Imparare la comunicazione ecologica, a zonzo fra gli ecovillaggi italiani Buone pratiche,Contemporanea-mente

di Seele Fragat

Navigando nel Web può capitare  di incocciare   qualcosa che solo apparentemente non si stava cercando; sensazione, ormai comunemente chiamata serendipità (serendipity), che si prova appunto quando si scopre una cosa non cercata e imprevista, mentre se ne sta cercando un’altra.

Ed è  successo anche a me di incontrare   l’ annuncio, nel sito  della RIVE (*1), relativo ad un corso – organizzato da una esperta professionista Eva Lotz (*2) – di comunicazione ecologica   che oltre a fornire strumenti per gestire le relazioni di gruppo, poteva costituire anche una occasione per visitare alcuni ecovillaggi e  progetti, in Toscana.

Qualche tempo fa ho letto l’interessante e  gradevole ( perchè è illustrato a fumetti)  libro “Comunicazione ecologica” del prof. Jerom Liss ; ho sempre sentito  la necessità di approfondire l’argomento senza contare che ora potevo  farlo andando a zonzo per villaggi della Toscana.

Ma perchè  proprio  la comunicazione ecologica ?

La comunicazione ecologica è l’applicazione dei principi ecologici alle relazioni umane: coltivare le risorse di ogni persona, rispettare la diversità  e nello stesso tempo mantenere una coesione globale in modo che le persone possano agire insieme per un obiettivo comune.

Il metodo, ideato appunto da Jerome Liss, tenta infatti di trovare un equilibrio tra bisogni individuali e crescita della totalità. In particolare con tale metodo si affrontano le metodologie fondamentali per la creazione di una comunicazione democratica nel gruppo e si analizza, attraverso l’attivazione pratica e la simulazione di casi concreti: la critica costruttiva, la risoluzione dei conflitti, lo sviluppo dei progetti, la cooperazione, l’empatia corporea, la metacomunicazione, la comunicazione non verbale.

Serve  quindi a favorire la potenzialità di ognuno, a rispettare la diversità,  ad agire per il contesto, cioè, lo scopo in comune dei membri del gruppo, principi che si trovano proprio nella crescita degli organismi nella Natura; la comunicazione umana seguendo gli stessi principi può perseguire  una crescita globale pur  rispettando le potenzialità individuali. La democrazia presenta in fondo lo stesso orientamento: la partecipazione dei cittadini per creare un governo che rappresenti l’interesse generale pur nel rispetto del singolo.

La comunicazione ecologica è un metodo attivo che non solo comprende concetti,ma  implica  la discussione e l’interazione fra le persone con esempi concreti e pratici,  i quali  producono un apprendimento a livello comportamentale che permane di più nella memoria che concetti astratti; esige che il messaggio espresso sia pulito: senza giudizi rigidi, senza monopolizzazione, con rispetto per la diversità; non è certo una rivoluzione, ma propone una nuova evoluzione: i gruppi gerarchici tradizionali, basati sulle decisioni dall’alto, possono evolvere avvicinandosi ai gruppi di base, ovvero ai gruppi con un processo decisionale comune.

Le influenze di feedback provengono da tutti i membri. Tutte le azioni più importanti sono discusse e decise dai membri del gruppo nel loro insieme.

Questo può far davvero  cambiare le nostre istituzioni.

Ma perchè  questa tecnica si sta diffondendo proprio negli ecovillaggi ?

In quasi ogni regione di Italia vi sono ormai degli ecovillaggi ;iscritti alla RIVE (*1) sono circa 22 ; ma che cosa è un ecovillaggio?

La Rete Italiana dei Villaggi Ecologici  ritiene che queste  esperienze di vita comunitaria, ciascuna con il proprio carisma, siano laboratori di forme genuine di esistenza che rifiutano ciò che è effimero e superficiale per inaugurare modi di vivere improntati alla cooperazione, condivisione, affetto tra i propri membri; che rifiutano il consumismo, per promuovere forme di autoproduzione di alimenti, beni ed energia sulla via della completa autosufficienza; che rifiutano il consumo incontrollato del territorio e delle risorse naturali per assumere comportamenti consapevoli tendenti alla riduzione dell’impronta ecologica, a partire dal proprio vivere quotidiano.

Un ecovillaggio è essenzialmente uno stile di vita di una comunità che decide di abitare un territorio ispirandosi a dei principi di rispetto dell’ambiente naturale e delle relazioni umane; é ecologia applicata,un laboratorio di ricerca e sperimentazione di persone costantemente impegnati nella rielaborazione di vecchi modelli per costruire un futuro molto diverso dai sistemi di vita attuali.

L’ecovillaggio implica una scelta di vita che va ad incidere in vari ambiti, sia nel rapporto con la parte della costruzione fisica delle abitazioni, che esperimentano nuove modalità ecosostenibili in particolare nell’uso attento delle risorse e delle energie rinnovabili, sia nel rapporto con la parte sociale, in quanto  all’interno degli ecovillaggi si  cerca di sviluppare delle buone relazioni e per far questo si mettono in pratica metodi quali  la facilitazione , il metodo del consenso e della comunicazione ecologica.

In queste comunità dove si ricerca appunto il rispetto per l’ambiente e per i propri simili,  si creano spesso  nodi di comunicazione e il dialogo diventa a volte difficile  a causa di possibili “trappole della comunicazione” quali ad esempio  la monopolizzazione, i pettegolezzi, la denigrazione,il dogmatismo,ecc.; sembra assurdo che proprio fra le persone che cercano un’alternativa  possono ritrovarsi intrappolate in conflitti più accaniti di chi è inserito in sistemi alienanti immobili e quindi più stabili .  Non è poi così paradossale, la fatica  di creare “un nuovo stile di vita” e superare le omologazioni deriva spesso da una passione coraggiosa la quale a volte provoca intolleranze, rabbie, amarezze. Non bastano le buone intenzioni, le visioni e i valori per sfidare la cultura tradizionale  della famiglia autoritaria chiusa e del libero mercato sfruttatore.

Di questo si sono accorti o si stanno accorgendo gli abitanti dei villaggi ecologici e hanno capito che per garantire il successo dei loro sogni e dei loro impegni è necessario un cambiamento del metodo con lo sviluppo della competenza comunicativa.

Per questo molte di queste persone hanno iniziato un percorso anche all’interno di se stessi e formando gruppo di ascolto con loro si può imparare a migliorare se stessi e il proprio intorno ; primo passo indispensabile  se si ritiene necessario cambiare rotta.

Il corso di Comunicazione  ecologica al quale ho partecipato è stato ospitato dalla Comune di Bagnaia ( Siena) , da ChePasso ( Città  di Castello), dal villaggio evolutivo ( Canino GR) , da Reggioli ( Chianti),  da Ecco!Upacchi( Anghiari).

La prima lezione si è svolta in un freddo ma luminoso week end di febbraio nella Comune di Bagnaia, ma dell’ emozione, degli incontri con gli abitanti , con la terra e i miei compagni di corso vi parlerò prossimamente…..

RIVE (*1) Rete Italiana dei villaggi ecologici è nata nel dicembre 1996 per tenere in contatto le tante eterogenee realtà degli ecovillaggi che sono sparse su territorio italiano  e per agevolare la nascita di nuova . La diversità tra i membri della RIVE è un tratto caratterizzante dell’associazione stessa , in quanto ricchezza che ispira a molteplici stili di vita. Ad essa appartengono infatti esperienze comunitarie differenti fra loro  per orientamento filosofico e organizzativo, ma tutte comunque sono ispirate a un modello di vita responsabile e sostenibile dal punto di vista ecologico , spirituale  socioculturale ed economico , intendendo per sostenibilità l’abitudine di un gruppo umano a soddisfare  i propri bisogni  senza ridurre , ma anzi migliorando le prospettive ambientali presenti e delle future generazioni.www.ecovillaggi.it/

Eva Lotz (*2)evalotz@yahoo.it – Laureata in Pedagogia Sociale (in Germania), Facilitatrice Accreditata in Comunicazione Ecologica, Counselor e Formatrice Relazionale formatasi all’Università di Siena. Risiede a Upacchi Anghiari

Le immagini sono tratte da fotografie di pitture murali presenti nella dolce casa di CHEPASSO.

Imparare la comunicazione ecologica, a zonzo fra gli ecovillaggi italiani
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