Cominciamo da OBIS Buone pratiche,Contemporanea-mente,Convegni

di Marco Menichetti

Il 17 settembre scorso, nel bel mezzo della settimana europea della mobilità sostenibile, si sono dati appuntamento a Milano alcuni tra i maggiori esperti europei di bike sharing. Sono arrivati in Italia per parlare al workshop del progetto OBIS (Optimizing bike sharing systems in European cities) organizzato da Legambiente e Ecoistituto Alto Adige.

OBIS è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea, avviato alla fine del 2008 da un gruppo di enti pubblici, università, aziende di trasporto pubblico, grandi società private, associazioni professionali ed organizzazioni non governative provenienti da Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Svezia e Inghilterra.

Scopo principale di OBIS, che terminerà nel mese di agosto 2011, è dimostrare che le biciclette pubbliche possono rappresentare un interessante ed efficace mezzo di trasporto quotidiano, integrato agli altri mezzi pubblici e ai sistemi innovativi di mobilità a domanda (ad esempio i servizi di car sharing o i taxi collettivi).

Il workshop di Milano ha rappresentato l’occasione per presentare i primi risultati dell’attività di analisi condotta in 10 Paesi europei, dove sono stati studiati in modo approfondito i sistemi di bike sharing funzionanti in 48 città diverse, tra cui le città italiane di Milano, Brescia, Roma, Modena e Bolzano.


Di fronte ad un folto pubblico di tecnici ed amministratori pubblici, si è poi parlato di alcune grandi città europee – Londra, Barcellona, Berlino – che stanno ampliando e migliorando i loro servizi di bike sharing. Le differenze tra le varie realtà sono risultate evidenti. Londra, ad esempio, pur partendo per ultima, sta già posizionando 6.000 biciclette pubbliche, mentre la flotta BikeMi di Milano si ferma oggi a 1.250. Barcellona punta in modo molto convinto a migliorare la comunicazione e i servizi di informazione per gli utenti, soprattutto via web e per i possessori di iPhone. Berlino sta promuovendo un nuovo sistema pilota di prelievo e consegna delle biciclette basato sull’utilizzo di una tecnologia wireless.

Alla fine del lavoro di OBIS ( www.obisproject.com ) sarà realizzato un manuale europeo che conterrà le linee guida e le indicazioni d’uso più importanti di cui tenere conto nelle differenti città e realtà territoriali in cui le amministrazioni vorranno far partire o potenziare il bike sharing.

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Recent Comment

  1. vas fvg alto livenza

    L’Ente pubblico può far molto perché ha i numeri per fare la differenza . Ha un potere d’acquisto enorme . Tutto questo però non è sfruttato . Intanto chi durante l’orario di lavoro va in bici è penalizzato dal punto di vista assicurativo . Vi ricordate la petizione di mesi fa ? Bisogna poi semplificare le cose in modo che sia semplice . A Pordenone al parcheggio dell’ospedale le biciclette sono ferme ed inutilizzate . E’ l’organizzazione e la burocrazia che frema . Allora venga la tecnoglogia . Si può prendere una bici con la tessera sanitaria oppure col codice fiscale. Si può fare , ma ci vuole la volontà . Idee sono sempre tante e possibile anche la loro realizzazione , manca la volontà politica del fare del realizzare . Continuamo ad avere Amminsitratori che pensano all’immagine allo stipendio ed indennità e non all’ambiente . http://www.VasFvgAltoLivenza.itinfo@vasfvgaltolivenza.it

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