Decrescere a ponente Analisi,Contemporanea-mente

di Claudio Porchia

Vista da Sanremo la crisi, che si è abbattuta sulla Grecia e sull’Europa, appare lontana, anzi lontanissima. In questo lembo di terra baciato dal sole e profumato da mille fiori, il problema della tenuta dell’euro non è facilmente percepito. Ma il martedì nero della borsa, che ha trasformato in spazzatura i bond sotto il Partenone, ha innescato un pericoloso effetto domino che non tarderà a far sentire le sue conseguenze anche all’ombra del Casinò.

Alcune settimane fa, oltre 400 sindaci lombardi, strozzati dai tagli, hanno dato vita ad una manifestazione bipartisan per chiedere la revisione del patto di stabilità. Nella nostra provincia, a parità di condizioni, i sindaci in genere preferiscono adottare la tattica dello struzzo e nascondere la testa sotto la sabbia. Calano i proventi del Casinò, (vedi articolo: Qui) manca una compensazione dei mancati introiti dell’Ici, la crisi dell’edilizia riduce gli oneri di urbanizzazione ed il patto di stabilità impedisce gli investimenti anche ai comuni virtuosi. Di fronte ad un progressivo svuotarsi delle casse comunali, la politica locale riesce soltanto a dividersi sulla ‘speranza’: da un lato c’è chi confida in un aiuto ‘ministeriale’ e dall’altro chi spera nell’elezione di un ‘amico’ nella nuova giunta regionale.

Siamo sull’orlo del baratro e con spensieratezza ci viene proposto di fare un passo avanti. Qualcuno proverà a moltiplicare i pani ed i pesci per far quadrare il bilancio, ma i miracoli non sono ancora nelle competenze dei nostri amministratori: il taglio dell’energia elettrica a Villa Magnolie (vedi articolo: Qui) è un segnale da non sottovalutare. Se in questo contesto, già difficile, inseriamo il dato, comunicato dall’Istat, che nel 2009 il reddito delle famiglie è diminuito del 2,8% rispetto al 2008 e che si tratta della riduzione più significativa a partire dagli anni ’90, c’è veramente poco da stare allegri. Non siamo alla ‘frutta’, ma all’amaro di politiche locali che dopo aver tagliato tutti i servizi possibili ed aver aumentato le tariffe, cercano ora nella finanza creativa e nei parcheggi a pagamento le nuove entrate necessarie per mantenere in piedi la ‘baracca’. I greci, potranno al limite privatizzarsi il Partenone, trasformare l’Olimpo in una Spa, scorporare il Peloponneso, pretendere il copyright sulla geometria euclidea e su metà dei concetti filosofici della nostra cultura.

Ma noi, a ponente, come possiamo salvarci? Ci basterà affittare villa Nobel per i matrimoni? (vedi articolo : Qui) Serve una nuova politica che elimini i lussi che a livello locale ancora ci permettiamo. Come quello di non praticare la raccolta differenziata e di conferire in discarica; la sontuosità di manifestazioni culturalmente inutili ed insieme dannose per il turismo; l’ostinazione nel privilegiare il trasporto privato a scapito di quello pubblico; il mantenimento di inutili enti e improduttivi consigli di amministrazione; l’incomprensibile rinuncia alle energie rinnovabili e alternative, solo per citarne alcuni. Viviamo nel lusso e neppure ce ne accorgiamo. Nel brevissimo periodo serviranno amministratori capaci di guidarci verso una ‘decrescita’, che potrebbe essere felice se condivisa. Diversamente, altri decideranno per noi e la nostra decrescita sarà triste.

Foto tratte da:
riviera24.it
digilander.libero.it

Decrescere a ponente
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