Settembre 2012 Editoriali

Siamo in autunno e come un anno fa ecco di nuovo ripresentarsi, alle Cinque Terre, ancora disastri naturali.

Siamo a settembre e – dopo la pausa estiva – torniamo con i problemi di sempre: mala gestione del territorio, incuria, avvelenamento sul lavoro. L’Ilva di Taranto e i grotteschi balletti attorno ai morti; un patrimonio dell’umanità come Venezia inquinato e minacciato dalle grandi navi; un altro patrimonio Unesco come la Via dell’amore che si sfalda travolgendo i passanti. E poi siti archeologici che svaporano risucchiati da acque, frane, un’intera pianura terremotata e privata di vite umane, di abitazioni e di tesori artistici.

“A che punto è la notte (dell’Italia)?”: parafrasando un titolo di Fruttero e Lucentini si potrebbe rispondere che è una notte nera in un pozzo senza fondo.

Non dappertutto è così e ce lo ricordano due articoli, l’uno proveniente dall’America Latina (sul commercio equo certificato) e l’altro che ci fa conoscere il Fil del Bhutan (per sapere cos’è leggete “Pil e indici del benessere”).

Una lunga ed approfondita intervista ad un ex sindaco della Spezia, Sandro Bertagna, affronta in modo chiaro temi su cui si cerca solitamente di glissare, per supina acquiescenza e/o per sotterraneo interesse. Il porto della Spezia sta compiendo scelte discutibili e che sarebbero invece da discutere a fondo ed in modo partecipativo, poiché lega la futura attività portuale, per i prossimi 53 anni, ad un’unica società, la Contship.

Ci auguriamo che la rivista, funzionando da megafono, possa ampliare questo gruppo di discussione e – fornendo alcuni strumenti di riferimento – permettere percorsi di condivisione allargati.

Settembre 2012
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