Un meccanico per la Giustizia Cinque Terre,Ultimissime

di A.T.

La Giustizia e’ al collasso. Non solo in senso ideal/astratto quanto nel concreto, nell’andamento quotidiano. Qualche magistrato faceva notare, poco tempo fa, come indagini iniziate e sostenute da documentazioni ed intercettazioni comprovanti la necessità di prosecuzione vengano spesso presentate in conferenza stampa e segnalate al Ministero dell’interno, ma successivamente abbandonate per mancanza di forze e mezzi da dedicare all’approfondimento dei vari reati.

Il sindacato di polizia SIULP pone il dito sulla piaga, in questi giorni che precedono una Festa della polizia che si terrà a Vernazza, Cinque Terre, a sette mesi dall’alluvione e a due anni di distanza dall’arresto di Bonanini & Co., primo momento di visibilità dell’inchiesta detta “Parcopoli” o “Mani unte”. Un’inchiesta non ancora conclusa e con vari “spin-off” che hanno portato alcuni dei 26 imputati a patteggiare, altri (tra cui Bonanini e un drappello di fedelissimi) al processo che si terrà in autunno, altri infine nel registro degli indagati, pronti per ulteriori inchieste.

Ma gl’investigatori della Procura spezzina sono malridotti, economicamente parlando: da mesi si trovano privi di fondi per la manutenzione delle auto in dotazione. Come scrive il SIULP in una nota: “Nel vetusto parco auto in dotazione sono rimaste solo due vecchie automobili. La Fiat Punto è ferma dal mese di febbraio del 2011 in attesa dello stanziamento di qualche centinaio di euro per riparare i freni. Una Alfa Romeo 156, pur essendo funzionante, è stata fermata per precauzione”.

E così commenta: “Gli investigatori che quotidianamente sono chiamati a svolgere il servizio di istituto, dalle piccole indagini a quelle di maggior risalto come ‘Parcopoli’, stanno di fatto continuando ad assicurare il servizio, ma con le auto private o utilizzando i mezzi pubblici”. In attesa dei rimborsi promessi e che verranno chissà quando distribuiti, data la situazione generale.

Perchè il problema ci sta a cuore? Perchè da tempo abbiamo constatato che il Parco 5 Terre non è il Paradiso, strattonato tra mala gestione del territorio, inciuci politici ed amministrativi, prevaricazione di potentati locali. Neppure l’alluvione pare avere interrotto questi connubi, i pranzi sodali, le congreghe d’affari. Se ancora c’è Giustizia, l’augurio è che possa proseguire – “con un aiutino” – sulle proprie ruote …

Immagini tratta da www.parcoappennino.it e www.mnews.it

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