Il banchiere dei poveri Buone pratiche,Contemporanea-mente

di Maria Rosa Zerega

“Perchè i poveri sono esclusi dal controllo del capitale ? Perché non ne ereditano alla nascita, e perché anche in seguito nessuno li ritiene affidabili. Ormai ci siamo abituati a pensare che i poveri non siano degni di fiducia, ma forse sono le banche a non esser degne della fiducia dei poveri !”
tratto da “Il banchiere dei poveri” di Muhammad Yunus

030.Prof.+Muhammad+Yunus+at+Nobel+Peace+Centre,+Oslo.[1]Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006, fonda nel 1977 la Grameen Bank, il primo istituto bancario che ha sviluppato l’idea del microcredito ossia la pratica di concedere piccoli prestiti a persone povere senza chiedere garanzie, secondo la convinzione che se si impresta una grossa somma a una persona indigente, difficilmente verrà restituita, se si impresta una piccola cifra, sostenendo il debitore e dandogli la possibilità di reinvestire gli interessi minimi che gli sono stati richiesti, si otterrà un profitto individuale e collettivo.

Non si tratta di una forma di beneficenza, anzi uno dei punti centrali sostenuti da Yunus nel suo libro Il banchiere dei poveri è che si devono aiutare i poveri a provvedere a se stessi. Dice chiaro che non elargisce mai un’elemosina a un mendicante che gli tende la mano, perché quello non sarebbe un aiuto, al contrario innescherebbe un circolo vizioso.

Yunus, dopo aver vissuto sei anni negli Stati Uniti e aver studiato a fondo il sistema finanziario internazionale, a cui ha rivolto critiche durissime, torna nel 1972 in Bangladesh, a capo del programma economico rurale dell’università di Chittagong, e comincia a sviluppare un profondo interesse verso le condizioni di vita della popolazione della sua regione. Per analizzare le cause della povertà così come gli ostacoli che impediscono alla gente di risolvere la situazione, visita molte famiglie povere della regione di Jobra, dove si trova la sua Università e dove la carestia aveva ucciso migliaia di persone, e giunge alla conclusione che quelli veramente colpiti da povertà non sono gli agricoltori o gli artigiani, che possono venir aiutati da programmi economici internazionali, ma le persone che non hanno terra né alcuna attività per garantirsi di che vivere.

Della categoria delle persone realmente povere fanno parte soprattutto le donne e i bambini; Yunus si rende conto che deve iniziare a risolvere i problemi di questi, prima di dedicarsi all’altra parte della popolazione che si trova in condizioni migliori. Infatti nella regione di Jorba le donne con bambini lavorano tutto il giorno in attività manuali, quali fabbricare cesti di bambù, sono obbligate a chiedere prestiti a intermediari per comprare la materia prima per il loro lavoro e accettano condizioni usurarie di prestito, che arrivano fino all’obbligo di vendere i manufatti allo steddo intermediario, per un prezzo determinato, normalmente molto basso.
Questo tipo di contratti di prestito a interesse usurario e con condizioni oppressive sono molto diffusi in Bangladesh (così come in molti paesi del Terzo mondo) e finiscono con il ridurre il debitore in una condizione di schiavitù nei confronti del creditore, che ricava moltissimo dal denaro imprestato e lascia alle famiglie povere solo il minimo per sopravvivere, sottraendo loro il frutto del lavoro.

Yunus si rende immediatamente conto che per queste persone, che non possono offrire alcuna garanzia, è impossibile ottenere prestiti dalle banche.
Comincia con il prestare 27 dollari a un gruppo di donne che facevano cesti che per la prima volta riescono ad aumentare la produzione, avere degli introiti e restituire la somma. Queste donne diventeranno le ambasciatrici in altri villaggi del sistema del microcredito.
Da quel momento la sua vita diventa una lotta per permettere ai poveri di accedere a forme di credito e migliorare le loro condizioni di vita. Per questo nel 1977 decide di fondare una sua banca, la Grameen Bank ( gram significa popolo, quindi banca rurale o del popolo).

Alla Grameen non si chiede nessun avvallo o garanzia a coloro che chiedono prestiti, perché si parte dal presupposto che i prestatari siano persone oneste e, inoltre, costituisce una garanzia il fatto che i poveri sanno che il credito ricevuto rappresenta la loro unica possibilità per rompere con la povertà e pertanto fanno tutto il possibile per restituirlo e così poter accedere ad altri programmi di prestito. Questo sistema prescinde da qualunque contratto con valore legale, perché il fatto che una persona non paghi il dovuto non significa che questa sia disonesta, ma che ha incontrato ostacoli che gli hanno impedito di restituire il denaro e quindi avrà maggiore bisogno di aiuto da parte della banca. Questo sistema ha dimostrato di aver successo: di fatto la percentuale di debiti non pagati nella Grameen è inferiore all’1%. Inoltre il metodo di pagamento si adatta alle esigenze dei poveri, superando alcuni problemi tipici delle banche convenzionali, che esigono la restituzione totale del prestito alla fine del periodo con gli interessi, al contrario la Grameen concede prestiti annuali, rimborsabili con quote settimanali, in modo che in cinquanta settimane la somma viene interamente restituita, con piccole quote.

Un obiettivo peculiare della Grameen è stato quello di concedere prestiti soprattutto alle donne, che in Bangladesh, come nella maggior parte dei paesi del Terzo Mondo, sono state escluse da qualsiasi accesso al credito nelle loro banche tradizionali. La realizzazione di questo obiettivo si è scontrata con la tradizione secondo la quale sono gli uomini che si occupano degli aspetti economici della famiglia, essendo la condizione della donna in questi paesi molto sfavorevole e ai margini della società per un costume sociale e religioso perpetuato durante i secoli. Oltre all’opposizione degli uomini vi è stata anche quella dei leaders religiosi, sospettosi rispetto ai funzionari della banca.
L’interesse della Grameen nel concedere prestiti alle donne si giustifica per vari motivi: le donne sono quelle che hanno una posizione sociale molto insicura in Bangladesh e che soffrono di più la fame e la povertà all’interno di ciascuna famiglia: di fronte a queste avversità esse si adattano molto rapidamente e meglio a processi di auto aiuto e sono disposte a lavorare molto per togliere se stesse e la loro famiglia dalla povertà.

Le donne hanno priorità differenti rispetto agli uomini nel momento in cui iniziano a guadagnare denaro: mentre gli uomini si concentrano su se stessi, le donne pensano a migliorare le condizioni di vita dei loro figli, curando alimentazione e educazione, migliorano l’ambiente familiare, comprando tettoie e utensili, pensano alle esigenze e ai problemi che potranno sorgere in futuro. In questa maniera, il risultato che si ottiene prestando denaro alle donne è senza dubbio migliore, perché esse contribuiscono a elevare il livello di vita generale della famiglia e della discendenza, creando opportunità di lavoro e lottando duramente contro la povertà ereditata, per eliminarla. Questo obiettivo è stato conseguito: il 97% dei partecipanti al prestito sono donne.

Un sistema tipico della Grameen nella concessione dei prestiti è quello del gruppo: come requisito obbligatorio per ottenere un credito tutte le persone che lo richiedono devono unirsi in gruppo con persone di idee affini che vivono in condizioni economiche e sociali simili. L’appartenenza a un gruppo genera appoggio e protezione fra gli affiliati, che si aiutano così a sviluppare il proprio potenziale e a prevenire errori, ottenendo che ciascun beneficiario di prestito sia più affidabile. Se un prestatario non può restituire il suo prestito, il suo gruppo può perdere tutto il diritto a ottenere maggiori prestiti in futuro, finché quel problema tornerà sotto controllo: in questa maniera si costituisce un incentivo per aiutarsi a vicenda a risolvere e a prevenire i problemi.

Un obbligo imposto ai gruppi è quello di risparmiare un 5% dell’importo del prestito, costituendo un fondo comune a cui ricorrere nei momenti difficili.
Da parte sua la Grameen tiene in gran conto le condizioni personali dei prestatari e promuove particolari politiche di aiuto: in caso di disastri naturali, molto frequenti in Bangladesh, la Banca presta molto denaro ai colpiti, perché possano ricostruire ciò che hanno perduto e ricominciare la loro vita da zero, però allo stesso tempo non viene cancellato il debito anteriore, che si converte in un prestito a più lungo termine con quote ridotte.

Sviluppo ed espansione della Grameen Bank

Secondo i dati aggiornati al 2006, la Grameen ha 6,6 milioni di clienti, il 97% dei quali donne.Ha 2.226 filiali, con oltre 18 mila dipendenti e serve praticamente tutti i 71.371 villaggi del paese.
Negli anni la Grameen lancia nuovi progetti e nuovi modelli finanziari: la Banca di proprietà statale si trasforma in banca di proprietà dei beneficiari dei prestiti, che ne diventano così azionisti, per il 75% e dello Stato per il 25%..
Il prestito medio è di 309 dollari.
I prestiti concessi sono di quattro tipi. Al tasso del 20% a chi ha un’attività produttiva, dell’8% per finalità abitative, del 5% per gli studenti e senza interessi per i mendicanti. Non si richiedono garanzie patrimoniali.
Il successo in Bangladesh porta Yanus a esportare il modello di microcredito fuori dal suo paese, così dal 1987 i primi programmi di microcredito verranno realizzati in Malesia e nelle Filippine, successivamente in India, Nepal, Vietnam, Cina, America Latina e Africa. Infine Yunus porta la Grameen in paesi ricchi come gli Stati Uniti (dove prende il nome di Good Faith Found) e l’Europa, per aiutare le persone povere, senza tetto e disoccupati.

L’esperienza e i risultati conseguiti dalla banca Grameen ci dimostrano come lo sviluppo di una impresa redditizia dal punto di vista finanziario e il raggiungimento di finalità sociali possano, a certe condizioni, convivere.
A differenza delle altre banche, la Grameen centra il suo interesse nel benestare dei suoi associati, proprietari della stessa banca, e non sulla redditività monetaria immediata di ogni dollaro investito.
A differenza degli aiuti elargiti dagli Stati o dagli Organismi internazionali, che normalmente si perdono nella macchina burocratica e che spesso non riescono a risolvere i problemi dei poveri, lo sviluppo del potenziale umano conseguito con programmi come il Grameen può portare a impressionanti risultati nella lotta alla povertà.

Il banchiere dei poveri
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