ACAM + Brugnato = Outlet? In Evidenza,Rubriche,Territorio,Ultimissime

di Paolo MaglianI

La notizia è di pochi giorni orsono e rappresenta una piccola curiosità, in apparenza di scarso significato. Il piccolo comune di Brugnato, cuore di quella Val di Vara distrutta dall’alluvione dello scorso 25 ottobre, ufficializza l’allacciamento alle condutture idriche con Acam acque, società multiutility gestita dalla stragrande maggioranza dei comuni spezzini.
Apparentemente, appunto, nulla di strano. Ma la coincidenza si fa più interessante se si pensa che Brugnato è uno dei pochi enti comunali a non aver avuto fin qui a che fare con Acam.

Che a sua volta, com’è arcinoto, riversa da anni in condizioni economiche spaventose tanto da farla barcollare sull’orlo del clamoroso crack.

Proprio in questi drammatici giorni, infatti, si prenderà una decisione definitiva sul futuro della società che ha sede in via Picco alla Spezia e che ha da poco visto subentrare il nuovo amministratore delegato Gaudenzio Garavini a Paolo Garbini, uomo di fiducia del Pd, tuttavia rimasto in sella con la prestigiosa carica di presidente.

La situazione è precipitata dopo la presentazione ai primi di aprile dello stesso Garbini di un piano industriale approvato sì dalle assemblee comunali spezzine, ma di fatto respinto dalle banche creditrici, che chiedono qualcosa come circa 250 milioni di euro (e la cifra è arrotondata per difetto). La richiesta degli istituti di credito è perentoria: cessione dei “gioielli di famiglia”Acam Gas e Acam Clienti (società “sane” della holding) e rientro immediato di almeno 50 milioni, dopodiché si “spalmerà” (sulle bollette dei cittadini per almeno altri 30 anni) il resto del dovuto. L’altra opzione sono i libri in tribunale con conseguente dramma sociale per quasi mille lavoratori che finirebbero inevitabilmente licenziati.

Tralasciamo qui le cause e le colpe che hanno portato la municipalizzata Acam a questo punto e concentriamoci sul fatto iniziale, ossia il misterioso contratto di soli 12 mesi siglato dall’amministrazione del sindaco Claudio Galante con la disastrata società di servizi che si assumerà l’onere di eventuali opere sul territorio.

Viene da chiedersi: 1) come mai proprio ora 2) come mai proprio con Acam 3) come mai di soli 12 mesi.

Anzitutto non c’è alcuna esigenza tecnica dato che la rete brugnatese non ha avuto danni rilevanti dall’alluvione. Ma Brugnato fa rima con “Shoppinn outlet”, altro monstrum politico che accende da anni la cronaca locale: ecco trovata la retta che unisce i due punti. Un progetto assurdo che verrebbe a occupare migliaia di metri quadrati di territorio adiacente all’autostrada e travolto dalla furia del fiume Vara in quel maledetto 25 ottobre, come ben sanno gli abitanti della zona. Un’opera costosissima e inutile che ovviamente danneggerà l’economia locale e il territorio, con il triste miraggio di fantomatici posti di lavoro usati da specchietti per le allodole dagli speculatori edilizi.

La dimostrazione ne è il suo alter ego, già realizzato, del “Le Terrazze”, gigantesca colata di cemento creata in fretta e furia nella grande area ex Ip nel comune della Spezia e già in crisi dopo nemmeno quattro mesi dalla sua apertura. I centinaia di posti di lavoro nati inizialmente (in maggioranza con contratti a tempo determinato di uno, due, massimo tre mesi) si sono rivelati l’anticamera di un licenziamento (o meglio, di un “mancato rinnovo contrattuale”) generalizzato, dovuto alla scarso afflusso di clientela, non preventivato (o forse sì?) alla vigilia dell’inaugurazione.

Ciononostante, a pochi chilometri dal capoluogo, malgrado i ripetuti fallimenti dei vicini centri commerciali, si tenterà a tutti i costi di costruirne un altro, per lo più in un territorio così fragile. I sindaci di Brugnato, Borghetto, Rocchetta, Calice e Val di Vara tutta non vogliono sentire ragioni: quest ’outlet s’ha da fare a ogni costo. Subito dalla Spezia il primo cittadino Massimo Federici li bacchetta senza pietà sulla stampa. Della serie: le schifezze le possiamo fare solo noi.

Curioso che con la mano destra (comune della Spezia, maggior azionista di Acam) si critichi e con la sinistra (Acam acque) si foraggi l’idea. Perché è forte il sospetto che l’allacciamento di nuove reti idriche e fognarie sia collegato al bisogno di realizzarle non tanto per l’abitato brugnatese bensì per un’opera più imponente, magari da erigere in tempi record, giusto 12 mesi, proprio come il “Le Terrazze” spezzino. A follia si aggiunge follia. I cittadini e l’ambiente la pagheranno ancora cara e sulla propria pelle, mentre la cecità degli amministratori non ha eguali nel nome del profitto di privati senza scrupoli.

E la conferma giunge ancora una volta da Brugnato dove le aree di frana del 25 ottobre si sono rivelate di alto contenuto di serpentino di amianto, riversatosi poi nell’alveo dei corsi. Vedremo chi avrà voglia di costruire costosi  e del tutto inutili argini per mettere in “salvaguardia”opere come l’outlet e per di più con materiale alluvionale pieno di pericolosissimo materiale. Una follia al cubo. Da fermare prima che sia troppo tardi.

Scaricate la Convenzione Brugnato, Ente d'Ambito ed ACAM - pdf (pdf - 302.74 kB)

ACAM + Brugnato = Outlet?
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Recent Comment

  1. Paganini MGrazia

    La notizia si commenta da se’ in tempi in cui ci stiamo “preparando” al mutamento di abitudini e di consumi…forse e’ questo tipo di preparazione che deve partire dalle scuole, famiglie e da tutte le occasioni in cui e’ possibile…limiti dello sviluppo, decrescita non sono parole terrificanti, sono un invito alla riflessione e alla sintinia con le condiioni che mutano…speriamo l’insperabile…

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