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di Massimo Lombardi*

Workshop “Il Parco delle Cinque Terre tra passato, presente e futuro

E’ con grande piacere ed entusiasmo che provo a dare il mio contributo a questa giornata di approfondimento e riflessione sul Parco delle Cinque Terre, ma dapprima ritengo doveroso formulare un ringraziamento alle due Associazioni, per aver avuto il coraggio e la competenza di organizzare un convegno su un tema così tanto attuale nel nostro territorio, facendolo con modalità nuove ed innovative.

Reputo, infatti, che il lavoro di confronto che ha preceduto l’iniziativa sia elemento di distinguo da ogni altra iniziativa sul tema; non ci è stato chiesto di effettuare un intervento di critica politica e/o tecnica istituzionale, non si è sollecitata un rivisitazione di “Parcopoli”, magari imbellettata da pennellate normative e/o giuridiche, non si è voluto riassumere l’ieri ma ci è stato chiesto – con chiarezza e grande forza morale – di gettare le basi per costruire un progetto di vera democrazia partecipata sul futuro del Parco delle Cinque Terre, partendo da alcune parole-chiave imprescindibili, tra cui la prima non può che essere “trasparenza degli/negli atti amministrativi”.

Sono stato presentato come un “esperto” della legislazione amministrativa sui Parchi, ma voglio subito sgombrare il campo da equivoci di sorta, sono un avvocato penalista che nelle quotidianità si occupa per il proprio lavoro di fattispecie diverse (sebbene anche di questa, ma con risvolti giurisdizionali altri), che pur tuttavia da anni, segue da vicino le sorti del Parco delle Cinque Terre sia per un proprio interesse politico (quale componente della Segreteria Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista) ma anche e soprattutto per tutelare, sia sul piano civile che penale, cittadini che avevano “osato” esprimere il proprio chiaro e netto dissenso sulla conduzione dell’istituzione Parco e che in cambio avevano ricevuto “un fuoco incrociato” di querele, atti e/o ricorsi vari.

Un “manovale del diritto” è la definizione che di me preferisco, con una “mission … in direzione ostinata e contraria” che mi guida, quella di riuscire a prendere per mano tutte/i le/i cittadine/i e condurli “in una pratica fai da te” a leggere, rielaborare, comprendere ogni aspetto della normativa che regolamenta il Parco delle Cinque Terre.

Un piccolo sforzo che ognuno deve fare in prima persona, senza delegare chicchessia.

Ritengo che la conoscenza diretta, non “l’aver letto su …”, non “il sentito dire da …”, “né l’aver ascoltato da …” sia l’arma migliore per riuscire a districarsi in un meandro di labirinti tecnico-giuridici, troppo spesso creati ad arte per impedire la reale conoscenza degli Enti e del loro vero e corretto funzionamento.

La partenza non può che essere quella delle tre fonti normative cardine del sistema:

  1. Legge n° 394/1991 del 6.12.1991 “legge quadro sulle aree protette”
  2. Legge Regionale n° 12 del 22.2.1995
  3. Legge n° 295/1999 del 17.12.1999
  4. Statuto del Parco Cinque Terre, approvato Cons. Dir. N°008 del 4.2.2005

E’ bene iniziare dalla prima fonte normativa, la Legge Quadro sulle Aree Protette n° 394/1991, analizzando l’Art. 9, denominato “Ente parco”, e soffermandosi in particolare sul primo e secondo comma, i quali prevedono che “L’Ente parco ha personalità di diritto pubblico, sede legale e amministrativa nel territorio del parco ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’Ambiente.

Potrebbe apparire sinanco superflua la lettura di questo articolo, se non fosse che il principio di trasparenza degli atti amministrativi sulla base del quale ci siamo ripromessi di analizzare ogni condotta, trova in questo articolo la sua piena sublimazione.

La struttura direttiva dell’Ente Parco e le sue funzioni

Di seguito vengono menzionati quelli che sono gli organi dell’Ente Parco, ossia il Presidente;

il Consiglio direttivo; la Giunta esecutiva; il Collegio dei revisori del conti e la Comunità del parco.

Si precisa poi che “il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell’ambiente d’intesa con i presidenti delle regioni nel cui territorio ricada in tutto o in parte il parco nazionale” e vengono poi dettagliate le sue funzioni, cioè la legale rappresentanza dell’Ente parco, coordina l’attività, esplica le funzioni che gli sono delegate dai Consiglio direttivo, adotta i provvedimenti urgenti ed indifferibili che sottopone alla ratifica del Consiglio direttivo nella seduta successiva.

La mera lettura della norma ci rende edotti che non si tratta di poteri assoluti, ma che il Presidente è tenuto ad agire nell’ambito delle linee e del vaglio del Consiglio Direttivo, in particolare.

Quest’ultimo organo è formato dal Presidente e da dodici componenti, nominati con decreto del Ministro dell’ambiente, sentite le regioni interessate, scelti tra persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura o tra i rappresentanti della Comunità del parco.

Il Consiglio direttivo elegge al proprio interno un vice presidente ed eventualmente una giunta esecutiva formata da cinque componenti, compreso il Presidente, secondo le modalità e con le funzioni stabilite nello statuto dell’Ente parco.

E’ opportuno sapere che esso delibera in merito a tutte le questioni generali ed in particolare sui bilanci che sono approvati dal Ministro dell’ambiente di concerto con il Ministro del tesoro, sui regolamenti e sulla proposta di piano per il parco di cui all’articolo 12, esprime parere vincolante sul piano pluriennale economico e sociale di cui all’articolo 14, elabora lo statuto dell’Ente parco, che è adottato con decreto del Ministro dell’ambiente, d’intesa con la Regione.

In questa legge viene data molta importanza anche allo Statuto dell’Ente, che definisce l’organizzazione interna, le modalità di partecipazione popolare, le forme di pubblicità degli atti.

La Legge Quadro 394/1991 prevede espressamente la figura del Direttore del parco, che è nominato dal Ministro dell’ambiente previo concorso pubblico per titoli ed esami di dirigente superiore del ruolo speciale di “Direttore di parco” istituito presso il Ministero dell’ambiente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero con contratto di diritto privato stipulato per non più di cinque anni con soggetti iscritti in un elenco di idonei all’esercizio dell’attività di direttore di parco, istituito e disciplinato con decreto del Ministro dell’ambiente.

Appare assolutamente necessario, inoltre, rilevare che gli organi dell’Ente parco durano in carica cinque anni e i membri possono essere confermati una sola volta.

 

Altra legge che merita un attento esame è la L. Regionale “Liguria”n° 12/1995, del 22.2.1995, sul tema “Riordino delle Aree Protette”, in essa all’art. 8, vengono ripresi e nuovamente indicati nel dettaglio, gli organi degli Enti di Gestione.

Si legge, infatti, “Sono organi degli Enti di gestione: il Presidente; il Consiglio; la Comunita’ del parco. Lo Statuto di cui all’ articolo 13 definisce composizione compiti e norme di funzionamento degli Organi dell’ Ente che durano in carica quattro anni e svolgono le loro funzioni sino all’insediamento dei nuovi organi.

Viene assegnata grande importanza anche allo Statuto, descritto all’art. 13 dettagliatamente come quello strumento che – nell’ ambito dei principi fissati dalle leggi statali e regionali – definisce gli obiettivi dell’ attivita’ dell’ ente fissa le norme fondamentali per la sua organizzazione ed in particolare determina le attribuzioni degli organi e l’ ordinamento degli uffici.

Importante è anche l’art. 15, in cui viene istituito formalmente l’ Ente Parco delle Cinque Terre; detto Parco viene poi formalmente istituito con il D.P.R. del 6.10.1999 considerato che l’unicita’ delle caratteristiche paesistiche e storico culturali del territorio compreso tra Monterosso al Mare e Riomaggiore costituisce testimonianza storica dell’originaria identita’ insediativa delle “Cinque Terre”

determinata dai cinque antichi borghi marini di Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.

Ma ora veniamo ad analizzare da ultimo proprio lo Statuto che, ex lege, dovrebbe esser lo strumento idoneo a governare il funzionamento dell’Ente Parco Cinque Terre, recependo in toto la normativa nazionale e regionale, e dettagliandone nello specifico il funzionamento.

Formalmente la deliberazione del Consiglio Direttivo datata 4 febbraio 2005 lo approva, con atto n° 008, una sorta di specchietto per le allodole … troppo evidenti appaiono le violazioni, troppi articoli sono stati palesemente disapplicati!!!

Art. 1 L’Ente Parco è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio”… è stato completamente ed assolutamente calpestato … come si evince dalla recente inchiesta penale condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale della Spezia, su cui si preferisce sottacere, in attesa che gli organismi giudiziari accertino e dettaglino le singoli e personali (evidenti) responsabilità penali … non solo ma anche dalle evidenti responsabilità politiche e morali bipartisan…

Quali controlli sono stati messi in atto sulla gestione?

Quale controlli sono stati attuati in ordine alla gestione del Comune di Riomaggiore, quella delle cooperative e l’amministrazione del Parco?

Per quale ragione il ricavato dei ticket dei sentieri non entrava nei bilanci del Parco?

Quali controlli sono stati effettuati, e da chi, in ordine al personale dell’ufficio tecnico dell’Ente Parco, composto da precari e professionisti esterni, e l’ufficio tecnico del Comune di Riomaggiore?

A mio avviso altra domanda cardine è la seguente:

chi è stato il Direttore dell’Ente Parco Cinque Terre?

Qual è il suo nome e cognome?

Chi lo ha nominato?

Quando si è insediato?

Come ha svolta le sue funzioni?

Chi ha provveduto a controllarlo?

La figura del Direttore del parco

Lo Statuto dell’Ente Parco all’Art. 27 recita che “Il Direttore del Parco è nominato con le modalità di cui all’art. 9, comma 11, della Legge 6dicembre 1991 n. 394 e successive modifiche ed integrazioni”.

Non solo, ma esplicita che: il Direttore svolge, in particolare, i seguenti compiti:

a) formula al Presidente le proposte per la definizione degli obiettivi e dei programmi da attuare;

b) esercita le funzioni di direzione previste dalla legge;

c) adotta gli atti di gestione tecnica, amministrativa e finanziaria per la realizzazione dei programmi dell’Ente, compresi gli atti aventi rilevanza esterna quali, tra gli altri, contratti, fideiussioni,

convenzioni, incarichi, attività commerciali promosse e/o gestite dall’Ente medesimo;

d) esercita eventualmente in nome e per conto dell’Ente, ad avvenuto espletamento di idonea istruttoria disposta dall’ufficio tecnico del Parco ed in rapporto alle disponibilità economiche dell’ente, l’opzione prevista dall’art. 15 della l. 394/91 e ss.mm.e dalle norme di piano del Parco in merito al diritto di prelazione;

e) adotta gli atti di gestione ed inquadramento del personale, anche temporaneo, ivi incluse le relazioni sindacali;

f) esercita autonomamente i poteri di spesa connessi alle funzioni proprie e/o demandategli dai regolamenti;

g) svolge le funzioni di segretario del Consiglio Direttivo e della Giunta Esecutiva, e ne sottoscrive, con il Presidente gli atti deliberativi;

h) esprime il parere di regolarità tecnica e contabile degli atti;

i) provvede all’assunzione dei collaboratori temporanei che si rendano necessari all’attività dell’Ente nei limiti delle compatibilità economiche dell’Ente medesimo;

l) nomina e presiede le commissioni di gara e di concorso;

m) attribuisce gli incarichi ai professionisti relativamente ad opere ed attività che rientrino negli indirizzi stabiliti dal consiglio o dal Presidente o dalla Giunta esecutiva e sottoscrive i relativi

disciplinari di incarico;

n) rilascia il nulla osta di cui all’art. 13 della legge 394/91, sulla base dell’istruttoria tecnica predisposta dagli uffici dell’Ente.

Viene puntualmente disciplinata anche l’ipotesi di vacanza; infatti, in detti casi la funzione di direttore può essere attribuita, in via temporanea, con delibera del consiglio direttivo ad una figura dirigenziale inquadrata nella qualità di coordinatore tecnico – amministrativo responsabile dell’attività gestionale laddove sussista l’impossibilità di attivare le procedure di nomina previste dalle norme vigenti nei termini utili ad una idonea prosecuzione delle attività.

Il Direttore del Parco è responsabile del personale dipendente dall’Ente.

Voglio esser monotono ed un po’ ossessivo e/o ossessionato ed ossessionante… la domanda cardine è la seguente:

chi è stato il Direttore dell’Ente Parco Cinque Terre?

Qual è il suo nome e cognome?

Chi lo ha nominato?

Quando si è insediato?

Come ha svolto le sue funzioni?

Chi ha provveduto a controllarlo?

Interrogativi tutti che sono restati e restano privi di risposta.. sbattuti sugli scogli dal mare in tempesta!

Ritengo, come molti cittadini e associazioni, che già da oggi debba essere nominato un Direttore, nel rispetto della legislazione vigente, onde consentirgli di operare sin da subito e contribuire a quell’opera di chiarificazione e riorganizzazione più che mai necessaria, avviando – insieme al Commissario – la fase di transizione che possa condurre, in tempi ragionevolmente brevi, alla nomina di un nuovo Presidente, che dovrà essere una personalità di prestigio e di elevato profilo morale, e all’attivazioni di reali percorsi di trasparenza amministrativa e democrazia partecipata.

La Spezia 11/12/2010

Foto: wolfghost.it


*avvocato

Risvolti istituzionali della vicenda Parco 5 Terre, analisi delle responsabilità, ripristino della legalità e del rispetto delle regole
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Recent Comment

  1. Maria Grazia Campari

    Giuste osservazioni e in terogativi calzanti, cui si potrebbe aggiungere ora:
    cosda sta facendo da mesi il commissario governativo?
    chi si occupa dello stato disastroso del territorio, con sentieri interrotti da frane e cospicui quantità di amianto certamente nocivo per gli abitanti di Corniglia?
    Che ne è dei locali della stazione di Manarola, quelli recentemente costruiti e quelli presistenti, chiusi da mesi
    e le Ferrovie che che ruolo giocano in commedia?

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