Centro commerciale di Romito Magra: l’ultima follia spezzina di cemento Analisi,Contemporanea-mente,Prima Pagina

di Paolo Magliani

Un bel cubo di 4000 mq a due passi dal fiume in una zona totalmente verde. E’ un altro centro commerciale all’orizzonte nella provincia spezzina,esattamente a Romito Magra, frazione di duemila abitanti nel comune di Arcola, nell’area verde sottostante il ristorante “Old Bridge”, costeggiata da un lato dalla strada provinciale 331 e dall’altro dall’argine dello stesso Magra.Saranno1100 mq più 520 mq per i magazzini, 400 mq per spazi accessori non di vendita e i restanti 2600 mq destinati a negozi di metratura media 100-120 mq e uffici, più un secondo volume ripartito su tre piani fuori terra con destinazione direzionale ed in piccola parte residenziale per una superficie totale di circa 2000 mq. Le due costruzioni verranno separate da una piazzetta di circa 1000 mq che costituirà uno spazio fruibile anche per uso pubblico. Prevista anche un’area parcheggio, in parte coperta e in parte a cielo aperto, per un totale di 250 posti auto.

La notizia apparve sulla cronaca locale già nell’aprile 2009, quando il consiglio comunale di Arcola approvò il relativo SUA nell’ultima seduta del primo mandato del sindaco Livio Giorgi. Forse non ebbe un gran risalto, fatto sta che all’epoca nessuno si indignò più di tanto per l’ennesima colata di cemento e asfalto in un’area oltretutto a forte rischio idrogeologico come quella della foce del Magra, resa ormai “famigerata” dalle tre pesantissime ultime alluvioni che si sono abbattute sul territorio nell’arco dell’anno anno solare 2009, replicate in questo scorcio di autunno 2010 .

Una ricognizione sul cemento

All’appello mancava solo il comune di Arcola, ma finalmente anche i suoi abitanti (e soprattutto i suoi amministratori) colmeranno la lacuna. Ne sentivamo tutti sicuramente la mancanza. Basta solo alzare lo sguardo e ci si accorge infatti della presenza sempre più ingombrante di questi enormi parallelepipedi che crescono alla velocità della luce o a quella, sempre sorprendente, di un fungo dopo una forte pioggia autunnale.

Se si guarda solo la vallata, c’è il forte timore di perderne il conto. Partendo infatti da Sarzana troviamo tutta la zona della variante Aurelia dove campeggiano i vari Gerardo, Granstalla, Coop, Coin ecc., a cui si aggiunge il nuovo Mc Donald’s, il Millepiedi e il Dico, per non parlare dell’ex palazzo Stefan (ora sfitto, ma in procinto di essere occupato dalla catena di ipermercati Bennet ).

Virando verso nord abbiamo l’area dell’Ipercoop Centroluna (della quale è previsto un ulteriore ampliamento) e l’adiacente Euronics, presso la rotatoria in prossimità del comune di Santo Stefano Magra.

Ma anch’esso, ovviamente, non poteva farsi mancare nulla in proposito: nemmeno percorsi cinque chilometri dal Centroluna sarzanese ed ecco il gigantesco Le Clerc, sorto nel 2007, opera che fa da Golem anche per gli abitanti della Val di Vara (a proposito: anche qui si parla insistentemente di un mega outlet a Brugnato) e della vicina Lunigiana, vista la sua posizione strategica a confine tra Liguria e Toscana, all’uscita dello svincolo autostradale e accanto alla locale stazione ferroviaria.

Dulcis in fundo: di fronte al Le Clerc e alla nuova rotonda è eretto un palazzone (i cui lavori sono interrotti da tempo) che sembra assolvere la funzione di mega tazebao per l’affissione di altrettanto iperbolici cartelloni pubblicitari (oppure per aumentare il già deturpato skyline santostefanese, che dispone da tempo immemore delle grandi montagne di container del grande retro porto spezzino).

Poi c’è Vezzano Ligure, la cui area commerciale si snoda lungo l’asse Bottagna-Fornola e che nel 2009 ha visto nascere dal nulla il nuovo Eurospin, a pochi metri dal letto del Magra e a due passi dal confine del comune arcolano.

Il cemento di Arcola

Ed eccoci di nuovo ad Arcola, un comune che è tutto fuorché vergine di cemento ad uso commerciale: è infatti provvisto da più di un decennio dell’area del Ponte, realizzata nel 1998 con un complesso che presenta una struttura con diverse attività (banche, studi professionali, negozi, bar) e un supermercato Dico, costruito ex novo a fianco all’area verde polivalente nello stesso anno.

Ma non va dimenticato che Arcola è la detentrice della più grossa area industriale della provincia, quella che occupa svariate migliaia di metri quadrati di nuovi capannoni lungo tutta la costa est del fiume, che lambisce l’area protetta del Parco di Montemarcello-Magra e nella quale campeggia da cinquant’anni circal’ex raffineria petrolifera del gruppo Saras, di proprietà della famiglia Moratti. Oltre all’ex raffineria, che occupa circa 90.000 mq di area e che negli anni ‘90 è stata a forte rischio di trasformazione in un forno inceneritore di rifiuti (operazione sventata grazie a una forte sollevazione popolare dell’epoca) c’è pure l’area sul viale dell’Aurelia dove è presente l’azienda MTU, i cui fumi notturni creano da tempo numerosi disturbi agli abitanti delle case limitrofe.

Arcola è di fattoil comune che più ha pagato in termini ambientali l’industrializzazione forzata degli anni ‘60 e ‘70, con l’occupazione e il consumo continuo della vasta area fluviale che si appoggia ai piedi del “torion”, la splendida torre pentagonale del dodicesimo secolo che domina il paese. Uno dei suoi simboli, oltre alla già citata centrale morattiana, è certamente l’ex area Italpiombo, ex Metalli e Derivati, bonificata, a detta della regione Liguria, a fine 2009.

Qui sono 25.000 i mq presenti con tre fabbricati dalla superficie di 6.000 mq totali cui erano presenti 17.000 tonnellate di rifiuto prodotto dagli scarti di lavorazione abbandonati dalla ditta, dove da ultimo si erano svolte attività di stoccaggio provvisorio e scassettamento di batterie al piombo.

Tra l’acquisto dell’area dopo il fallimento dell’azienda nel 1992 e il suo risanamento la regione (alias i contribuenti) ha speso qualcosa come 810.000 euro totali. E ancora si attendono gli esisti degli esami di carotaggio nel suo sottosuolo, dato che non si può sapere ancora con certezza quanti danni abbiano creato gli oli tossici in oltre trent’anni anni di attività della fabbrica che in passato ha dato lavoro a tante persone, ma che ancora adesso ai vecchi arcolani evoca tristi presagi per la propria salute.

E cosa accadrà dopo? Come si riqualificherà l’ex Italpiombo? Forse con un nuovo centro commerciale, come si è anche qui ventilato?

No, a quello il comune aveva già provveduto. In questo quadro non proprio limpido per la vivibilità dei cittadini (arcolani e non) è arrivata infatti la notizia che ha fatto scattare sulla sedia numerose associazioni ambientaliste locali, già alle prese con i costanti problemi delle continue esondazioni del Magra nonché degli imprevedibili impatti ambientali di due mastodontiche opere nel confinante comune di Sarzana: gli arcinoti “Progetto Botta” e “Progetto Marinella”.

Pro e contro il cemento

Il nascituro nuovo centro commerciale di Romito, o meglio il “complesso edilizio a destinazione Direzionale, Commerciale e Residenziale” ha generato (a scoppio ritardato) non solo le ire degli ambientalisti, ma anche quelle dei vicini sindaci. Ad esempio quello di Lerici Emanuele Fresco, preoccupato non tanto del cemento in arrivo a pochi chilometri dal suo comune (del resto il caos per la collina sventrata della Venere Azzurra per il complesso alberghiero MyHotel, poi abbandonato, lo riguarda in prima persona), quanto, giustamente, delle possibile nefaste ricadute sull’economia dei piccoli esercizi commerciali della zona.

Considerazioni ineccepibili, se non giungessero da un amministratore proveniente da un partito che ha avallato e continua ad avallare invasioni e colate di asfalto e calcestruzzo in ogni sua forma e scopo, come ricordato recentemente dalgiornalista de “La Repubblica”Marco Preve al presidente della provincia Marino Fiasella, tutto preso dalla disputa al sapore di derby sul Waterfront con i “colleghi” Massimo Federici (sindaco della Spezia) e Lorenzo Forcieri (presidente Autorità Portuale spezzina).

Il duo Federici-Forcieri vuole fortemente il mastodontico (se non sono enormi, non li vogliamo) progetto Waterfront così com’è stato disegnato dall’architetto spagnolo Llavador , con un altro, immancabile, grattacielo previsto sulla passeggiata Morin (della serie: restituiamo la vista del mare ai cittadini ma copriamogliela subito con un obelisco alla Axum).

Fiasella e il parlamentare spezzino Andrea Orlando si sono messi di traverso. Pulsioni ambientaliste, senso civico imperante? O forse guerra tra fazioni dello stesso ceppo dirigente? Perché sempre dello stesso Partito si tratta, quello Democratico. Lo stesso del presidente della regione Burlando, del sindaco Federici, di Fresco, di Forcieri e, non ultimo, di Livio Giorgi, sindaco di Arcola.

Prima di tornare in Val di Magra occorre ancora guardare il capoluogo , dove non c’è solo criticato grattacielo del fronte a mare, che vedrà la luce -forse -fra decenni. In città incombe l’infernale costruzione (tanto per cambiare) di uno de più grandi centri commerciali della regione, non solo della provincia, ossia il complesso “Le Terrazze”, che nascerà addirittura fra un anno: novembre 2011, giusto in tempo per Natale.

Questo è stato pomposamente annunciato dall’amministrazione spezzina che intende così sostituire il grande spiazzo dell’ex area IP, nota da molto tempo per i continui miasmi nauseabondi generati dopo il suo smantellamento. “Le Terrazze” sarà un centro vastissimo, che proprio non si vede come potrà essere utile a un comprensorio già saturo fino all’inverosimile di queste aree ormai adibite sempre più a passatempo domenicale, e, paradossalmente, a nuovo luogo di aggregazione sociale. Socializza comprando, sembra essere il nuovo motto, proprio mentre la crisi avanza e di soldi in tasca da spendere ce n’è sempre di meno.

C’è fame e fame

I piccoli commercianti spezzini sono già in rivolta e temono a stretto giro di posta la propria chiusura. Ma anche le direzioni degli stessi centri commerciali limitrofi appena nati sono decisamente preoccupate (sempre alla Spezia abbiamo il recente Ekom a Melara e il nuovo Lidl che sta per essere inaugurato a Valdellora, ossia a due km dai cantieri delle “Terrazze”).

La crisi avanza ma gli appetiti dei costruttori non si fermano, è forse lì la spiegazione.

E non è un caso che ad uno degli ultimi consigli comunali arcolani fosse presente tra il pubblico un interessato Marco Ferramosca, presidente dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) della Spezia. E’ assolutamente falso che queste aree portino, “ricchezza e lavoro”, anzi si può affermare tranquillamente l’esatto contrario: cioè abbattono il piccolo commercio e impoveriscono ulteriormente il mercato del lavoro dei commessi e magazzinieri che vengono impiegati nel settore (come conferma la lettera ricevuta e qui sotto riportata).

Si vada a chiedere a loro cosa comporta la nascita di un nuovo “tempio” della grande distribuzione. I clienti, infatti, non possono fisicamente moltiplicarsi come i pani e i pesci, specie in una piccola provincia con meno di duecentomila abitanti come quella spezzina. Un nuovo centro commerciale non attira nuove persone ma caso mai sposta le aree di acquisto da un polo a un altro.

Quindi dove si conquista una fetta di mercato, da un’altra parte la si perde. E se calano le vendite, i primi ad essere tagliati sono proprio i lavoratori che già vengono assunti con contratti precarioppure, se sono fortunati, costretti a trasferirsi fuori provincia o fuori regione se vogliono mantenere il posto in qualche filiale della propria catena di distribuzione. Un concetto quasi lapalissiano: se meno guadagno, più licenzio.

Se a questo si aggiunge la contemporanea devastazione dei diritti dei lavoratori operata in questi anni a livello nazionale il quadro di “disperazione occupazionale” sarà ancora più lampante.

Perciò l’affermazione : «Queste opere creano lavoro in una provincia asfittica» è una vera e propria castroneria. Ovunque il refrain viene ripetuto. L’ultimo in ordine temporale è stato proprio il primo cittadino arcolano Giorgi: «Il complesso di Romito rimetterà in moto l’edilizia e offrirà opportunità di lavoro» ha affermato orgogliosamente dopo che la conferenza dei servizi ha dato il via libera alla realizzazione.

«In un momento di crisi come quello che il settore edile ed in generale il mondo del lavoro stanno attraversando» ha affermato il sindaco«la progettazione e la costruzione di un’opera di queste dimensioni rappresentano una delle poche risposte concrete non solo per la comunità di Arcola, ma anche per l’intera provincia. Infatti si prospetta come una nuova opportunità di posti di lavoro, prevedendo occupazione per circa settanta addetti durante la fase di costruzione e per circa ottanta nella fase di messa a regime del complesso stesso».

Ricapitolando

a) il nostro territorio sta franando a ritmo sempre più frequente;

b) le polemiche si susseguono sempre più ferocemente così come le alluvioni,

c) il cemento, che sia commerciale, industriale o residenziale, occupa sempre di più ogni centimetro di verde e di natura a nostra disposizione;

d) i centri commerciali indeboliscono enormemente l’economia locale e tolgono lavoro anziché offrirne.

Che bisogno c’è quindi di costruire nel bel mezzo di una bella area “libera da volumi”, “esterna al Parco fluviale di Montemarcello-Magra” (anche se confinante), nonché “zona adibita ad uso seminativo” e “delimitata dall’argine del fiume”, come scritto dagli autori del progetto nel depliant illustrativo del progetto?

La domanda è destinata a cadere nel vuoto, dato che le istituzioni locali non si fermano a scrupoli di sorta. Il consiglio comunale di Arcola a metà ottobre scorso ha «preso atto della mancata presentazione di osservazioni al progetto» che sarà completato inoltre «da un parcheggio coperto di 5.000 mq e disporrà di un’ampia piazza, arredata in modo tale da diventare polo di attrazione e centro di incontro per la frazione di Romito».

«Il nuovo insediamento sarà ubicato tra la sponda destra del Magra e la viabilità provinciale per Lerici, inserendosi in una zona nevralgica del tessuto urbano di Romito e su un asse viario strategico per tutta l’area comprensoriale, che collega la bassa Val di Magra con Lerici, Sarzana e Ameglia» recita con soddisfazione il comunicato ufficiale del comune.

«Il complesso vedrà anche la realizzazione di un edificio a tre piani fuori terra, ad uso direzionale e residenziale, per una superficie complessiva di circa 2.000 metri quadrati. L’edificio si affaccerà proprio sulla piazza e sarà in grado di dare all’opera un senso compiuto, contribuendo di fatto alla sua vivibilità nell’intero arco della giornata da parte dei cittadini». Come volevasi dimostrare: un vero centro di aggregazione popolare …

Lo potremmo chiamare “centro social-commerciale”. Al di là delle chiacchiere urgono immediati dietrofront e serie elaborazioni di sostenibilità economico/ambientale prima che sia troppo tardi, se non vogliamo il nostro futuro color grigio-cemento.

Immagini: dell’autore – dadietroilsipario.blogspot.com – spediaspa.it – osd.it – piperno faccini.it – camperweb.it


(In allegato) LA GRANDE DISTRIBUZIONE SBRANA I PICCOLI COMMERCIANTI

Nella provincia spezzina non si fa altro che parlare delle nuove aperture, già effettuate o prossime, dei grandi centri commerciali.

Sulle ali dell’entusiasmo di questi megaservizi offerti alla popolazione si nasconde una triste pagina che non riguarda solo il nostro territorio provinciale ma che si estende in tutto il paese: ovvero la precarizzazione del lavoro. Sui giornali spesso si legge che questi centri fanno e faranno aumentare l’occupazione, ma non sempre è così!!

Ci sono dei pro e dei contro: l’apertura dei centri commerciali ammazza i piccoli commercianti e le piccole catene di discount che non ce la fanno a stare al passo della grande distribuzione. Un esempio eclatante si manifesta ogni domenica e nei giorni festivi dove i vari Le Clerc, Iper ed Esselunga fanno piazza pulita offrendo ovviamente più servizi rispetto ai piccoli dettaglianti che rimangono chiusi. Ciò significa che le aperture domenicali e festive facilitano solo la grande distribuzione e che non si incrementa affatto l’occupazione nel settore.

Se una persona compra di domenica quando i piccoli rimangono chiusi, poi non compra durante la settimana e così ristagnano i consumi ma i costi di gestione aumentano.

Inoltre è vero che con le nuove aperture ci saranno nuove assunzioni ma è ancor più vero che alcuni discount saranno costretti a chiudere alcuni punti di vendita licenziando lavoratori su lavoratori, precari su precari che, salvo miracoli di sindacati, non avranno più un lavoro.

Bisognerebbe parlare di una concertazione a livello provinciale che metta al primo posto il lavoro dei cittadini guardando occupazione e sviluppo e non occupazione e licenziamento perchè se si assumono 100 persone e ne vengono lasciate a casa altrettante non si risolve niente.

I discount sono dunque impegnati in una impari lotta con le grandi catene di supermercati e i centri commerciali che hanno invaso e stanno invadendo il nostro territorio, si dovrebbe quindi iniziare a frenare questa proliferazione selvaggia che arricchisce solo i comuni con le loro lottizzazioni e non i piccoli commercianti e i loro dipendenti.

Alcuni lavoratori della distribuzione (novembre 2010)

Centro commerciale di Romito Magra: l’ultima follia spezzina di cemento
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Recent Comments

  1. Tiziana Cima

    BASTA!!!!!!! E’INSOPPORTABILE ASSISTERE ALLA IRRESPONSABILE DISTRUZIONE DEL PAESAGGIO, DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI CHE ANCHE NOI ABBIAMO VOTATO, INVECE DI PENSARE DAVVERO A FORMULARE NUOVE IPOTESI DI POSTI DI LAVORO CHE NON DEBBANO NECESSARIAMENTE COLPIRE IL SUOLO E LA MICRO ECONOMIA. MA SE FARE POLITICA E’ SOLO GESTIRE COME FACEVA ATTILA CIO’ CHE TI TROVI DAVANTI, SONO TUTTI CAPACI. RICHIEDEREMMO AI NS AMMINISTRATORI UNA LEVATURA UN FILINO SUPERIORE C’E’ UNA SPERANZA PER STOPPARE TUTTO QUESTO SCEMPIO?

  2. Alessandro Poletti

    Noi di Legambiente avevamo sollevato il problema più di un anno fà, ma con pochi riscontri. D’altronde ci vogliono grandi forze per opporsi a un simile progetto, anche tenuto conto che la Regione elude la VAS (Valutazione Ambientale Strategica…) sostenendo che su un tale Progetto, oltretutto non in variante al PUC, basta la VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale); poi con la scusa che l’area è piccola (la Regione lo ha detto sostenuto persino sull’Area Piaggio a Finale Ligure!!!), declassa il procedimento, con la Valutazione di Assoggettabilità, a semplice Screening di VIA, dove non è prevista nemmeno la possibilità di fare Osservazioni: così la Pubblica Partecipazione è servita! Come si fa ad andare avanti così?

  3. Gianluca Perotto

    Visto che ho una casa di proprieta’ proprio di fronte al terreno in cui verra’ costruito il nuovo centro commerciale, vorrei ricordare a tutti che in quella strada non esiste un marciapiede nonostante una richiesta al comune che va avanti da piu di dieci anni. Se la costruzione del centro commerciale comportera’ la costruzione di un marciapiede, allora benvenga visto che mia nonna riscia di morire investita ogni volta che va a fare la spesa. Saluti.

  4. Giuseppe

    L’ultima volta che il magra è esondato è arrivato proprio nel terreno dove dovrebbe sorgere questo nuovo centro commerciale,meditate gente! Ps: inoltre vorrei ringraziare il comune di Arcola per la nuova rotonda in località il Ponte da quando l’hanno messa il traffico alle ore di punta è sempre bloccato!

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