Venire dalla gente e tornare alla gente: la partecipazione secondo la ReTe toscana Analisi,Contemporanea-mente,Prima Pagina

di Seele Fragat

Lo scorso sabato, 5 giugno, presso il Circolo Affratellamento di via Orsini a Firenze, si è tenuta la Conferenza regionale convocata dalla ReTe dei comitati toscani e non solo , per la difesa del territorio.

E’ stata una giornata piena e densa non solo di parole, ma di avvenimenti e fatti . La conferenza è stata dedicata all’ analisi e al dibattito sull’ambiente, il paesaggio, il territorio della Toscana .

I lavori sono stati aperti da Alberto Asor Rosa, presidente della Rete, con un esame delle prospettive politiche della Toscana dopo il voto regionale.

La rinnovata affermazione del centro-sinistra in Toscana è stata accompagnata da qualche sensibile segnale di cambiamento – afferma Asor Rosa – Ne prendiamo atto per lavorarci sopra, con l’obiettivo di sconfiggere definitivamente quelle scelte che hanno già fatto fin troppo male alla regione”

Asor Rosa ribadisce che la Rete toscana non è un partito e nemmeno una protesta sterile , ma un movimento di comitati che vuole davvero “cambiare le cose” .

La Rete – afferma – è una tribuna che ha offerto e offre di portare in pubblico problemi e prospettive e di collocarli in un respiro più vasto: dallo sfondo planetario dove la lotta per l’ambiente assume toni sempre più drammatici, alle questioni nazionali sul federalismo demaniale. 

Su quest’ultimo argomento Asor Rosa precisa come obiettivo di tali scelte politiche sia di ridurre il peso dello Stato, trasferire poteri dall’Italia alle sue parti periferiche ritenute, giustamente, più deboli nella resistenza contro lo scopo finale: la privatizzazione di tutto ciò che è privatizzabile, la riduzione a merce di tutto ciò che merce ancora non è ma che tale può diventare. E preoccupa l’accettazione comune della liceità – per poter raggiungere quest’obiettivo – di alienare beni pubblici, di spezzettare beni strutturalmente unitari, e addirittura di modificare le destinazioni dei beni trasferiti derogando alla pianificazione urbanistica. In questo modo privando la collettività anche del potere di intervento decisionale sul territorio. Dunaue, anche la pianificazione democratica del territorio e delle città è un bene comune che stanno liquidando.

Ritornando alla nuova gestione della Regione Toscana, Asor Rosa definisce banco di prova la riforma del Piano d’Indirizzo Territoriale (PIT) che per la Rete dovrebbe essere reso più severo dal punto di vista normativo , con un rafforzamento della direzione pubblica nel governo del territorio e dei poteri della Regione rispetto ai Comuni.

Ai limiti del’attuale PIT e alle grandi emergenze in Toscana è stata dedicata la relazione di Claudio Greppi, che per la conferenza ha curato un ampio dossier sulla “Vertenza Toscana”. Si tratta di un rendiconto dell’azione della Rete dal 2007 ad oggi, con l’illustrazione di diversi casi, dal nodo fiorentino della Tav al “porto gioiello” di Talamone, da Bagnaia e Castelfalfi al corridoio tirrenico. “Non è un elenco di denunce – sottolinea Greppi – ma un’analisi di situazioni specifiche accompagnata da proposte puntuali. Come abbiamo sempre fatto”.

Aggiunge Asor Rosa: “In questi quattro anni, da quando esiste la Rete, abbiamo insieme lottato, resistito e proposto. Mai è accaduto che alla denuncia non sia seguito un progetto alternativo, una soluzione possibile per la tutela e lo sviluppo del territorio, due obiettivi che sembrano in contrasto ma possono benissimo andare d’accordo”.

Paolo Baldeschi prendendo le mosse dal documento “L’ambiente, il territorio, i beni culturali, la salute” con cui la Rete si è rivolta alle forze politiche in occasione delle ultime elezioni regionali ha proposto un suo aggiornamento attraverso dei punti chiave quali ad esempio :

la rete non è il partito del no; il mercato non produce servizi aree verdi.

Ribadisce l’importanza della componente statutaria nella disciplina paesistica dei processi di sussidiarietà della pianificazione di area vasta e soprattutto la conformità fra i vari livelli di pianificazione, in particolare con le politiche settoriali e i piani di indirizzo degli impianti energetici , di sviluppo rurale e delle infrastrutture .

Ricorda infine che la svolta radicale nelle politiche toscane è stata la centralità della partecipazione la quale non è una rivendicazione e soprattutto non può essere un esercizio burocratico, ma è una componente fondamentale dei processi di intervento sul territorio.

Alla partecipazione, “chiave di volta per una nuova politica del territorio in Toscana”, è stata dedicata la relazione di Alberto Magnaghi.

È un punto fondamentale per la Rete che considera il venire dalla gente e il tornare alla gente la sua ragione sociale. Inevitabile il confronto con il fenomeno dell’astensione alle ultime elezioni regionali, che ha toccato punte preoccupanti anche in Toscana. All’astensionismo, secondo la Rete, si può rispondere solo con un rapporto tra i cittadini e le istituzioni, che sia basato sulla partecipazione democratica.”

In merito alla legge sulla partecipazione Magnaghi rileva come spesso i comitati non l’abbiano usata a loro favore mentre i Comuni in diversi casi spesso l’hanno saputa usare a loro vantaggio vedi caso di Castelfalfi.

Evidenzia come la Rete abbia dichiarato la centralità del territorio, potenziale ricchezza durevole nelle sue specificità locali che deve partire da una grande conoscenza dello stesso.

Afferma infatti come non possa esistere una crescita del valore territoriale senza la crescita della cultura della popolazione locale. Il territorio come base per la costruzione di un modello di nuovo sviluppo , mentre attualmente è inteso come piattaforma di saccheggi da parte della rendita. Si trova in una tenaglia formata, da una parte, dalla forte rendita fondiaria e, dall’altra, dalla situazione finanziaria in cui si trovano i comuni , situazione creata volutamente per far si che svendano territori e immobili pubblici. Anche la delega ai Comuni dei beni demaniali viene concessa unicamente per poter far cassa . 

Magnaghi con forza rimarca come i centri decisionali delle amministrazioni pubbliche siano sempre più esterni .Per questo il modello della partecipazione attiva dei cittadini è ancora più importante in quanto è l’unica forza che , se ben organizzata , può contrastare il modello consociativo delle politiche dei poteri forti .Per questo diventa ancor più impellente far funzionare il processo partecipativo , cambiare le modalità e aumentare le competenze là dove va gestita . Proprio per rendere efficace tali intenzioni propone, per rendere più operativi e fattibili i processi partecipativi, di inserire nei quadri economici dei progetti pubblici una quota di risorse economiche per poter rendere obbligatori gli iter di progettazione partecipata.

La lettura della nota dell‘Assessore Regionale all’urbanistica Anna Marson nella quale si dichiara disponibile ad un prossimo incontro con i Comitati ha creato aspettative positive fra i comitati presenti, ma anche una certa delusione per la non partecipazione alla conferenza .

Ornella di Zordo nel pomeriggio ha introdotto i numerosi interventi dei diversi comitati, fra i quali il Comitato della Val di Chiana, l’ Associazione Difesa Ansedonia, il Comitato della Maremma ,il Comitato di Livorno, Il Centro Cervati di Seravezza, Salviamo le Apuane, l’Associazione Vivere in Valdisieve ed il Comitato contro il sottoattraversamento alta velocità ed altri ancora .

Ed proprio su sollecitazione di un intervento molto accorato contro il progetto Alta Velocità di Firenze che l’assemblea della Rete Toscana dei Comitati per la difesa del territorio ha ribadito con un comunicato stampa la propria opposizione alla realizzazione del sottoattraversamento AV di Firenze: si chiede di fermare i lavori di cantierizzazione dell’opera – anche in considerazione della totale mancanza di VIA del progetto di stazione Foster – e di considerare il progetto di massima elaborato da tecnici volontari e dall’università che dimostra la possibilità di un potenziamento delle linee di superficie, con un risparmio sensibile da un punto dei vista economico e dei tempi di realizzazione.

Non si può che condividere la soddisfazione di Asor Rosa per la ricchezza dei temi trattati , la passione trasmessa dai vari relatori e comitati intervenuti , e soprattutto per gli impegni morali assunti, nonostante le non taciute difficoltà , nella prosecuzione dei percorsi intrapresi da fare poi convergere in una direzione sempre più unitaria e sempre più forte .

Immagini tratte da: territorioscuola.com

guardian.co.uk

comunivirtuosi.org

puta.it

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