Gennaio 2011 Editoriali

Presentazione del workshop: i nuovi scenari e le nostre proposte

Si è conclusa l’inchiesta giudiziaria che ha portato al commissariamento del Parco delle Cinque Terre e del Comune di Riomaggiore e, alla vigilia del rinvio a giudizio degli indagati, possiamo considerare concluso il periodo di contrapposizione frontale che ha caratterizzato la nostra azione negli ultimi sei/sette anni.

Si è aperta una fase di transizione, sicuramente difficile, complessa e contraddittoria che ci impone un radicale cambiamento di strategia e cioè passare dalla contrapposizione al confronto, magari duro e spigoloso, ma confronto utile al ripristino della legalità, al rispetto delle regole, condizioni basilari per il futuro del Parco e, con esso, di tutto il territorio.

E’ proprio con questo nuovo spirito che pubblichiamo un’ampia sintesi dei contributi al Workshop organizzato l’11 dicembre 2010. Proprio in quella sede abbiamo cominciato a mettere a fuoco – anche se in modo ancora parziale – le responsabilità di quanto è successo, andando oltre l’inchiesta giudiziaria e le responsabilità penali e civili che essa ha fatto emergere, ma evidenziando piuttosto le responsabilità morali e politiche, che sono ben più ampie e che coinvolgono tutti coloro che sapevano ed hanno lasciato fare, o hanno fatto finta di non vedere, o che hanno tollerato che Leggi dello Stato restassero inapplicate, in questo decennio di gestione faraonica del Parco, come se le 5 terre fossero una sorta di zona franca. Dove come e quali Leggi dello Stato applicare era lasciato nelle mani di una sorta di leader di periferia.

La scelta di mettere in luce le responsabilità morali e politiche di quanto successo ci è sembrata condizione indispensabile se non vogliamo attardarci nel passato. Perchè è proprio con questi soggetti: forze politiche, rappresentanti istituzionali locali, regionali e nazionali (qui accomunati in modo indistinto per brevità) che dovremo confrontarci in futuro, anche se da essi non sembra pervenire alcun segnale di ripensamento e di svolta. Anzi, si ha l’impressione che mentre sui blog si discute animatamente sul che fare, questi signori abbiano cominciato le grandi manovre per spartirsi le nomine dei futuri dirigenti del parco, magari riaffidando responsabilità ed incarichi a chi li ha condivisi, fino a ieri, con gl’indagati.

Nel riaffermare la nostra profonda convinzione che il parco debba essere mantenuto e che vadano respinti tutti i tentativi ancora latenti, ma già in atto, di rimetterlo in discussione, riteniamo si debba procedere alla nomina del nuovo gruppo dirigente che metta da parte tutte quelle persone che hanno condiviso, in questi anni, le responsabilità con la vecchia gestione. A partire dal presidente che – a nostro parere – dovrà essere persona di alto profilo morale, che deve rispondere alle competenze previste dalla legge e soprattutto che deve essere esterno al territorio e quindi estraneo agli intrighi e ai giochi di miope interesse di piccoli gruppi. Ma soprattutto che deve essere fuori dagli appetiti di speculazione cementizia, interni ed esterni al territorio.

A chi avrà pazienza e tempo di leggere tutta la documentazione relativa al Workshop che viene “spalmata” nella rivista online “InFormAzione Sostenibile” in questo numero d’inizio del nuovo anno ribadiamo che le analisi e le proposte in essa contenute sono frutto di un’elaborazione che c’impegna a proseguire lungo gli obiettivi tracciati.

Associazione “AmbientalMente” – VAS (Verdi Ambiente Società)

Gennaio 2011
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