Rigassificatore di Panigaglia, un aggiornamento Analisi,Contemporanea-mente,In Evidenza

di Marco Grondacci

no-al-raddoppio-rigassOccorre fare il punto sulla vicenda del progetto di ampliamento del rigassificatore di Panigaglia alla luce del parere della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente che dovrà ora essere recepito dal Ministro e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale: da allora scadranno i termini per la sua eventuale impugnazione.
E’ importante ricordare che il giudizio di VIA positivo del Ministero dell’Ambiente non può aggirare il “no alla Intesa” votato dalla Giunta Regionale Ligure. Infatti la procedura di VIA riguarda gli aspetti di compatibilità ambientale del progetto , mentre l’Intesa è riferita anche alle materia governo del territorio e programmazione energetica che vedono un ruolo rilevante delle Regioni come emerge dal titolo V della Costituzione e dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale sui rapporti Stato – Regioni in materia di infrastrutture strategiche .
Esaminiamo ora gli aspetti più critici del parere della Commissione VIA prima di presentare alcune prime conclusioni operative per i prossimi mesi.

STRATEGICITÀ DELL’AMPLIAMENTO DI PANIGAGLIA NELLA POLITICA EUROPEA E NAZIONALE IN MATERIA DI ENERGIA

Il Parere della Commissione VIA non ha minimamente motivato la effettiva esistenza della strategicità dell’impianto di Panigaglia in chiave di mercato comune della energia.
Il parere infatti cita stravolgendola una Decisione della UE che in realtà non inserisce l’impianto di Panigaglia nei progetti prioritari di livello trans europeo.

OBIETTIVI NAZIONALI ED EUROPEI CONTRO L’EFFETTO SERRA

L’elenco dei benefici alla lotta contro l’effetto serra che secondo il Parere della Commissione VIA verrebbe prodotto dal progetto di ampliamento dell’impianto di Panigaglia è totalmente infondato
Infatti il progetto di ampliamento di Panigaglia non rispetta il criterio (ex Direttiva quadro sul mercato comune dell’energia) secondo il quale deve essere dimostrato il contributo del nuovo impianto, da autorizzare al conseguimento dell’obiettivo generale della Comunità, di una quota pari almeno al 20 % di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia nel 2020 (obiettivo previsto dalla Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili).

PIANIFICAZIONE REGIONALE DELL’ENERGIA

Il progetto in esame non tiene minimamente in considerazione non solo e non tanto la pianificazione energetica regionale e provinciale ma soprattutto la ripartizione dei poteri Stato – Regioni in questa materia, discendenti in primo luogo dalla riforma del titolo V della Costituzione . In particolare, in base a questa ripartizione, non è possibile autorizzare impianti del tipo in esame senza l’Intesa con la Regione e senza compatibilità con gli strumenti di pianificazione esistenti generali e settoriali d’ambito regionale e locale.

DRAGAGGIO DEI FONDALI PROPEDEUTICO ALL’ATTRACCO DELLE NUOVE NAVI GASIERE

Il parere della Commissione VIA non poteva essere rilasciato prima della conclusione della apposita Conferenza dei Servizi che avrebbe dovuto approvare il progetto di dragaggio – bonifica.

RISPETTO DEGLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE URBANISTICA REGIONALI E LOCALI

Il parere della Commissione VIA non ha tenuto in considerazione la non conformità del progetto di ampliamento con il Piano paesaggistico regionale, con il Piano territoriale di coordinamento provinciale, con il PUC di Portovenere. Non a caso la recentissima modifica delle procedura autorizzatorie dei rigassificatori ( legge 99/2009) ha precisato ulteriormente che: “ L’intesa con la regione costituisce variazione degli strumenti urbanistici vigenti o degli strumenti di pianificazione e di coordinamento comunque denominati o sopraordinati alla strumentazione vigente in ambito comunale “.
Non solo ma la Commissione VIA non ha tenuto conto di un autorevole indirizzo giurisprudenziale secondo il quale in assenza di conformità urbanistica non può essere rilasciato giudizio di VIA positivo (da ultimo CdS sez. VI, 28 agosto 2008 n. 4097).

RISPETTO DELLA NORMATIVA SUI RISCHI DI INCIDENTI INDUSTRIALI

Come viene confermato dal Parere della Commissione VIA manca il nulla osta previsto dalla normativa sulle industrie a rischio . Nulla osta che dovrebbe precedere il giudizio di VIA come previsto dalla normativa sulle industrie a rischio di incidente rilevante .
La Commissione VIA non rileva inoltre la mancanza dell’aggiornamento del Piano di emergenza esterno che è obbligatorio per la conclusione della istruttoria della normativa suddetta ma più in generale per l’autorizzazione finale del progetto di ampliamento ( come affermato dalla Circolare Ministero Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica – Area Rischi Industriali 15/1/2008).

LA EVOLUZIONE DEI DATI SULLA OFFERTA DEL GAS IN ITALIA

Come è emerso da una recente inchiesta del Sole 24 ore (del 13/10/2009) l’offerta del gas per il sistema Italia da qui ai prossimi 5 anni è assolutamente sovradimensionata, soprattutto se verranno realizzati altri rigassificatori oltre a quello di Rovigo . Tutto ciò non fa che confermare quello che sosteniamo da tempo: l’ampliamento dell’impianto di Panigaglia non ha alcun valore strategico per il sistema energetico nazionale, mentre ha la finalità di appropriarsi di grandi quantitativi di gas da spendere sul mercato internazionale per operazioni chiaramente speculative. Il tutto utilizzando un sistema tariffario che permette ai rigassificatori come quello di Panigaglia di compensare anche le fasi di chiusura per manutenzione (vedi la recente Delibera dell’Autorità per l’energia dello scorso luglio 2009).

I limiti del parere della Commissione VIA dimostrano la superficialità con la quale il percorso d’autorizzazione del progetto di ampliamento dell’impianto di Panigaglia è stato fino ad ora condotto. Tutto ciò rafforza i motivi del” no alla Intesa” deliberato dalla Regione Liguria ma soprattutto fa emergere la necessità di una forte mobilitazione contro il progetto di ampliamento e più in generale la presenza di questo impianto , lavorando in primo luogo per informare i cittadini del golfo di Spezia sui rischi legati al rigassificatore .

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Rigassificatore di Panigaglia, un aggiornamento
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Recent Comment

  1. Sergio Burlin

    Complimenti per le Vostre azioni !! Noi a Trieste siamo nelle stesse vostre condizioni, con un golfo ancora più piccolo e fondali con la massima profondità di 20 metri che dovrebbero venire dragati ( sito inquinato di interesse nazionale )per collegare il rigassificatore fino a Monfalcone circa 30 km . Vi pregherei se riuscite spedirmi l’ordinanza della capitaneria di porto inerente la navigazione nel golfo all’arivo delle metaniere. A trieste non riesco a farmi dare niente ..solita maf… Ringraziando sentitamente sergio burlin

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