Se Robin Hood se ne va in bici… Buone pratiche,In Evidenza

a cura di Paola Sartoni

Poco tempo fa Enrico Franceschini scriveva su “La Repubblica”: “E’ famosa per il suo leggendario sceriffo, colui che dava la caccia a Robin Hood, a quanto pare con scarsa fortuna. Ma adesso Nottingham può vantare un altro titolo: quello di città meno auto-dipendente di tutta la Gran Bretagna. La sua rete di autobus e tram, insieme a un gran numero di piste ciclabili hanno convinto gli abitanti a utilizzare il meno possibile la macchina, preferendo mezzi alternativi, come i trasporti pubblici, la bicicletta o al limite le proprie gambe (…)

Nell’ultimo decennio la città di Robin Hood ha fatto grandi investimenti in 50 chilometri di piste ciclabili, una rete di tram elettrici lunga 15 chilometri e un vasto servizio di bus urbani. Scoraggiando la creazione di vasti centri commerciali lungo la cintura di periferia, come è invece la norma in quasi tutte le altre città, le autorità locali hanno contribuito a ridurre gli spostamenti per fare la spesa o per fare shopping, dislocando la distribuzione commerciale nei quartieri, più vicino a chi ne deve usufruire. Una efficiente rete di scuolabus ha distolto la maggioranza dei genitori dall’accompagnare i figli a scuola in auto”.

Le si affianca un altro virtuoso esempio “a due ruote”: Jònkòping in Svezia dove oggi già il 24% degli abitanti si muove su due ruote (la media italiana è del 4%). Anche qui – scrive Alberto Fiorillo su “Il Venerdì” – è stato ridisegnato il centro per bloccare l’espansione residenziale verso la periferia. Come? “Riorganizzando i quartieri in maniera tale che ognuno abbia a disposizione negozi, scuole, spazi verdi e servizi in un raggio di poche centinaia di metri. Il risultato finale, pronto nel 2050, dovrebbe essere quello di una città compatta, dove con la bici si può andare in non più di dieci minuti da un posto all’altro su un fitto reticolato di ciclabili coperto da tettoie che riparano dalla pioggia e illuminano la strad grazie a pannelli solari”.

Due città: la prima di quasi 290 mila abitanti (ma con oltre 670 mila nel distretto urbano), la seconda di 90 mila abitanti. Per entrambe la bicicletta in prospettiva e ancora più in prospettiva il camminare rappresentano la soluzione alla congestione del traffico, all’inquinamento. Le dimensioni urbane diverse e l’obiettivo comune fanno ben sperare. Grandi o piccole, le città dovranno impostare il proprio futuro sulle due ruote?

Chi ruba ai ricchi per dare ai poveri potrebbe essere d’accordo, sarebbe un futuro sicuramente meno squilibrato.

Immagini da: sport.atuttonet.it – members.virtualtourist.com

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