Gennaio 2012 Editoriali

In questo numero ecco nuovi articoli sulle recenti alluvioni che hanno, per l’ennesima volta, squassato l’area tirrenica. Com’è possibile ignorare gli sconvolgimenti dei territori che ci troviamo ad abitare o a percorrere frequentemente?

S’impongono però varie riflessioni, dopo la lettura dei contributi di Marco Grondacci, Alessandra Fava, Franco Ortolani, che approfondiscono senza falsa retorica le ragioni e le conseguenze dell’alluvione in parallelo con le scelte compiute al riguardo dai gestori della “cosa pubblica”.

Ma sono qui (ri)proposti altri due temi d’interesse attuale e di vaste implicazioni: le considerazioni – successive alla conferenza di Durban sul cambiamento climatico – di chi, come Alberto Zoratti, vi ha partecipato; una conversazione tra Paolo Cacciari e Tomaso Fattori, a cura di William Domenichini, sul tema dei “beni comuni” di cui l’acqua è uno degli elementi più significativi, costantemente a rischio di mercificazione e che ci fa rischiare la vita, riappropriandosi, prima o poi, del proprio corso naturale se costretta in alvei artificiali; che viene negata o sperperata sempre in un’ottica di rapina ambientale, di cieco affarismo e di dabbenaggine amministrativa.

La discussione sui beni comuni introduce anche alcuni dei temi che entreranno nel prossimo numero della rivista, temi affrontati durante il convegno tenutosi a Genova a fine 2011: la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali, secondo varie modalità. Una possibile proposta di legge regionale ligure che riprenda i suggerimenti delle esperienze in corso in Francia, Toscana ed Emilia Romagna saranno infatti nei prossimi mesi al centro del dibattito dell’associazione “AmbientalMente” di cui la rivista fa parte.

Gennaio 2012
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