Uno sguardo sui Parchi Buone pratiche,Contemporanea-mente

di Beatrice Dal Piva

La piccola fauna del Parco del Magra

Workshop di fotografia ravvicinata dal 12 al 13 maggio nel Parco Naturale Regionale del Magra (SP). Il Parco, la rivista Natura e Feisol Europe, offrono la possibilità agli appassionati di imparare a conoscere e fotografare fiori, insetti, rettili e anfibi.

Al di là degli aspetti fotografici e tecnici, il workshop è per i partecipanti un’occasione per osservare da vicino e conoscere più a fondo una parte della fauna e delle flora dell’area protetta. In particolare sarà data ampia importanza all’erpetofauna (Anfibi e Rettili) ed ai Crostacei d’acqua dolce come il bellissimo granchio di fiume (Potamon fluviatile). Meglio quindi definire l’iniziativa un ‘workshop di fotografia e osservazione naturalistica’, visto il grande spazio riservato agli aspetti ecologici delle specie incontrate, senza mai trascurare i problemi di conservazione. A tale proposito sarà possibile visitare le vasche per la conservazione di un bellissimo Anfibio nostrano, l’ ululone appenninico (Bombina pachypus), grazie al supporto dell’Ente Parco e dei ricercatori coinvolti nel progetto“.

Il workshop è tenuto da Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli ed è aperto a tutti coloro che possiedono un corredo reflex. Sarà anche possibile utilizzare varie attrezzature fotografiche Nikon in possesso dei docenti. E’ possibile iscriversi fino a sabato 5 maggio.

Per informazioni e iscrizioni: Emanuele Biggi: 347 1256662 – ebiggi@anura.it

 

Le attività agro-silvo-pastorali e la conservazione della biodiversità

PIT Summer School 2012. Una settimana dedicata al tema: Le attività agro-silvo-pastorali e la conservazione della biodiversità: problematiche di gestione e di monitoraggio. L’iniziativa è in programma dal 1 all’8 luglio al Parco Regionale delle Alpi Marittime. La Summer School è realizzata nell’ambito del Piano Integrato Transfrontaliero (Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia Alcotra 2007-2013) e nasce dalla collaborazione tra il Parco Naturale Alpi Marittime, il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara, e con il contributo del DEST (Distributed European School of Taxonomy). L’obiettivo è quello di affrontare le problematiche inerenti l’uso del suolo in agricoltura, allevamento e gestione forestale, analizzando le attuali tecniche di monitoraggio di tali pratiche e lo stato di conservazione delle specie e degli ecosistemi ad esse soggetti.

“Sotto l’esperta guida di tassonomi ed ecologi, i partecipanti vivranno un’intensa settimana dedicata all’approfondimento di concetti teorici e pratici (con attività di laboratorio e di campo) focalizzati sull’interazione tra le attività antropiche e gli ecosistemi: strategie di monitoraggio, applicazione degli indicatori di qualità ambientale, gestione delle specie invasive e degli ambienti anche in relazione ad aspetti economici e produttivi”.

Il corso è rivolto a un massimo di 16 partecipanti di qualunque nazionalità. Per gli studenti iscritti a Laurea Specialistica, Master e PhD la partecipazione al corso è gratuita in quanto le spese relative all’iscrizione, vitto e alloggio sono coperti da fondi previsti dal progetto. Le lezioni si terranno in lingua inglese. Le iscrizioni chiuderanno il 27 aprile 2012.

Per maggiori informazioni scrivere a: – Marta De Biaggi, Parco Naturale Alpi Marittime edit@parcoalpimarittime.it +39 0171 978809 – Carla Corazza, Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara c.corazza@comune.fe.it +39 0532 203381

 

Il Parco Nazionale Appennino Lucano presenta ai giornalisti il Piano di comunicazione e promozione dell’identità e la rivista on line

Lo scorso 18 aprile, nella sede del Parco Nazionale Appennino Lucano, è stato presentato, dal commissario Domenico Totaro e dagli esperti che hanno lavorato alla sua stesura, il “Piano per la Ricerca la Comunicazione e la Promozione dell’Identità, unitamente alla rivista on line “Appennino Lucano In Basilicata”.

“Nel rispetto della dimensione della sostenibilità ambientale il Parco ha scelto di dotarsi di una rivista non cartacea, a cadenza trimestrale, facilmente consultabile sul sito in formato flipping-book e scaricabile in versione Pdf. Lo scenario contemporaneo della comunicazione – dice il commissario Totaro- registra ormai da diversi anni, un forte interesse da parte delle istituzioni verso lo sviluppo e lo sfruttamento a costi alquanto sostenibili di canali innovativi di editoria digitale”.

Quanto alle motivazioni che stanno alla base del progetto editoriale, il commissario spiega come “l’idea dell’Ente Parco di una rivista online ad accesso libero viene individuata come una delle strategie più efficaci per consentire, ai fini della più ampia trasparenza, l’accesso sistematico all’informazione e la partecipazione consapevole di un pubblico numeroso ai processi decisionali dell’Ente.”

 

Ottenuto l’accreditamento come Area ASPIM per Capo Carbonara

L’Area Marina Protetta Capo Carbonara entra a pieno titolo nelle Aree Marine Protette del Mediterraneo. Un ambizioso obiettivo perseguito dal Comune di Villasimius, Ente Gestore dell’AMP. L’accreditamento come area ASPIM rappresenta un importante riconoscimento che lo colloca tra gli Enti Gestori virtuosi del Mediterraneo nella gestione delle risorse naturali compatibilmente con gli utilizzi produttivi della fascia costiera e del mare.

Infatti, l’Area Marina Protetta di Capo Carbonara – Villasimius – è stata premiata per l’impegno nella conservazione e gestione attiva di habitat e specie d’interesse in via di estinzione. Recentemente tale riconoscimento è stato attribuito dal centro di Attività Regionale per Aree Specialmente Protette (RAC – SPA). Il RAC – SPA è l’organizzazione internazionale, che sotto l’egida delle nazioni unite, sovrintende all’applicazione della Convenzione di Barcellona la quale persegue la finalità di proteggere il Mar Mediterraneo dall’inquinamento.

Ma non è oro tutto quello che luccica. L’Aidap lancia un allarme: “Troppi tagli, i Parchi marini vicini al default”. In 10 anni ridotti i fondi di oltre il 70%. I Direttori delle aree marine protette: “Ormai siamo ben al di sotto della soglia di sopravvivenza”.

Ecco, in sintesi, la denuncia dell’Aidap. “Le aree marine protette italiane stanno affondando in un mare di tagli. Il default dell’intero sistema nazionale dei parchi marini è infatti sempre più vicino. I numeri parlano chiaro e non lasciano adito a dubbi, le cifre sono limpide come il mare cristallino che gli enti gestori dei parchi cercano di tutelare: in 10 anni i fondi stanziati dal Ministero dell’Ambiente per le Aree marine protette sono diminuiti di oltre il 70%. Nel 2001 le AMP erano 17 e potevano contare su circa 8,5 milioni di euro. Poi la crisi del 2008 e i tagli orizzontali di Tremonti hanno cominciato a devastare il sistema dei parchi marini a colpi di mannaia.

Nel 2010, infatti, quando intanto le AMP erano diventate ormai 27, i fondi stanziati erano appena 7 milioni di euro. Dopo appena un anno, nel 2011, altro taglio devastante, lo stanziamento del Ministero dell’Ambiente per le AMP è sceso a 5,6 ml di euro.

Ma il vero colpo di grazia lo sta dando il governo Monti per il 2012: soltanto 3,6 milioni di euro per i quasi 30 parchi marini italiani. Una miseria, appena lo 0,0002 per cento del PIL destinato alla cura e alla tutela del mare italiano, una delle risorse più importanti del nostro paese. Una scelta inequivocabile, che se non sarà modificata porterà allo smembramento dell’intero sistema nazionale delle Aree Marine protette.

Un sistema tra i più apprezzati al mondo e che, pur tra mille difficoltà e scarsità di risorse, in questi decenni ha avuto riconoscimenti importanti in ambito nazionale e internazionale. Un sistema inserito in una più ampia rete europea e mediterranea. Diverse aree marine protette italiane, infatti, sono riconosciute come ASPIM (area specialmente protetta di interesse mediterraneo) e fanno parte della rete Medpan (rete di aree protette del mediterraneo).

Il default dell’intero sistema dei parchi marini italiani avrà quindi ripercussioni anche a livello europeo e mediterraneo e sarebbe l’ennesima pessima figura internazionale del nostro paese. A rischio, inoltre, centinaia di posti di lavoro di operatori e dirigenti che in questi anni con passione e competenza, pur con poche risorse ed enormi difficoltà, hanno gestito e innovato il sistema facendolo crescere e raggiungendo risultati importanti.

La situazione ormai è diventata insostenibile. In questi anni abbiamo fatto già tantissimi sacrifici per sopravvivere ai continui tagli, ma ora siamo al di sotto della soglia di sopravvivenza – dichiara Antonino Miccio, Direttore dell’AMP di Punta Campanella e candidato presidente di AIDAP (associazione italiana direttori e funzionari aree protette, proprio oggi riunita a congresso) – La chiusura delle aree marine protette italiane sarebbe un fallimento senza precedenti per il nostro paese e i tanti risultati raggiunti in questi anni andranno persi. Stiamo letteralmente gettando a mare una grande risorsa strategica per il nostro paese”.

 

Foresta del Cansiglio

In Veneto si sta compiendo una nuova strage. Questa volta si tratta di cervi e soprattutto cerve, anche gravide, che saranno uccise dalla guardie forestali all’interno della Foresta del Cansiglio in Veneto dove non è consentita la caccia. L’uccisione inizierà dopo Pasqua e sappiamo che la “motivazione” è contenere l’aumento delle popolazioni selvatiche. Si sa che gli animali sentono per istinto dove sono al sicuro per cui si sono radunati, proprio perché lì non entrano i cacciatori.

La notizia si commenta da sola!

Per saperne di più: http://www.geapress.org/

Immagini tratte da http://www.parks.it/ – http://www.parcoappenninolucano.it – http://www.ampcapocarbonara.it

Uno sguardo sui Parchi
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