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	<title>Commenti a: Poeti avvelenati: storia di una delle più provinciali province italiane.</title>
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		<title>Di: Franco</title>
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		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 11:35:01 +0000</pubDate>
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		<description>Meno male che dopo decenni di omertà forse mafiosa qualcuno comincia a parlare. Giornalisti americani, tedeschi, spagnoli, francesi (meno gli italiani) sullo scandalo dei veleni alla Spezia, una storiaccia che da altre parti avrebbe spazzato via un&#039;intera classe politica e amministrativa che ha portato ad una simile irreversibile situazione.
Adesso, com&#039;era prevedibile, i miliardari (sulla pelle degli spezzini) non pagheranno le bonifiche (cifre che nepure lo stato può affrontare) né le malattie dei cittadini (attuali e soprattutto futuri), il processo agli inquinatori della Spezia e di Pitelli andrà in prescrizione, dopo 10 anni di dibattimento (tanto paghiamo tutto noi). L&#039;importante è che chi sa non parli, o non parli oltre il dovuto: sennò cadrebbe il castello di carte, anzi di corruzione.
Nessuno parla dei personaggi della Mafia e della Camorra coinvolti nelle discariche e e altri soggetti internazionali  nell&#039;affare delle navi a perdere, e del perché alla Spezia ci sono spesso picchi di radioattività fuori norma (ormai lo abbiamo capito: tutte le navi dei veleni partivano da lì). Proprio una bella città! libertaria (per i delinquenti) e pluralista (per gli affaristi senza scrupoli e gli spedizionieri di dibbia provenienza). E soprattutto convinta del proprio nordismo e della propria pulizia, confidando che la mafia sia solo nel Sud (che barzelletta!)
Quel che è venuto fuori è perché si sono mosse Procure di altre città come Asti ecc. Ma si dice che il giudice Tarditi (al quale la cittadinanza onesta spezzina dovrebbe intitolare una piazza) se passasse in città verrebbe impallinato (e forse non solo metaforicamente). Si è preferito finora deriderlo e sbeffeggiarlo come un giudice-protagonista: ancora  ora i notabili cittadini lo considerano tale, dopo tutto quel che è venuto fuori, ed altro che si tenta di nascondere.
Bisogna sperare nei pentiti: quelli ogni tanto tirano fuori qualcosa e allora addio tranquillità spezzina!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Meno male che dopo decenni di omertà forse mafiosa qualcuno comincia a parlare. Giornalisti americani, tedeschi, spagnoli, francesi (meno gli italiani) sullo scandalo dei veleni alla Spezia, una storiaccia che da altre parti avrebbe spazzato via un&#8217;intera classe politica e amministrativa che ha portato ad una simile irreversibile situazione.<br />
Adesso, com&#8217;era prevedibile, i miliardari (sulla pelle degli spezzini) non pagheranno le bonifiche (cifre che nepure lo stato può affrontare) né le malattie dei cittadini (attuali e soprattutto futuri), il processo agli inquinatori della Spezia e di Pitelli andrà in prescrizione, dopo 10 anni di dibattimento (tanto paghiamo tutto noi). L&#8217;importante è che chi sa non parli, o non parli oltre il dovuto: sennò cadrebbe il castello di carte, anzi di corruzione.<br />
Nessuno parla dei personaggi della Mafia e della Camorra coinvolti nelle discariche e e altri soggetti internazionali  nell&#8217;affare delle navi a perdere, e del perché alla Spezia ci sono spesso picchi di radioattività fuori norma (ormai lo abbiamo capito: tutte le navi dei veleni partivano da lì). Proprio una bella città! libertaria (per i delinquenti) e pluralista (per gli affaristi senza scrupoli e gli spedizionieri di dibbia provenienza). E soprattutto convinta del proprio nordismo e della propria pulizia, confidando che la mafia sia solo nel Sud (che barzelletta!)<br />
Quel che è venuto fuori è perché si sono mosse Procure di altre città come Asti ecc. Ma si dice che il giudice Tarditi (al quale la cittadinanza onesta spezzina dovrebbe intitolare una piazza) se passasse in città verrebbe impallinato (e forse non solo metaforicamente). Si è preferito finora deriderlo e sbeffeggiarlo come un giudice-protagonista: ancora  ora i notabili cittadini lo considerano tale, dopo tutto quel che è venuto fuori, ed altro che si tenta di nascondere.<br />
Bisogna sperare nei pentiti: quelli ogni tanto tirano fuori qualcosa e allora addio tranquillità spezzina!</p>
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