Vernazza e Monterosso un anno dopo l’alluvione Cinque Terre,Rubriche,Territorio,Ultimissime

di An.Tor.

I residenti hanno il diritto/dovere di preoccuparsi e noi abbiamo il diritto/dovere di segnalare che, sotto la patina di un maquillage troppo superficiale, fatto soprattutto per ravvivare la vetrina da presentare ai turisti e ai finanziatori, italiani ed esteri, ad un anno dall’alluvione i due noti villaggi delle 5 Terre rischiano di non risolvere i reali problemi del loro territorio, bensì di ricadere nelle “mode” del passato. Paradossalmente, con tutti gli aiuti che qui si sono concentrati, ne escono meglio i luoghi colpiti all’interno, le zone più povere della val di Vara e della Lunigiana, che hanno ricevuto minori finanziamenti e minore interesse mediatico ma forse hanno lavorato meglio sulla messa in sicurezza.

In questi giorni di massima allerta in Liguria, e di massima esposizione mediatica delle autorità  locali, con abbondanza di celebrazioni dispendiose ed opinabili, appare la fragilità del sistema di protezione attuato finora . Se ne preoccupano alcuni lettori del blog monterossoliberainformazione

Perché  gli amministratori hanno inviato qualche giorno fa un’email a tutti gli operatori economici chiedendo che si facessero delle torte per la festa e non hanno inviato niente per informare dell’allerta?
È un fatto gravissimo!

Perché in uno stato di allerta 2 il furgone della RAI è  rimasto parcheggiato in uno dei punti dove l’alluvione lo scorso anno si è sfogata a mare con tutta la sua forza? Per tutto l’anno noi siamo sempre andati a piedi, ieri sera abbiamo dovuto togliere, giustamente, le auto da molti punti del paese. Tutti i ristoranti e i bar chiusi, piani terra evacuati, turisti e residenti invitati a rientrare nelle case e negli alberghi da Carabinieri, Vigili del fuoco e Protezione Civile, ma sotto i ponti della ferrovia c’è pieno di macchine, furgoni, bus del Parco e il furgone della Rai per le interviste (all’autorità pomposa di cui sopra, NdR).

  • Non è piovuto poi così tanto, nei giorni successivi al 25 ottobre di quest’anno, ma sempre sul blog – come potete verificare dalle foto – si rilevano trascuratezze, opere incompiute o malfatte e lavori da poco terminati che collassano. Un esempio? Il muretto dietro la palestra della scuola (ben finanziata!) che, appena rifatto da poche settimane, s’è già dissolto (vedi foto).
  • Da Vernazza, ad un anno dall’alluvione e nel corso di una ricostruzione frequentemente amplificata dai media e dalle massime autorità come esempio virtuoso, è invece uscito un Dossier online: http://www.inventati.org/comitato.zero/Sharing.html
  • Abbiamo letto i capitoli “Bacini idrologici” (p. 18) e “Sicurezza ed aspetti tecnici” (p. 31) che fanno parte dell’analisi complessiva del Comitato Punto Zero di Vernazza. Il gruppo conosce bene il proprio territorio e lo ama in modo competente, riuscendo a mettere in evidenza quelle opere “di facciata” e di scarsa sostanza che accomunano – mutatis mutandis – questo borgo alluvionato al limitrofo. Invece i blog Buongiorno Monterosso e Vernazza Futura che fanno? cianciano di restyling urbano di grandi firme (ad oltre due milioni di euro?) o scoprono monumenti impresentabili ma in linea con la paccottiglia del periodo “bonaniniano”. Un’altra eredità difficile da scrollarsi di dosso.
Vernazza e Monterosso un anno dopo l’alluvione
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Recent Comments

  1. Daniele

    Quale sarebbe il monumento impresentabile in linea con la paccottiglia del periodo “bonaniniano” (ancora lui?)?

  2. To.Far. Post author

    Il monumento in linea con la paccottiglia “bonaniniana” (ancora e sempre lui? Ebbene sì a giudicare il clima di revival …) è quello inaugurato a Monterosso.
    Sull’eredità difficile da scrollarsi di dosso, il sig. Daniele forse ne saprà più di noi.

  3. Antonio Gozzi

    E’ evidente che “la storia non insegna nulla” e che i soldi generano appetito.
    Comunque non mollate, potremmo sempre incappare in qualche amministratore illuminato.

  4. Olivia

    Vorrei far presente che quel monumento che è stato inaugurato a Monterosso e del quale non si è ancora capito cosa rappresenti; due innamorati, un incontro fra due paese gemellati, il ricordo di un militante della protezione civile che ci ha lasciati, insomma tutto e niente. Ci è stato detto che è stato donato dall’artista al paese di Monterosso. Donato vuol dire gratuitamente. Poco lontano da Monterosso ed esattamante nel paese di Levanto che ha dato i natali all’artista di quel monumento, ci sono male lingue che sostengono che la statua, tagliata col laser e assemblata con saldatura, sia stata pagata dal Comune di Monterosso 30.000 Euro.
    Io non sono in grado di sapere se è vero, solo un attento lettore di bilanci è in grado di scoprire e leggere fra le righe del bilancio del Comune di Monterosso. Solo ricordo che una decina di anni fa o forse più o forse meno, l’artista ha avuto una controversia col comune di Monterosso per una sua statua che aveva… prestato e dopo anni a suo dire gli era stata restituita in condizioni secondo lui non idonee. Mi pare che il comune abbia pagato salato il restauro fatto da chi non si sa. Ma mi pare anche strano che lo stesso artista si sia di nuovo innamorato di quel paese che aveva trattato male le sue opere.

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