La democrazia partecipativa nell’esperienza del “Laboratorio Napoli” Contemporanea-mente,Notizie

di Alberto Lucarelli*

Con il “Laboratorio Napoli – Costituente per i Beni Comuni”, varato con delibera di Giunta di metà gennaio, si vuole realizzare un nuovo modello di democrazia partecipativa, in grado di arricchire ed ampliare le tradizionali sedi della democrazia della rappresentanza (sia a livello centrale che di municipalità).

In assenza di un reale coinvolgimento dei cittadini (uti singuli o in forma associata) ai processi decisionali, la rappresentanza politica rischia di degradare a mera finzione giuridica, svuotata di ogni contenuto democratico.

E’ indispensabile, pertanto, conferire al binomio sovranità-proprietà, architrave del diritto pubblico tradizionale, le nuove dimensioni, rispettivamente, della partecipazione e del bene comune, in una prospettiva di consolidamento della democrazia sostanziale e al di sopra di qualsivoglia egoismo o logica escludente.

Oltre le dicotomie pubblico-privato e proprietà-gestione, si staglia un nuovo e più ampio orizzonte di effettivo ed allargato godimento dei beni comuni e dei diritti ad essi collegati.

Il Laboratorio Napoli ha l’ambizione di rappresentare un momento di ricongiungimento tra i cittadini e temi fondamentali (si pensi alla scuola, all’ambiente, ai servizi pubblici locali) strettamente inerenti alla sfera dell’interesse generale.

Il Laboratorio si articolerà mediante un’assemblea, organo propositivo, consultivo e di espressione di istanze partecipative della cittadinanza e sei consulte intorno ad altrettante macro-aree di competenza dell’istituzione comunale.

Fondamentale sarà il ruolo dei facilitatori, addetti al coordinamento delle attività delle consulte.

Il Laboratorio si avvarrà, peraltro, dell’indispensabile supporto di internet, bene comune per eccellenza, miniera inesauribile di conoscenza e informazioni, prezioso strumento di democrazia (e-democracy).

Il Laboratorio Napoli rappresenta anche un’occasione di raccordo tra le consulte tematiche previste dal relativo regolamento e quelle territoriali, previste in seno alle Municipalità.

Proprio al fine di facilitare il rapporto tra l’Amministrazione e le Municipalità, si è provveduto a dare attuazione alle parti del Regolamento sulle Municipalità rimaste inattuate: la Conferenza dei Presidenti e l’Osservatorio sul decentramento.

E’ stata istituita la Conferenza dei Presidenti disciplinata dall’art 61 del Regolamento sulle Municipalità, al fine di favorire un raccordo delle attività tra Municipalità e Comune e garantire la partecipazione nell’elaborazione dei principali atti degli organi del Comune.

A breve si darà attuazione anche all’art 74 Reg. cit. che prevede l’istituzione dell’Osservatorio sul decentramento, il cui ruolo è quello di valutare il livello di applicazione del Regolamento delle Municipalità. Tale organo sarà costituito da due gruppi: uno che si occupi di dare attuazione a quanto già stabilito dal Regolamento, interrogandosi sui motivi per cui alcune parti non erano state attuate ed un altro con il compito di individuare le eventuali modifiche da apportare.

Ad un principio di partecipazione (rectius, di governo partecipato dei beni comuni) è stata ispirata, peraltro, la trasformazione di ARIN spa in ABC (Acqua Bene Comune) Napoli azienda speciale (cfr. delibera di Giunta n. 740 del 16 giugno 2011 e delibera di Consiglio n. 32 del 26 ottobre 2011).

*Assessore ai Beni Comuni e Democrazia partecipativa
Comune di Napoli
Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico
Università degli Studi di Napoli Federico II

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La democrazia partecipativa nell’esperienza del “Laboratorio Napoli”
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