La maledizione del Faraone (e dei suoi compaesani) Cinque Terre,Rubriche,Territorio,Ultimissime

di A.T.

Appena il 24 settembre scorso, una frana, staccatasi da un costone in alto, ha bypassato le reti di protezione e colpito, in modo più o meno grave, alcune turiste australiane sulla via dell’Amore, in comune di Riomaggiore nelle Cinque Terre. Stavolta, la responsabilità non è delle abbondanti piogge (come per Vernazza e Monterosso alluvionate nell’ottobre scorso) ma, secondo il parere del sindaco (riportato sulla testata online “Città della Spezia”) della “siccità”. Da un estremo all’altro, nella saggezza popolare …

In posizione cerchiobottista invece, il giornalista Calandri su “La Repubblica” parla di “maledizione autunnale delle Cinque Terre”.  Mentre invece Crecchi del Secolo XIX (giornale chiaramente di parte) osa sbilanciarsi affettivamente: “a provocare il ritorno delle frane è stato il collasso del sistema Bonanini, l’uomo che ha inventato il Parco e proprio sabato dovrà presentarsi a processo”. A processo appunto, per illeciti amministrativi,  minacce ed intimidazioni coi non allineati, false fatturazioni e storno di fondi europei, anche per uso privato. L’invenzione del Parco non coincide con la cura del medesimo.

Cosa abbia comportato il sistema Bonanini è tema ampiamente trattato su questa testata, già un assaggio lo si ha cliccando sul riquadro in home page:  “Focus 5 terre” . Ma nello specifico, la scelta di far arretrare il sentiero proprio nel punto della frana, costruendo un tunnel di cemento a protezione e ponendo reti a metà costa, era forse l’unica possibile? Il “fiore all’occhiello” della sentieristica locale nell’ultimo decennio ha subito operazioni di lifting che hanno ingoiato cifre cospicue e l’hanno reso irriconoscibile. Comprese le carrettate di lucchetti dell’amore appesi ovunque per la gioia di Moccia e del Parco che li vende (anche se poi intende rimuoverli).

Oppure: sperperare denaro in convegni di parata per parlare astrattamente dell’eccellenza  di un territorio in continuo degrado, aiuta davvero?  E’ di recente terminato sull’isola Palmaria, proprio a fianco di Riomaggiore, l’annuale meeting parolaio “Ambiente domani” . Perchè non optare invece per “Ambiente oggi e subito”, con interventi concreti di tutela?

Ed ancora, i soldi erogati negli anni dove sono finiti?  Tutti solo nelle tasche di Bonanini & Co.? Anche chi ha preso ultimamente soldi per il ripristino e la manutenzione dei sentieri deve presentare resoconti chiari sullo stato dell’arte. Sempre in questi giorni, un blog locale (“Monterosso libera informazione”) riferisce che, dopo un temporale di appena un quarto d’ora, alcuni esercizi commerciali si sono parzialmente allagati: siamo in piazza Garibaldi, a valle della famosa via Roma di Monterosso, le cui drammatiche foto durante l’alluvione dell’ottobre 2011 hanno fatto il giro del mondo. Giustamente ci si domanda come hanno lavorato (gratuitamente secondo le affermazioni del sindaco) i 25 tecnici “amici” e come ci si possa fidare di un sistema di ricostruzione attuato con scarsatrasparenza gestionale e senza condivisione coi cittadini.

Infine, accanto ad amministratori locali disinvolti nella gestione finanziaria, elusivi nella rendicontazione di aiuti ricevuti, sta la visione miope di altri. Come racconta l’ex Commissario dott. Aldo Cosentino nell’intervista rilasciata ad Alessandra Fava per Radio Popolare (scaricate l’Intervista a Cosentino (Radio popolare) - mp3 (mp3 - 5.84 MB)) lo scorso anno i tre Comuni – Riomaggiore, Vernazza, Monterosso – hanno ricevuto dal Ministero dell’Ambiente 2,7 milioni di euro da spendere per la manutenzione dei sentieri. A Riomaggiore ne erano stati assegnati 400 mila, ma risultano spesi solo 40 mila, perchè non sono state fatte gare d’appalto.

La maledizione del Faraone (e dei suoi compaesani)
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Recent Comments

  1. Giuliano Ferrarini

    “E’ di recente terminato sull’isola Palmaria, proprio a fianco di Riomaggiore, l’annuale meeting parolaio ”Ambiente domani” leggo qui sopra, mentre sul Secolo XIX di sabato 27 settembre leggo che per quel convegno, che ogni anno si ripete, la Provincia della Spezia ha speso oltre 46 mila euro (edizione 2011). Il convegno appena terminato graverà sui bilanci del 2013, tanto per capirci.
    Leggo, sempre sul Secolo XIX, che Bonanini ha dichiarato “mai ho preso un euro per me”. Immagino che “l’uso privato” cui si accenna sempre qui sopra significhi che, se non li ha presi lui per sè, sono comunque stati indirizzati a privati per uso privato (es. un direttore lavori mai eseguiti che di recente ha patteggiato una condanna per avere presentato una fattura falsa col beneplacito di alcuni degli imputati). E così via; immagino che altri privati o amici o famigliari del gruppo a processo possano entrare nell’elenco insieme agli amici ed agli amici degli amici.
    Leggo infine che la sindaco di Riomaggiore respinge su La Nazione eventuali colpe per l’incuria del sentiero franato. Se è una strada comunale, come mi sembra di capire dalle sue affermazioni, a maggior ragione, la manutenzione spetterebbe al Comune. Mi sembra un comodo scaricabarile, ed anche forse una non conoscenza della normativa al riguardo, dare la colpa a un privato di un incolto pluriennale e intanto non prendersi neppure i soldi dati per la manutenzione dal Parco.
    A questo punto chiedo: ma i soldi ricavati dai sentieri a pagamento come vengono suddivisi tra i vari Comuni? Come funziona questa percentuale rispetto alle cooperative a tempo determinato (ATI) che dovrebbero portare a bandi regolarmanete indetti?
    Spero che qualcuno mi possa rispondere, grazie.

  2. Maria Grazia Campari

    Nel tratto franoso e recentemente riparato fra Corniglia e Vernazza appare un cartello in cui si legge che responsabile della imponente manutenzione (murate, calcestruzzo, reti metalliche come quelle divelte sulla via dell’amore in vicinanza a Riomaggiore) sarebbe un geometra.
    Non sarebbe bene incaricare geologi e ingegneri?
    Da chi e come sono state fatte queste scelte?

  3. To.Far.

    Consiglio di approfondire i temi di questo recente articolo:
    “l’unione europea mette sotto inchiesta l’italia per aiuti irregolari erogati nelle aree colpite da calamità naturali”
    (Corriere della Sera, 20 ottobre 2012)

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