Ipse dixit (sed repetita iuvant) Cinque Terre,Commenti,Contemporanea-mente

di EOD

Liguria Oggi – 20, giugno, 2008 – La Spezia – Verrà abbattuto viadotto sopra Riomaggiore

Ci sono i finanziamenti per abbatterlo e sostituirlo con una nuova strada a mezza costa. L’Ente Parco curerà la gara d’appalto. L’avvio dei lavori previsto per il 2010. Il grande viadotto sopra il torrente Finale, che sovrasta Riomaggiore,in località Campertone, costruito a metà degli anni ’60, alto sino a 90 metri, verrà abbattuto, appena sarà ultimata la strada a mezza costa, sempre sul percorso della litoranea che attraversa le Cinque Terre.

Si realizzerà così un’opera che riporterà un equilibrio ambientale nel paesaggio della collina del Corniolo, cosidetta delle “terre incolte”, dove il Parco ha già recuperato una decina di ettari di coltivazioni a vite e erbe aromatiche e officinali.

L’intervento verrà finanziato con la destinazione della percentuale di finanziamento regionale attraverso i fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) che si aggiungono al contributo del ministero dell’ambiente per un totale di circa 3,1 milioni di euro. Si prevede un anno di tempo per la progettazione, le procedure di esproprio e l’avvio dei lavori a partire dal 2010. La gara d’appalto sara’ a cura dell’Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Claudio Burlando, Presidente della Regione Liguria

“La realizzazione di questi due interventi – ha osservato – rappresenta un altro decisivo contributo alla valorizzazione di un territorio, le Cinque Terre, che ha gia’ conosciuto un forte rilancio in questi anni dimostrando che e’ possibile un intelligente incremento del turismo nel pieno rispetto e nella tutela di valori naturali e ambientali che hanno una storia millenaria. Un approccio che stiamo applicando, con le dovute articolazioni a seconda delle caratteristiche dei diversi territori, urbani, costieri e dell’entroterra, all’intera realtà della Liguria”.

Carlo Ruggeri,Assessore all’Urbanistica Regione Liguria

“Nonostante le difficoltà economiche, la decisione di finanziare l’abbattimento di strutture pre-esistenti “non e’ per nulla azzardata quanto, piuttosto, un fortissimo investimento produttivo per la valorizzazione di quest’area e della sua vocazione turistica e culturale, secondo un criterio che ci sembra valido per l’intero territorio regionale”.

Franco Bonanini, Presidente del Parco delle Cinque Terre

”Con le immagini della demolizione del viadotto, sorto per la strada a scorrimento veloce che poi fu superata dall’Autostrada, bisognerebbe fare uno spot da lasciare in eredità per cento anni”

Così veniva riportato più di due anni fa. Nel frattempo molte cose sono successe.

Viene da chiedersi, però, dove questa gente viva e se sappia cosa comporta un’operazione del genere (a parte ovviamente come spesso si dice, muovere il PIL)… o forse lo sa troppo bene …

Il viadotto, certo, non è una magnificenza ambientale: è d’impatto come ogni opera umana progettata con poco senno; negli anni ’60 non si è brillato per questo. Tuttavia ha il “pregio” di svolgere una funzione EVITANDO di costruire una strada che vada ad intaccare i versanti in una zona che ha enormi problemi di stabilità. Certo un giudizio più circostanziato sarebbe possibile potendo prendere visione del progetto, degli studi propedeutici e soprattutto delle indagini geologiche che si spera siano state fatte con la massima cura e nelle modalità complete che prevede la Legge, ossia correlate da sondaggi, prove geotecniche e compagnia cantante, che siano stati verificati i vincoli ambientali e quello idrogeologico. Mi auguro di sì. Non risulta sia stata fatta una consultazione popolare, ma di questi tempi cosa serve? Chi decide è il vertice e via così.

Un’opera opportuna in un momento un cui le Cinque Terre vivono al centro di una tempesta giudiziaria e non solo, di dimensioni ancora da percepire nella sua completezza, ricca di possibili risvolti che potrebbero, e si dice potrebbero, interessare anche quest’opera “faraonica”? Forse per disseminarla di autovelox vigliacchi nel cui posizionamento il Comune di Riomaggiore è maestro? Basta infatti farsi un giro nei vari blog per avere il polso di cosa pensa la gente delle multe propinate con questo metodo e dell’accoglienza dei turisti nonostante le parole del Presidente della Regione Liguria: “…. dimostrando che e’ possibile un intelligente incremento del turismo nel pieno rispetto e nella tutela di valori naturali e ambientali che hanno una storia millenaria…..”.

Infine c’è una domanda che dobbiamo porci. Dove finirà lo sterro della nuova strada e dove il materiale di risulta della demolizione? E’ stato pensato? Previsto? In mare come d’uso di antica memoria o in qualche discarica “controllata”? Come spesso succede, per non dire sempre, si fanno progetti puntuali senza porsi il problema delle ricadute globali.

Se poi si parla di riqualificazione ambientale (demolendo il viadotto), che dire del campo sportivo sotto il viadotto stesso? E’ stato ottenuto con un riempimento che, nell’ottica appunto della riqualificazione ambientale, andrebbe rimosso … Oppure i progettisti pensano di utilizzarlo come discarica sopraelevandolo?

Non prendiamoci in giro ancora. Il Parco di cotte e di crude pare ne abbia già fatto abbastanza. Con i soldi di un’opera così “faraonica” si potrebbero fare tante belle cose sui sentieri e sui versanti terrazzati, incentivare/aiutare chi è sul territorio nell’onerosa manutenzione dello stesso.

Sarà un pensiero retrò ma le Cinque Terre hanno il loro patrimonio nel paesaggio, paesaggio che si è salvaguardato proprio grazie alla mancanza di infrastrutture di comunicazione, che – se vogliamo -sono l’unico prezzo che si dovrebbe pagare per entrare in Paradiso. Senza il paesaggio così com’è le Cinque Terre non sono altro che un pezzo della superficie terrestre in frana e non varrebbero né un Parco né la pena di andarci.

Il principio infine è piuttosto semplice; contrariamente a quanto si pensi nell’uso comune di molti, risanare, riqualificare e via dicendo non sempre deve essere sinonimo di costruire; ci sono altri verbi come recuperare (l’esistente), risanare (i boschi, i sentieri, i terrazzamenti), rivalutare di concerto (accordi con i Comuni limitrofi per una migliore distribuzione del carico turistico) e tante belle cose ancora che potrebbero, per il bene di tutti ma soprattutto del territorio, andare ben oltre il brevi mirante egoismo che ha per motto “dopo di me il diluvio …”

A corredo del commento si rimanda alla comunicazione tuttora presente sul sito della Regione Liguria nella sezione: progetto abbattimento ecomostriportovenere – lo scheletrone; riomaggiore – il viadotto

Riomaggiore – il viadotto

Viene prevista l’eliminazione del grande viadotto, alto sino a 90 metri e di grande impatto, realizzato a metà degli anni ’60 lungo il percorso della strada che attraversa parzialmente le Cinque Terre, nel territorio del comune di Riomaggiore, sopra il torrente Finale.

Qui il progetto prevede la realizzazione di una strada a mezza costa, alternativa al viadotto, che potrà di conseguenza essere abbattuto dopo l’entrata in funzione del nuovo percorso.

L’intervento diventa realizzabile ora anche grazie alla destinazione della percentuale di finanziamento regionale attraverso i fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) che si aggiungono al contributo del Ministero dell’Ambiente per un totale di circa 3,1 milioni di euro.

Si prevede un anno di tempo per la progettazione, le procedure di esproprio e l’avvio dei lavori a partire dal 2010

Ipse dixit (sed repetita iuvant)
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  1. ANTONIO GOZZI

    Nel suo piccolo lo paragono al ponte sullo stretto di messina alla rovescio. Là mancano le infrastrutture di base sia in Sicilia che in Calabria che il ponte dovrebbe raccordare, qui se non si interviene alla svelta ricostruendo i muretti crollati e fermando le frane non ci sarà più il particolare territorio che la nuova strada vorrebbe mettere in evidenza.
    Speriamo ci ripensino.
    Un caro saluto.

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