse“; Agostino Petrillo, docente di Sociologia Urbana del Politecnico di Milano. In videoconferenza skype con realtà europee di riuso creativo di fabbriche abbandonate.
    • Ore 21:30 Tavola rotonda: “La Repubblica dei Beni Comuni” Intervengono: Marco Bersani, Paolo Cacciari, Sandro Medici, Mario Pezzella

 

  • Sabato 26 Gennaio
    • Dalle ore 9:30  alle 13, tavoli di lavoro:
      • Transition lab: esperimenti di futuro sostenibile. Partecipano: Alberto Castagnola, Reset Roma. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo scrivi a Fairwatch:  transitionlab@libero.it
      • Che Bio ci aiuti. L’ecocompatibilità fatta casa: sviluppo e sostenibilità degli ecovillaggi, la bioedilizia tra antichi sapere e nuove tendenze alla scoperta della green house. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo, scrivi a:  chebiociaiuti@libero.it
      • Il problema dell’accesso al credito. Immaginare e sperimentare alternative: filiera corta del denaro, microcredito, strumenti di finanza etica. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo, scrivi a Gruppo di Azione Territoriale dei soci di Banca Etica per Pisa e Livorno:  git.pisa-livorno@bancaetica.org
      • La Democrazia fra crisi della rappresentanza e nuove istituzioni per la gestione dei beni comuni. Interviene Mario Pezzella, Democrazia Km Zero. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo scrivi a: crisirappresentanza@gmail.com
      • Migranti e diritti di cittadinanza. Intervengono: Avv. Alessandra Ballerini, Avv. Anna BrambillaSe vuoi contribuire alla costruzione del tavolo scrivi ad Africa Insieme:  info@africainsieme.net
      • Lavoro, Reddito, Diritti e lotta alla precarietà nelle città al tempo della crisi. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo scrivi:  lavoroprcpisa@gmail.com
    • Dalle 14 alle 17, tavoli di lavoro:
      • Pace e demilitarizzazione del territorio. Strategie di disobbedienza alla guerra. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo scrivi a:  demilitarizzazione@libero.it
      • Città e territorio: uso e consumo del suolo tra speculazioni e rendita. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo scrivi a:  consumodisuolo@gmail.com
      • Altracultura: modelli e finalità di una nuova produzione culturale. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo scrivi a: produzioneculturale@gmail.com
      • Nuovo Welfare e municipalità. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo scrivi a:  welfarenuovo@gmail.com
      • Disinformiamoci: tracce di ricerca per un’informazione desde abajo. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo scrivi:disinformiamoci@gmail.com
      • L’AltraRiforma: la voce degli studenti. Partecipano:  Samuele Piras e Roberto Campanelli. Se vuoi contribuire alla costruzione del tavolo scrivi a: altrariforma.studenti@gmail.com
    • Ore 17:30  Tavola rotonda: “La funzione sociale della proprietà privata”
      • Intervengono: Prof. Maria Rosaria Marella, Prof. Ugo Mattei, Prof. Luca Nivarra
    • Ore 20:30 Cena sociale
    • Ore 23  Concerto: THE BROTHER GREEN presentano l’album debutto “No Country For Young Men”

 

  • Domenica 27 Gennaio


    • Ore 10 Assemblea plenaria “Partecipazione, autogestione e democrazia per una città dei beni comuni”,  finalizzata alla stesura di  un documento per una rete dei beni comuni in città
.
    • Ore 13 Pausa pranzo
    • Ore 17 Chiusura dei lavori

Durante la tre giorni attività permanenti al Colorificio dalle ore 16 del venerdì: Mediacenter a cura di Radio ROARR, Cucina realizzata da CiboLiberoKC, Libreria, Mercato contadino, la Ciclofficina, Laboratorio del riciclo, Mostre fotografiche, Spazio proiezioni, etc …

United Colors of Commons a Pisa
0 votes, 0.00 avg. rating (0% score)

Rispondi