I furbetti delle speculazioni e il lavoro nel turismo Contemporanea-mente,Notizie

di Seele Fraagat

Stoppato per ora il tentativo di modificare la Legge della Regione Liguria L. R. 7 febbraio 2008, n. 1 relativa alle misure per la salvaguardia e la valorizzazione degli alberghi; tentativo il cui fine, mal celato, è sostanzialmente di introdurre dispositivi normativi che consentano nuove trasformazioni delle strutture produttive, quali sono gli alberghi, nelle solite seconde case.

Lo spirito della legge regionale del 2008 risiedeva appunto nell’impedire che beni destinati ad attività produttive venissero trasformati in beni validi per la rendita. “Se noi ascoltassimo le vostre proposte – ha detto al momento del varo della legge nel 2008 Burlando rivolto a chi proponeva maggiori cedimenti alle rendite – tutti gli alberghi potrebbero essere trasformati in seconde case. Non credo sia normale che una regione a vocazione turistica possa rischiare di rimanere senza alberghi. Per questo motivo abbiamo stabilito un vincolo”.

Il turismo è fermo, gli alberghi chiudono, bisogna permettere di trasformare gli alberghi chiusi in seconde case, per trovare risorse economiche per poter riaprire almeno porzioni di alberghi e creare posti di lavoro – dice in sostanza l’ass. Berlingeri proponendo le modifiche alla legge 1/2008 per attuare detto proposito; peccato che poi si smentisca e trionfalmente affermi che in Liguria nel 2011 in particolare nel Tigullio e nel Golfo Paradiso il turismo vada a gonfie vele con ricadute positive sull’economia locale e che rispetto al 2010 si è registrato un aumento di oltre il 10 per cento dei turisti stranieri in tutte le quattro province. “Dobbiamo puntare tutto sulle attività turistiche perché sono la prima azienda della Liguria: 5 miliardi di fatturato, 75 mila persone che lavorano e 40 mila imprese attive nel settore, cifre che parlano chiaro”, aggiunge l’assessore.

Questo dimostra che la nostra Regione nonostante gli scempi territoriali, i dissesti idrogeologici, le alluvioni, gli scandali e la crisi economica globale in atto, resiste e riesce con le sue risorse climatiche,ambientali ed umane tenaci ad attrarre ancora il turismo nazionale ed internazionale.

Per questo motivo,non bisogna darsi per vinti e aiutare chi veramente opera nel settore turistico con agevolazioni finanziarie e progetti incentivanti, mentre l’Ass. Regionale Berlingeri invece di portare idee nuove ed efficaci per potenziare l’offerta turistica nell’ottica di un nuovo modo di concepire l’ospitalità, ha pensato bene di proporre, seppure ben congegnato, il solito meccanismo del mattone contrattato, incrementando le speculazioni mordi e fuggi che lasciano il nostro bel paese in un bagno di cemento sterile ed improduttivo, premiando in questo caso chi preferisce distruggere il patrimonio delle strutture alberghiere per un guadagno più facile ed immediato.

La domanda da porgli è: ma davvero è convinto che si incrementa il turismo realizzando altre residenze in Liguria? Di cosa ha bisogno l’operatore turistico e il turista?

Forse entrambi hanno bisogno delle stesse cose di cui ha bisogno un semplice cittadino ligure ed inoltre quando il cittadino vive bene nella propria città e nel proprio paese è anche in grado di ospitare e di accogliere meglio il turista.

Di certo ha bisogno di un territorio sicuro meno congestionato e disordinato e soprattutto che non crolli quando piove o si blocchi quando nevica. Di un ambiente sano, dove circolino meno auto e ci siano più alberi, dove esistano spazi comuni e offerte di servizi pubblici efficienti. Di un paesaggio agricolo dove veder ricrescere prodotti di alta qualità alimentare non solo per migliorare l’offerta gastronomica, ma per ridare bellezza e sicurezza ad un territorio da millenni antropico. Di ritrovare nella propria terra un lavoro che sia duraturo per produrre quella qualità e quelle caratteristiche indispensabili per un turismo di qualità per tutti.

Invece di realizzare nuove case, di cui non c’è carenza, ma solo dis/equità distributiva, occorre agevolare le attività degli albergatori soprattutto con provvedimenti finanziari e promuovere progetti e iniziative da parte di quei giovani che decidono di ritornare alle attività di vero presidio del territorio legate all’agricoltura e al turismo. Dare ossigeno ad un circolo virtuoso dove riassetto del territorio e turismo si sostengano a vicenda producendo qualità di vita e veri posti di lavoro durevoli.

Immagini tratte da www.comitatobalneariliguria.it – kataweb.it

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