Un anno fa Editoriali,Prima Pagina

Settembre 2009: su questa rivista usciva un articolo riguardante l’esposto, presentato dal nostro editore alla Procura della Spezia, per la messa in sicurezza delle fatiscenti baracche dell’ex villaggio Europa di Corniglia, nel Parco delle 5 terre, e per la rimozione delle numerose lastre di eternit lungo il Sentiero Azzurro (Manarola-Corniglia), percorso da migliaia di persone.

L’esposto seguiva una lunga serie di ricorsi in giudizio che ci avevano visti contrapposti al Comune di Riomaggiore, al Parco nazionale delle 5 terre, alla Regione Liguria, alla Provincia della Spezia, alla società proprietaria, tutti intenzionati a costruire un mega- hotel sull’area, oltretutto soggetta a movimenti franosi. Pur avendo noi vinto al TAR Liguria e in Consiglio di Stato, il Comune di Riomaggiore e il Parco 5 terre hanno proseguito imperterriti a farneticare di nuovi piani regolatori che contemplassero tale progetto e ad incoraggiare in la proprietà a muoversi di conseguenza.

Nulla invece è stato fatto, da questi tre soggetti, responsabili dell’area a vario titolo, per metterla in sicurezza e per provvedere alla rimozione di detriti quasi certamente dannosi per la salute. Un sopralluogo della Procura, le segnalazioni all’Arpal e al NOE non hanno lasciato traccia. La vischiosità istituzionale pare contagiosa e, in Liguria ed ovunque, sicuramente trasversale. Nell’ultimo anno abbiamo constatato ben altre aberrazioni in Regione e a livello nazionale, sui temi dell’ambiente, della salvaguardia del territorio, della sicurezza dei cittadini, del rispetto delle minime regole di democrazia.

Settembre 2009: su questa rivista usciva un articolo di un redattore che paventava (a ragione) il rischio di speculazioni a seguito della dismissione di numerose aree militari presenti nel Golfo della Spezia. In questo caso, complici la crisi economica e i tempi della burocrazia, il panorama dei forti militari non ha subito snaturamenti vistosi a causa di accelerazioni nefaste. Però versano in uno stato d’abbandono che il passare del tempo e l’inclemenza delle stagioni contribuiscono a peggiorare.

Ad un anno di distanza, è solo per iniziativa dello stesso redattore che il tema del futuro di questi forti trova spazio su Facebook e dà origine ad un gruppo informale d’interesse e dibattito. Il gruppo “Dalla parte dei forti” decide di agire concretamente visitando di volta in volta i vari siti e raccontandone lo stato attuale e la storia passata attraverso una serie di documentazioni audiovisive e fotografiche. La rivista accoglierà queste testimonianze e cercherà di rilanciarle per un dibattito allargato.

Sono solo due storie emblematiche. Tante altre ve ne sarebbero da raccontare: abbiamo voluto fare il punto su due situazioni dello spezzino che ci hanno riguardato e continuano a riguardarci in prima persona. Perchè su questi esempi si misura la “solitudine dei numeri ultimi” , di tutti i temi scomodi che si decide di portare avanti in modo concreto, pur se sembrano decentrati e marginali. Ma questa è la nostra scelta.

E’ stato un anno di grandi risultati numerici contro la privatizzazione dell’acqua e però, sempre un altro redattore ce lo ricorda, la strada da percorrere verso i referendum è ancora lunga. Questo è un altro esempio concreto di coinvolgimento diretto, anche da parte di aree decentrate e marginali, insospettabili, che c’incoraggia a proseguire.

Foto: città della spezia, gruppo facebook Dalla parte dei forti.

Un anno fa
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