Parco Cinque Terre, il polverone dopo l’alluvione Cinque Terre,Interviste,Ultimissime

di A.T.

La frana incombente è una metafora che purtroppo in questo periodo si adatta al Parco delle Cinque Terre. Commissariato da più di un anno, a seguito degli arresti del presidente Bonanini e di alcuni suoi seguaci, ha di recente subito danni alluvionali di vasta portata, nei comuni di Vernazza e Monterosso. E solo da pochi giorni ecco un nuovo intervento della Magistratura che ha sequestrato un’abbuffata cementizia, il megapark di otto piani la cui costruzione a Monterosso non è mai stata interrotta nonostante il “fermo” generale imposto dalla Regione nelle aree alluvionate. E nonostante che la parte vecchia del borgo necessiti di lavori di ricostruzione ben più urgenti per la sicurezza degli abitanti rientrati solo di recente.

Infine, ha sollevato un polverone l’intervento dell’assessore al lavoro e ai trasporti della Regione Liguria, Enrico Vesco, che ha lanciato accuse di “Consulenze sospette, spese spropositate, studi scopiazzati” all’ex commissario Aldo Cosentino insediatosi nell’ottobre 2010 e sostituito – dalla sera alla mattina – a fine 2011 dall’ex ministro all’ambiente Prestigiacomo, pronta alla partenza per subentro del governo tecnico Monti. Per quelle che sono state impropriamente definite “consulenze” e che invece coprivano attività legate alla prosecuzione di gestione in un Ente commissariato dopo la nota vicenda “Mani Unte”, sono state spese centinaia di migliaia di euro. Ma ancora più consistente è la cifra complessiva che è stata data dall’Ente Parco nel corso del 2011 alla Comunità del parco, pronta cassa e senza necessità, in taluni casi, di presentare documenti d’appoggio.

Aldo Cosentino, per anni Direttore generale al Ministero dell’ambiente ed ora rientrato a Roma ha accettato di parlare con noi, non soltanto sull’improvvisa presa di posizione di Vesco quanto anche su quegli aspetti della “macchina parco” che potrebbero contribuire a spiegare la recente eccitazione tutta spezzina (che pervade ad esempio la redazione de “Il Secolo XIX”) dove si sbandierano rimborsi a piè di lista come scoop. E dove la Guardia di Finanza che già sta passando al setaccio la gestione del Parco sotto Bonanini e i suoi rapporti con le cooperative fino al settembre 2010 inizierà, una volta terminata questa fase, ad analizzare il periodo successivo.

D. E’ rimasto sorpreso dell’iniziativa dell’assessore Vesco o se l’aspettava?

R. Direi che sono rimasto più che sorpreso! Durante la mia gestione commissariale credevo si fossero instaurati rapporti di stima reciproca e di collaborazione e, reiteratamente , mi era stato dato atto di aver operato in piena trasparenza. Alle riunioni della Comunità del Parco sono state portate sempre tutte le iniziative e l’Ente ha assicurato alle amministrazioni comunali il massimo supporto possibile. Ignoro la ragione di un clamore di tale portata, soprattutto considerando che non si è ritenuto opportuno documentarsi, magari rileggendo i verbali delle riunioni della Comunità del Parco,alle quali l’Assessore ha quasi sempre partecipato. Mi permetta di rammentare a me stesso che il Parco delle 5 Terre credo sia l’unico che abbia istituito un registro dei verbali delle riunioni della Comunità e che da parte di nessuno dei suoi componenti sono state sollevate eccezioni o richieste rimaste inevase. 

D. In sintesi, che cosa le rimprovera l’assessore Vesco e a che proposito?

R. Premetto che non sono stato destinatario della lettera dell’Assessore, ne mi è stata fornita copia. Dalla lettura dei giornali, suppongo, mi si rimproveri di aver avuto una gestione “allegra” distribuendo consulenze a destra e manca, senza che nessuno ne fosse a conoscenza.

In primo luogo preciso che non ho mai stipulato contratti di consulenza, bensì di attività di supporto tecnico ed amministrativo, in linea con le vigenti normative. All’atto dell’assunzione del mio incarico,infatti, non esisteva struttura stabile del Parco; il personale era costituto da 3 persone con profilo tecnico e contratto di co.co.co con scadenza al 31 dicembre 2010 non ulteriormente prorogabile per norma di legge e da 7 soggetti dipendenti dalle cooperative e utilizzati presso il Parco con rimborso degli oneri relativi. Il coordinamento era assicurato da un dipendente del comune di Riomaggiore comandato presso il parco (ed ora rientrato in comune, NdR).

Al mio arrivo ho scoperto che i tecnici effettuavano una mera istruttoria delle pratiche, rinviando ogni decisione a consulenti esterni. L’esame delle pratiche veniva effettuato con criteri non codificati; le richieste di sanatoria erano ferme a quelle presentate a valere sulla legge 47/1985 (ed erano state ereditate dal precedente Parco Regionale), con un notevole arretrato sulle pratiche “ordinarie”. Non esisteva una contabilità chiara in merito ai rapporti fra Parco e Cooperative. Il coordinatore e il personale amministrativo dichiaravano di non essere a conoscenza dei problemi amministrativo – contabile dell’Ente in quanto la gestione si era sempre svolta presso l’ufficio del Presidente (Franco Bonanini, NdR) e da lui direttamente curata. Si è dovuto quindi procedere a esaminare l’intera gestione dal 1985 sul piano tecnico e dal 2002 sul piano contabile per mettere ordine nella gestione del’Ente.

La stessa Comunità ed i singoli Sindaci con note formali hanno richiesto di potersi avvalere delle società di cui si avvaleva il Parco e ricordo che sin dal marzo 2011, il Presidente della Comunità in particolare (Girolamo Leonardini, NdR), ha apprezzato con lettere di ampia valutazione positiva, a nome di tutti i componenti della Comunità, il lavoro svolto dalle società; tali lettere sono agli atti dell’Ente, e allegate ai verbali delle riunioni della Comunità del Parco.

D. Come intende reagire per far valere le sue ragioni?

R. Non appena potrò entrare in possesso della lettera valuterò il contenuto della stessa e le conseguenti azioni a tutela della mia onorabilità nelle forme e nelle sedi più opportune.

D. L’assessore Vesco, la cui sorella lavora in una delle cooperative del parco, si è occupato dei problemi delle stesse. Secondo lei in che veste e con che competenze?  Non dovrebbe essere materia di qualche altro assessore più “affine”, come quello all’Ambiente?

R. Sono sicuro che l’Assessore Vesco si è occupato e si occupa dei problemi delle cooperative nell’ambito della sua responsabilità istituzionale. Per quanto riguarda la sua presenza dentro la Comunità è il Governatore regionale che determina nell’ambito del suo prudente apprezzamento chi deve rappresentare la Regione nei vari contesti istituzionali. La legge prevede che nella Comunità del Parco sia rappresentata, fra gli altri, la Regione; al suo Presidente la competenza esclusiva a designare tale rappresentante.

D. Nel maggio 2011 la nostra rivista Le fece un’intervista: si parlava di cooperative che avrebbero dovuto svolgere mansioni a tutela del territorio, di sentieri da rifare. Cos’è stato fatto di quanto previsto o cosa invece no?

R. I sindaci hanno richiesto che fossero i Comuni la stazione appaltante per la manutenzione straordinaria ed ordinaria dei sentieri. L’Ente pertanto ha messo a loro disposizione sin dall’inizio del 2011 una somma di circa 2,5 milioni di euro ma, alla data delle mie dimissioni ne risultavano spesi solo 400.000! A questi sono da aggiungersi 600.000 euro circa, cofinanziati tra Regione ed Ente. Anche in questo caso non mi risulta che i cantieri siano stati aperti dalle amministrazioni comunali.

A favore dell’ATI (Associazione temporanea imprese cooperative, ex del Parco, NdR) sono poi stati stanziati nel 2011 circa 700/800 mila euro per i più svariati interventi, a questi si aggiungono quelli richiesti dal Comune di Vernazza in occasione del recente evento calamitoso; l’uso dell’elicottero per trasporti vari, materiali portati dietro segnalazione del sindaco Resasco, per svariate centinaia di migliaia di euro, pagate in piena sintonia con la Prefettura di La Spezia.

D. E cosa si è fatto per dotare l’Ente di un Direttore, che funzionerebbe anche come controllo amministrativo?

R. Sin da luglio/agosto del 2011 l’Ente aveva trasmesso al Ministero dell’ambiente la terna dei tre nominativi proposti per la nomina a direttore (specifico che la selezione è stata fatta dai Sindaci), ma per quel che mi è dato conoscere finora non sono state assunte decisioni. E’ stato formalmente comunicato all’Ente di procedere a incaricare della funzione un dipendente in via temporanea. Questo è stato fatto non appena assunti i soggetti vincitori della causa intentata al Parco, nella persona del dipendente che aveva superato la selezione per il 9° livello amministrativo (uno tra i più alti, NdR), ma il soggetto si è rifiutato di assumere tali funzioni seppure in via temporanea e di tanto si è data opportuna informativa alla Amministrazione vigilante. Ovviamente, ignoro lo sviluppo successivo della questione.

D. Qual è l’attuale situazione finanziaria delle cooperative volute da Bonanini, sostenute dal sistema politico trasversale a livello locale e che trovano il loro paladino nell’assessore Vesco?

R. Si è riusciti a chiarire la situazione debiti/crediti fra Cooperative e Parco. In sintesi la Cooperativa “Via dell’Amore” deve al Parco circa 9 milioni di euro e su tale questione si andrà certamente ad un contenzioso.

Per la Cooperativa Manario 2000 il Parco ha saldato ogni suo dare versando lo scorso anno una somma di circa 200.000 euro. La Cooperativa Vernazza 2000 ha riconosciuto un debito nei confronti del Parco per mancato versamento di introiti da carte-treno e carte-parco di circa 800.000 euro. La Cooperativa Le ragazze del Parco, per lo stesso titolo, ha riconosciuto un debito di circa 400.000 euro. Queste ultime due cooperative avevano sottoscritto nel mese di giugno 2011 un piano di rientro con versamenti rateali mensili da completarsi entro il 31 dicembre 2011, ma hanno pagato solo 200.000 adducendo difficoltà, quando oramai il rientro era stato messo a bilancio.

Nel contempo l’Ente ha riconosciuto all’ATI una somma di 300 mila euro mensili dal mese di maggio 2011 per assicurare i servizi di biglietteria, trasporto ed assistenza ai turisti. Inoltre in via del tutto eccezionale ed a valere per il solo 2011 ha ceduto la gestione del bar della Via dell’Amore, dei ristoranti, dell’agenzia di viaggi non richiedendo alcun corrispettivo.

D. Che stato di salute ha il Parco? Chiuderanno rubinetti o ne apriranno altri?

R. Mi auguro che lo stato di salute del Parco possa migliorare dopo i catastrofici eventi autunnali. Di certo nutrirei una notevole preoccupazione se corrispondesse al vero che ad oggi non sono aperti i cantieri per il ripristino dei sentieri (qualche esempio: finora sul sentiero Monterosso-Vernazza i lavori non sono ancora iniziati e il Monterosso-Semaforo non e’ in buone condizioni, NdR) nonostante le somme disponibili che potranno anche apparire limitate, ma potrebbero ridare fiducia ad un territorio così provato. Non credo sia possibile ipotizzare il ricorso ad altri finanziamenti pubblici, in considerazione dello stato della finanza pubblica. Peraltro rammento che da questo anno l’Ente potrà “risparmiare” in termini di IVA e tale “guadagno” sarà direttamente proporzionale all’entità degli incassi, che voglio sperare siano altrettanto lusinghieri come quelli dell’anno scorso. Ma sono sicuro che la forte gente ligure ed in particolare quella delle 5 Terre saprà farsi trovare pronta per la prossima stagione estiva. L’Ente ha lasciato a disposizione delle Cooperative anche un’Agenzia di viaggi che di sicuro saprà tenere alto il buon nome delle 5 Terre.

D. Al momento non si notano particolari segni vitali nelle attività del parco: il sito non è aggiornato, il direttore (s’è detto) manca e vi sono degli assunti di cui non si conoscono compiti e attività. E’ quanto si percepisce all’esterno del cerchio magico commissario – sindaci – provincia – regione.

R. Per i nuovi dipendenti, rammento che questi non potevano essere assunti inizialmente avendo vinto una selezione che l’Amministrazione vigilante aveva annullato per illegittimità. A seguito di sentenza del magistrato e su indicazione dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Genova e previa approvazione da parte dei Ministeri dell’Economia, della Funzione Pubblica e dell’Ambiente, si è proceduto a sottoscrivere una transazione che ha consentito la loro assunzione.

Per il dipendente amministrativo si è già accennato prima. Le tre dipendenti tecniche e le tre amministrative dovrebbero assicurare la piena e completa funzionalità dell’Ente, avendo ora la possibilità, a termine di legge, di sottoscrivere gli atti dell’Ente anche a valenza esterna. Del resto durante l’anno scorso credo si sia recuperata per buona parte l’ordinaria amministrazione e il notevole arretrato tecnico ed amministrativo, dotando l’Ente dei regolamenti interni, di un protocollo informatico, dell’informatizzazione del sistema di biglietteria, solo per citare alcuni esempi.

L’attuale decentramento degli uffici del Parco risponde alle precise richieste dei comuni partner. E così, se la sede centrale è restata a Manarola, la sede della Comunità del Parco è a Vernazza, dov’è anche l’ATI, mentre l’Ufficio tecnico si è spostato a Monterosso in una sede messa a disposizione dal Comune.

Per tutte queste sedi il Parco paga l’affitto, comprovato da regolari contratti.


Una postilla necessaria per chi ci legge e non ha la possibilità di riscontrare in loco alcune delle affermazioni uscite nel corso dell’intervista. Prima della drammatica alluvione i sentieri Monterosso – Vernazza e Vernazza – Corniglia erano stati soggetti ai lavori di manutenzione che, come da richiesta della Comunità del Parco, spettavano ai rispettivi Comuni.

Alcuni fedeli lettori e frequentatori dei luoghi li avevano fotografati e corredati di commenti non lusinghieri, giudicando gl’interventi raffazzonati e insufficienti, specie riguardo alle misure di protezione (vale la pena di ricordare l’elevata incidenza di disgrazie sui sentieri delle Cinque Terre, come si può ricavare scorrendo le cronache quotidiane delle pagine d’informazione locale).

Le foto erano state inviate all’Ente erogatore ma, rientrando tali iniziative nel pacchetto di contributi erogati direttamente ai comuni, senza necessità di riscontri, si presume che il pagamento dei lavori rappresenti quella quota di 400.000 euro citati dall’ex- Commissario.

Ora purtroppo l’alluvione ha spazzato via molti più sentieri e provocato danni assai gravi. Ma guardando queste foto vediamo cosa occorrerà evitare assolutamente: le solite operazioni di restyling di facciata che hanno finora tenuto in piedi precariamente questo territorio, dove i flussi di denaro restano i temi costanti del dibattito.

Immagini tratte da adnkronos.com e di proprietà della rivista

Parco Cinque Terre, il polverone dopo l’alluvione
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Recent Comments

  1. Maurizio Dalmonte

    Mi sembra che sia nato un can can per cercare un responsabile esterno ai problemi che vi sono con le cooperative.
    A me che lo frequento da anni, il parco sembra allo sbando. Capisco i problemi dell’alluvione ma mi pare che questi siano problemi che si trascinano da molto tempo. Come può il parco garantire adesso la proroga delle convenzioni con cooperative che hanno tanto deficit e persone in cassa integrazione da tempo? E poi, cosa farà il comune di Riomaggiore che sta chiedendo con insistenza i soldi di via dell’amore per appianare il bilancio?
    Vorrei sapere dai sindacati, dalla provincia e dalla regione perchè si affannano tanto per le cooperative del parco e lo fanno invece molto meno per altre situazioni dove i lavoratori sono in numero maggiore e non ricevono finanziamenti di questo tipo.

  2. A.T.

    Due effetti positivi ha sicuramente provocato l’intervista:

    1. il giorno 21 febbraio 2012, quando La Nazione è uscita riprendendo in cartaceo questo servizio online è uscita anche nell’albo pretorio del comune di Monterosso una delibera del 30 gennaio 2012 che evidentemente si era persa, in cui vengono destinati 500 mila euro per il rifacimento del tratto di sentiero Vernazza-Monterosso. il comune capofila è quello di Monterosso, i lavori sono affidati ad ATP Progetto Monterosso c/o Studio Cerchiai, Carrara, via Carlo Roselli 47 (forse Rosselli, ma una certa memoria è oramai appannaggio di pochi …). Ce ne rallegriamo, ma approfondiremo la questione.

    2. in data odierna, 23 febbraio apprendiamo dal solito beneinformato Secolo XIX che il presidente della Comunità del Parco Leonardini afferma “Chiederemo la nomina del direttore”. Che tempismo! Su questa rivista la stiamo chiedendo da oltre un anno.

  3. A.T.

    Il dott. Cosentino, da me contattato perchè commentasse gli ultimi fatti evidenziati nelle recenti riunioni della Comunità del Parco (composta da: sindaci dei 3 comuni, rappresentante del comune della Spezia assessore Davide Natale e rappresentante della regione Liguria assessore Enrico Vesco) si è stupito che i “grandi giuristi” citati dall’assessore Vesco nella famosa lettera alle massime autorità e ai giornali locali non siano riusciti ad “inventare” una legge che consentisse una proroga dei contratti con l’ATI, “come veniva garantito”. Ha osservato che “le cooperative si sono decise a versare il dovuto al Parco, almeno fino al 31 dicembre 2011, solo il 28 aprile e non si parla del piano di rientro che hanno sottoscritto l’anno scorso per un milione e duecentomila euro, nonchè di un altro milione circa a copertura di deficit dei bilanci fino al 31 dicembre 2010”. “Piaccia o meno al senatore Grillo e all’assessore Vesco – ha aggiunto – sono tornati esattamente al momento in cui me ne sono andato, occorre fare la gara europea!” Infine, a mia domanda, m’ha fatto notare come il suo sub – commissario, il dott. Vetrano, è lo stesso che ora darà una mano all’attuale commissario Vittorio Alessandro. Istruttivo – come sempre per “squola di giornalismo” – l’articolo del Secolo XIX dove il presidente (all’infinito?) della Comunità del parco, Gerolamo Leonardini parla del dott. Vetrano come di una new entry. Evidentemente o dimentica presto le persone che incontra molto spesso o vuole dimenticare tutto il polverone che lui e gli altri “comunardi” hanno sollevato sulla gestione del commissario Cosentino. A tutt’oggi questo articolo non ha ricevuto alcuna smentita.

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