Aria fritta in vuoto pneumatico Cinque Terre,Commenti,Contemporanea-mente

di To.Far.

Levanto (La Spezia), 15 giugno 2012 un’abbuffata di convegno tutto il dì. Sulla carta 32 relatori più  o meno illustri, più una moderatrice moderatamente nota (Donatella Bianchi, “Linea Blu” Rai 1). Incredibile dispiegamento di forze per un pubblico di appena 30 persone! Per fortuna le proporzioni si sono riequilibrate con l’assenza di 18 relatori e della moderatrice, riducendo a 14 gl’interventi.

Oltre al (mancato) dispiegamento di forze c’è stato però un notevole dispiegamento di risorse economiche se, come s’è percepito, la preoccupazione maggiore è stata quella di nutrire adeguatamente il parterre dei relatori. I quali avevano il compito di discettare sul pomposo tema “5 Terre e val di Vara verso la rinascita” allo scopo – pubblicizzato dall’organizzatore, il locale Club Unesco (che di solito non brilla per attivismo) – di “conoscere, prevenire e difendersi dal dissesto idrogeologico”.

Se consideriamo che parte dei relatori rappresentano istituzioni che, con scelte avventate, o interessate, o noncuranti ad obiezioni motivate, ci hanno messo in questa situazione di dissesto idrogeologico (e non solo), siamo solidali coi 30 cortesi ascoltatori che si sono dovuti sorbire l’ennesima ricetta di fumo senza poter mettere lingua alle discettazioni del club sul palco.

La comunicazione a senso unico, dalle 9 del mattino alle 17 ed oltre del pomeriggio, ha toccato qualche momento di commozione ma anche di involontaria ilarità. Avendola data buca: il responsabile nazionale della protezione civile (strombazzato sui media locali nei giorni precedenti come salvifico), il presidente della regione Liguria, il suo assessore all’ambiente, i commissari delle provincie di Genova e della Spezia, un professore ordinario membro della commissione grandi rischi, il segretario di autorità di bacino del Serchio, il prefetto e il questore della Spezia, alti graduati dei carabinieri e della capitaneria di porto e il neo-presidente del parco nazionale delle 5 terre, anche i sindaci direttamente interessati al tema si sono dimostrati scarsamente interessati alla discussione.

Assenti quelli di Genova e della Spezia, ma anche assenti quasi tutti i sindaci dei comuni colpiti dall’alluvione in val di Vara, quasi a marcare una distanza concettualmente incolmabile. Uno educatamente ha mandato la giustificazione scritta (Pellegrotti di Pignone), mentre addirittura qualcun altro, pur vicinissimo a Levanto come Betta di Monterosso, non s’è scomodato. Preso dall’organizzazione delle serate sul Mesco e della sagra delle acciughe – molto più importanti delle frane incombenti – il capace sindaco ha mandato un tremebondo assessore ancora sotto shock per un evento accaduto sette mesi fa (!?).

Se questi sono coloro che devono insegnarci a “conoscere, prevenire e difenderci dal dissesto idrogeologico”, siamo messi bene! Nel frattempo, mentre ci domandiamo con che fondi l’inutile ennesimo convegno sia stato fatto, ci chiediamo anche quanti degl’ingenti fondi raccolti siano migrati dalle nostre tasche verso scopi chiari e documentati di prevenzione e difesa dal dissesto idrogeologico. Fateceli finalmente conoscere, grazie. Scritti nero su bianco; come dicevano gli antenati: “carta canta”.

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