Sarzana: cultura, bellezza, potere, cemento ed astrazioni Commenti,Contemporanea-mente

La bella cittadina di Sarzana , è stata in questo periodo , luogo di eventi culturali e sociali di notevole importanza. La settima edizione del Festival della mente si è conclusa da poco ed oltre aver sancito il successo della manifestazione ha lasciato anche qualche polemica.

Il Festival quest’anno è stato inaugurato da una delle figure di maggior spicco in Italia nella difesa dei beni culturali e paesaggistici il Prof Salvatore Settis .

Titolo del suo intervento : “Paesaggio come bene comune, bellezza e potere”.

Terminati i soliti convenevoli e spente le vuote parole della politica,il Prof ha ringraziato dell’invito la città di Sarzana ; le sue parole al contrario sono risuonate subito piene e cariche di conseguenze.

Nell ‘introduzione ha ricordato come nei secoli passati in Italia il paesaggio sia stato sempre considerato un bene comune, un diritto per tutti i cittadini, ma anche una fonte di benessere e godimento e come questo concetto avesse informato l’attività legislativa di molti governi; ad esempio nello statuto del 1300 di Siena, dove primo dovere della Pubblica Amministrazione era la bellezza della città e del paesaggio:

diletto ai forestieri e onore dei residenti” .

La virtù civica era alleata della bellezza .

Lode a chi orna la città biasimo a chi la distrugge.”

Per questo il bene comune era considerato superiore al bene del singolo e l’ architettura era intesa come seconda natura e tesa alla Pubblica Utilità.

Le regole ora non sembrano godere di simpatia da parte degli stessi governanti e va di moda lo slogan : “padroni in casa propria “e chi non ama la deregulation è un comunista .

Il Prof.Settis ricorda con grande bravura oratoria come le regole siano alla base del vivere civile e propugnate da personaggi al di sopra dell’appellativo comunista , quali ad esempio Gregorio XXIII , Benedetto Croce , Mussolini, Bottai, La Pira .

Il contributo dei padri della Costituzione Marchese, Moro, ,Dossetti nella elaborazione dell’Articolo 9 della Costituzione Italiana che “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” è stato inoltre fondamentale per la costruzione di un pensiero comune dove la convinzione che l’interesse pubblico alla conservazione del paesaggio, del patrimonio storico, architettonico, culturale, prevaleva sul tornaconto privato di costruttori e speculatori.

Oggi, ha fatto notare Settis, al contrario è pensiero politicamente trasversale l’opposto , cioè da parte di tutti i partiti viene considerato prevalente l’interesse particolare sull’interesse comune e sancito lo sfruttamento a fini speculativi e il consumo illimitato del suolo con conseguente distruzione paesaggio. Ed ha citato dati eloquenti.

Nel consumo di territorio la Liguria, prevalentemente governata dal centrosinistra, detiene il record con un incremento del 45 per cento in quindici anni.

Il terreno agricolo e boschivo è per l’umanità fonte di cibo, ossigeno e tutela dal dissesto idrogeologico ; i danni che si arrecano coprendolo di cemento sono danni perenni perché occorrono centinaia se non migliaia di anni prima che un terreno cementificato possa divenire nuovamente fertile.

Il consumo di suolo è una emergenza nazionale di cui si parla ancora troppo poco.

Il Prof. si è soffermato anche su un aspetto poco considerato: il cosiddetto “inquinamento antropico”, cioè la sofferenza psichica e psicologica indotta dal degrado dell’ambiente in cui le persone sono costrette a vivere e in cui non riconoscono più la loro storia e la loro identità. Secondo un recente studio,sembrerebbe che il 30% dei casi di schizofrenia sia attribuibile all’ambiente degradato in cui le persone sono costrette a vivere.


E deve proprio essere così perchè dei casi evidenti di schizofrenia se ne sono visti anche durante la conferenza del Prof. Settis.

Applausi ai politici presenti – responsabili di riversare centinaia di migliaia di cemento sulla costa e intorno al meraviglioso centro storico di Sarzana – ed applausi anche da parte dei politici presenti al Prof. Settis che, pur prendendo le distanze dai problemi locali, ha detto chiaramente “Dobbiamo impedire che una minoranza senza scrupoli distrugga un bene, il paesaggio, che è un diritto della maggioranza e delle generazioni future”.

Però anche Il Prof . Settis non è sembrato immune da questo fenomeno; pur essendo bene informato della situazione generale ,ha detto di ignorare quella locale .

Pensare globale e agire locale. Ma qui non sembra il caso. Non si parla dei fatti locali.

E i fatti sono ancora più pesanti delle parole di Settis perchè sono centinaia di migliaia di metri cubi di cemento che saranno riversati tra Sarzana e la piana dell’antica Luni e del basso corso del fiume Magra; 230 mila metri quadrati di seconde case, capannoni artigianali, centri commerciali, a cui andranno ad aggiungersi due porti turistici lungo le verdi sponde del fiume per ospitare mille barche ,mentre a pochi metri dal meraviglioso centro storico un genio del Genius Loci ha progettato un incubo di quartiere, noto solo grazie alle informazioni contenute nel sito del Comitato” Sarzana che Botta”.

Si tratta non solo di consumo di suolo, ma di distruzione del patrimonio storico-artistico e ambientale di una delle zone più belle della regione Liguria. Ma questo evidentemente non era l’argomento della lezione.

IL Prof . Settis conclude ricordando nuovamente che, secondo la Costituzione Italiana, “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, che “ La sovranità appartiene al popolo “ e che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
E termina ad effetto con la famosa frase di Lao Tse, primo filosofo della filosofia Tao “
un solo albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce.”

La foresta applaude fragorosa e in parte un po’ sgomenta.

Seele Fragat

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