Aprile 2011 Editoriali

Questo numero esce in un momento di grande sconvolgimento ambientale, di portata inquantificabile. Ma non solo la tragedia del Giappone rappresenta la grande incognita per il futuro del nucleare, essa conferma una volta per tutte la necessità di imboccare vie diverse per la produzione di energia.

Pur non trattando esplicitamente di nucleare, l’articolo di William Domenichini affronta il tema dello sfruttamento del pianeta secondo imperanti logiche di rapina che portano all’impoverimento delle materie prime e a prospettive da “Day after”. Non è proprio fantascienza, visto ciò che accade ora, ed anche intorno a noi. Ne è un esempio l’inondazione di Genova Sestri, analizzata da Alessandro Tomaselli, geologo e dottore di ricerca in geofisica che lavora per la provincia di Genova.

Come e quanto l’ottusità e la malafede determinino i disastri ambientali ce lo ricorda il pluridecennale “caso Pitelli”, la discarica sul golfo della Spezia: Marco Grondacci e Roberto Lamma ne tracciano la cronistoria. Purtroppo i recenti esiti processuali – con l’assoluzione di tutti gl’imputati – confermano la difficoltà ad ottenere una giustizia davvero “giusta”.

Ancora, è per amore di giustizia sociale, il tentativo di David Bellatalla di aiutare i bambini del sottosuolo a Ulan Bator. Il suo è un percorso antropologico full immersion, che avviene a distanza di tempo in Mongolia. Mentre lo leggiamo, si trasforma nella sceneggiatura di un documentario che non ci permette di restare insensibili. Aderiamo dunque con generosità al suo appello!

Aprile 2011
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