Alluvione: Regione Liguria e Toscana a confronto Buone pratiche,Contemporanea-mente

di Marco Grondacci

Regione Liguria e Regione Toscana hanno diversamente affrontato sotto il profilo giuridico-amministrativo (ordinanze, delibere e aggiornamento della legislazione sul rischio idraulico) i terribili eventi alluvionali dello scorso ottobre che hanno colpito aree delle due provincie di Spezia e Massa Carrara.

Intanto la prima differenza è stata nei tempi. Dopo pochi giorni la Regione Toscana è intervenuta con una ordinanza del Presidente (nella sua qualità di commissario) con la quale ha subito stoppato ogni intervento in atto nelle zone inondate. La Regione Liguria ci ha messo oltre 1 mese prima di intervenire con un provvedimento simile. All’interno di questo periodo la chiara sensazione percepita all’esterno è stata che il ritardo della Liguria fosse il risultato degli scontri interni alla Giunta Regionale su come disciplinare gli interventi in atto nelle zone alluvionate in particolare per l’outlet di Brugnato.

Peraltro proprio su questo ultimo progetto nelle lunghe more della emanazione della delibera regionale il Comune di Brugnato, con una forzatura molto discutibile, ha rilasciato il permesso di costruire. In questo modo, i ritardi e le divisioni della Regione nonché le forzature di un Sindaco, hanno permesso a questo progetto di rientrare nella più limitata sospensione di circa due mesi per progetti con permesso edilizio o con cantieri aperti.

Ma questa forzatura è stata resa possibile proprio dalle ambiguità della delibera della Regione Liguria che per gli  interventi che hanno già avuto il permesso di costruire o i cui lavori siano iniziati, prevede che i Comuni presentino apposita richiesta di parere alla Autorità di Bacino del Fiume Magra che deve rilasciarlo entro 45 giorni dalla richiesta.

Per gli altri progetti il termine di sospensione è di 6 mesi in attesa della nuova mappatura del rischio idraulico nelle zone  alluvionate. Non solo ma questa distinzione tra progetti autorizzati e quelli ancora da autorizzare, appare poco sostenibile da un punto di vista giuridico. Infatti se la ratio del provvedimento ligure è data da:

  •  avvenuta alluvione dello scorso 25 ottobre;
  •  salvaguardia e messa in sicurezza del territorio attraverso la ri/mappatura del rischio alluvioni.

Il criterio per decidere ciò che passa in salvaguardia per 6 mesi o per soli 45 giorni non può essere il permesso di costruire rilasciato o meno. Non a caso l’ordinanza del Presidente della Regione Toscana non prevede alcuna accelerazione temporale basata sul dato del rilascio o meno dei permessi a costruire, ma si limita a sospenderne la efficacia fino alla avvenuta: “verifica delle classi di pericolosità contenute negli strumenti urbanistici vigenti ed al conseguente adeguamento delle classificazioni ivi contenute mediante apposita variante”.

Ma dal confronto tra le due Regioni soprattutto le scelte provvedimentali fatte dalla Regione Liguria dimostrano di avere limitato respiro strategico. Infatti mentre la Regione Liguria  si trastulla nel difendere gli interventi già decisi a prescindere dalla prioritaria necessità di prevenzione del rischio idraulico, la Regione Toscana nella sua legge finanziaria ha previsto una nuova disciplina organica in materia  che cerca di regolamentare fuori dalla logica dell’emergenza gli interventi nelle aree a maggior rischio idraulico dopo la nuova mappatura fatta dalla Regione.

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Alluvione: Regione Liguria e Toscana a confronto
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